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George Landow "Ipertesto"
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Scritto da Hermine   
L’ipertesto Autore: Landow George P.

 

1.  Introduzione

 

Le differenze secondo Landow tra testo stampato e testo elettronico sono la multilinearità, il rapporto differente tra autore e lettere, il fatto che il testo elettronico è un testo aperto.
Il www (Word Wide Web) è formato da ipertesti che sono collegati fra loro. Landow non differenzia tra ipertesti e ipermedia.
La pagina del libro è simile allo schermo del computer: la scrittura passa dalla pagina allo schermo.

 

2.  Ipertesto

 

L’ipertesto è un testo che è collegato con altri testi e con altri media. L’ipertesto è composto da collegamenti di vario tipo:
-      unidirezionali (poco orientamento per il lettore)
-      bidirezionali
-      di una stringa (il lettore si immagina di quale tipo di collegamento si possa trattare)
-      da uno a molti
-      da molti a uno.
L’epoca di Gutemberg ha apportato molte novità, vedremo quali saranno quelle apportate dall’ipertesto. L’ipertesto viene collegato al poststrutturalismo.
Bush elaborò il Memec e con questo sistema cercò di creare un insieme di testi fruibili per l’utente. Nel Memec il lettore poteva commentare e quindi divenire attivo

 

3.  Ipertesto e teoria letteraria

 

Miller ha riconosciuto la relazione tra informatica (ambito ipertesto) e critica letteraria. Per rinnovare la letteratura serve anche secondo Miller l’ipertesto con la sua multilinearità. Derridda, Barthes, Nelson e Bush sostengono che bisogna cancellare la linearità e per fare ciò bisogna riconoscere il potere del libro e come gli individui sono stati influenzati da esso. Derrida sottolinea che per cancellare la linearità bisogna cancellare il libro. Solo così si può ridare il potere al lettore.

 

4.  Riconfigurare il testo

 

Il testo viene inserito nel medium elettronico in due modi:
-      inserendo nel testo i collegamenti (link)
-      il testo non è legato alla sequenza e quindi può facilmente essere tramutato in ipertesto (es. la Bibbia).
In Memoriam” è composto da testi scritti da un autore in lutto, triste, disperato che desidera esprimere il suo dolore, la sua rassegnazione. Quindi scrive in tutti i differenti momenti ciò che prova. Ogni scritto è la testimonianza di un preciso momento vissuto. Il testo non è lineare ed al suo interno si possono ricercare delle lessie.
Tutte le definizioni che noi utilizziamo nella stampa non possono essere prese una ad una ed inserite nell’ambito elettronico. Se pensiamo al termine di “lettore”, il lettore nell’ipertesto lascia le proprie tracce grazie al cursore o ai link che sono stati cliccati e che assumono un colore differente (da blu a magenta). Ciò non avviene nel testo stampato.
Anche il testo stampato aveva proprietà visive come la spaziatura, la collocazione delle note, il titolo con la grandezza e il carattere. Queste entità non furono ritenute importanti e quindi si continua a stampare dei libri che hanno un layout orribile.
L’opera del MIT Press “ La città dei bit” è stata prodotta come testo stampato e come ipertesto. Le differenze sono chiare: ci sono più autori nell’ipertesto, il quale è sempre aperto. Il testo stampato è “chiuso” nel senso che si sono stampate copie identiche all’originale.
I commenti all’interno dell’ipertesto esprimono la partecipazione del lettore. Essi possono essere posti all’interno dell’ipertesto oppure rappresentare una pagina a parte collegata con l’ipertesto. I commenti però non vengono differenziati in base a chi li scrive (studente o docente) e quindi in base al fatto se i commenti sono degli ulteriori testi letterari o meno.
I collegamenti sono le vecchie note che troviamo nel libro. Sono state definite “incrostazioni di discordie di tempi passati” durante il Rinascimento. Barthes sottolinea l’importanza delle note.
Il libro ha un inizio e una fine, l’ipertesto ha più inizi. Non si sa esattamente quando finisce l’ipertesto e il testo può sempre essere allungato con commenti, critiche, ecc.
Ong sostiene che ci stiamo avvicinando ad una cultura più simile a quella della prealfabetizzazione, dove al centro c’era il presente.

 

5.  Riconfigurare l’autore

 

L’autore non ha più lo stesso potere, non è lui assieme all’autore che stampa il libro e il lettore non può modificare nulla. L’ipertestualità cambia la situazione e l’autore deve cooperare con il lettore. Il lettore cerca nel testo il significato, non è più l’autore ad avere questa funzione. L’autore crea un testo in collaborazione con altri autori. Ecco qui che già si accenna la problematica del “copyright”.

 

6.  Riconfigurare la scrittura

 

La scrittura nell’era elettronica sarà riconfigurata nella sua retorica e stilistica. Il lettore deve potersi orientare. Un lettore è disorientato se non sa dove si trova e se non sa più come ritornare ad una certa pagina a lui nota. Molti non provano dispiacere ad essere disorientati. Quindi sorge la domanda, se questo sia un problema che ci poniamo legato alla linearità del libro, oppure se è un problema vero. Comunque ci sono strumenti di navigazione (“roadmap”) che aiutano il lettore. Però le “roadmap” come forme sono legate al libro. Inoltre ci sono delle icone che fanno capire al lettore, di che tipo di collegamento si tratta.
Il testo stampato viene tramutato in ipertesto per questioni economiche, di distribuzione, di aggiornamento (nuove e vecchie edizioni) e per poter inserire i collegamenti. L’ipertesto viene confrontato con il “collage”, nel quale si sovrappongono foto e immagini. Uno studente di Landow sostiene che l’ipertesto è più simile al montaggio, dato che esso esprime al meglio la sequenza.

 

 

 

 

7.  Riconfigurare la narrativa

 

La narrativa diviene narrativa interattiva. Ci sono più tipi di narrativa interattiva, non ce n’è uno migliore dell’altro. Uno dei primi autori è Joyce con “afternoon”. Poi ci sono altre opere come “Patchwork Girl” e “Quibbling”. Quest’ultimo è stato scritto da femministe che vanno contro le proprietà del canone dato che esso ha componenti prettamente maschili. La narrativa interattiva avrà la sua importanza se associata alla multimedialità. Alcuni sostengono che la narrativa è meno adatta della poesia per essere associata all’ipertestualità.

 

8.  Riconfigurare lo studio della letteratura

 

Va riconfigurato il ruolo del docente che diviene un allenatore o un tutor. Egli deve offrire più proposte interdisciplinari, collaborare con altri docenti. Inoltre deve modificare la valutazione e l’esame. Gli studenti possono trovare analogia oppure criticare i testi. Chi non ama presentare i propri lavori oralmente, lo può fare per lo scritto. Studi a distanza sono ben inseriti. Docenti, studenti e matricole possono insieme collaborare a dei progetti, p.es. “In Memoriam”.
Il canone si attualizza con il cambiamento della scrittura però bisogna che cambino anche i contenuti delle discipline di letteratura. Al giorno d’oggi si presenta come letteratura inglese, un testo scritto da un arabo che vive in Inghilterra, da una canadese o americana, oppure da un australiano (cambia il canone).

 

9.  La politica e l’ipertesto

 

Quando nel 14° secolo nella scrittura fu introdotta la spaziatura, molti docenti negli Atenei sostennero che lo studente non poteva interpretare autonomamente un testo.
Oggi il prodotto della società è l’ipertesto e chi non lo accetta ha paura, che esso possa divenire troppo potente nella distribuzione e produzione del sapere.
L’ipertesto promuove un’ulteriore democratizzazione che ebbe inizio con la scrittura quando la memoria di una persona fu spartita con tante altre persone. L’ipertesto provoca una decentralizzazione cioè esso non ha centro e il lettore è attivo. L’ipertesto è transnazionale e bisogna considerare la questione del “copyright”. L’autore o gli autori devono essere tutelati altrimenti non producono testi. Però non bisogna fermare la distribuzione di testi grazie ad una regolamentazione troppo severa dei diritti d’autore. Bisognerebbe procedere come nell’ambito della radio, per trasmissione di una canzone l’emittente paga un contributo.
I momenti che vanno controllati nella giungla del web sono i seguenti: collegamento, scrittura, lettura e inserimento del testo. Specialmente il collegamento necessita un controllo, però nel web è facile evitare le regole.

 

 
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