| Appunti Comunicazione Visiva (Alessandra Paccoi) |
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TRACCE, PROFILI,
PERCORSI OGGETTO DELL'INDAGINE: • l'immagine come oggetto concreto, insieme di elementi visivi fissati su un supporto mediante apposite tecniche e pertanto disponibile a un'attività di esplorazione visiva e interpretazione da parte di un soggetto. • Il riferimento alle tecniche permette di distinguere tra diversi tipi di immagini: disegni, affreschi, dipinti, incisioni...fotografie, illustrazioni, immagini digitali ecc. L'ANALISI "metodo conoscitivo che procede dall'individuazione e dallo studio dei particolari; scomposizione di un tutto organico nelle sue parti" (Devoto-Oli) Quindi: scomposizione e ricomposizione, eventualmente a partire da un modello astratto, dell'oggetto di studio I passi 1. Scelta di un oggetto 2. Individuazione del suo funzionamento 3. Smontaggio dell'oggetto in componenti minime e primarie 4. Comprensione del modo in cui le componenti contribuiscono al funzionamento 5. Valutazione e generalizzazione L'articolazione • Primo livello percettivo e interpretativo: l'immagine si presenta come un tracciato di linee e punti tali da determinare delle forme (dotate o meno di colore) disposte all'interno di uno spazio bidimensionale • Secondo livello: l'immagine si presenta come la riproduzione grafica di una scena del mondo naturale tridimensionale. E' il contenuto del primo livello a permettere il passaggio al secondo ( retinatura, linee ecc.), non ché il possesso di conoscenze anteriori alla visione dell'immagine • Il processo interpretativo consiste in un gioco a tre termini: 1. Gli stimoli grafici e i materiali percettivi offerti dell'immagine 2. L'universo di conoscenze e competenze (visive e concettuali) comuni a chi ha costruito l'immagine e al suo spettatore 3. L'attività interpretativa dello spettatore. 4 LIVELLI (CICLI) INTERPRETATIVI E RELAZIONI TRA IMMAGINE E SPETTATORE : • livello plastico Il riconoscimento di una superficie di pure line, forme, testure e colori; area indagata la propria superficie di linee, forme, testure e colori: • livello figurativo Il riconoscimento di una scena del mondo naturale; : l'indagine di una scena rappresentativa di oggetti e spazi del mondo naturale • livello comunicativo Il riconoscimento di una posizione dello spettatore rispetto a tale scena; Una posizione (spaziale e narrativa) nei confronti della scena • livello metacomunicativo Il riconoscimento di una posizione dello spettatore rispetto alla stessa situazione nella quale è calato. l'indagine di una posizione nei confronti della stessa situazione spettatoriale . LIVELLO PLASTICO Percezione, interpretazione, livello plastico dell' analisi dell'immagine: Noi "costruiamo" quello che vediamo molto più di quanto non ci rendiamo conto. Primo livello: • Individuazione delle componenti plastiche presenti nell'immagine: ü Campo, macchia, punto e linea ü La macchia: in forma di punto o di campi di punti. introduce il campo visivo(testura) ü La linea: lunghezza, spessore, andamento, funzione rispetto alla definizione delle forme ü La forma: è la prima entità autonoma e organizzata che si presenta alla percezione (simmetria, dissimmetria; forme tipo), grazie a una serie di "ordinatori percettivi" ü Alla definizione della forma contribuiscono tipicamente la macchia e la linea • Criteri di descrizione e classificazione delle forme ü Andamento del contorno (diritto/curvo; spigoloso/fluido; spesso/fine ecc.) ü Caratteri geometrici bidimensionali (presenza di assi, simmetrie interne ecc.) ü Formato ( grandezza relativa alle altre forme non ché alle dimensioni del campo di riferimento delimitato dai bordi-cornice) ü Funzione (la forma può essere mimetica o astratta, geometrica o non geometrica). • La testura ü E' costituita da un motivo grafico a struttura costante, formato dalla ripetizione su una superficie di elementi base di minime proporzioni ( retino tipografico) ü Nel disegno al tratto affida alle testure la definizione delle forme per contrasto ü Utile per determinare la tridimensionalità delle forme e la loro qualità luministiche e espressive • Il colore ü Tono o cromaticità o tinta o tonalità: è la proprietà che ci permette di denominare un colore e dipende dalla lunghezza d'onda della radiazione luminosa (dominante) ü Brillanza o brillantezza o luminosità: è la maggior o minore vivacità del colore e dipende dall'intensità della radiazione luminosa ü Saturazione: è il grado di purezza della tinta, la miscelazione del colore con la componente acromatica grigio/bianca ü Il colore può costituire la forma (in assenza di linee di contorno) oppure intervenire all'interno di una forma già costituita per caratterizzarla. • La disposizione delle forme nello spazio bidimensionale ü Le forme si dispongono l'una rispetto all'altra, verso l'alto o verso il basso, verso sinistra o verso destra (simbolizzazione: gerarchia o altro) ü Il quadro di riferimento complessivo è determinato dai bordi dell'immagine: rispetto ad essi le forme possono essere centrali o periferiche, concentrate o disperse, con conseguenze per gli equilibri della configurazione complessiva. Secondo livello: assegnazione a queste componenti di un "significato plastico": e cioè possibili rapporti di prossimità o distanza, stasi o movimento, cooperazione o tensione fra le componenti. • Gli investimenti di senso ü Possiamo attribuire un primo significato, plastico, alle forme che abbiamo individuato: si tratta di QUALITA' ü Qualità delle forme: possiamo assegnare alle forme una certa espressività (massiccia, leggera...fluida, solida...) ü Qualità sensibili ai colori: euforici o disforici • Spazio e forme ü Individuare rapporti spaziali fra le forme, bidimensionali, pluriplanari o tridimensionali, la cui percezione dipende da: ü La conformazione delle forme stesse; ü La disposizione delle forme; ü Le dimensioni degli oggetti, la testura, il colore. • Collegamenti tra le forme ü Adiacenza ü Distanza Entrambe per similitudine o contrasto LIVELLO FIGURATIVO Mondo testuale dell'immagine . Immagine in quanto capace di rappresentare ironicamente il mondo reale, mette in scena alcuni soggetti, oggetti, spazi e articolazioni temporali in modo tale che siano riconoscibili e ricostruibili dallo spettatore MOVIMENTI Per poter essere rappresentati devono essere scomposti in fasi puntuali discontinue. Lo spettatore dovrà inferire la continuità perduta Bloccato rappresentazione d una singola fase isolata del movimento Inerenza percettiva (es il pendolo Inferenza cognitiva tramite tracce Contratto : compattazione di fasi differenti del movimento su un'unica figura Inferenza dello spettatore per sciogliere e riordinare le fasi del movimento Evidente nascosto Articolato : scomposizione del movimento in fasi e rappresentazione delle fasi accostate spazialmente l'una all'altra. Dove la successione temporale viene tradotta in successione spaziale Nascosto (diversi fasi distribuite su soggetti differenti) Evidente (diverse fasi del movimento di una stessa figura all'interno di un unico spazio) AZIONE Secondo aspetto del mutamento è l'azione intesa come un processo di trasformazione degli stati di cose del mondo testuale articolato in fasi distinte e tale da formare un unità significativa. Fasi distinte in termine logico (causa/effetto) cronologica (prima/dopo) Fasi iniziale,centrale, finale Importanti diventano : strutturazione dello spazio, congiunzioni iconiche , moltiplicazione delle cornici che delimitano lo spazio Rappresentazione di Azioni singole Puntuale (una delle tre fasi è isolata e rappresentata, e altre inferite tramite inserimento elementi plastici) Sequenziale ( disponendo in sequenza 2 o + fasi su uno o più soggetti) Rappresentazione di Aggregati di azione quando due o più azioni necessitano della manifestazione della relazione tra loro esistente Su uno stesso soggetto (fasi puntuali su diverse parti del corpo) Su soggetti diversi (distribuzione delle azioni su soggetti diversi utilizzando Astanti ed Indicatori per correlarle) Rappresentazione di Racconti iconici , quando aggregati di azioni sono separati da una distanza cronologica e riuniti in una unità logica superiore (uso spazio/temporale) Singola cornice ü sostituendo con un elemento scenico una fase narrativa, permettendo l'inferenza tramite legame metonimico (Metonimia) o un sostituzione sineddotica ( sineddoche) ü Rappresentando all'interno della singola cornice fasi differenti del racconto su personaggi anche diversi Singola cornice prolungata Sequenza di cornici moltiplicando le cornici in base a cicli narrativi del racconto tra loro correlate PASSIONE : Il terzo aspetto del mutamento che può essere rappresentato nell'immagine è la passione.( Il mutamento interiore e la sua rappresentazione). Con il termine "passione" in questo contesto si intende un processo di trasformazione degli stati interiori dei personaggi, delle loro condizioni d'animo e del loro sentire. Analogie, differenze e connessioni con la rappresentazione dell'azione Analogie la passione è articolabile in unità rappresentative di crescente complessità. Avremo quindi: La singola passione può essere espressa in termini puntuali : una particolare fase di un singolo evento passionale viene isolata e messa in scena • Categorie della temporalizzazione: prima vs durante vs dopo /anteriorità/ vs /concomitanza/ vs / posteriorità/; /Duratività/Iteratività/ /puntualità/ • Fase dell'azione iniziale (incoatività) centrale(duratività) finale (terminatività). • Un periodo è una permanenza denominata (l'inverno, la passeggiata) • Un evento è un'incidenza denominata (la presa della Bastiglia, la fermata). O sequenziale distribuzione delle sue fasi su diversi personaggi Sovrapposizione tra il registro logico-cronologico e quello intensivo Alla scansione in fasi si aggiunge una modulazione in gradi di intensità passionale. Il dolore cresce e si amplifica di figura in figura Rappresentazione dell'aggregato di passioni Un primo montaggio delle passioni in aggregati complessi avviene all'interno del corpo di uno stesso soggetto. • Due strategie principali: • rappresentare lo stato passionale precedente per sineddoche; • Assegnare eventi patemici differenti alle diverse parti del corpo del personaggio. (Nel quadro, le due zone illuminate del braccio individuano due stati tensivi opposti: a sinistra tensione (odio omicida) a destra distensione (innamoramento) L'onda passionale si propaga in questo caso orizzontalmente, con un punto di interruzione, segnalato dall'ombra.) Gli aggregati di passioni possono essere infine collegati all'intero di un racconto patemico. Questo può esaurirsi all'interno di un'unica cornice (cfr. "La caduta della manna" di Poussin) oppure essere distribuito su più cornici (cfr. Gian Lorenzo Bernini, La Cappella dell'Annunziata di san Lorenzo in Lucina) Rappresentazione Racconto patemico che collega aggregati di passione all'interno della stessa cornice o distribuite su più cornici Mezzi espressivi: pose mimiche e fisiognomiche, dislocazione spaziale delle figure e vettori di collegamento tra di esse. Differenze tra passione ed azione • l'identificazione della passione da parte dello spettatore si basa su un sapere culturale più finemente organizzato Ogni contesto culturale elabora un sistema delle passioni, dotato sia di un piano del contenuto (passioni chiave) sia un piano dell'espressione (strumenti espressivi, ottenuti combinando tratti mimici e fisiognomici) Il corpo come portatore di un evento somatico: importanza del volto, dei punti di snodo, dell'orientamento globale. • la rappresentazione della passione sovrappone due registri espressivi: Il primo è quello già noto dell'articolazione logico-cronologica dell'evento passionale in fasi (tende a separare e distinguere) Il secondo registro è dato dall'intensità: viene espressa dal grado di tensività degli elementi del mondo testuale che veicolano la passione (es.: deformazioni di forme e colori rispetto a uno stato di quiete o grado passionale zero (tende a riunificare in un unico flusso con la modulazione). La connessione tra azioni e passioni nella rappresentazione iconica L'espressione delle passioni si trova normalmente connessa con l'espressione delle azioni • Esempi di rappresentazione di azioni investite da un flusso passionale. • Le illustrazioni di Verne: prese da resoconti di viaggi reali e virate passionalmente • Ancora Poussin il racconto delle azioni viene sovrastato e sostituito dal racconto patemico. Collegamenti tra oggetti e soggetti del mondo testuale, ai fini delle indicazioni per la costruzione del senso da parte dello spettatore. metonimici di tipo consequenziali In presenza esprime la logica del racconto In assenza da suggerimenti tramita l'assenza di fasi metaforici per analogia In presenza immagini nelle immagini, metafore prolungate In assenza collegamenti affidati alle conoscenze dello spettatore LIVELLO COMUNICATIVO Immagine in quanto responsabile della costruzione di rapporti tra lo spettatore e il mondo testuale di tipo spaziale e narrativo due aspetti distinti ma strettamente correlati. I rapporti spaziali definiscono la posizione delle spettatore rispetto al mondo testuale, che viene reinterpretata ossia riletta in quanto correlata allo spazio fittizio messo in scena dall'immagine I rapporti narrativi definiscono il ruolo dello spettatore rispetto a quanto rappresentato nell'immagine che viene reinterpretato il suo atto di guardare l'immagine , viene coinvolto all'interno della scena rappresentata. COSTRUZIONE DEL PUNTO DI VISTA La logica che governa questo meccanismo consiste nell'istituire e posizionare dei soggetti vicari dello spettatore direttamente indirettamente implicati nel mondo testuale. Tali soggetti svolgono operazioni di sguardo analoghe a quelle in cui è impegnato lo spettatore stesso. Sono dei mediatori tra lo spettatore e il mondo testuale SETTE PASSI 1 guardato di base = lo spettatore si determina la distanza e l'angolazione dello S rispetto all'immagine mediante la scelta della taglia e della collocazione dell'immagine 2 guardato secondario di primo grado = l'osservatore viene implicato dall'immagine, non è rappresentato in forma esplicita e figurativa, viene richiamato a) in quanto destinatario delle pose dei personaggi figurativizzati (e. lo sguardo in un ritratto) b) viene reso presente in quanto principio organizzante dello spazio figurativo (es. punto di fuga ) 3 guardato secondario di secondo grado = astanti ed indicatori rappresentati direttamente sono personaggi presenti nella scena impegnati a guardare o indicare l'azione centrale, o anche indirettamente metaforicamente mediante oggetti ed elementi spaziali (es specchi, ritratti) ossia tramite insegne od epigrafi. 4 assegnazione spaziale ai sistemi guardanti secondari i soggetti di sguardo ricevono una posizione all'interno dello spazio del mondo testuale, ciascuna posizione è definita in relazione alle altre ü coincidenza dei sistemi di sguardo (angolazione e distanza) ü rotazione di un sds rispetto ad un altro ü frontalità di un sds rispetto ad un altro 5 assegnazione di attività interpretativa ai sistemi di sguardo secondari in base i soggetti di sguardo vengono investiti di un ruolo narrativo all'interno del mondo testuale. Il soggetto percepisce (vede) e in base a questa percezione mstra di venire a conoscere e quindi reagisce passionalmente rispetto a quanto vede e sa = attività interpretativa rispetto al mondo testuale ü Percepisce rapporto di tipo visivo ü Comprende relazione di tipo cognitiva ü Patisce relazione di tipo patetica La relazione interpretativa dell'osservatore viene espressa per implicazione, quella degli astanti ironicamente (pose, espressioni) quella delle epigrafi deriva da connotazioni simboliche (es raggi di luce) 6 definizione della posizione dello spettatore definizione della posizione reciproca tra lo spettatore e l'osservatore che possono ü coincidere l'angolazione dello osservatore rispetto al mondo testuale è uguale a quella dello spettatore ü lateralità l'osservatore viene posto lateralmente rispetto al mondo testuale, posizione difficile da assumere da parte dello spettatore ü frontalità l'osservatore è posizionato specularmene rispetto allo spettatore 7 definizione del ruolo narrativo dello spettatore assegnazione allo spettatore delle relazioni interpretative che i soggetti di sguardo secondari intrattengono con il mondo testuale al fine di offrire alo spettatore la possibilità di stringere con il mondo testuale le stesse relazioni che si sono create tra i soggetti dello sguardo e il mondo testuale. CONFIGURAZIONE DEL PUNTO DI VISTA Punto di vista e coinvolgimento dello spettatore In che modo il meccanismo di costruzione del punto di vista funziona nel definire differenti gradi di coinvolgimento o distacco tra spettatore e mondo testuale? Mediante tre ordini di variabili:
3. Presenza di astanti e/o indicatori e delle loro attività interpretative (assenza/distacco; presenza/coinvolgimento)
A = distacco completo dello spettatore B = Il distacco parziale: L'impiego degli astanti e degli indicatori Essi mettono in scena azioni di interpretazione rivolte al mondo testuale, in tal modo costituiscono una guida e un'indicazione allo spettatore su cosa guardare e su come guardarlo Ind.1: guardare un altro soggetto (un astante o l'osservatore) per attrarre la sua attenzione. Ast.1: guardare chi sta indicando, mostrando di aver raccolto il richiamo di attenzione Ind.2: indicare a costui l'azione da interpretare Ast. 2: volgere lo sguardo verso l'azione indicata percependo e conoscendo tale azione Ind.3: mostrare a costui (solitamente in forma abbozzata) le reazioni patemiche più opportune Ast.3: reagire patemicamente a quanto visto e conosciuto C/D = Il coinvolgimento parziale dello spettatore la soggettività tramitepercorsi inferenziali di tipo diagnostico (dall'effetto (rappresentato) alla causa: es., distorsione ecc., configurazione di soggettività) I mezzi e gli artifici atti a rappresentare un'attività interpretativa più complessa del soggetto osservatore sono principalmente di tre tipi: L'angolazione anomala del punto di vista variazione dell'angolazione tridimensionale del pdv dell'osservatore rispetto al mondo testuale osservato, per individuare scorci anomali rispetto a quello frontale, centrale ad altezza d'uomo La deformazione e la dinamizzazione del modello prospettico Un secondo gruppo di artifici volti a esprimere l'attività interpretativa dello spettatore lavora sull'esplicitazione delle "aberrazioni della visione", cioè sulle distorsioni che l'occhio effettua naturalmente rispetto alla visione impersonalmente ordinata e chiara del modello prospettico tradizionale. Si innesta sul sistema una vera e propria attività interpretativa: l'osservatore non solo "guarda" ma "vede", e l'immagine riproduce i risultati di questo vedere La passionalizzazione della visione un'interpretazione passionale di oggetti e paesaggi a opera dell'osservatore; il paesaggio - un tempo luogo del non-io - si carica ora di valori soggettivi e patetici ( esplicitazione dell'aspetto patmico attraverso mezzi plastici e figurativi) l'interpellazione tramite percorsi inferenziali di tipo prognostico (configurazione di interpellazione - caso D): l'attività interpretativa dell'osservatore viene qui inferita a partire da quanto la suscita e la indirizza, ad esempio le pose dei soggetti in scena, i loro sguardi, gli inviti, le relazioni ecc. L'immagine presenta elementi che si possono leggere come le cause dell'attività interpretativa. • Essendo l'osservatore il soggetto implicito della visione, la sua attività interpretativa non può essere rappresentata direttamente ma deve essere inferita dallo spettatore a partire da alcuni indizi testuali. • Nudi H = coinvolgimento completo dello spettatore La coincidenza degli sguardi è realizzata attraverso una serie di operazioni Attraverso gli spazi costituendo una continuità tra spazio temporale e spazio contestuale, e conseguente omologazione dei due spazi
Attraverso i soggetti
Punto di vista e temporalita dello spettatore Nel sistema di sguardo vi è anche il carattere temporale che risulta da una mediazione tra quello rappresentato nella scena , quello dell'osservatore e quello dello spettatore. Massimo distacco dell'osservatore (vedi piramo e tisbe) Dimensione t. implicita del mondo testuale/temporalità sincronica Dimensione t. implicita dell'osservatore / temporalità a-cronica Dimensione t presupposta dello spettatore/ temporalità diacronica Coinvolgimento completo (natura morta o annuncio pubblicitario, ritratti o architetture dipinte) L'annullamento spaziale e temporale del mondo testuale annulla il tempo dell'osservatore, e nello stesso tempo diventa elastico, modellabile rispetto al sistema temporale dell'osservatore. (la scena è tale mentre si guarda) LIVELLO META COMUNICATIVO Ritorno alla spettatore relativamente alla situazione interpretativa Immagine riflessiva Relazione di tipo riflessiva la scena rappresentata si rivela, in vario modo e in varia misura, uno specchio per lo spettatore, rinviandogli l'immagine della propria attività L'immagine rinvia allo spettatore e a se stessa, riflette su se stessa, instaura un discorso avente per oggetto ciò che essa è. Si pone come oggetto autoteorico di ordine visivo Segnali di rinvio che rimandano all'attività dello spettatore Primo criterio la messa in scena di differenti fasi del processo di costruzione e visione dell'immagine Fasi del ciclo dell'immagine (costruzione, sussistenza, interpretazione) Secondo criterio è costituito dal livello di rinvio alle varie fasi del ciclo Livello (esplicito , implicito, presupposto) Le configurazioni di rinvio alla situazione interpretativa Giudizio epistemico di verità/verosimiglianza Ulteriore ciclo interpretativo creato dallo sfalsamento tra il mondo rappresentato e il contesto in cui si svolge l'interpretazione Oggetto del giudizio (mondo testuale, sguardo) Tipo di giudizio (verità, verosimiglianza) Percorsi del giudizio : verità, menzogna,segreto,visionarietà |
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