| Studio Scientifico della Lingua |
| Scritto da Eliana Granillo | |
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LINGUISTICA GENERALE – LO STUDIO SCIENTIFICO DELLA LINGUA Linguistica: studio scientifico del linguaggio verbale umano. Gli approcci sono differenti, estetico, filologico, letterario, scolastico, etc… ASSIOMA: La lingua è suscettibile di studio oggettivo (non condizionato da punti di vista particolari), sia rispetto alla struttura sia alle funzioni, sia riguardo alle relazioni esterne. Struttura: Complesso di elementi costitutivi di un insieme considerato in relazione alla loro organizzazione e distribuzione. Funzione: Ruolo svolto ai fini di un risultato. La scientificità della lingua si può manifestare in molti modi: oggettività della relazione aderenza al modello dato formalizzazione procedure adottate ed esprimibilità in termini matematici generalizzazione su piano statistico La linguistica in quanto studio scientifivo è descrittiva, non normativa. I linguisiti: descrivono con metodo empirico considerano la lingua per quello che è anziché come dovrebbe essere. L’approccio descrittivo ha lo scopo di capire come mai talvolta si commettono certi errori. Ad esempio, tutti i giorni produciamo una quantità di anacoluti (costrutti con i quali iniziamo una frase ponendo un possibile soggetto che poi rinneghiamo sostituendolo con un’altra struttura frasale il cui soggetto è altra cosa). La frase anacolutica non è mai casuale, provocata da ignoranza o scarsa scolarizzazione, ma attuiamo una topicalizzazione che ci fa parlare così. Un anacoluto è il seguente: gli amici, credo che di appoggeranno. Falsicabilità: E’ carattere di ogni enunciato il cui contenuto sia esposto al controllo dei dati. Mentre la verificabilità (dimostrazione che una cosa è vera) non sempre èa pplicabile, la falsicabilità dice che una cosa è vera fino a che non si dimostra che è falsa. In lingusitica vi sono enunciati che per natura si sottraggono al controllo dei dati, quindi non sono falsificabili, ad esempio, l’origine del linguaggio umano. Dire che da 2 milioni di anni gli uomini parlano non è falsificabile, non si hanno dati per controllare, non è un’affermazione scientifica. Il linguista dice che cos’è la lingua e come funziona. Il primo obiettivo dei linguisti è capire la natura dellinguaggio e/o quella di specifiche lingue. L’oggetto primario da descrivere è la STRUTTURA. Perché le lingue hanno le caratteristiche che hanno? A questa domanda può rispondere la storia, quindi la risposta non sta nella struttura, ma nella storia. Tutti i parlanti conoscono almeno una lingua e impegnano questa conoscenza nel parlare e nel capire, ma ben poco di questa loco competenza è a livello consapevole. Questo è un fenomeno comprensibile, in quanto deve servire a salvaguardare la funzionalità della comunicazione senza preoccupazioni. Lo stesso fenomeno vale per la deambulazione: se dovessimo renderci consapevoli di tutti i comandi che il cervello lancia ai nostri muscoli, non cammineremmo più. La linguistica dunque mira a descrivere la competenza del parlante indipendentemente da una maggiore o minore scolarizzazione o conoscenza della grammatica. Bisogna accettare tutto ciò che il parlante dice nella sua lingua, ma nulla di ciò che dice sulla sua lingua. Non pretendiamo che abbia consapevolezza delle strutture che mette in funzione, vediamo solo come le mette in funzione. Lo strumento essenziale di ogni scienza è il metalinguaggio che comprende i termini tecnici designati categorie e costrutti analitici. È la lingua elaborata per descrivere un oggetto di studio. Ogni disciplina ha il suo metalinguaggio, la linguistica ha il suo. Termini come morfema, allofono, fonema, etc… sono un repertorio di termini tecnici diversi da nome, aggettivo, etc… anche se tanti termini della grammatica tradizionale sono stati adottati dai linguisti. Definizione: Identificazione di tutti i tratti pertinenti, nessuno escluso e nessuno aggiunto rispetto a un concetto dato. Non sempre è possibile dare una definizione in quanto i termini sono flessibili. Il concetto di parola ad esempio è una nozione non propriamente scientifica in quanto difficilmente definibile. Caratteristiche fondanti il codice della lingua Per veicolare contenuti mentali l’essere umano è costretto ad associare alle entità astratte del suo pensiero delle entità fisiche che istituiscono con le prime un rapporto di semiosi. Abbiamo bisogno di veicolare un "contenuto" attraverso dei "furgoncini" fisici. Il contenuto, il "pacchetto" diciamo, è mentale. È necessaria dunque l’associazione con qualcosa di fisico. Quando questa associazione avviene, si parla di SEMIOSI. Si ha cioà l’entità fisica A (entità sonora tavolo) detta SIGNIFICANTE (furgoncino) che "sta per" un’entità mentale B (la nozione di TAVOLO) detta SIGNIFICATO (pacchettino). La coppia AB si chiama SEGNO. Se due utenti adottano lo stesso segno, ovvero uno produce un significante e l’altro estrae il significato, si produce un ATTO COMUNICATIVO. Se ad una classe di significanti A si associano classi di significati B si istituisce quello che si chiama CODICE. Dal 1916 la lingua è intesa come CODICE o SISTEMA ARBITRARIO, ma CONVENZIONALE di segnali o segni. Arbitrario perché la combinazione dei segni con i referenti non è data in natura, fuori dalla storia non v’è motivo che tavolo sia TAVOLO altrimenti esisterebbe una sola lingua. Convenzionale perché si tratta di un accordo tra tutti i parlanti, è per convenzione dunque che durante la storia tavolo sia stato associato a TAVOLO. Vi è arbitrarietà bloccata dentro a una convenzionalità storica che non può essere modificata se non lentamente, nel tempo. Sistema: Insieme di elementi interdipendenti che formano un complesso organico. Interdipendenti: che dipendono l’uno dall’altro in quanto una modifica che interessi uno degli elementi, interessa anche gli altri. La sistemicità ha questa caratteristica. Il tutto forma un complesso organico.
Ferdinand de Saussure e la sua base operativa La nozione di Segno per FdS è la seguente: insieme inscindibile di SIGNIFICANTE (espressione) e SIGNIFICATO (contenuto). FdS fornisce come esempio una medaglia. La medaglia ha due facce e ogni segno contiene le due facce, l’espressione e il contenuto. Se un segno contenesse solo l’espressione senza il contenuto, sarebbe un rumore e non un segno. Negli anni ’20 FdS ipotizzò il TRIANGOLO SEMIOTICO (prima versione), ovvero una relazione che si instaura tra un significante rappresentato da una sequenza fonica in forma sostanziale, ad esempio [p] [a] [n] [e], che è ciò che costituisce fisicamente la sequenza PANE, e un significato e cioè l’immagine mentale di ‘pane’ che costituiscono nel loro insieme il SEGNO LINGUISTICO. Fra loro sono collegati senza intermediari, cosiccome appare nel modello del triangolo semiotico che il significato ‘pane’ sia collegato direttamente alla realtà esterna o tuti i membri di quella categoria conoscitiva che chiamiamo il pane. Circola una seconda versione nella quale il segno linguistico è il rapporto tra SIGNIFICANTE e SIGNIFICATO, dove però il significante non è direttamente collegato all’immagine mentale rappresentata dal significato, ma questo collegamento è mediato da una terza entità che è il valore d’uso del significante [p] [a] [n] [e]. Questo valore d’uso è una media dei valori che la parola ha nell’esperienza di un parlante. Un parlante ha usato il valore di questo significante in numerose frasi e altrettanto numerose sono le frasi in cui il parlante ha sentito usare questo valore. La media di questi valori rappresenta il valore d’uso, che a sua volta è collegato direttamente con la realtà esterna.
A partire dagli anni ’70 si è avanzata l’ipotesi che l’immagine più adatta sia quella del TRAPEZIO SEMIOTICO dove si distinguono il significato e l’immagine mentale (sostanza noetica, ovvero la nostra capacità conoscitiva e intuitiva) che non sono considerati identici. Il significato ‘pane’ è il valore d’uso attribuito alla sequenza fonica [p] [a] [n] [e], ma l’immagine mentale che ognuno di noi formula di fronte a questo segno linguistico può anche variare. Quando si parlerà di semantica si adotterà quest’ultimo modello. La convenzione internazionale con la quale si rappresentano i livelli è la seguente: Significante = corsivo (tavolo) Significato = virgolette singole (‘tavolo’) Immagine mentale= maiuscole (TAVOLO) Esiste un ultimo gruppo di nozioni da apprendere. FdS nel 1916 parlava di una FORMA e di una SOSTANZA dei segni linguistici sia sul piano dell’espressione sia sul piano del contenuto, ovvero sia del significante che del significato. Per chiarire il concetto di forma che è essenziale per la linguistica, FdS utilizzava la metafora del gioco degli scacchi. Se noi abbiamo una scacchiera sulla quale disponiamo anziché pedine scolpite nell’avorio, pedine intagliate nel legno o colate nel piombo, o bottoncini, noi comunque saremo in grado di fare la stessa partita a scacchi e ciò avverrà in maniera del tutto indipendente dalla SOSTANZA della quale sono fatti i nostri scacchi, pechè il SISTEMA SCACCHI funziona in base a una FORMA, cioè in base a un programma e non in base a una sostanza, cioè a una materialità con la quale i singoli elementi del programma vengono realizzati. Per così dire, la materialità è indifferente, quella che conta è che fa degli scacchi quello che sono è il programma, cioè la FORMA. FORMA: modo con cui sono organizzati i segnali SOSTANZA: ciò di cui sono fatti i segnali Nel 1943 Hjelmslev ha introdotto una tricotomia (opposizione a 3 membri) alla dicotomia (opposizione a 2 membri) di FdS che non è in contrasto con quest’ultimo, ma ne è un’evoluzione. Hjelmslev parla di MATERIA, FORMA e SOSTANZA. MATERIA: massa amorfa, forma di materialità anche astratta, per esempio il mostro pensiero ove sia organizzato secondo dei modelli. FORMA: modelli o presenza di regole che danno costanza all’attività che plasma la materia e che permette di ottenere una SOSTANZA: che è MATERIA organizzata da una FORMA, cioè materia non più amorfa ma che è stata programmata per essere utilizzabile e percepibile in maniera si variabile, ma regolamentata. È il fenomeno lingua che viviamo nella nostra quotidianità. La materia entra in un progetto, in una forma. La forma plasma questa materia ottenendo una sostanza. Va però anche detto che la sostanza passa attraverso la norma, cioè, non tutta la sostanza formata dalla forma si traduce in lingua, ma deve passare attraverso la norma. Dalla norma esce nella forma della esecuzione che realizzano i parlanti di una comunità nei loro testi e nei loro discorsi. Norma: Complesso delle limitazioi e delle trasgressioni che la storia ha imposto alle regole possibili del sistema lingua. La forma contiene delle regole e non tutte vengono utilizzate. Un altro punto di vista della norma è il seguente: strumento con cui nel corso della storia sono state selezionate le emissioni socialmente ammesse fra tutte quelle possibili secondo il sistema lingua. Ad esempio, noi abbiamo un rapporto fra la 1 persona singolare e la 1 persona plurale che costituisce nella mente dei parlanti una relazione di proporzione: evado : evadiamo = cado : cadiamo =bado : badiamo = rado : radiamo = vado : x qualunque persona direbbe vadiamo, che dal punto di vista del sistema è corretto, ma non dal punto di vista della norma. Rispetto allo schema precedente è opportuno osservare che esiste una materia che è quella psicologico cognitiva, che influisce sull’esecuzione. La materia logico-pragmatica e cognitica influisce direttamente sull’esecuzione. Ad esempio, quando chiedo a te "sai che ore sono?", se applicassimo la procedura poco fa spiegata, potresti benissimo rispondere "si, lo so" e andartene. In resaltà esiste una consapevolezza che non è linguistica, ma appartiene alla sfera plicologico-pragmatica che ci dice che quella domanda non va presa alla lettera, ma implica che tu mi dica che ore sono ove lo sappia. Questa implicazione non è presente nella procedura che abbiamo osservato, ma nasce da un apporto immediato, cioè diretto della materia sulla esecuzione, ovvero sulle nostre realizzazioni pratiche. |
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