| Appunti sui saggi di Montale - critica letteraria |
| Scritto da Mario Fabiani | |
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Appunti sintetici sui saggi di Eugenio Montale "Dante ieri e oggi" e "E'ancora possibile la poesia?" inseriti nel programma di critica letteraria Montale – Dante ieri e oggi
La gloria di Dante in declino fino al seicento poi rinasce a partire dal settecento. Dante non è un poeta moderno (la scoperta del Dante esoterico). Il pensiero scientifico-tecnologico rischia di portare l’umanità in un nuovo medioevo. La vita e le opere di dante sono strettamente legate. Ma esistono tuttora molti dubbi da chiarire in entrambe. Dante prende le mosse dal Dolce Stil Novo, ma inizia subito a metterne in discussione i presupposti. Beatrice tra simbolo e figura reale. La Vita Nuova come opera preliminare alla Commedia: una vicenda mondana ricreata dall’esperienza cristiana. Il Convivio e il De Vulgari Eloquentia: Dante riflette sulla lingua, e forse prepara e rivede la Commedia. La Commedia non è solo un poema epico, ma contiene diversi stili. La straordinaria commistione di temi metafisici e terreni: Dante era un teologo, un filosofo o un mistico (o tutti e tre insieme) ? La Commedia si basa su un sostrato teologico, filosofico, fisico, astronomico che era proprio del tempo di Dante, e che ora ci è in gran parte oscuro. Ma la poesia sovrastante è tuttora grande poesia senza tempo. Resta però una grande rete di corrispondenze e richiami tutta da svelare. La grande complessità del poema fa pensare che le sue capacità di trasformazione (e di interpretazione) siano ancora ampie, al di là delle letture dei filosofi. Eliot propone una lettura della Commedia legata all’immaginazione sensibile di Dante, in cui ogni astrazione è visibile. Al di là delle interpretazioni allegoriche, si deve intraprendere anche un’analisi delle metafore presenti nella Commedia. Dante potrebbe aver fatto della Commedia una summa e un’enciclopedia del sapere del suo tempo. Ma oggi l’impresa non potrebbe più avere successo. Molti hanno cercato di imitarlo, senza riuscirvi, nei secoli successivi. In un mondo la cui enciclopedia è un coacervo di nozioni senza centro, l’itinerario strutturato di Dante non è più ripetibile. Esempio massimo di oggettivismo e razionalismo poetico, Dante resta estraneo ai nostri tempi, a una civiltà soggettivistica e fondamentalmente irrazionale perché pone i suoi significati nei fatti e non nelle idee. Ed è proprio la ragione dei fatti che oggi ci sfugge. Poeta concentrico, Dante non può fornire modelli a un mondo che si allontana progressivamente dal centro e si dichiara in perenne espansione. Il “miracolo” dantesco è forse frutto di reale ispirazione divina, ma la vera poesia ha sempre il carattere di un dono e pertanto presuppone la dignità di chi lo riceve.
Montale - E’ ancora possibile la poesia?
Il mondo secondo alcuni è prossimo ad una profonda trasformazione, nel senso della nascita di una nuova armonia sociale. Le scienze e la letteratura hanno contribuito al diffondersi dei valori “umanistici”. Non solo i premi Nobel, ma anche tanta umanità sconosciuta ha lavorato contro la violenza, l’oppressione, il fanatismo. La poesia è inutile, ma non fa male a nessuno. Non è una merce, ma di essa si sa poco, è difficile tracciarne la storia. La poesia trae probabilmente le sue origini dalla musica, poi in seguito si fa anche visiva: riunisce due arti in una. Con l’invenzione della stampa, si fa verticale: anche i vuoti hanno un valore. La pittura e la musica, in epoca moderna, si sono allontanate dal naturalismo e si sono rifiutate di rappresentare la realtà. E’ nata l’arte oggetto di consumo, usa e getta. Nella civiltà del benessere, dominata dal nichilismo, l’arte smarrisce la propria identità. L’artista si perde dietro alle mode e alla necessità spasmodica di comunicare. La poesia invece è spesso frutto di solitudine e accumulazione. Alcuni però hanno cercato di adattarla ai tempi: la poesia è diventata spettacolo, facendosi acustica e visiva. La decifrazione spesso non è necessaria. C’è anche una poesia fatta per essere urlata in piazza davanti alla folla. La vera poesia assomiglia ad un quadro di cui si ignora il proprietario e che solo qualche iniziato conosce. Il destinatario dell’opera poetica è imprevedibile. La cultura di massa, effimera e fatiscente, produce anche una contro-cultura che è argine e riflessione. La poesia quindi può sopravvivere, almeno quella che rifiuta la produzione e nasce per miracolo, simbolo di tutta un’epoca. La poesia è tecnicamente alla portata di tutti. La produzione è sterminata, e almeno parte di questa (quella di qualità) sopravviverà, resisterà al tempo. La poesia del passato può avere ancora un significato? E quali sono i confini della poesia? Molti testi narrativi e teatrali sono poetici.
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