LAB Arte e New Media

Pittori Campania 
Riassunto libro "Lo spazio dello scrivere"
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Scritto da Hermine   
Libro: Lo spazio dello scrivere
Autore: Bolter Jay David


1. La tarda maturità della stampa

Prima esisteva il libro di pietra che fu sostituto dal libro di carta, il quale era più trasportabile ed economico. Il manoscritto fu sostituto dal libro stampato che poteva esser prodotto in modo identico e di qualità superiore. Insomma, ogni tecnologia fu sostituita da un’altra senza andare a sparire, però la tecnologia vecchia diviene marginale. Al giorno d’oggi nella tarda maturità della stampa, produzione ed archiviazione di testi viene fatta per la maggior parte grazie ai media elettronici e digitali. Questi hanno le caratteristiche di flessibilità (rispetto al fruitore), di interattività e di velocità nella trasmissione. Il libro però resta economico, facile da leggere e da trasportare. Il computer è più ingombrante, serve l’elettricità ed è più costoso. Inoltre l’e-book provoca difficoltà nella lettura, però ciò è in fase di evoluzione (e-book). La tecnologia elettronica viene vista da critici come standardizzazione ed appiattimento, anche se ciò non è. Essa offre al lettore la non linearità e quindi il lettore diviene attivo all’interno del testo grazie al commento e alla scelta del percorso. Certamente il percorso è definito, grazie ad una struttura, dall’autore.

2. La tecnologia della scrittura

Quando si parla di materialità della scrittura, intendiamo i materiali utilizzati p.es. mouse e tastiera. Ogni tecnologia della scrittura ha la sua materialità che dipende dalle epoche e dalle culture. La materialità della nuova tecnologia può essere diversa da quella precedente oppure può migliorare quella precedente. Essa va ad abbattere i limiti della tecnologia precedente. L’economia della scrittura dipende dalle variabili – materialità – generi – tecniche e – usi e atteggiamenti culturali. La prima economia di scrittura è quella in Mesopotamia e in Egitto dove si scriveva sull’argilla, sulla pietra e sul papiro. Il papiro fu sostituto dalla pergamena che era più resistente e la pergamena fu sostituita dalla carta che era meno costosa. Grazie alla carta furono messi a disposizione più testi con decorazioni, punti e titoli. Durante ogni tecnologia della scrittura c’è una tecnologia secondaria che va ad ampliare i limiti della tecnologia attuale (es. macchina da scrivere, macchina per stenografare). Cosa è la ri-mediazione? La ri-mediazione riguarda un nuovo medium che ha certi tratti uguali ma complessivamente è migliore del medium vecchio. Durante il Rinascimento si è passati del manoscritto al libro stampato. I Greci hanno come primi trascritto i racconti orali, questa è la prima ri-mediazione nella storia. Al giorno d’oggi grazie a Mosaiic e Word Processor navighiamo nel www (Word Wide Web). La scrittura viene inserita nel PC e quindi può essere elaborata con strumenti di grafica. Lo scrittore quindi utilizza gli stessi strumenti dell’autore di software.

3. L’ipertesto e la ri-mediazione

L’ipertesto ha una parte grafica e una parte di testo. L’ipertesto ha delle parole calde che collegano più testi insieme. Quindi il lettore può approfondire un tema, cliccando sulla parola calda, quindi passa da A a B e si aspetta che B sia un approfondimento di A. Questi collegamenti (link) sono un’evoluzione delle note a piè pagina che incontriamo nei testi. Inoltre sulle pagine web incontriamo i topics che ci aiutano a cercare il pozzo di informazioni relative ad un tema (topic). Il papiro è lineare nella struttura del testo, il testo stampato mette in relazione gerarchia (testo è diviso in capitoli) con la linea di pensiero (testo ha un’introduzione). Invece l’ipertesto, che è un genere della tecnologia digitale ed elettronica, non segue la linearità. Grazie a Mosaiic abbiamo assistito al boom del www. Mosaiic è un programma che aiuta l’utente nella grafica del testo. Grazie al Word Processor si può modificare una parola semplicemente cancellandola o correggendola, anche se l’inserzione del testo avviene come l’inserzione del testo con la macchina da scrivere. L’ipertesto è globale, si collegano grazie al www tante informazioni con altre informazioni per un periodo lungo o corto. L’ipertesto in internet utilizza molta grafica per renderlo più immediato (icone per simboleggiare i link). Se desideriamo analizzare l’ipertesto, lo dobbiamo mettere in relazione con il testo stampato. Se desideriamo analizzare il www, dobbiamo mettere in relazione il www con la stampa. La relazione tra ipertesto e www e rappresentata dalla relazione tra genere e tecnologia. Il www ha reso l’ipertesto globale, ma se non ci fosse stato l’ipertesto, il www non sarebbe una nuova tecnologia della scrittura. La stampa è legata all’elettronica come l’ipertesto è ancora legato alla stampa, anche se sta prendendo il suo posto. Alcuni critici sostengono che l’ipertesto non è una scelta libera per l’utente, dato che i collegamenti sono predefiniti dall’autore. Altri ritengono che l’ipertesto è il modo più naturale di esprimersi, dato che i nostri pensieri non sono lineari.

4. L’emancipazione delle immagini

Le immagini, come altri media grafici, sono divenuti parte dell’ipertesto. Il www ingloba molti media visivi in un medium (TV, cinema). Ma se qualcuno pensa che utilizzare la grafica sia una novità, si sbaglia. Già nel Medioevo si utilizzavano icone per rappresentare cose a persone analfabete. Con la stampa in serie si combatté l’alfabetizzazione e ci si concentrò sul testo. L’immagine rimase marginale (era un supporto al testo e non era un’identità autonoma) e il testo centrale. Oggi stiamo assistendo ad una rivalutazione dell’immagine. Essa ha una propria autonomia e il testo deve combattere per avere il suo posto rispetto all’immagine. Quindi siamo di fronte a una nuova era della pittografia, nuova poiché non viene utilizzata per comprendere il testo (post alfabetizzazione). L’immediatezza è supportata dall’immagine. Inoltre nell’era della stampa, due mezzi diversi producevano immagine e testo. Al giorno d’oggi le riviste investono molto nella grafica. Negli ipermedia incontriamo quindi immagini e suoni che raccontano una storia, non predomina il testo. Se pensiamo che al giorno d’oggi vengono scritti romanzi che narrano la storia raccontata in TV e anni fa avveniva sempre e solamente solo il contrario, possiamo notare come le cose stanno cambiando. Ma cosa è la pittografia? Il pittogramma è un’immagine stilizzata, che è immediata nella percezione però che non ha un’efficacia narrativa uguale al testo. In seguito abbiamo visto approdare il logogramma, che viene associato ad una parola della lingua del parlante. L’alfabeto equivale alla scrittura fonetica e apporta dei grandi cambiamenti. La pittografia rimane marginale: simboli religiosi, simboli magici e segnali stradali. Ci si concentra sull’alfabeto e si tralascia la pittografia nell’era della pre-alfabetizzazione. Nella pittografia troviamo una discussione sul fatto se essa sia più naturale o più convenzionale. La pittografia pre-alfabetizzazione è più naturale di quella odierna post-alfabettizazione è più convenzionale e arbitraria. Pensiamo all’icona del cestino, a cui è legata una funzione e un evento che questa funzione provoca. Inoltre altre icone possono essere comprese solo grazie all’arbitrarietà e alla convenzionalità (es. pennello = copia formato). Nel Rinascimento c’è la convinzione che le note sono delle incrostazioni di fraintendimenti passati e quindi il testo principale rimane in prima pagina, ma le note vengono poste a piè pagina. Le pagine del libro sono simili alle pagine del web (però non c’è linearità). La grafica viene ri-mediata grazie ad internet. Inoltre nascono fenomeni come l’animazione e lo streaming audio e video. Nel web troviamo ancora strumenti prettamente testuali come la posta elettronica e le newsgroup. Fino a quando queste rimarranno prettamente testuali, non si sa. Comunque nella posta elettronica si sono già introdotto le faccine  che sono un’espressione mimica più immediata di una parola.

5. Il libro elettronico

Storia del libro: Il libro nasce come papiro che serviva al riempire i buchi di memoria del racconta storie (opere). Poi ci fu l’innovazione del codice che poteva raccogliere più testi e conservarli meglio. In seguito nacque il libro e la lettura divenne silenziosa e affidata al singolo. Il libro come lo conosciamo viene ri-mediato dalla tecnologia elettronica. Si tratta del “e-book”, nel quale possiamo scrivere delle note e sottolineare. Ma per la ri-mediazione servono degli elementi in più, l’e-book presenta i testi come ipertesti (ricerche sono più facili, è possibile fare delle ricerche trasversali) e gli aggiornamenti (nuove edizioni) possono semplicemente essere scaricati.
L’enciclopedia è sempre stata uno strumento importante, dato che raggruppa testi che possono essere cercati grazie all’ordine alfabetico (AZ) oppure grazie all’indice. In epoche di grande crescita culturale venivano prodotti tanti libri che non riuscivano ad essere letti tutti da una persona. In epoche di declino culturale, si producevano meno libri e si andava alla ricerca dell’enciclopedia. Comunque sempre più libri vengono prodotti. L’enciclopedia elettronica permette di ricercare in modo trasversale nel testo e di iniziare la ricerca da qualunque punto di partenza. L’enciclopedia elettronica ha una divisione per temi che può essere molto utile. Anche il web offre motori di ricerca che hanno una funzione molto importante nella ricerca in internet.
La biblioteca è un’istituzione culturale che non scomparirà così presto. È il luogo in senso spaziale, dove ci sono molti testi. Ci sono biblioteche virtuali che riguardano dei campi molto specifici con comunità ristrette. Nelson aveva istituito una biblioteca online “Xanadu” che però non ha avuto successo. Nelson richiedeva al fruitore un pagamento per accedere alla biblioteca virtuale, pensando che il fruitore fosse pronto a pagare questo servizio comprendendo il lavoro che doveva essere fatto per raccogliere tutti i testi (in programma erano più testi di quelli che ci sono al momento in internet). Ma il fruitore non comprese tutto ciò. Serve un grande sforzo se desideriamo mettere tutti i testi su internet. La domanda è se si vuole fare questo sforzo.

6. La rivisitazione del dialogo

L’enunciazione di un testo in modo orale e quindi l’ascolto dello stesso è differente dalla lettura di un testo. Platone invidiava Socrate, il quale poteva presentare a voce le sue opere e quindi avere un “feedback” immediato. Platone doveva affidarsi al testo scritto e quindi sperare che le sue teorie fossero comprese dal lettore. La lingua scritta si forma da quella orale, trascrive la lingua parlata per fare in modo che questa possa resistere nel tempo. Grazie ai mezzi elettronici e digitali, l’utente può dialogare in chat room oppure in forum, non si tratta di un dialogo orale benché scritto. Inoltre se più saggi accademici fossero tramutati in ipertesti, ci sarebbe un’interazione/una discussione su di essi che potrebbe rappresentare una sorta di dialogo. Quindi tre tipi di dialogo vengono reinterpretati nella nuova era elettronica: - quello tra autore e lettore – quello tra media vecchi e nuovi – quello tra parola e immagine. Una nuova forma è l’auto rappresentazione nelle pagine web del singolo individuo (autoreferenziale).

7. La narrativa interattiva

Molti testi di letteratura d’élite come saggi e testi accademici non sono stati tramutati in ipertesti. Essi vengono stampati come i testi che riguardano la critica oppure l’analisi di testi elettronici. Inoltre gli autori di narrativa interattiva non hanno avuto il riconoscimento di altri autori di testi stampati. Uno di questi autori si chiama Joyce e la sua opera è intitolata “afternoon”. All’interno della narrativa interattiva c’è un sistema di collegamenti che possono essere scelti autonomamente dal lettore. Il lettore è cosciente di trovarsi all’interno di un sistema predefinito di scelte (collegamenti). Il lettore sceglie la propria strada per arrivare alla fine della narrazione. La narrativa interattiva non ha un unico inizio, il lettura interattiva ha più inizi a scelta e non termina a pagina 50. Nella narrativa interattiva ci sono molte ripetizioni, una situazione viene esaminata da più punti di vista. Si tratta di una ridefinizione della scrittura e della lettura. Nella narrativa interattiva troviamo anche dei collegamenti non prettamente testuali ma anche multimediali come nell’opera “Uncle Buddy’s phantom funhouse”. Quest’opera assomiglia ad un videogioco. Borges è convinto che per rinnovare la letteratura c’è bisogna della multi linearità. Già prima dell’avvento dell’ipertesto ci sono stati autori che desideravano combattere la linearità del testo p.es. trasformando il libro in singole carte da gioco, mescolarle e infine la sequenza del racconto è determinata dal fato.

8. Teoria della critica e nuovo spazio dello scrivere

Nella nostra cultura ci sono libri che fanno parte del canone e che quindi sono stabili e monumentali. Gli autori di questi libri sono anch’essi monumentali, ammirati e citati. Pensiamo all’opera di “Amleto” di Shakespeare, che viene ritenuta una dei capi saldi della cultura inglese. La critica postmoderna e i Cultural Studies ritengono che non si debba fare una differenza tra letteratura d’élite e testi popolari, dato che la differenza è data da ideologie dominanti e da relazioni sociali. I tradizionalisti invece sostengono che sia i Cultural Studies che i critici postmoderni desiderano distruggere i capisaldi della cultura, e quindi desiderano mettere in discussione il fatto che “Amleto” è più importante di un testo popolare. I tradizionalisti ritengono che chi desidera acculturasi, deve studiare i testi del canone. Tutti gli altri testi sono facoltativi. Nella sua opera “Hypertext”, Landow proclama la relazione tra ipertesto e i poststrutturalisti. Essi criticano la critica letteraria dicendo che non si deve solamente giudicare il testo in se, ma vederlo in relazione al fruitore. Il testo è composto da cose non dette e cose già dette; questi buchi vanno riempiti dal fruitore. In base a ciò va giudicato il testo quindi grazie al “Reader-Response Criticism”. Il decostruzionismo (esponenti sono Derida, Foucault e Barthes) sostengono che ogni testo ha un significato e che esso cambia nel tempo: una volta può essere centrale e l’altra volta diviene marginale. Quindi non c’è un canone culturale fisso. I poststrutturalisti si sono occupati del testo prima dell’avvento dell’ipertesto o meglio, prima dell’avvento del www. Quindi si tratta di ipertesti che sono solo composti da testi e non multimediali. Invece i Cultural Studies si sono occupati anche dei media come la TV.

9. Il Sé e il testo elettronico

Scrivere è un modo per conoscere noi stessi e quindi come si è trasformato il nostro Sé nell’era digitale? Il Sé rappresentato dal mondo elettronico è un Sé che ha amicizie temporali e che mutuano. Il Sé può avere più identità diverse che non coincidono e non sono riconoscibili. Non dipende da quale razza o quale classe sociale appartiene l’individuo (non si è legati ad un corpo). Il Sé si rappresenta anche grazie a siti internet (autoreferenzialità).

10. La cultura e il testo elettronico

La cultura rappresentata è una cultura varia, con molte mode, con molti gruppi (hot lists) d’interesse. Ogni individuo fa parte di più gruppi d’interesse. Se la stampa e l’invenzione di Gutemberg ha provocato una standardizzazione della lingua, al giorno d’oggi il mondo elettronico non sta seguendo questa scia. È più propenso ad una differenziazione tra individui e tra gruppi. Non c’è una letteratura d’élite e una popolare. Ogni piccolo gruppo trova il suo spazio all’interno di una pagina web nella rete mondiale del www.
 
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