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SINTASSI
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Scritto da Eliana Granillo   

LINGUISTICA GENERALE -  SINTASSI

Quello della sintassi è uno dei quattro livelli tradizionali della lingua intesa come sistema dal punto di vista interno, gli altri tre sono fonologia, morfologia e semantica.

Sintassi:

studio della struttura della frase, degli elementi che la formano, delle regole che governano i rapporti fra tali elementi.

L’ordine delle parole, la concordanza, la dipendenza e così via.

Da un punto di vista strutturalistico, la sintassi è l’insieme delle regole e delle procedure tramite le quali le unità di prima articolazione (dotate di forma e significato/funzione) si combinano in frasi e in periodi (Martinet 1985).

Da un punto di vista generativistico, la sintassi è l’insieme delle regole messse in funzione dai parlanti per generare le frasi della propria lingua (Chomsky 1957 e 1969).

La differenza fra le due impostazioni è che nella prima la frase viene data come un’entità preesistente che viene analizzata in unità di rango inferiore da parte del parlante e quindi è una combinatoria; nella seconda impostazione la frase è il risultato di un processo di applicazione di regole successive.

In entrambi i casi l’unità di analisi della sintassi è la frase, cioè la minima sequenza grammaticalmente completa e portatrice di un messaggio compiuto. Per alcuni linguisti è la minima unità comunicativa.

Modello di analisi strutturalista

Partiamo da un punto di vista tassonomico, classificatorio. In quest’ottica la frase si analizza in costituenti immediati, cioè si divide in segmenti dotati di significato e funzione propri, ognuno capace di combinarsi con altri per costituire un’entità di ordine superiore.

Con questa procedura la frase si analizza prima in:

sintagmi (costituenti immediati della frase), poi in

parole (costituenti immediati del sintagma), e infine in

morfemi (costituenti immediati della parola).

Il termine di sintagma non è tanto utilizzato nella nostra grammatica scolastica e sarà bene individuarlo.

Sintagma:

è un gruppo di due o più elementi legati tra loro, che formano una minima struttura sintattica compiuta.

Ad esempio nella frase:

Il bravo studente ha imparato la lezione

Ogni parlante "sa" che il rapporto che esiste tra "bravo studente" è più forte di quello che esiste tra "studente ha" e può dunque identificare e analizzare i sintagmi raggruppandoli come segue:

Il bravo studente

Ha imparato

La lezione

Esistono semplici procedure che permettono di rintracciare i sintagmi di una frase. Vediamole velocemente:

Movimento: le parole che fanno parte di uno stesso sintagma si spostano insieme all’interno della frase.

Risulterà dunque accettabile la frase

Ha imparato la lezione il bravo studente

E non risulterà invece accettabile

Il bravo ha imparato la lezione studente

Enunciabilità in isolamento: è una tecnica che individua i sintagmi in quanto stringhe di parole che possono essere enunciate da sole. E dunque:

Chi ha imparato la lezione? Il bravo studente

Cosa ha imparato il bravo studente? La lezione

Riduzione: un sintagma può essere sostituito in blocco da un sintagma con un numero minore di parole. E dunque:

Il bravo studente ha imparato la lezione

Paolo

Lo studente

Il bravo studente ha imparato la lezione

Ripete

Ripassa

Il bravo studente ha imparato la lezione

tutto

Espansione: un sintagma può essere sostituito in blocco da un sintagma con un numero maggiore di parole. Ovvero:

Il bravo studente ha imparato la lezione

Il bravo studente di linguistica

Il bravo studente ha imparato la lezione

Ripete a memoria

Il bravo studente ha imparato la lezione

La poesia di Montale

Ogni frase dunque si analizza in sintagmi (costituenti immediati della frase)

Il bravo studente

Ha imparato

La lezione

Ogni sintagma si analizza in parole (costituenti immediati dei sintagmi)

Il

Bravo

Studente

Ha imparato

La

Lezione

Ogni parola si analizza in morfemi (costituenti immediati delle parole)

Brav-

Student-

Imparat-

Lezion-

-o

-e

-o

-e

 

 

Modello di analisi della grammatica generativa

Questo modello è stato fondato da Noam Chomsky negli anni ’50. L’approccio di Chomsky studia la lingua come calcolo e pertanto la identifica con la sua grammatica la quale, a sua volta, coincide con la competenza del parlante.

Secondo Chomsky il parlante possiede l’insieme delle regole per produrre le frasi della sua lingua. L’analisi consiste dunque nel recuperare il processo di appplicazione di queste regole che il parlante ha usato per generare e produrre le frasi.

La grammatica generativo trasformazionale, è costituita da tre componenti:

componente sintattico

componente fonologico

componente semantico

Il componente sintattico è il componente centrale, quello che genera le frasi e fornisce la grammaticalità.

Il componente fonologico è il componente che fornisce la rappresentazione fonetica a livello superficiale.

Il componente semantico è il componente che fornisce la comprensione della struttura profonda della frase.

SEM

SINT

FON

 

 

 

Il componente sintattico, a sua volta comprende:

sotto-componente di base meccanismo con il quale il parlante genera la struttura profonda delle proprie frasi, una struttura elementare, basilare;

sotto-componente trasformazionale meccanismo con il quale il parlante modifica eventualmente la struttura profonda della propria frase per produrre una struttura superficiale che è quello che poi noi produciamo negli atti di comunicazione.

SEM

SINT

FON

 

 

 

BASE

TRASF

 

 

Il sotto-componente di base contiene le regole di riscrittura e il lessico che insieme generano la struttura profonda della frase.

Regole di riscrittura sono formule a due membri che agiscono sul

Lessico che è il repertorio di tutte le entrate lessicali (parole, morfemi, sintagmi, etc…).

Dall’interazione di regole di riscrittura e lessico, si produce la struttura profonda che è poi l’ossatura della frasi che pronunciamo.

il sotto-componente trasformazionale che contiene le regole trasformazionali, le quali agiscono sulla struttura profonda per trasformarla in struttura superficiale, modificando ad esempio l’ordine delle parole, introducendo elementi come la negazione, o l’intonazione interrogativa e così via.

 

SEM

SINT

FON

 

 

 

BASE

TRASF

 

 

 

rr + less

Regole trasformazionali

 

 

STRUTTURA PROFONDA

   

STRUTTURA SUPERFICIALE

Il componente fonologico fornisce alla struttura superficiale la rappresentazione fonetico-fonologica.

Il componente semantico fornisce alla struttura profonda l’interpretazione semantica, cioè il senso.

Possiamo riproporre in un’altra forma schematica la procedura con cui i parlanti generano le frasi ripartendo dal componente sintattico che è centrale nella grammatica generativo trasformazionale, il quale è costituito dal sotto-componenete di base che contiene le regole di riscrittura + il lessico, la cui interazione genera una struttura profonda.

La struttura profonda è influenzata dalla sotto-componente trasformazionale che attraverso le regole trasformazionali la modifica in struttura superficiale.

Da una parte la struttura profonda è attraversata dal complesso delle regole del componente semantico che forniscono l’interpretazione semantica della frase. Dall’altra parte invece, la struttura superficiale, passando attraverso le regole del componente fonologico, ottiene una rappresentazione fonologica.

Come si può notare nella parte bassa dello schema seguente abbiamo riottenuto le due facce del segno linguistico che sono a sinistra il contenuto, a destra l’espressione.

 

Componente sintattico

 

Sottocomponente di base (rr + less)

 

(regole del componente semantico)

Struttura profonda

 

 

 

Sottocomponente trasformazionale (regole trasf.)

 

 

Struttura superficiale

(regole del componente fonologico)

 

Interpretazione semantica (contenuto)

Rappresentazione fonologica (espressione)

 

Affrontiamo la procedura con la quale il parlante genera la struttura profonda delle proprie frasi. Abbiamo detto che il meccanismo che entra in funzione è quello delle regole di riscrittura che agiscono sul lessico. Cosa sono queste regole di riscrittura?

Sono delle formule a due membri:

il primo membro contiene la catena da elaborare rappresentata dai simboli delle categorie morfosintattiche.

Il secondo membro è una derivazione, una rielaborazione del primo a un livello più particolare.

La regola fondamentale delle regole di riscrittura è:

F = SN + SV

Che va letta come si riscriva F frase come SN sintagma nominale + SV sintagma verbale.

F = frase

SN = sintagma nominale

SV = sintagma verbale

N = nome

V = verbo

Aus = verbo ausiliare

Agg = aggettivo

Art = articolo

Avv = avverbio

La formulazione della prima formula fondamentale (F=SN+SV) significa che in tutti i casi ogni frase è rappresentabile come la sequenza di un sintagma verbale e di un sintagma nominale. Questo non significa che nella realizzazioni della frasi che noi utilizziamo debbano sempre essere realizzati tutti e due, perché esiste la fase delle regole trasformazionali che può impedire tra le altre attività quella della realizzazione a livello superficiale di alcune parti della struttura profonda. È evidente che una persona che strilla AIUTO!! Sta realizzando una frase completa e un messaggio compiuto costituito apparentemente da un solo nome, e allora dove sono i due sintagmi? La realizzazione evidentemente è una piccola parte che ha avuto sviluppo nella struttura superficiale di quella struttura profonda che potremmo ipotizzare con la frase io chiedo aiuto SN io SV chiedo aiuto.

Le regole di trasformazione applicate a questa struttura profonda sarebbero di cancellazione, per cui io e chiedo vengono cancellati e la realizzazione si limita ad aiuto.

Le regole di riscrittura che stiamo osservando non devono essere prese come descrizione obbligatoria di ogni frase che produciamo.

L’altra regola può essere una variante della precedente:

F = SN + Aus + SV

Che va letta come si riscriva F frase come SN sintagma nominale + Aus Ausiliare + SV sintagma verbale

La struttura può essere allargata applicando la norma per cui un componente a struttura sintagmatica può essere sostituito da componenti di livello successivo.

Altre possibili varianti sono specificazioni, ulteriori applicazioni della prima. La ricorsività, ovvero la possibilità di applicare più volte e a livelli successivi una stessa regola, è una delle caratteristiche della scuola generativo-trasformazionale.

SN = N

Riscrivere sintagma nominale come nome.

Il parlante decide di realizzare quella struttura SN con un nome.

SN = Art + N

Riscrivere sintagma nominale come articolo + nome.

SN = Art + Agg + N

Riscrivere sintagma nominale come articolo + aggettivo + nome.

SV = V + SN

Riscrivere sintagma verbale come verbo + sintagma nominale.

Era il caso di quella struttura profonda come io chiedo aiuto dove SV è realizzato come verbo + sintagma nominale (chiedo verbo, aiuto realizzazione del sintagma nominale).

Un altro livello dell’applicazione della regole di riscrittura è quello che interessa l’entrata del lessico nel meccanismo che stiamo studiando. Arrivati ad un certo livello di specificazione, altro non resta che riscrivere queste entità astratte introducendo in loro luogo, nella specificazione che sta alla destra, le entità concrete, quindi le entrate lessicali che il parlante decide di utilizzare per la produzione di quella frase. Quindi avremo delle regole di riscrittura come:

Aus = Vol Riscrivere ausiliare come verbo di volontà

Art = il Riscrivere articolo come il

Agg = primo Riscrivere aggettivo come primo

N = Carlo, premio Riscrivere nome come Carlo, premio

V = vincere Riscrivere verbo come vincere

Per cui applicando secondo un ordine gerarchico le regole di riscrittura, avremo la frase italiana

Carlo vuole vincere il primo premio

Come vedete, in questa frase ritroviamo tutte le entrate lessicali che il nostro parlante aveva deciso di utilizzare al momento in cui le regole di riscrittura richiedevano l’entrata in funzione del lessico.

La struttura della frase si può rappresentare con un indicatore sintagmatico o grafo ad albero dotato di nodi che "dominano" le scelte e permettono di visualizzare le relazioni gerarchiche.

È importante l’introduzione di questa rappresentazione che dobbiamo alla grammatica generativo trasformazionale perché dà una possibilità di visualizzare agevolmente le dominanze e relazioni tra i vari livelli della frase. Possiamo interpretare ciò che abbiamo come sequenza di regole di riscrittura applicate le une alle altre grazie a questo indicatore sintagmatico che chiamiamo grafo ad albero.

In alto si scrive Frase, cioè F che è la nozione principale da cui si parte, e poi al livello inferiore, livello che viene dominato dal nodo F, ci scriviamo le specificazioni possibili, quelle che sono state effettivamente attivate nel caso della produzione della nostra frase. Nel nostro caso avremo che il nodo F domina i nodi SN, Aus e SV.

Ciò vuol dire che il nostro parlante ha deciso di riscrivere frase come sintagma nominale + ausiliare + sintagma verbale.

Al livello successivo troveremo le rappresentazioni delle regole ulteriori che sono state applicate. In questo caso abbiamo le regole:

Riscrivere sintagma nominale come nome

Riscrivere ausiliare come verbo di volontà

Riscrivere sintagma verbale come verbo + sintagma nominale

Qui si introduce un ulteriore livello di specificazione che riguarda soltanto il nostro SN dell’ultima regola di riscrittura applicata, mentre non c’è questo livello di ulteriore specificazione per gli altri nodi, e vedremo che gli altri nodi vanno direttamente a sviluppare delle realizzazioni lessicali, per questo SN avremo applicata la regola:

Riscrivere sintagma nominale come articolo + aggettivo + nome.

Alla fine abbiamo la rappresentazione delle regole che introducono le entrate lessicali scelte dal parlante per cui avremo:

Riscrivere nome come Carlo, premio

Riscrivere verbo di volontà come vuole

Riscrivere verbo come vincere

Riscrivere articolo come il

Riscrivere aggettivo come primo

Questo grafo ad albero rappresenta quindi sinteticamente, gerarchicamente e analiticamente quella che era la sequenza delle regole di riscrittura che abbiamo applicato per produrre la frase italiana Carlo vuole vincere il primo premio.

 

Lessico

Abbiamo detto che il lessico è un repertorio di entrate lessicali.

Ogni entrata lessicale è dotata di una matrice fonologica che governa la sua realizzazione nella frase in quanto rappresentazione a livello superficiale.

Ogni entrata lessicale è dotata di tratti sintattici che governano la sua utilizzazione nella frase.

I tratti sintattici possono essere, ad esempio: ± animato, ± umano, ± maschile, ± concreto, ± transitivo, etc…

Sul lessico agiscono delle regole di sottocategorizzazione che sono regole contestuali, vengono cioè applicate basandosi sul contesto della frase che stiamo analizzando. Queste regole di sottocategorizzazione attraverso i tratti sintattici:

governano l’utilizzazione delle entrate lessicali nella frase

limitano le entrate lessicali ammesse di nodo in nodo

governano la compatibilità dei tratti sintattici ai vari nodi dell’indicatore

Le regole di sottocategorizzazione in altre parole impediscono che si formino frasi come:

premio vuole vincere il primo Carlo

A livello lessicale dunque, nella frase:

Carlo vuole vincere il primo premio

l’entrata lessicale ammessa nel nodo N contenuto nel primo SN deve corrispondere alla sottocategorizzazione + umano. L’entratsa lessicale nel nodo N contenuto nel secondo SN deve corrispondere alla sottocategorizzazione – umano.

Dunque:

+ umano = Carlo

- umano = premio.

Regole di sottocategorizzazione

Tratti sintattici ± umano

N = Carlo, premio

N contenuto in F = SN + Aus + SV regola sottocategorizzazione + umano (Carlo)

N contenuto in F = SN + Aus + SV (= V + SN) regola sottocategorizzazione - umano (premio)

 

Queste regole impediscono cioè che risultino frasi inaccettabili anche se grammaticalmente ben strutturate.

L’accettabilità infatti è una proprietà del livello semantico del contenuto, mentre la grammaticalità è una proprietà del livello dell’espressione.

Se le nostre frasi non fossero controllate da regole di questo genere, potremmo produrre frasi tipo

Armadio sembra credere la vecchia neonata

che da un punto di vista strurrurale sintattico, ha la stessa identica struttura della frase

Carlo vuole vincere il primo premio

Nella frase

La madre nutre il bambino

Le regole di riscrittura per l’articolo saranno ± maschile, ovvero:

riscrivi articolo come il se seguito da un elemento con tratto + maschile;

riscrivi la se seguito da un elemento con tratto – maschile.

Ecco che madre (- maschile) avrà "la", e bambino (+ maschile) avrà "il".

A questo punto un’altra domanda: perché non andrebbe bene anche

Il bambino nutre la madre?

Si potrebbe rispondere con altre regole di sottocategorizzazione che sono appunto contestuali, quindi applicabili secondo il contesto in cui ci si trova e il senso della frase in sé che potrebbero essere ± relae, ± consequenziale, ± logico…

Se tra le regole della struttura sintagmatica non sono contenute ulteriori istruzioni, l’indicatore sintagmatico della struttura profonda coincide largamente con quello della struttura superficiale.

Abbiamo poco fa rappresentato quella struttura profonda che generava la frase Carlo vuole vincere il primo premio, ebbene se non intervengono ulteriori istruzioni che richiedano l’impiego di regole trasformazionali quella struttura profonda si può identificare con la struttura superficiale che sarebbe il risultato dell’applicazione di regole trasformazionali zero.

Se invece decidessimo di dire che Carlo non vuole vincere il primo premio avremo introdotto una regola trasformazionale che avrebbe modificato la nostra struttura profonda in una struttura superficiale lievemente diversa, sul piano semantico profondamente diversa.

Altrimenti, sollecitate dalla struttura sintagmatica entrano in funzione le regole trasformazionali che sono relativamente poche in ogni lingua. Ricordiamo solo che queste regole trasformazionali consistono in spostamenti, sostituzioni, cancellazioni, aggiunte, e "trasformano" la struttura profonda in struttura superficiale, introducendo la negazione, la forma interrogativa, la forma passiva e così via.

Secondo la grammatica generativo-trasformazionale, fondata da Noam Chomsky nel 1957, quelle descritte in questa lezione sono le procedure che impiega il parlante per codificare (e decodificare) le frasi della propria lingua.

 
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