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Libro: Analisi semiotica dell‘immagine I
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Scritto da Hermine   

COMUNICAZIONE VISIVA

Libro: Analisi semiotica dell‘immagine

 

Tracce, profili e percorsi

 

La semiotica si occupa dello studio dei segni, della loro produzione e della loro funzione. I segni sono unità comunicative che sono composte da un significante e da un significato. I segni assumono il loro valore solo se inseriti in testi (es. lupo inserito nella zoologia, nel racconto di Cappuccetto Rosso, oppure in Lupo Alberto). Quindi c’è una relazione tra lo studio dei segni e lo studio dei testi.
L’immagine è un testo visivo che mette in relazione lo spettatore con l’oggetto e le entità simboliche. L’immagine viene interpretata all’interno di un processo interpretativo che è dinamico e che è composta da 3 elementi: stimoli grafici, l’universo di conoscenze e attività interpretativa.
Il processo interpretativo è un processo ciclico e costruttivo, ci sono 4 cicli:
1° ciclo: riconoscere forme, linee, colore e testure
2° ciclo: riconoscere la scena come appartenente al mondo naturale
3° ciclo: riconoscere la posizione dello spettatore rispetto alla scena
4° ciclo: riconoscere la posizione dello spettatore rispetto alla situazioni in cui lo spettatore si è calato.
L’immagine quindi mette in relazione lo spettatore con le entità simboliche. Ci sono più livelli:
livello plastico: si concentra sulla relazione tra spettatore e forme, colori, linee e testure
livello figurativo: si concentra sulla relazione tra spettatore e la scena (riconoscere elementi del mondo naturale)
livello comunicativo: si concentra sulla posizione dello spettatore rispetto alla scena
livello metacomunicativo: si concentra sulla posizione dello spettatore rispetto alla situazioni in cui si è calato.
Ogni livello ha un sottolivello e ogni ciclo ha un sottociclo.

 

Livello plastico

 

Il livello plastico mette in relazione lo spettatore con colori, forme, linee e testure dell’immagine e quindi con la superficie significante dell’immagine.
Iniziamo con il sottolivello figurativo plastico e quindi con le macchie che vengono viste dallo spettatore come punti. I punti possono essere oggetti figurativi oppure fare parte di testure. Le testure sono campi in cui si ripetono punti e linee. Questi campi vengono ripresi (quindi ce ne sono di più) e possono essere uguali oppure simili. Le linee vengono divise in base alla lunghezza e in base alla larghezza. Le forme sono la prima entità autonoma dell’immagine e le forme si distinguono grazie ai colori, alle linee di contorno, alle testure. I colori sono divisi in base alla tonalità, alla luminosità e alla saturazione.
Proseguiamo con il sottolivello non figurativo plastico in cui esaminiamo:
-          la qualificazione della forma: la forma può esprimere leggerezza, può essere massiccia, avere una componente fluida. La qualità della forma è determinata anche dal colore, ci sono toni caldi e freddi;
-          la spazializzazione della forma: si tratta della combinazione spaziale tra le forme (es. incorporazione). In questo contesto si introduce la profondità che è determinata dalla dimensione della forma, dal colore e dalla tesatura;
-          la dinamizzazione della forma: la forma può essere dinamica. In questo contesto parliamo di effetti interpretativi che dipendono dallo spazio e dalla forma oppure dallo spazio e dalle differenze tra le forme;
-          collegamenti tra le forme: le forme possono essere collegate
o   in adiacenza per similitudine (linee vettoriali) e per contrasto oppure ^
o   in distanza per similitudine (assonanza o rima plastica) e per contrasto (dissonanza plastica).
-          configurazione complessiva dell’immagine può essere equilibrata (non dinamica) oppure non equilibrata (dinamica).
Il livello plastico è una scoperta recente. La scuola semiotica francese ha riconosciuto la sua indipendenza e la sua influenza sul livello figurativo. Quindi lo spettatore non solo deve cogliere il significato dell’immagine, ma anche ciò che vede!

 

Livello figurativo

 

Il livello figurativo mette in relazione lo spettatore con elementi del mondo testuale che sono quindi icone di elementi del mondo naturale. Lo spettatore ha l’obbiettivo di riconoscere questi elementi (soggetti, oggetti, spazi del mondo testuale).
Inoltre il livello figurativo si occupa di studiare il cambiamento dato da movimenti, azioni e passioni.
Il movimento è rappresentato grazie allo spostamento di oggetti e di soggetti all’interno dello spazio del mondo testuale. Il movimento può essere bloccato, contratto o articolato.
Il movimento bloccato prevede che lo spettatore utilizzi un’inferenza percettiva o cognitiva. L’inferenza cognitiva è rappresentata nell’immagine grazie a delle tracce che riportano il movimento (es. nuvolette per rappresentare il movimento di partenza di una macchina). A livello dell’inferenza percettiva troviamo le linee vettoriali oblique e lo squilibramento nella composizione dell’immagine. Elementi in movimento vengono rappresentati nel momento/nell’istante di stasi. Se si desidera rappresentare il movimento di un pendolo, bisogna rappresentarlo nel momento di massima energia potenziale, di minima energia cinetica e di minima velocità.
L’azione è un cambiamento dello stato di cose all’interno del mondo testuale che viene rappresentato nell’immagine grazie a fasi che ridanno l’unità significativa dell’azione. L’azione ha un articolazione logico-cronologica, cioè l’azione rispetta prima/poi e causa/effetto. L’azione è divisa in azione iniziale (incoativa), azione centrale (continuativa) e azione finale (terminativa).
L’azione ha differenti livelli:
-          azione puntuale: si tratta di una semplice e pura azione che rappresenta una sola fase dell’azione ma che fa comprendere allo spettatore l’azione complessiva
-          azione sequenziale: si tratta di due o di tutte e tre le fasi dell’azione che vengono rappresentate all’interno dell’immagine
-          aggregato di azioni: si tratta di più azioni che vengono rappresentate tramite un soggetto oppure tramite più soggetti.
Il collegamento di più aggregati di azione forma un racconto iconico che può essere inserito in una singola cornice, in una singola cornice prolungata oppure in una sequenza di cornici.
Il racconto iconico inserito in una singola cornice può essere rappresentato grazie a più piani oppure grazie a più fasi del racconto.
Il racconto iconico inserito in una singola cornice prolungata rappresenta il racconto diviso in una sequenza che viene inserita all’interno dello spazio del mondo testuale.
Il racconto iconico inserito in una sequenza di cornici ci ricorda le immagini nelle chiese, dove il racconto normalmente inizia da sinistra e prosegue verso destra e dove si inizia dall’alto per proseguire verso il basso. La sequenza delle cornici ci dimostra la relazione tra la narrazione in sequenze e la narrazione all’interno di una cornice.
La passione è un mutamento dello stato interno del personaggio all’interno del mondo testuale e che viene rappresentato nei moti del viso o del corpo dei soggetti.
La passione si articola in:
-          singola passione: viene espressa singolarmente. Inoltre la passione può essere espressa in sequenza (un individuo con una passione + un altro individuo con una passione può provocare un aumento della passione espressa grazie alla somma di passioni.);
-          aggregati di passione: vengono espressi
o   tramite una traccia all’interno dell’immagine di una passione passata oppure
o   ogni evento patemico viene espresso da una diversa parte del corpo di un soggetto;
-          racconto patemico: si tratta di alcuni aggregati di passione.
La differenza tra passione e azione è data da:
-          parlando di passione ci rivolgiamo ad un bagaglio culturale finemente organizzato. Per ogni contenuto c’è in ogni cultura un’espressione (felicità = J)
-          la passione sovrappone due registri espressivi: l’articolazione logico cronologica si sovrappone con il registro che riguarda l’intensità (espressa con il colore oppure la deformazione).
Un sottolivello del livello figurativo è il passaggio dallo studio del significato allo studio del senso figurativo dell’immagine. Importante è il collegamento di soggetti, di oggetti e spazi del mondo testuale. Il collegamento può essere per similitudine (metaforico) e per conseguenza (metonimico). A volte non sono presenti tutti gli elementi nel mondo testuale.

 

 

 

 

 

 

 

Livello comunicativo

 

Il livello comunicativo mette in relazione lo spettatore con il mondo testuale.
Le relazioni sono di due tipi:
-          spaziale: viene definita la posizione dello spettatore rispetto al mondo testuale
-          narrativo: viene definito il ruolo dello spettatore rispetto all’immagine.

 

LA COSTRUZIONE DEL PUNTO DI VISTA DELL’IMMAGINE
Ci sono ben 7 steps per la costruzione del punto di vista dell’immagine:
1° step: istituzione di un sistema di sguardo di base tra lo spettatore e l’immagine. Si tratta di determinare la distanza tra immagine e spettatore e inoltre l’angolazione (in senso verticale e in senso orizzontale). Determinante in questo step è la dimensione dell’immagine e la collocazione della stessa.
2° step: istituzione di un sistema di sguardo secondario di primo grado. Si tratta di determinare la relazione tra immagine e osservatore.
3° step: istituzione di un sistema di sguardo secondario di secondo grado. Si tratta degli indicatori che indicano la scena e degli astanti che assistono e guardano una scena. Inoltre ci sono delle rappresentazioni metaforiche che guardano la scena e sono le insegne e gli epigrafi (porte, specchi, finestre).
4° step: disporre uno rispetto all’altro i due sistemi di sguardo secondari: determinare le posizioni che i soggetti dei sistemi di sguardo secondari ricoprono all’interno del mondo testuale. I singoli soggetti sono in relazione l’uno con l’altro.
5° step: assegnazione di un ruolo interpretativo o narrativo ai soggetti dei sistemi di sguardo secondari. La rappresentazione interpretativa degli astanti viene rappresentata iconicamente attraverso la mimica e delle scene di pose.
6° step: determinazione della posizione tra sistema di sguardo di base e sistemi di sguardo secondari, il protagonista è lo spettatore. L’osservatore può avere la stessa posizione oppure può non avere la stessa posizione (laterale o frontale) rispetto allo spettatore.
7° step: assegnazione allo spettatore dei ruoli narrativi dei soggetti dei sistemi di sguardo secondari all’interno del mondo testuale.

 

La costruzione del sistema di sguardo dell’immagine determina la relazione tra spettatore e immagine e quindi il coinvolgimento o il distacco dello spettatore. Ci sono 3 variabili che lo determinano
-          coincidenza spaziale dei sistemi di sguardo tra osservatore implicito e spettatore;
-          esibizione dell’analisi interpretativa dell’osservatore;
-          presenza o assenza di indicatori e/o astanti e della loro attività interpretativa.
Abbiamo una situazione di distacco completo dello spettatore (nessuna variabile presente), di distacco parziale (presente solo indicatori e/o astanti) oppure di coinvolgimento parziale (presenza di analisi interpretativa dell’osservatore e assenza/presenza di indicatori/astanti) e di coinvolgimento completo dello spettatore (coincidenza, esibizione o non esibizione dell’analisi dell’osservatore, presenza o assenza di indicatori/astanti).

 

 

Livello metacomunicativo

 

Nel livello metacomunicativo ha come oggetto di studio l’immagine e l’immagine mette in relazione lo spettatore con l’interpretazione e la visione dell’immagine stessa. Ciò significa che in questo caso lo spettatore si trova di fronte ad uno specchio (che è l’immagine) che riflette la sua attività di spettatore.
Dove troviamo indicazioni all’interno dell’immagine? Il  ciclo dell’immagine è composta da
-          fase incoativa- costruzione dell’immagine
-          fase durativa e
-          fase terminativa – visione e interpretazione dell’immagine.
Nell’immagine troviamo rappresentata una fase del ciclo. A livello di figurizzazione esplicita abbiamo dei soggetti che esprimono una fase del ciclo dell’immagine, invece a livello di figurizzazione implicita abbiamo l’osservatore che esprime una fase del ciclo.
Inoltre abbiamo un livello di presupposizione in cui troviamo traccia nell’immagine dell’autore e dello spettatore.
Il giudizio epistemico viene dato dallo spettatore che si trova in una situazione di sfalsamento data dalla rappresentazione di fasi interpretative e della visione dell’immagine. Anche in questa situazione lo spettatore riesce ad interpretare ed emettere un giudizio epistemico. Il giudizio esprima se secondo lo spettatore l’immagina è vero oppure verosimile.
 
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