LAB Arte e New Media

Pittori Campania 
Riassunto Landow Ipertesto
Valutazione utente: / 6
ScarsoOttimo 
Scritto da Bruno   

LANDOW  L’IPERTESTO

  
 

CAP.1  

INTRODUZIONE

 

Teoria della letteratura e studi informatici sugli ipertesti ,che sono due aree di ricerca apparentemente lontane , si sono negli ultimi anni spesso avvicinate. Ecco dunque la possibilità di trovare un Derida ipertestualizzato e un Nelson postrutturalista.La teoria critica teorizza l’Ipertesto e l’Ipertesto sottopone a verifica la testualità, la narrativa , il ruolo di autore ,scrittore e lettore.

Barthes in S/Z descrive una testualità ideale che coincide perfettamente con l’ipertesto; fatto di blocchi,nodi,collegamenti,testi. Questo testo è una galassia di significanti e non di significati.Come Barthes anche Foucault afferma che i confini di un testo non sono mai netti e delimitati. Barthes e Foucault sono poststrutturalisti.

Nelson, che conia per primo il termine, intende scrittura non sequenziale,che consente al lettore di scegliere,un insieme di blocchi di testo, che Barthes chiama lessie.Le pubblicazioni scientifiche , ricche di note, incarnano perfettamente il senso dell’ipertesto Dopo aver completato la lettura delle note il lettore torna al testo principale e continua a leggere fino a ritrovare un’ulteriore altra nota. Appare ovvio che l’ipertesto elettronico ha più semplicità nel muoversi nelle interconnessioni( navigare ).Ed ecco sfumare la distanza tra autore e lettore che avvicina il testo a quel ’ideale che insegue Barthes. Leggere un testo elettronicamente da la possibilità di operare variazioni sui caratteri, esplorare le note collegandosi anche ad eventuali approfondimenti sugli autori dichiarati e ,anche , di apporre dei propri appunti o autentiche nuove note a quello che si sta leggendo .Vannevar Bush aveva colto , a metà degli anni trenta, per primo l’aspetto dell’ipertesto. Avendo raggiunto la conclusione che la mente umana funziona acquisendo e saltando oltre le nozioni , aveva immaginato una scrivania ( desk ) dove poter richiamare ( all’epoca meccanicamente ) tutte le nozioni e le note in possesso del lettore che potevano aiutarlo a comprendere o ad ampliare lo studio e il testo che stava curando.Creando il Memex , Bush non solo aveva colto con estremo anticipo le caratteristiche dell’ipertesto ma aveva fornito allo stesso un nuovo ed importante significato : costituiva a sua volta di nuovo testo.Bush ha ispirato in termini di ipertestualità Nelson, Engelbart e Van Dam. Nel caso dell’elettronica  il link è , come detto, un facile elemento di collegamento per note e annotazioni ma può rappresentare anche il rischio di disorientare il lettore. I link si possono riconoscere dal tipo di scrittura, dal colore ( spesso in HTLM l’avvenuto utilizzo del collegamento viene marchiato in colore rosso o Magenta) e possono essere automatici, flessibili, caldi , fissi; li differenzia la possibilità di scelta del lettore, la possibilità di ritornare al punto di partenza e il tipo di collegamento ( da uno a molti o da molti a uno).

Il testo fissato e moltiplicato dalla stampa ha avuto effetti enormi sulla concezione odierna della letteratura, dell’istruzione e della ricerca.,l’elaborazione elettronica del testo è la più importante innovazione dopo quella della stampa .I suoi principali vantaggi  sono :

  1. la facilità con cui si possono manipolare i singoli simboli
  2. la facilità con cui si può copiare,tagliare
  3. la possibilità di collegamento elettronico o link
 

Assistiamo alla reale democratizzazione del testo dove la nota assume l’importanza del testo principale , dove si modifica l’equilibrio tra lettore ed autore. Deridda afferma che si è de-centrato il libro; il libro è anch’esso tecnologia e non possiamo passare ad analizzare gli effetti della digitalizzazione senza ritenere anche il passato della scrittura come una tecnologia.La stessa avversione al proliferare della stampa nell’era di Guttemberg viene avvertita per la tecnologia digitale. Newman e Carlyle contestano la diffusione capillare della stampa forse più per timore che per reale avversità. Sentire parlare , in piena epoca Vittoriana ,gli operai o i minatori di chimica o letteratura era un problema di abitudine culturale .

Se la stampa ha impiegato anni a penetrare nell’uso diffuso e accettato dalla gente, quanto tempo impiegherà il digitale? Concezioni come il diritto d’autore, l’unicità d’autore e il testo fisicamente isolato dovranno passare dal mondo delle astrazioni a tempi e luoghi specifici.

 
 
 
CAP.2            

L’ipertesto e la teoria Letteraria

 

Deridda usa abitualmente termini come rete, collegamento , nodo e in questo modo chiama in causa l’ipertestualità.  Derida con questa apertura testuale anticipava come questa nuova forma di testo, più libera, più ricca si basa su unità di lettura discrete. Sono appunto quelli che Ulmer chiama “morseau “ ( morsi ) e quindi unità discrete del discorso che possono essere delimitate tra virgolette o tra due virgole. Di qui deriva il concetto di Ipertesto come Assemblaggio che sembra il termine più adatto a far comprendere una rete, una tela .

L’Ipertesto mette in evidenza l’aspetto intertestuale che le pagine rilegate non possono riprodurre. Nell’Ulisse di Joyce leggendo l’episodio di Nausicaa abbiamo chiari una serie di “ rimandi “ all’Odissea, nonché a tanti altri e più moderni scritti. Una versione Ipertestuale dell’Ulisse avrebbe potuto condurre automaticamente verso questi “ rimandi “ oltre che verso altre parti del pensiero di Joyce attirando anche coloro che per distrazione, ignoranza od altro non avessero colto tale collegamento.

Man mano che i lettori procedono verso una rete di testi si spostano continuamente . In altre parole il metatesto o insieme di documenti non possiede un centro.Questa mancanza può creare problemi al lettore ma anche all’autore.Tutti i lettori ipertestuali creano il proprio centro di indagine e di esperienza dunque nessuno è prigioniero di una gerarchia o di un’organizzazione.Il rizoma ( radice o nodo della radice delle piante ) è l’incunabolo ( antico testo , provenienza letteraria ) dell’Ipertesto. Delueze e Gattari arrivano a questa importante conclusione  Come il rizoma , l’ipertesto incarna qualcosa più vicino all’anarchia che alla gerarchia e collega ogni punto con ogni altro punto.Va specificato che tuttavia non tutti gli esempi portati da Delueze e Gattari sono paragonabili all’ipertesto specie quando affermano che il rizoma non è composto da unità.

La rete assume almeno 4 significati in termini ipertestuali :

  1. Una stampa convertita elettronicamente assume la forma di un insieme di blocchi
  2. l’insieme di documenti ( web )
  3. Sistema di diversi computer
  4. Insieme di tutti i termini per cui non si denota un limite
 

Ma qual è il rapporto tra l’informatica e la critica letteraria? Bush e Bartes, Nelson e Deridda partono dal presupposto di desiderare di liberare il lettore dai vincoli della stampa. Per comprendere questo progetto , tuttavia, dovremo prima comprendere esattamente il potere del libro. Deridda , più degli altri , si è interessato di questo aspetto. Egli afferma che la forma del libro è oramai sottoposta ad una turbolenza generale dovuta al fatto che sembra meno naturale e meno trasparente che mai.Non è possibile infatti manipolare la forma del libro senza modificare tutto il resto.

 
 

CAP.3                         

RICONFIGURARE IL TESTO

 
 

Anche se presto tutti i testi saranno collegati tra loro elettronicamente sono già apparse forme meno assolute di ipertestualità. Esistono già alcuni testi di narrativa o poesie nati per la tecnologia del libro che hanno adattamenti ipertestuali come note, approfondimenti o altro.Esistono dunque dei “corpus “ ideati per la stampa che , sia che siano predisposti già in una frammentazione in lessie, sia che siano corpi unici di stampa , vengono elaborati come ipertesti. Ecco dunque che i lettori possono avvalersi di strumenti di ricerca su come affrontare la lettura della Bibbia, sui Vangeli e sulla Poesia Ebraica; esistono anche altri strumenti creati con Intermedia su opere poetiche che permettono a studenti e docenti di avvicinarsi a testi di letteratura in lingua straniera ( cinese ).

In Memoriam creato con Intermedia e poi pubblicato su Storyspace  si serve di collegamenti elettronici per pianificare i riferimenti e le allusioni contenute nel testo. Tennyson che è l’autore parla del dolore, del ricordo e conduce il lettore dalla disperazione attraverso il dubbio fino alla speranza e alla fede.Usando la capacità dell’iperteso il lettore può spaziare da sezione a sezione e può attivare collegamenti posti vicino alle varie parole.Queste , come altre, rappresentano forme di transizione dalla testualità alla ipertestualità, anche se esistono opere già concepite per l’ipertesto che collegano le lessie fra loro e con mappe,diagrammi e intere schermate.Parlare di ipertesti nel mondo della stampa crea subito una confusione terminologica. Come indicare infatti un testo elettronico? Si usa il termine “libro” ma come si immaginerà questo è un termine che immediatamente rimanda alla carta stampata , oppure Work Station che sembra , in primo luogo , essere un po’ ridondante per il singolo utilizzo testuale.Ecco dunque prevalere l’utilizzo della parola testo. A questa si unisce la specificazione di “ interno “ se compreso nel corpo testuale oppure “ esterno “ se frutto di un collegamento.Ma cosa includere in questa categoria? Appare ovvio che il testo elettronico comprende una buona parte di informazioni non scritte ( mappe,foto,filmati etc ) e che quindi , come descrive Deridda , ci troviamo di fronte al nuovo geroglifico, ad una categoria completa e aperta di informazione che si deve interpretare e approfondire.Oltre a questo l’ipertesto include elementi che non esistono nel testo a stampa; il più importante è il cursore o il puntatore, che viene spostato per mezzo della tastiera o tramite il mouse ed è la prova provata della presenza del lettore all’interno del testo.

Anche in un testo a stampa esistono elementi visivi . Questi non sono soltanto le eventuali illustrazioni,diagrammi o grafici , ma sono la spaziatura, il tipo di carattere,l’uso dei capoversi etc.

Nella “ tarda età della stampa “ forse anche a causa di contenimento dei costi e di semplificazione , si è sempre meno dato importanza all’aspetto esteriore o estetico del testo. Libri Universitari e non sono sempre più standardizzati e privi di design. Questo anche a causa dell’individuazione dell’autore come semplice scrittore dell’opera e non come gestore del processo testuale. La vera svolta ipertestuale , in questo caso, è rappresentata dalla possibilità di variare carattere, interspazio,puntatori e tutte le versioni grafiche possibili che esistono all’interno di un programma di video scrittura.

Rispetto ad un testo stampato , un testo elettronico è in continua mutazione; questo perché non esiste mai una versione definitiva ed è anche relativamente dinamico perché è soggetto a correzioni e aggiornamenti.

Appare chiaro che il collegamento tra lessie e delle lessie con l’esterno indebolisce l’unicità del sistema e disperde il testo in altri testi.La perdita di fiducia in una unità testuale potrebbe portare mutamenti alla cultura occidentale.Si deve dunque abituarsi ad abbandonare la visione di un testo unitario per collocarsi in un testo disperso.Qualsiasi tipo di ipertesto,anche il più rudimentale modifica le nostre concezioni di testo e testualità.Una delle principali conseguenze dell’avvento del testo digitale consiste nel fatto che siamo finalmente capaci di renderci conto di quanto siamo abituati alla proprietà e agli effetti culturali del libro. Mc Luhan, Eisenstein e altri studiosi  hanno mostrato in che modo il libro a stampa ha plasmato la nostra storia intellettuale.Gli aspetti legati alla riproduzione del testo hanno condotto anche ad aspetti economici legati ai diritti d’autore e ai concetti di creatività e originalità.Quali vantaggi o svantaggi e quali nuovi problemi si avranno con il sistema digitale?

Una prima risposta la si può desumere considerando quanto produca un ipertesto rispetto al concetto di commento. Che si sia in una struttura ad albero che a rete , il valore e la quantità dei commenti è davvero significativa.In primo luogo l’assenza di limitazioni legate allo spazio disponibile permette commenti più lunghi e sostanziosi. I commenti possono dunque essere essi stessi un testo e ogni singola lessia può avere funzioni molto diverse all’interno del testo.Appare ovvio che la linearità della tecnologia del libro appare minata dall’ipertesto. Mc Arthur infatti sottolinea come ci siano voluti 4000 anni per costruire la linearità del testo che ora vede la frammentazione come maggior nemico .Il concetto di inizio e di fine che è chiaro e delineato nella linearità di un libro ,appare sfocato e ripetitivo in presenza di un ipertesto dove molteplici sono gli inizi e ancor di più le fini.Ma un inizio, una porta principale deve comunque configurarsi e si può intravedere nel punto in cui l’autore si distacca da tutte le altre opere.La fine invece è quella scelta dal lettore; il momento in cui si esce definitivamente dal testo o per indicarla alla Nelson : l’ultima parola. Nelson, inventore dell’Ipertesto infatti afferma che “ non esiste l’ultima parola, la versione finale,l’ultimo pensiero . ma c’è sempre un nuovo punto di vista”.

L’Ipertesto da dunque vita ad un testo aperto, a quello straripamento definito da Deridda che mette in crisi tutti i limiti.La velocità con cui si può passare da un blocco ad un altro cambia il modo di leggere e di scrivere e quasi ci fa intravedere la nuova Oralità a cui fa riferimento Ong in “Oralità e scrittura” L’ipertesto infatti educa a non pensare e forse anche a non scrivere e parlare in modo sequenziale , ma per collegamenti..

 
 
CAP.4                        
RICONFIGURARE L’AUTORE

 

L’ipertesto riconfigura l’autore in molti modi ben evidenti. L’autore ipertestuale si avvicina molto al lettore. Non si può agire per variare il testo dell’autore ma si può senza dubbio condividere o scegliere collegamenti, note e specifiche. La distanza tra autore e lettore del passato che era anche specchio della distanza tra lo scrivere e il leggere , ora è molto diminuita. La minore autonomia del testo si trasforma in una diminuzio per il ruolo di autore ma aumenta l’importanza di chi legge senza negare la sottomissione del critico o del lettore a qualunque autorità.Il ruolo del lettore non è di semplice ricezione ma una attiva , indipendente e autonoma costruzione del significato. I cambiamenti di testualità producono ovvi cambiamenti anche del concetto di autorialità. Non c’è autonomia e centralità testuale e dunque anche i confini sono più indefiniti; questo trascina il discorso anche sulla centralità dell’autore. Focault fa un esempio molto chiaro citando l’esercizio di pubblicare le opere di Nietsche.Dove bisogna fermarsi? Alle opere?ai progetti?Agli appunti? Agli abozzi delle sue opere? Come si può notare il lettore è un po’ autore.In teoria un testo del genere può configurarsi come un Data Base. La particolarità di un Data Base è quella che il lettore può entrare nel testo in un qualsiasi punto a sua scelta. Heim sostiene che chiunque scriva su un computer perfettamente equipaggiato è collegato nolente o volente a tutte le espressioni simboliche e si ridefiniscono ovviamente tutte le idee correlate di editoria,pubblicazione,pubblico, privato e privacy. Quest’ultima diventa una nozione sempre più fragile. L’io decentrato dell’autore ipertestuale è il punto principale del pensiero di Deridda e di Foucault che rifiutano il soggetto umano come centro fondante del sapere umano.

Landow ci svela poi come sta scrivendo il testo. Ci descrive la sua scelta delle note e dei collegamenti e ci porta a comprendere che se questo fosse stato un ipertesto avrebbe avuto maggior spazio per inserire ulteriori collegamenti. Il vantaggio comunque di usare la video scrittura lo porta ad utilizzare al meglio questo strumento e a inserire una serie di file di word in una sequenza d’ordine che in ogni momento può essere da lui cambiata e rivista.In modo molto accattivante l’autore ci descrive come avrebbe composto il testo se fosse stato un ipertesto e abbiamo l’immediata misura di tutta la serie di vantaggi che ne deriva.E’ ovvio che il contenuto, diremmo , l’argomento non cambierebbe ma la maggior parte dei post strutturalisti vive in questo sogno di gloria : chi si occupa di ipertesto parla delle stesse cose ma le considera l’alba di un nuovo giorno.

Dobbiamo  a questo punto cominciare a guardare alla realtà della scrittura in collaborazione o alla collaborazione autoriale. Ne esistono 4 tipi.1) due o più scienziati compongono frase dopo frase il testo unendo ciascun contributo. 2) La così detta versioning che consiste nell’elaborazione di un testo da parte di un autore che lo invia ad un altro che corregge ed annota per poi inviarlo nuovamente.3) Gli autori si suddividono il compito e poi autonomamente lavorano per poi ricongiungere tutti gli elaborati.4) L’insieme del punto 2 e del punto 3: ogni testo versioning è un nuovo pezzo di testo a se stante.Nelle materie scientifiche più che in quelle umanistiche si è culturalmente più abituati al verificarsi di una co autorialità . Anche lo studente che compone la sua tesi , se aiutato a raggiungere alcuni risultati , vede in affiancamento un co autore. Nelle discipline umanistiche ciò avviene più raramente e la proprietà intellettuale è maggiormente assoluta e definita.

La scrittura di gruppo negli ipertesti può assumere più forme. Permette ed incentiva il lavoro interdisciplinare facendo interagire materiali creati da specialisti.Iris nel 1990 ha pubblicato il Dickens web che è un ottimo esempio di quanto accennato.Decine di autori hanno aggiunto cronologie, materiale, spunti, testi e hanno formato un importante ipertesto. Il problema di attribuzione più complesso ha semmai riguardato le immagini.

 
 
 
CAP.5                        
RICONFIGURARE LA SCRITTURA

 

Conklin  introduce la problematica del disorientamento. Può capitare anche in un testo scritto che un lettore si senta disorientato. In quel caso la soluzione è a portata di mano visto che basta andare più avanti o più indietro nel testo per orientarsi stante la linearità del testo; in un ipertesto ciò è estremamente più complicato. Conklin individua 3 tipi di disorientamento . Il primo è una pura confusione e dunque l’incapacità di comprendere in che punto ci si trova magari perdendo di vista anche da dove si è partiti ma sicuramente essendo incapaci di tornare per la stessa via. Addirittura 2/3 degli utenti avverte un problema simile. Il secondo è un tipo di disorientamento più assoluto e che può essere generato anche da un testo scritto. Il disorientamento in questo caso è la perdita del senso del tempo del luogo e dell’identità. Si tratta dunque di un’immersione tanto profonda da far perdere ogni tipo di riferimento. Il terzo è invece un disorientamento di pura confusione. In questo caso si ha precisamente la percezione di dove ci si trovi e di che percorso si è attuato ma si è in una tale confusione da non comprendere più il senso della propria lettura.

Questo disorientamento è visto come libertà di lettura , come novità culturale e troviamo autori come Coover, che ne esalta l’esistenza cercando di spingere i giovani fuori dalla strada obbligata dalle righe di un testo e affermando tuttavia che è questa un opera più complessa di fargli fare un voto di castità a vita ; o come Joyce che vede l’ipertesto come ultima incarnazione dell’avanguardia letteraria.

Appare ovvio che nel disorientamento si ottengono anche risultati positivi come quei lettori che , senza volerlo, fanno tramite un collegamento una piacevole scoperta o come quelli che in pochi minuti ottengono non solo le informazioni che cercavano ma molto di più.Gli studiosi incaricati di valutare il sistema suggeriscono 6 riflessioni:

1.      Il disorientamento potrebbe sorgere dalla mancanza di esperienza o dal tentativo di applicare tecniche tipiche del libro

2.      Un lettore può essere disorientato negativamente ed un altro piacevolmente

3.      Il disorientamento è assai diverso per le discipline umanistiche e quelle tecniche

4.      Il disorientamento può essere generato sia da sistemi troppo complessi sia da quelli mal costruiti

5.      libri e tecnologia coesisteranno ancora a lungo. Ci saranno dunque ancora coloro che applicheranno le tecniche di lettura tradizionali al nuovo sistema

6.      Si deve sviluppare una retorica e uno stile di scrittura ipertestuali.Eviteremo così il disorientamento.

 

Ma come possiamo immaginare non basta il collegamento a rendere interessante l’ipertesto,anzi uno scrittore di testi classici potrebbe addirittura allontanarsi da questo strumento sapendo che necessariamente dovrà utilizzare oltre alle parole le caratteristiche distintive di ipermedia e quindi immagini, caratteri , colori etc. Ma se l’ipertesto ha bisogno di un nuovo stile e di una nuova retorica , qual è? Il collegamento ,come detto , è la peculiarità dell’ipertesto; con esso si può cambiare direzione e la stilistica e la retorica di questa nuova tecnologia comportano un cambiamento di luogo potenziale o reale.Per orientare i lettori si deve in primo luogo chiarire come farli leggere in modo piacevole ed efficace, poi come fargli ripercorrere le varie fasi del loro cammino,poi dare loro informazioni su dove li porteranno i collegamenti ed infine come far sentire a proprio agio i lettori appena entrati nel documento.Per fare tutto ciò occorre dare opportune informazioni su dove ci si trova,poi fornire informazioni su come procedere la navigazione,poi chiare informazioni sull’inizio o la partenza ed infine quelle sull’uscita o l’arrivo.E’ ovvio che l’analogia con la navigazione va riportata allo spazio tipico del digitale che è sempre di prossimità. Infatti mentre navigando con una nave o un aereo la nostra posizione è intesa in ore o giorni di distanza , l’ipertesto fornisce sempre la soluzione o lo step successivo inteso a portata e a vicinanza assoluta.

Gli strumenti di orientamento permettono al lettore di risolvere tutti i dubbi sopra citati. Uno dei più importanti è dato dal sistema a cartelle. In questo modo è sempre chiaro , anche metaforicamente, da quale scaffale si è prelevato il documento che stiamo leggendo.Sia in ipermedia che in Storyspace scrittori e lettori si devono confrontare con un sistema a cartelle.Le cartelle di Ipermedia  sono diverse da quelle di Storyspace  che possono essere organizzate dagli autori secondo modelli e ordini diversi.Altro importante elemento di orientamento è il desktop ( la famosa scrivania ) anche se non viene usato dal www ma solo dai sistemi operativi. Un uso della grafica adeguato permette dunque di orientare i lettori. Un programma della Dynamic il MAPA è organizzato proprio in cartelle che contengono lessie e che se cliccate vengono visualizzate e se cliccate ulteriormente si aprono. La visualizzazione è molto chiara sia sul profilo generale con tutte le cartelle esposte e sia nel particolare.

Come abbiamo accennato per orientare il lettore oltre a fare chiarezza sui contenuti , si deve consentire di conoscere perfettamente il posizionamento.La funzione roadmap di Storyspace serve appunto a capire e fornisce l’elenco delle lessie e fornisce il mezzo per rivisitare ognuna di loro.Anche i browser WWW consentono di tornare alla pagina di partenza con l’icona “ indietro” e si può visionare l’elenco delle pagine visitate.

Anche i segnalibri sono elementi di organizzazione molto utilizzati .I lettori possono memorizzare i luoghi dove potrebbero tornare in futuro ( per esempio i “ preferiti “ nel www )

Esistono poi gli indici elettronici che sono ovviamente diversi dalle versioni statiche dei libri a stampa.Ciccando su un icona vicino al titolo di un capitolo appare il primo livello di sottosezioni e poi ciccando su queste compaiono tutti i restanti livelli. I sistemi ipertestuali fin qui citati come storyspace e intermedia forniscono al lettore diversi tipi di orientamento. Indipendentemente da questo gli autori dovrebbero utilizzare schermate d’insieme e documenti di ingresso di cui possono avere il peno controllo.Attraverso queste schermate il lettore si può meglio orientare.In alcuni casi più di cento documenti possono essere facilmente collegati a un solo blocco.Le schermate di insieme possono assumere 6 forme diverse tra cui la più importante è la mappa grafica tematica, ma esiste anche il diagramma di flusso . Anche la già citata cronologia è una mappa grafica tematica.Uno dei metodi di orientamento più utilizzati è l’icona di intestazione .; in tutti i tipi di siti, programmi, fogli elettronici etc. esistono apposite parti dello schermo che soltanto al passaggio del puntatore descrivono il percorso che si nasconde dietro quel collegamento.Appare chiaro che utilizzando uno strumento così innovativo nascano automaticamente negli utilizzatori alcuni desideri che possano migliorare ancora il sistema. Uno di questi è senza dubbio la possibilità di generare automaticamente dei testi digitali rispetto ad un argomento tipico che si sta cercando. Mentre oggi infatti si può , per mezzo di un motore di ricerca, cercare un determinato argomento e manualmente costruire una raccolta, si potrebbe generare un solo collegamento da uno a molti , racchiudendo in un nuovo ipertesto il risultato della ricerca effettuata.

 
CAP.6                        
RICONFIGURARE LA  NARRATIVA

 

Non tutta la narrativa ipertestuale assume la forma dell’ipertesto. E’ il caso di Safara in the beginning dove l’autrice Sanford sfrutta i colori e i collegamenti del digitale Essa stessa lo definisce romanzo rete ma gli unici collegamenti html servono per dare sequenza al testo. Ci sono anche 5 scena da film che includono immagini. Joyce è l’autore principe del romanzo ipertestuale. Egli stesso ammette di utilizzare questa struttura per creare più storie di quanto gli consente un testo alfanumerico.Altri autori invece utilizzano questa struttura di collegamenti ad albero per comporre un testo combinatorio.Il romanzo ipertestuale dunque può far generare partecipazione diretta del lettore nella scoperta della storia principale ma anche il suo intervento nel variare o nello scegliere il proseguimento della storia oppure il finale .Sembra svanire la concezione Aristotelica della trama secondo cui un romanzo o una favola se vuole essere ben costruita non può cominciare ne finire da un punto qualsiasi.Dunque secondo Aristotele una buona trama procede sequenzialmente “secondo le leggi della verosimiglianza e della necessità”. Allora l’ipertesto è una vera e propria minaccia così come il romanzo minacciò i poeti epici e i latini si sentirono minacciati dai testi italiani come la Divina Commedia.Per convincere chi sposa la tesi Aristotelica che anche l’ipertesto ha la sua linearità ,potremmo dimostrare per prima cosa che anche l’ipertesto segue le leggi di verosimiglianza e necessità. Dopodiché anche gli ipertesti hanno la loro linearità che è magari diversa da lettore a lettore ma che non si può negare esista. L’ipertesto narrativo dunque non può paragonarsi all’ipertesto informativo o didattico dove è più complicato dimostrare la linearità.

La differenza tra i testi quasi ipertestuali e quelli in forma elettronica sta senza dubbio nella maggiore libertà che i secondi conferiscono al lettore; uno dei più famoso esempi di libertà del lettore è in The babysitter di Coover.Qui il lettore può avere anche il ruolo di autore e sceglie il finale o il percorso della storia.

Barbara Smith che ha condotto uno studio su come è possibile creare finali soddisfacenti in poesia potrebbe essere la prova che il nuovo strumento crei problemi cruciali per la narrativa.Essa infatti afferma che un’opera poetica non può continuare all’infinito ma deve utilizzare espedienti che portino il lettore ad un finale.

Afternoon di Joyce è un racconto ipertestuale formato da 538 lessie in cui si attribuisce interamente al lettore la responsabilità della chiusura.Le lessie che si incontrano sembrano assumere la forma di catene narrative. Miller afferma che noi nel leggere contribuiamo a raccontare la storia che leggiamo e dunque creiamo noi stessi un significato. Se tuttavia si accetta questo concetto allora si può accettare testi come Afternoon  o altri racconti ipertestuali in cui la scelta del lettore fa cambiare la trama .

Patchwork girl di Jackson è una brillante parabola ipertestuale. Aprendo la rete si incontra l’immagine bianco e nero di una protagonista rappezzata; il primo collegamento ci conduce al titolo della pagina e offe 6 percorsi di uscita : un cimitero,un giornale,uan trapunta, una storia,accenti spezzati e un elenco di fonti..

Quibbing di Guyer parla di come uomini e donne stiano insieme. E’ in aperto contrasto con Afternoon di Joyce  ed è un romanzo convenzionale scritto in modo non convenzionale.

 
 
CAP.7                       
 
RICONFIGURARE LO STUDIO DELLA LETTERATURA

 

L’Ipertesto cambia il ruolo del docente e dello studente nello stesso modo che cambia quello di lettore ed autore. Gli studenti che utilizzano sistemi ipertestuali mostrano una partecipazione attiva scegliendo percorsi attraverso testi principale e secondari oppure aggiungendo collegamenti. I discenti hanno utilizzato negli ultimi 10 anni questo mezzo secondo 4 modalità : Acquisire informazioni,pensare in modo critico,ottenere maggiori poteri di lettura/scrittura e esplorare nuovi modi discorsivi. Gli studenti di medicina come quelli di materie umanistiche devono imparare a creare collegamenti ; i singoli testi letterari vengono collegati tra di loro come i sintomi delle varie malattie per determinare una diagnosi.

Ecco che l’insegnante diviene un tutor avendo trasferito parte del suo potere agli studenti; i docenti possono dunque accompagnare gli studenti e sentirsi a loro volta in compagnia ( virtuale )di altri docenti. L’ipertesto offre inevitabilmente mezzi molto più efficienti di quelli finora disponibili per tenere corsi interdisciplinari , ma questo tipo di insegnamento non ha più lo stesso prestigio di un tempo.La capacità integrativa unita alla facilità di impiego permette di integrare il lavoro di ricerca. L’insegnamento è dunque unito alla ricerca e le discipline sono collegate tra di loro.Si uniscono anche materiali diversi e diversi gradi di difficoltà e di competenza che stimolano lo studente e gli consentono di autoregolamentare il ritmo di studio.In questo modo il docente si adatta nello stesso momento al discente più veloce e a quello più lento , a quello più bravo e al meno preparato.

L’ipertesto riesce a trasmettere al principiante la cultura di una disciplina. Ci troviamo di fronte ad una sorte di libreria elettronica fatta su misura che mette a disposizione il materiale quando ce n’è bisogno.

L’ipertesto è un valido strumento per l’apprendimento a distanza e per la FAD ( formazione a distanza ). Non c’è infatti alcuna differenza tra lo studente che utilizza un ipertesto per apprendere e che risiede accanto al docente con uno studente lontano migliaia di chilometri.

Il prof. Heywood associato di Biologia alla Brown University ha utilizzato Intermedia per il suo corso avanzato di Biologia della cellula vegetale. Un momento molto faticoso per lui ma parimenti necessario era quello della correzione delle tesine di fine corso. Questo era il modo per conoscere meglio gli studenti e per comprendere la loro preparazione e l’efficacia del corso. Nel primo anno di utilizzo di intermedia tutte e 34 tesine arrivarono entro il tempo dovuto ( fatto insolito ) ed inoltre gli argomenti erano trattati in modo omogeneo. La condivisione poi di tutto questo materiale consentì agli studenti di imbattersi in elaborati di altri studenti con conseguente vantaggio in termini di confronto e di crescita.

Landow utilizza un esercizio che può essere svolto in classe o da casa. Ci sono una serie di brani tratti dalle letture in programma e gli alunni devono identificarli e correlarli ad una singola opera. Ipotizzare relazioni e spiegare collegamenti conta tanto quanto la conoscenza effettiva e Landow in sei cicli del corso ha utilizzato questo tipo di esercitazione convinto di trattare un mezzo di valutazione.I discenti potevano consultare il loro sapere sfogliando iperdocumenti e seguendo le associazioni delle proprie strutture cognitive .L’ipertesto disorganizza la linearità e pone il lettore in un continuo alternarsi tra il guardare nel testo e attraverso il testo.Lo spostamento diviene la strategia normale mentre la consecutio diventa l’eccezione e questo aspetto cattura l’attenzione.

Adottando la forma ipertestuale gli studenti apportano 4 tipi di contributi ai materiali :

1.      la lettura dove il lettore svolge un ruolo più incisivo

2.      la creazione di collegamenti fra i documenti

3.      la creazione di documenti testuali

4.      la creazione di documenti grafici

 

Il progetto “in memorium” si avvale di tutte le forme di collaborazione di cui abbiamo parlato. La doppia possibilità dell’ipertesto di registrare relazioni tra blocchi di testo e di consentire ai lettori di navigare offre grandi possibilità alle discipline umanistiche. Il progetto si avvale di documenti creati dagli studenti nelle esercitazioni. Le persone che partecipavano al seminario aggiunsero poi i collegamenti .Oltre alle 133 sezioni del poema vi erano diverse dozzine di file sul poeta e su altre sue opere, nonché materiale sulla religione, sulla scienza, sulla storia e sull’arte del periodo vittoriano.

Le caratteristiche dell’ipertesto ( collegabilità, presenza virtuale ,modificazione degli equilibri fra autore e lettore) stimolano notevoli modifiche all’insegnamento , all’apprendimento e alla organizzazione di entrambe queste attività.Definire qualcosa “ opera letteraria “ evoca pratiche sociali,politiche , economiche ed educative. Qualunque cosa può essere letteratura e la convinzione che lo studio sia qualcosa di stabile e ben definito può essere considerato una chimera. Chiunque abbia studiato letteratura in un liceo o in un’università occidentale sa che le opere del canone vengono lette dagli studenti alle prime armi e dai docenti esperti . Il canone risulterà molto più limitato ai neofiti che ai docenti ma consentirà ad un’ opera di essere fruita

 
 
CAP. 8                       
LA POLITICA DELL’IPERTESTO:CHI CONTROLA IL TESTO

 

Se ci meravigliamo che una certa parte di persone si sente minacciato dalla presenza dell’Ipertesto ,possiamo ricordarci di cosa accadde nel XIV secolo quando comparve la spaziatura tra le parole che contribuì alla lettura silenziosa che venne avversata perché consentiva un uso privato del testo. Gli studenti venivano visti pericolosamente autonomi nella loro comprensione e nella loro analisi . La comparsa dei libri a maggior ragione impressionò certi docenti  preoccupati del rapporto strettto tra il lettore e lo scrittore. L’ipertesto ,come detto , modifica definitivamente il rapporto tra lettore e scrittore e tra docente e studente e questo probabilmente induce parecchi ad ignorarlo.Questo rifiuto di uno strumento così potente e a portata di mano appare particolarmente strano dato che , secondo Marx , la tecnologia è la natura della attività umana.Ma l’opposizione alla storia della tecnologia non è tipica solo dei marxisti .

Tutti i dibattiti sull’ipertesto sfociano in analisi di tipo politico.La piena realizzazione di un sistem a ipertestuale in rete crea ovviamente lettori con più poteri. Lo studente lettore – autore ha più potere nei confronti dei docenti e delle istituzioni; del resto la tecnologia conferisce sempre potere a qualcuno, fin dal Memex di Bush i suoi sostenitori hanno evidenziato che dona nuovo potere alle persone.Englebart nominò il suo primo ambiente ipertestuale “Aumento” ,Ted Nelson considera Xanadu come l’incarnazione del pensiero della nuova sinistra. Lyotard parlando di informatica usa termini propri della ortopedia e indica in “protesi “ degli organi la tecnologia dell’informazione. Ong è uno dei pochi a descriverne il senso positivo : “dire che la scrittura è artificiale non significa condannarla  ma al contrario” essa ha un valore inestimabile perché contribuisce allo sviluppo dei potenziali interiori dell’uomo.

Ma è opportuno domandarsi a chi queste nuove tecnologie conferiscono potere? Alla lunga la tecnologia è democratizzazione ma può produrre effetti diversi o addirittura contrari a seconda del contesto sociale politico ed economico. I progetti  di intelligenza artificiale si avvalgono di una precisa concezione dell’umanità e sono modellati su una precisa ideologia; dunque l’ipertesto in quanto mezzo di comunicazione  ha la proprietà di essere antigerarchico e democratico . Questa sua multicentricità ha anche un altro senso :gli utenti partecipano al funzionamento del sistema stesso. Mc Luhan affermava che il campo simultaneo delle strutture informative oggi ricerca il bisogno di dialogo a tutti i livelli della vita sociale; dunque si privilegia il lavoro di gruppo e in collaborazione.

Legato alle teorie democratiche e persino anarchiche dell’ ipertesto è legato un ulteriore aspetto che potrebbe limitarlo.Esistono infatti 4 tipi di accesso e controllo sul testo : Lettura, Collegamento,Scrittura e Immissione in rete. La lettura di un testo include il rapporto tra il così detto testo principale e una serie di testi secondari. Chi controlla l’accesso a questi materiali? L’autore,l’editore o il lettore? E’ ovvio che in base alla risposta si sposta il grado di apertura e di democraticità del mezzo.

La tesi della Signora Austen: è la storia di un’aspirante autrice che tenta di pubblicare una sua tesi in un mondo e in un sistema totalmente digitalizzato e automatico. Oltre a descrivere le emozioni e le paure dell’aspirante autrice, il racconto ci descrive la freddezza di un mondo gestito esclusivamente dall’elettronica, dove lo sforzo , l’estro e la capacità di un autore vengono risucchiati dal vortice della comunicazione digitale.Il racconto si conclude con 4 finali a scelta del lettore.

Il concetto di autore è ovviamente molto più labile con questi nuovi strumenti. Nell’ipertesto i diritti di autore si mescolano con quelli del lettore. Ma se l’autore diventa disperso e plurivocale come il testo come può la società assegnare i diritti morali, commerciali e legali?Per rispondere a questa domanda dobbiamo necessariamente prima definire il vantaggio o lo svantaggio del copyright. Da un lato ,infatti, può rappresentare una regolamentazione dei testi, ma dall’altro appare anche come un elemento inibitorio. Boyle afferma che il diritto d’autore è una barriera che allontana il pubblico. La proprietà intellettuale produce , secondo lui, effetti dannosi perché remunera solo alcuni tipi di creazione a danno di altri.Chi studia il diritto d’autore e la proprietà intellettuale afferma che spesso le aziende preferiscono il riserbo per proteggere le proprie invenzioni.E’ ovvio che la virtualità dell’Ipertesto rende molto difficoltoso il rispetto dei diritti d’autore e richiede nuove classi e nuove concezioni.Nascono così aurori primari,autori secondari, lettori autori e così via.

 
 
 
 
< Prec.   Pros. >