LAB Arte e New Media

Pittori Campania 
Glossario Linguistica
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Scritto da Mario Fabiani   
Linguistica interna o pura:

 

- grammatica:

 

- fonologia (studio delle minime unità distintive – fonemi)

 

- morfologia (studio delle minime unità significative – morfemi)

 

- sintassi (studio del sistema di relazioni tra i morfemi – frase)

 

- semiologia linguistica (studio del sistema dei valori di significato)

 

- lessicologia (studio delle relazione tra le minime forme libere – lessemi)

 

- tipologia linguistica (studio dei caratteri tipologici generali costitutivi)

 

 

Linguistica esterna o implicata:

 

fonetica (studio della realizzazione dei fonemi – articolazione fonatoria)

semantica (studio della realizzazione dei significati in segni)

linguistica pragmatica (studio delle modalità di uso della lingua – comunicazione)

psicolinguistica (studio dei condizionamenti tra lingua e mente)

sociolinguistica ed etnolinguistica (studio delle varietà di lingua dipendenti dalle strutture sociali)

geolinguistica e dialettologia (studio delle varietà di lingua dipendenti dal territorio)

linguistica storica (studio del farsi e disfarsi delle lingue)

 

Linguistica applicata:

 

glottodidattica

logopedia

linguistica computazionale

 

Struttura: complesso degli elementi costitutivi di un insieme considerato in relazione alla loro organizzazione e distribuzione.

 

 

Funzione: ruolo svolto ai fini di un risultato.

 

 

Sistema: insieme di elementi interdipendenti che formano un complesso organico.

 

 

Segno: insieme inscindibile di significato e significante.

 

 

Codice: sistema arbitrario ma convenzionale di segnali o segni, frutto di un accordo tra i membri di una comunità.

 

 

Saussure:

 

 

Forma : modo in cui sono organizzati i segnali.

 

Sostanza : ciò di cui sono fatti i segnali.

 

 

Hjelmslev:

 

 

Materia: massa amorfa.

forma: regola costante.

Sostanza: fenomeno variabile (lingua)

Norma: complesso delle limitazioni e trasgressioni imposte nella storia alle regole possibili.

Esecuzione

 

La lingua è un codice:

 

semiologico

biplanare: è costituito da segni biplanari

articolato: i segni sono scomponibili in parti funzionali, ognuna portatrice di parte del significato e/o della funzione del segno (doppia articolazione: 1 morfemi – 2 fonemi)

combinatorio: le unità sono componibili in sequenze di rango superiore

infinito: a partire da un numero finito di unità si possono produrre infiiniti segni

sinonimico: più segni possono avere uno stesso senso

metaforico: il rapporto semiotico è creativo, il rapporto tra significante e significato è indeterminato

 

La lingua ha le seguenti caratteristiche:

 

linearità: le unità/segni si susseguono nello spazio o nel tempo

discretezza: le unità sono esclusive a vicenda

onnipotenza semantica: si può esprimere qualsiasi significato

produttività: grazie alla doppia articolazione si creano continuamente nuove parole

distanziamento: si possono descrivere elementi lontani o assenti

libertà da stimoli: la produzione non necessariamente deriva da stimoli ambientali

trasmissibilità culturale: la lingua non è ereditaria, ma trasmessa per apprendimento

 

le unità linguistiche in una sequenza contraggono rapporti:

 

sintagmatici: con le altre unità della sequenza

paradigmatici: con le unità che avrebbero potuto figurare in quella posizione nella sequenza

 

 

Fonetica:

 

articolatoria: studia la produzione della materia fonico-acustica da parte dell'apparato fonatorio umano

acustica: studio delle onde sonore

uditiva: studio della ricezione sensoriale umana

 

Fonema: minima unità distintiva di una lingua

 

 

Fono: realizzazione fonica di un fonema, caratterizzato da un'unica combinazione articolatoria

 

 

· vocali: foni non ostacolati

· consonanti: foni ostacolati

 

Allofono: variante di fonema caratterizzata da distribuzione complementare e mancante di capacità distintiva.

 

 

 

Assimiliazione: adeguamento di un suono ad un altro vicino all'interno di una sequenza

a distanza/a contatto

regressiva/progressiva

parziale/totale

Dissimilazione: perdita di un tratto (carattere articolatorio) che un suono aveva in comune con un altro nella stessa sequenza

Aplologia: dissimilazione con perdita di una sillaba

Metatesi: scambio di posizione tra due suoni prossimi o spostamento di un suono in una parola

Sincope: perdita di una vocale interna in una parola

Aferesi: soppressione di una sillaba all'inizio di una parola

Apocope: soppressione di una sillaba alla fine di una parola

Epentesi: inserimento di un suono all'interno di una sequenza

Anaptissi: epentesi di vocale

Sillaba: unità fonologica che sul piano fonetico è costituita da un'unica emissione fonica.

 

Nucleo: vocale (sonante)

Attacco/Coda: consonante

 

 

Scrittura: codice semiologico autonomo

 

Pittografia: scrittura di atti di pensiero

Pittogramma:

massima immediatezza

iconico

non arbitrario

indipendente dalla lingua

Ideografia: scrittura di significati linguistici

Ideogramma:

massima economia

più distanza dal reale

più arbitrario

indipendente dalla lingua

Logografia: scrittura di segni linguistici

Logogramma:

significato+significante

va decodificato con la lingua che l'ha prodotto

Fonografia: scrittura di valori di fonazione

ogni simbolo corrisponde ad un fonema (almeno intenzionalmente)

massima adattabilità e flessibilità

condivide la potenza semiotica della lingua

 

Morfemi: minime unità significative e funzionali della lingua

 

autonomia:

liberi

legati

semantica:

lessicali (hanno un valore lessicale autonomo)

tema (appartengono ad una sola parola)

radice (appartengono a più parole)

funzionali (non hanno un valore lessicale autonomo)

derivazionali (formano parole complesse da parole semplici)

affissi

prefissi

infissi

suffissi (producono nuove parole)

produttivi

improduttivi

grammaticali (desinenze di numero, genere, caso, persona)

La Sintassi studia:

la struttura della frase

gli elementi che la formano

le regole che governano i rapporti tra gli elementi

Frase:

minima sequenza grammaticalmente completa e portatrice di un messaggio compiuto

minima unità comunicativa

 

 

La frase si scompone in costituenti immediati:

 

sintagmi

parole

morfemi

 

Grammatica generativo-trasformazionale:

 

componente sintattico

sottocomponente di base

regole di riscrittura (vedi dopo)

lessico (repertorio di morfemi)

matrice fonologica

tratti sintattici

sottocomponente trasformazionale

componente fonologico

componente semantico

 

Regole di riscrittura:

 

catena da elaborare:

categorie morfosintattiche

F = Frase

SN = Sintagma nominale

SV = Sintagma verbale

N = Nome

V = Verbo

Aus = Verbo ausiliare

Agg = Aggettivo

Art = Articolo

 

Semantica:

 

irriducibilità a sistema

incompatibilità delle posizioni

molteplicità delle relazioni

complessità dell'universo conoscitivo

 

Semantica:

 

logico-filosofica: come stabilire il valore verofunzionale di una frase o di una parola

cognitiva: studia meccanismi di comprensione

strutturale: il significato è dato dalle relazioni tra gli elementi

della parola: studio della relazione di significazione tra una parola e i suoi sensi

della frase: studio della relazione di designazione tra un concetto e le parole

 

Senso: ciò che si vuole trasmettere in una particolare occasione comunicativa (sta nel testo)

 

Significato: la somma dei sensi ammessi da un significante (sta nel sistema lingua)

 

 

Polisemia: proprietà di un significante di ammettere più di un senso.

 

Sinonimia o coreferenzialità: più significanti ammettono un unico senso (è sempre parziale).

 

 

Campo semantico: insieme di segni che presentano tratti semantici comuni.

 

iperonimia/iponimia :relazione di inclusione tra due lessemi

antonimia:relazione tra due lessemi di senso opposto su un piano che ammette gradualità

complementarità: relazione tra due lessemi di senso opposto su un piano che non ammette gradualità

Inversione: relazione oppositiva tra due lessemi osservati da diverse prospettive

Incapsulatori: termini generici che può sostituirne altri

Campo esperienziale: insieme di segni i cui significati provengono da una stessa esperienza cognitiva

 

Quadri di riferimento: configurazione statica di conoscenza convenzionalizzata fondata sulla cultura di una società

Copioni di riferimento: modelli dinamici di riferimento che prevedono ordinamenti temporali e relazioni causali tra eventi

 

Valore denotativo: valore standardizzati e di base della parola, valore d'uso oggettivo

 

 

Valore connotativo: valore aggiuntivo derivante dal piano emotivo e pragmatico della comunicazione, influenzato dalla cultura.

 

 

Analisi logico-semantica: studia le relazioni profonde tra gli elementi che costituiscono la predicazione realizzata in una frase

 

 

Analisi logica tradizionale: analisi linguistica che studia le relazioni grammaticali fra le parole di una frase in una lingua.

 

 

Predicato:

 

Argomenti: elementi che concorrono alla predicazione

- Ruoli: funzioni svolte dagli argomenti

 

Matrice Predicazionale di Cook:

 

 

Tipo:

 

Stativo: situazione senza mutamento

Processivo: mutamento spontaneo

Agentivo: mutamento causato da qualcuno

 

Classe: (in relazione ai tratti semantici)

 

Basici: neutrali semanticamente, assenza dei ruoli E,B,L.

Esperienziali: presenza di chi prova un'esperienza mentale, emotiva o sensoriale (soggetto animato), ruolo E

Benefattivi: relativi all'appartenenza, alla pertinenza (e il loro contrario), ruolo B

Locativi: espressione di luogo o cambiamento di posizione, ruolo L

 

primitivi logici: stativo --> incoativo (+diventa) -->processivo --> causativo (+causa) --> agentivo

 

agentivo --> decausativo (-causa) --> processivo --> resultativo (-diventa) --> stativo

 

 

Ruoli:

 

Coperti: non realizzati

cancellati (non realizzabili in parole)

lessicalizzati (impliciti nel verbo del PRED)

coreferenziali (stessa parola due ruoli: viene cancellato quello più basso nella gerarchia A,E,B,O,L

cancellabili (volontariamente)

scoperti: realizzati

 

I ruoli A, E, B, O, L costituiscono la valenza semantica del PRED

 

 

Ruoli modali:(non contribuiscono alla classificazione del PRED)

 

Tempo

Strumento

Maniera

Causa

Scopo

Conseguenza

Locativo esterno

Benefattivo Esterno

 

 

Soggetto:

 

non si identifica con l'Agente predicazionale, ma spesso si sovrappongono

caratteristiche sintattiche: posizione, marca di caso, concordanza con il verbo

 

Agente:(tratti semantici)

 

Causa

Istigazione

Esecuzione

Controllo

 

Fenomeni tipici della realizzazione linguistica:

 

Cancellazione

Lessicalizzazione

Coreferenzialità

Nominalizzazione: il predicato viene realizzato con una forma nominale nella struttura superficiale della frase, le reggenze si esprimono con il nesso genitivale (complemento di specificazione)

Scomposizione: resa analitica dei tratti semantici che costituiscono un PRED (usare=mettere in campo)

 

Categorie grammaticali: realizzano informazioni grammaticali (genere, numero, caso, persona, tempo, modo, ecc.)

 

 

Classi di parole: gruppi con caratteristiche o proprietà comuni (nome, verbo, pronome)

 

 

le 9 parti del discorso:

 

Nome (sostantivo)

(Nome) aggettivo

Verbo

Avverbio

Pronome

Articolo

Preposizione

Congiunzione

Interiezione

 

Classificazione archetipica:

 

Nome

distribuzione complementare con la classe dei verbi

sensibile alla distinzione di genere e numero

morfemi derivazionali e flessionali diversi rispetto al verbo

Verbo

distribuzione equivalente, ma complementare con la classe dei nomi

sensibile alla distinzione di tempo e persona

morfemi derivazionali e flessionali diversi rispetto al nome

Pronome

 

Tra nome e aggettivo l'unica differenza sta nella distribuzione complementare.

 

 

Categorie del verbo:

 

statività : non-statività

semantica profonda: tipo di predicato stativo, processivo, agentivo

transitività : non-transitività

semantica superficiale: reggenza dell'oggetto

diatesi attiva : diatesi non attiva

imperfettività : perfettività

semantica superficiale: modo in cui l'evento viene descritto dal verbo (compiutezza/non compiutezza dell'azione)

duratività : momentaneità

tempo interno dell'evento descritto (Aktionsart)

oggettività : soggettività

semantica superficiale: atteggiamento dell'emittente nei confronti della predicazione realizzata

attualità : non-attualità

tempo esterno, relazione cronologica tra l'evento e il momento dell'enunciato (anteriorità/posteriorità)

 

Pragmalinguistica: parlare come azione, competenza comunicativa

 

· Proposizione: realizzazione sul piano sintattico di una predicazione osservata dal punto di vista dell'espressione

· Periodo: insieme di proposizioni tra loro collegate a formare un'unità sintatticamente autonoma e di senso compiuto osservata dal punto di vista dell'espressione

· Frase: minima unità comunicativa autonoma vista sul piano dell'espressione e decontestualizzata.

· Enunciato: minima unità comunicativa autonoma vista sul piano del contenuto e inserita nel contesto

·

· Testo: insieme comunicativo autonomo e completo

· Discorso: si usa solo per la realizzazione orale

 

 

Livelli semantici di un segno:

 

Sistemico: è inerente ad ogni impiego del segno, è generico ed invariabile all'uso

Cotestuale: comportato da quella singola ricorrenza del segno nel testo, è condizionato dall'intera testualità sin lì sviluppatasi

Contestuale: carico delle connotazioni legate alla visione del mondo attivata dal contesto, quando il segno è impiegato in riferimento allo stesso “universo del discorso”.

 

Fattori pragmatici di un testo/discorso:

 

Deissi

Prossemica

Scopi (dichiarati)

Sovrascopi (non dichiarati)

Presupposizioni

Enciclopedie

Aspettative

Consapevolezza dei ruoli

Stato emotivo

 

Funzioni comunicative di Jakobson:

 

Emotiva: emittente

Conativa: destinatario

Referenziale: contenuto del messaggio

Poetica: forma del messaggio

Fatica: contatto

Metalinguistica: codice

 

Massime di Grice (cooperazione comunicazionale)

 

Massima della qualità: che l'utente dica solo ciò che pensa sia vero

Massima della quantità: che l'utente non informi di più o di meno di quanto richiesto dalla situazione

Massima della relazione: che l'utente rispetti la tematica testuale

Massima del modo: che l'utente non pronunci enunciati ambigui (rispetti le conoscenze enciclopediche)

Tipi di atti linguistici:

 

Locutorio:

Illocutorio: fornisce informazioni al destinatario

Perlocutorio: presuppone un'azione da parte del destinatario

 

L'atto linguistico si svolge sempre dal “vecchio” (topic, tema) al “nuovo” (comment, rema)

 

 

topic: più prevedibilità, meno informazione

 

comment: meno prevedibilità, più informazione

 

 

topicalizzazione: marcatezza sintattica ottenuta rispettando l'ordine pragmatico

 

focalizzazione: anticipazione del commento rispetto al topic

 

 

Fondamenti dell'unità di un testo:

 

Cooperazione comunicazionale

Continuità tematica

Coerenza

Coesione: proprietà che tiene legati gli elementi linguistici del testo

 

La Coesione si realizza sul piano dell'espressione

 

 

Strumenti di coesione:

 

Grammaticali

reggenza: verbo-sostantivo sul piano predicazionale

concordanza: nome-aggettivo, verbo-sostantivo sul piano grammaticale

consecutio temporum: concatenazione dei tempi e dei modi dei verbi nel periodo

Lessicali

reiterazione: ripetizione di uno stesso lessema in più frasi distinte

coreferenza: presenza nel testo di molteplici referenze (sostitutenti) ad uno stesso referente (antecedente)

sostituenti: pronomi personali, dimostrativi, indefiniti, interrogativi, particelle pronominali

aggettivi e avverbi di comparazione

ellissi di elementi coreferenti (sottintesi, desumibili dal contesto)

relazioni lessicali sistematiche (campi semantici, campi esperienziali)

Misti

congiunzione coordinative e subordinative

parallelismo sintattico: ricorrenza in due o più enunciati di una stessa struttura sintattica.

Costituenti superficiali:

orale: prosodici (assonanze, allitterazioni, pause)

scritto: punteggiatura

 

Cooperazione comunicazionale, Continuità tematica e coerenza si realizzano sul piano del contenuto.

 

 

Continuità tematica

 

Persistenza: gli enunciati iniziano tutti con lo stesso tema.

Concatenazione: il rema dell'enunciato precedente è preso come tema dell'enunciato seguente.

 

Cooperazione comunicazionale:

 

Rispetto della massima del modo (relazioni di spazialità, sequenzialità, causalità)

Accettabilità pragmatica sul piano dell'adeguatezza comunicazionale (rispetto dei ruoli sociali)

 

Coerenza:

 

Implicature: messaggi non espressi dall'emittente

Inferenze: deduzione logica realizzata dal destinatario, può essere basata anche su conoscenze enciclopediche (quadri e copioni di riferimento)

Presupposizioni: conoscenze che si suppone siano preesistenti nel destinatario

 

Il testo si qualifica come tale solo dopo l'opera di decodifica e ricostruzione da parte del destinatari, che non è un ricevente passivo, ma un protagonista attivo.

 

 

La coesione non è indispensabile, la coerenza sì.

 

 

Classificazione dei testi:

 

 

Werlich:

 

narrativo: finalizzato a raccontare una storia

descrittivo: delinea le caratteristiche di una persona, di un paesaggio, ecc.

informativo: fornisce notizie su personaggi, argomenti o fatti

regolativo: indica norme da rispettare

argomentativo: sostiene una tesi su basi logiche

 

Sabatini: criteri

 

Rigidità: lessico: maggiore o minore biunivocità del rapporto significante-significato

Esplicitezza: struttura espositiva: maggiore o minore disponibilità a rappresentare il ragionamento logico

nella struttura del testo (capitoli, paragrafi)

nella coerenza logica (inferenze e implicature esplicitate)

nell'uso dei legamenti di coesione superficiale

nell'uso della punteggiatura (sintattico-logico)

nella struttura tipografica (paratesto)

Specificità referenziale(Ancillotti): riferimenti semantico-pragmatici richiesti, uso di enciclopedie

 

 

 

 

Sabatini: classificazione (secondo il grado di vincolo imposto alla decodifica da parte del destinatario)

 

Molto vincolanti: alta rigidità ed esplicitezza

scientifici

tecnici non divulgativi

normativi

Mediamente vincolanti: media rigidità ed esplicitezza

didattici

divulgativi

 

Poco vincolanti: bassa rigidità ed esplicitezza

prosa

poesia

 

Testo orale:

 

Volatilità: viene fruito nel momento in cui viene prodotto, e non permane

Linearità: si snoda una volta sola nel tempo, e richiede di essere decodificato via via che viene prodotto

Contesto di elaborazione e fruizione condiviso

cooperazione

contrattualità

apporti inferenziali

scambio dei ruoli

diffusione ridotta

Pianificazione a breve gittata

varianti correnti ed espressive

lessico generico

strutture sintattiche semplici

scarsi segnali di coesione

implicito sfruttato

ellissi abbondanti

Ricco complesso di codici

paralinguistico (volume, tono, intonazione, ritmo)

cinesico (movimenti del corpo, espressione del viso)

prossemico (posizione del corpo, distanza fra gli utenti)

 

Testo scritto

 

 

Planarità: si estende in sequenza spaziale, non temporale

Persistenza nel tempo: utilizzo ripetuto

Non permette la cooperazione: destinatario assente, lettore-modello

Non contemporaneità tra codifica e decodifica, assenza di controllo

implicito ridotto, a causa del contesto non condiviso

un solo codice: quello grafico

Diffusione ampia

Maggiore accuratezza linguistica

forme più corrette

strutture più articolate

lessico più preciso

collegamenti superficiali

 

Paratesto

 

Orale

 

premesse e preamboli

pause

fatismi

costituenti prosodici

costituenti prossemici

costituenti cinesici

Scritto

 

interventi editoriali

prefazioni

note editoriali

indici

titoli dei capitoli

illustrazioni

impaginazione

appendici

allegati

 

Testo elettronico

 

fase processuale enfatizzata

instabilità intrinseca: non è mai definitivo

immaterialità/decontestualizzazione

diffondibilità illimitata

non è mai autografo

 

Ipertesto

 

distribuito in nodi multimediali

percorso di fruizione modulare e reticolare

presenza di puntatori (link)

direzione di lettura non obbligata

interattività

qualità determinata dalle strutture paratestuali

struttura ad albero o a rete

 

In rete

 

interrelazione testo-immagini(multimedialità)

destrutturazione: testi non più lunghi di 10-15 righe

 

CMC (Comunicazione mediata da computer)

 

chatline: servizio di rete per la comunicazione diretta di più utenti, che possono costituire una comunità virtuale

blog: web log: diario in rete

forum: gruppo di discussione su determinate tematiche

SMS

testi orali trasferiti in forma scritta

c'è presentativo

paratassi

che polivalente

dislocazioni a destra e a sinistra

frasi scisse

pronomi: che, gli

incapsulatori

illusione di compresenza e sincronicità

codificazione minima rispetto al parlato

uso di simboli e abbreviazioni

limiti storici di lunghezza

appartenenza al gruppo

 

 

 

La Psicolinguistica studia:

 

 

comprensione: interpretazione della catena parlata

memorizzazione: processo per cui i dati vengono resi disponibili

produzione

 

 

 

 

comprensione:

 

strategie sintattiche

suffissi e prefissi

sintagmi

categorie grammaticali

ordine delle parole

strategie semantiche

natura predicazionale

rappresentazione mentale

riferimento al contesto e al mondo delle conoscenze

 

memorizzazione:

 

memoria a breve termine

durata trenta secondi

cancellazione

costituenti superficiali

parola per parola

memoria a lungo termine

durata imprecisabile

spazi illimitati

stuttura prelinguistica

rappresentazione mentale dei contenuti

 

produzione:

 

La comprensione è basata su:

 

identificazione dei referenti

inferenze

costruzione di una rappresentazione globale

In fase di produzione si possono quindi commettere questi tipi di errore:

 

confondere le diverse parole: sostituire il nome di un referente con uno diverso da quello della frase di partenza

confondere il senso denotativo, sostituendolo con le implicature e le inferenze

confondere tra loro le varie parti della rappresentazione globale memorizzata

 

La frase è più memorizzabile quanto più rispecchia la struttura profonda. Quindi abbiamo la seguente gerarchia di memorizzazione:

 

1. frase dichiarativa attiva

2. frase interrogativa

3. frase passiva

4. frase negativa

5. frase interrogativa negativa

6. frase interrogativa passiva

7. frase interrogativa passiva negativa

 

I nomi sono importanti nella comprensione e memorizzazione in quanto:

 

sono “etichette” di entità reali, mentre i verbi esprimono relazioni

precedono i verbi nell'apprendimento infantile

sono implicabili in qualsiasi relazione linguistica, essendo voci lessicali non marcate

 

Salienza percettiva e mnestica:

 

 

Comprensione. Memorizzazione e produzione ruotano intorno al nominale più saliente, che viene di solito identificato e poi riprodotto come soggetto grammaticale della frase.

 

 

I lessemi nella mente sono classificati secondi diverse classi:

 

distribuzione

salienza mnestica e percettiva

campo esperienziale

prototipicità: aderenza ad un modello al quale i parlanti fanno riferimento

 

Sociolinguistica: la lingua in relazione con la comunità dei parlanti (collettività che usa una stessa lingua nella quale si identifica)

 

macrocomunità(es. Italiano)

microcomunità (es. dialetto)

 

la comunità non si identifica con:

 

nazione

stato

 

La comunità linguistica è:

 

dinamica: identità in continua ridefinizione

non omogenea: variazione linguistica interna.

Diglossia: 2 lingue coesistenti con diversa pertinenza sociale

Bilinguismo: 2 lingue coesistenti con uguale pertinenza sociale

Repertorio articolato di codici: varietà associate a:

sesso

razza

regione di provenienza

occupazione

istruzione

religione

 

Varietà:

 

fattori diatopici: provenienza geografica

italiano standard

italiano regionale

dialetti

fattori diastratici: classe sociale, gruppo, istruzione, occupazione

italiano popolare

italiano colto

gerghi e linguaggi giovanili

lingue speciali e settoriali

fattori diafasici: situazione

registri

colloquiale

neo-standard

formale aulico

standard letterario

sottocodici

tecnico-scientifico

burocratico

fattori diamesici: mezzo

lingua scritta

lingua parlata

 

Parametri per la classificazione dei codici linguistici:

 

standardizzazione: lingua standard

storicità: lingua standard, lingua classica, dialetto

vitalità/identità: lingua standard, dialetto

mescolanza: pidgin, creolo

istituzionalità: lingua standard

norme di fatto: lingua standard

riduzione del sistema: pidgin, creolo

autonomia: lingua standard

 

Le differenze tra le lingue si basano su:

 

rapporto arbitrario tra sequenza fonica e significato

rapporto arbitrario tra parola e proprietà sintattiche

scelta dei valori fonologici

scelta delle categorie linguistiche da attivare (singolare, plurale, duale, triale)

modo di realizzare le categorie attivate (plurale: s inglese, e i italiano)

 

Classificazione tradizionale delle lingue:

 

isolanti (analitiche): affidano le funzioni della parola più alla posizione nella frase che alla morfologia

cinese

agglutinanti (ad affissi): esprimono ogni categoria linguistica con uno specifico affisso

finlandese

ungherese

turco

flessive (sintetiche): esprimono più funzioni con un solo affisso

latino

incorporanti (polisintetiche): la parola coincide con la frase

sanscrito

 

Classificazione tipologica recente: si basa sull'ordine basico

 

SVO

italiano

inglese

SOV

latino

giapponese

turco

VSO

arabo

irlandese

gallese

 

 

 

Etnolinguistica: rapporti tra lingue e culture umane

 

 

Tipi di comunità stato pre-tecnologiche:

 

 

1. raccolta e caccia

- 60 comunità stato di 50 membri – 3000 parlanti

- Boscimani (San) Sud Africa, Borneo, Amazzonia, Australia

- nessuno scambio, lingue a rischio estinzione

2. raccolta, caccia e allevamento(proprietà privata del bestiame)

- 45 comunità-stato di 1500 membri – 70.000 parlanti

- Ottentotti (Khoi-Khoi) Namibia

3. caccia, allevamento e agricoltura di sfruttamento

- 30 comunità-stato di 6000 membri – 180.000 parlanti

- Zulu Sud Africa orientale

- Stabili, bellicosi, scambi commerciali

- permeabilità linguistica e culturale

4. caccia, allevamento, agricoltura di ricambio

- 5 comunità-stato di alcune decine di migliaia di membri – 200.000 parlanti

- Ashante (Ghana)

- Stanziali, artigianato, lavorazione metalli, commercio

- lingue esposte ad ibridazione

5. produzione di manufatti su larga scala, commercio

- 1 comunità-stato per più lingue – centinaia di migliaia di parlanti per lingua.

- Ghana, Mali, Songhai (Mali-Mauritania)

- comunità multietnica, espansionista, mercantile, schiavista

- aristocrazia dominante

 

Le lingue cambiano in relazione a fattori

 

interni

presenza di spazi in via di strutturazione

esterni

capacità di interpretazione grammaticale dei parlanti

cambiamento generazionale: l'esecuzione dei padri diventa competenza dei figli

interazione con altre lingue

 

Il mutamento linguistico attraversa due fasi:

 

creazione dell'innovazione (individuale, anonimo)

accoglimento dell'innovazione da parte degli altri utenti

 

La parte più esposta a mutamento sono certe zone del lessico, quella meno esposta è la morfologia.

 

 

Parentela genetica tra lingue: sono membri di una stessa famiglia linguistica quelle lingue che presentano coincidenze regolari tra fonemi di parole corrispondenti

 

 

Leggi fonetiche: trasformazioni regolari fonetiche tipiche di ogni lingua, presupposto delle corrispondenze fonetiche.

 

 

Prestito: acquisizione all'interno di una lingua di un lessema proveniente da un'altra lingua.

 

 

Calco linguistico: riproduzione di una struttura linguistica propria di una lingua imitata usando materiale della lingua di arrivo.

 

 

Lingue indeuropee:

 

latino + lingue romanze

greco

lingue germaniche + inglese

lingue celtiche (irlandese)

lingue iraniche (iran, afghanistan)

lingue slave

lingue baltiche (lituania, lettonia)

sanscrito + lingue indiane

 

lingue non indeuropee: finlandese, estone, ungherese

 

 

Lingua madre: astrazione costruita dai linguisti costituita dalle relazioni profonde che sostengono i fatti superficiali delle lingue imparentate.

 

 

Cronologia dello sviluppo eurasiatico:

 

comparsa dell'Homo Sapiens: piccole comunità di tipo 1 e 2

8000 a.c.: allevamento del bestiame e coltivazione superficiale

8000-4000 a.c.: incremento demografico, comunità di tipo 3 e 4

4000 a.c. - oggi: osmosi delle lingue

 

il modello è quindi quello dell'albero rovesciato.

 

 

Origini del linguaggio:

 

 

Specie umane che presentano tracce dei lobi cerebrali del linguaggio (Broca-Wernicke):

 

Australopithecus

Homo habilis(2.300.000-1.600.000 anni fa)

Homo erectus (1.500.000 – 300.000 anni fa)

Homo Sapiens (300.000 anni fa)

 

principio di esaptazione: anche se biologicamente la funzione del linguaggio era già presente, non necessariamente lo era il linguaggio stesso.

 

 

Nascita del linguaggio: ricerca di un complesso coerente di funzioni e di bisogni che possono aver lasciato tracce paleontologiche (ad es.: Homo Pechinensis, cottura dei cibi, 300.000 anni fa)

 

 

Diastole: per centinaia di migliaia di anni si sono succeduti processi di divergenza e di autogenesi

 

 

Sistole: le lingue storiche risultano da un processo di convergenza tra sistemi linguistici più o meno differenziati realizzatosi negli ultimi diecimila anni.

 

 

Etimologia: riconoscere la struttura morfologica e semantica che una parola aveva quando fu varata come “neologismo”

 

 

Strumenti di lavoro:

 

regole della linguistica storica

conoscenze di morfologia, fonologia, semantica, lessicologia

rapporto tra lingua e scrittura

 

Fattori episodici attivi nella storia delle lingue:

 

piano fonologico:

aferesi

apocope

sincope

anaptissi

metatesi

aplologia

lenizione

piano morfologico:

neoformazioni

retroformazioni

formazioni a morfema 0

formazioni da nomi propri

metaplasmo

falsa divisione

incrocio morfologico

abbreviazione

piano semantico:

metafora

metonimia

sineddoche

antonomasia

paretimologie:

ristrutturazione

modificazione del significato

prestiti adattati

prestiti non adattati

calco formale

pseudo-prestito

dialettismo

scritture/letture errate

 

Toponomastica: studio della struttura e del significato dei nomi propri di luogo, città, fiumi, monti, laghi, ecc.

 

 

Nomi propri: non ha un referente cognitivo logico-semantico convenzionato, ma un ente individuale dotato di un versante semantico imprevedibile.

 

 

Limitazioni necessarie:

 

numero delle lingue (solo quelle storicamente attinenti al luogo)

tipo delle lingue (di solito non quelle delle classi dominanti)

tipologia dei referenti (es. fiume, torrente, rigagnolo)

 

Fattori da tenere presenti:

 

la toponomastica riflette sempre il modo con cui la “gente del posto” chiama i luoghi

la toponomastica riflette la lingua della popolazione femminile

incidenza statistica delle classi etimologiche

più estesi sono i luoghi, più stabile e arcaico è il nome (idronimi)

osservare i caratteri ambientali stabili

evitare riferimenti a fatti storici o episodici

evitare interpretazioni dotte

identificare la morfologia del toponimo

 

 
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