Movimento: le parole che fanno parte di uno stesso sintagma si spostano insieme all’interno della frase.
Risulterà dunque accettabile la frase
Ha imparato la lezione il bravo studente
E non risulterà invece accettabile
Il bravo ha imparato la lezione studente
Enunciabilità in isolamento: è una tecnica che individua i sintagmi in quanto stringhe di parole che possono essere enunciate da sole. E dunque:
Chi ha imparato la lezione? Il bravo studente
Cosa ha imparato il bravo studente? La lezione
Riduzione: un sintagma può essere sostituito in blocco da un sintagma con un numero minore di parole. E dunque:
Il bravo studente ha imparato la lezione
Paolo
Lo studente
Il bravo studente ha imparato la lezione
Ripete
Ripassa
Il bravo studente ha imparato la lezione
tutto
Espansione: un sintagma può essere sostituito in blocco da un sintagma con un numero maggiore di parole. Ovvero:
Il bravo studente ha imparato la lezione
Il bravo studente di linguistica
Il bravo studente ha imparato la lezione
Ripete a memoria
Il bravo studente ha imparato la lezione
La poesia di Montale
Ogni frase dunque si analizza in sintagmi (costituenti immediati della frase)
Il bravo studente
Ha imparato
La lezione
Ogni sintagma si analizza in parole (costituenti immediati dei sintagmi)
Il
Bravo
Studente
Ha imparato
La
Lezione
Ogni parola si analizza in morfemi (costituenti immediati delle parole)
Brav-
Student-
Imparat-
Lezion-
-o
-e
-o
-e
Modello di analisi della grammatica generativa
Questo
modello è stato fondato da Noam Chomsky negli anni ’50. L’approccio di
Chomsky studia la lingua come calcolo e pertanto la identifica con la
sua grammatica la quale, a sua volta, coincide con la competenza del
parlante.
Secondo Chomsky
il parlante possiede l’insieme delle regole per produrre le frasi della
sua lingua. L’analisi consiste dunque nel recuperare il processo di
appplicazione di queste regole che il parlante ha usato per generare e
produrre le frasi.
La grammatica generativo trasformazionale, è costituita da tre componenti:
componente sintattico
componente fonologico
componente semantico
Il componente sintattico è il componente centrale, quello che genera le frasi e fornisce la grammaticalità.
Il componente fonologico è il componente che fornisce la rappresentazione fonetica a livello superficiale.
Il componente semantico è il componente che fornisce la comprensione della struttura profonda della frase.
Il componente sintattico, a sua volta comprende:
sotto-componente di base meccanismo con il quale il parlante genera la struttura profonda delle proprie frasi, una struttura elementare, basilare;
sotto-componente trasformazionale meccanismo con il quale il parlante modifica eventualmente la struttura profonda della propria frase per produrre una struttura superficiale che è quello che poi noi produciamo negli atti di comunicazione.
Il sotto-componente di base contiene le regole di riscrittura e il lessico che insieme generano la struttura profonda della frase.
Regole di riscrittura sono formule a due membri che agiscono sul
Lessico che è il repertorio di tutte le entrate lessicali (parole, morfemi, sintagmi, etc…).
Dall’interazione di regole di riscrittura e
lessico, si produce la struttura profonda che è poi l’ossatura della
frasi che pronunciamo.
il sotto-componente trasformazionale che contiene le regole trasformazionali,
le quali agiscono sulla struttura profonda per trasformarla in
struttura superficiale, modificando ad esempio l’ordine delle parole,
introducendo elementi come la negazione, o l’intonazione interrogativa
e così via.
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rr + less
|
Regole trasformazionali
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|
Il componente fonologico fornisce alla struttura superficiale la rappresentazione fonetico-fonologica.
Il componente semantico fornisce alla struttura profonda l’interpretazione semantica, cioè il senso.
Possiamo riproporre in un’altra forma schematica la procedura con cui i parlanti generano le frasi ripartendo dal componente sintattico che è centrale nella grammatica generativo trasformazionale, il quale è costituito dal sotto-componenete di base che contiene le regole di riscrittura + il lessico, la cui interazione genera una struttura profonda.
La struttura profonda è influenzata dalla sotto-componente trasformazionale che attraverso le regole trasformazionali la modifica in struttura superficiale.
Da una parte la struttura profonda è attraversata dal complesso delle regole del componente semantico che forniscono l’interpretazione semantica della frase. Dall’altra parte invece, la struttura superficiale, passando attraverso le regole del componente fonologico, ottiene una rappresentazione fonologica.
Come
si può notare nella parte bassa dello schema seguente abbiamo
riottenuto le due facce del segno linguistico che sono a sinistra il
contenuto, a destra l’espressione.
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Sottocomponente di base (rr + less)
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(regole del componente semantico)
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Struttura profonda
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Sottocomponente trasformazionale (regole trasf.)
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Struttura superficiale
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(regole del componente fonologico)
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Interpretazione semantica (contenuto)
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Rappresentazione fonologica (espressione)
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Affrontiamo
la procedura con la quale il parlante genera la struttura profonda
delle proprie frasi. Abbiamo detto che il meccanismo che entra in
funzione è quello delle regole di riscrittura che agiscono sul lessico.
Cosa sono queste regole di riscrittura?
Sono delle formule a due membri:
il primo membro contiene la catena da elaborare rappresentata dai simboli delle categorie morfosintattiche.
Il secondo membro è una derivazione, una rielaborazione del primo a un livello più particolare.
La regola fondamentale delle regole di riscrittura è:
F = SN + SV
Che va letta come si riscriva F frase come SN sintagma nominale + SV sintagma verbale.
F = frase
SN = sintagma nominale
SV = sintagma verbale
N = nome
V = verbo
Aus = verbo ausiliare
Agg = aggettivo
Art = articolo
Avv = avverbio
La formulazione della prima formula fondamentale
(F=SN+SV) significa che in tutti i casi ogni frase è rappresentabile
come la sequenza di un sintagma verbale e di un sintagma nominale.
Questo non significa che nella realizzazioni della frasi che noi
utilizziamo debbano sempre essere realizzati tutti e due, perché esiste
la fase delle regole trasformazionali che può impedire tra le altre
attività quella della realizzazione a livello superficiale di alcune
parti della struttura profonda. È evidente che una persona che strilla
AIUTO!! Sta realizzando una frase completa e un messaggio compiuto
costituito apparentemente da un solo nome, e allora dove sono i due
sintagmi? La realizzazione evidentemente è una piccola parte che ha
avuto sviluppo nella struttura superficiale di quella struttura
profonda che potremmo ipotizzare con la frase io chiedo aiuto SN io SV
chiedo aiuto.
Le regole di trasformazione applicate a questa
struttura profonda sarebbero di cancellazione, per cui io e chiedo
vengono cancellati e la realizzazione si limita ad aiuto.
Le regole di riscrittura che stiamo osservando non
devono essere prese come descrizione obbligatoria di ogni frase che
produciamo.
L’altra regola può essere una variante della precedente:
F = SN + Aus + SV
Che va letta come si riscriva F frase come SN sintagma nominale + Aus Ausiliare + SV sintagma verbale
La struttura può essere allargata applicando la
norma per cui un componente a struttura sintagmatica può essere
sostituito da componenti di livello successivo.
Altre possibili varianti sono specificazioni,
ulteriori applicazioni della prima. La ricorsività, ovvero la
possibilità di applicare più volte e a livelli successivi una stessa
regola, è una delle caratteristiche della scuola
generativo-trasformazionale.
SN = N
Riscrivere sintagma nominale come nome.
Il parlante decide di realizzare quella struttura SN con un nome.
SN = Art + N
Riscrivere sintagma nominale come articolo + nome.
SN = Art + Agg + N
Riscrivere sintagma nominale come articolo + aggettivo + nome.
SV = V + SN
Riscrivere sintagma verbale come verbo + sintagma nominale.
Era il caso di quella struttura profonda come io
chiedo aiuto dove SV è realizzato come verbo + sintagma nominale
(chiedo verbo, aiuto realizzazione del sintagma nominale).
Un altro livello dell’applicazione della regole di
riscrittura è quello che interessa l’entrata del lessico nel meccanismo
che stiamo studiando. Arrivati ad un certo livello di specificazione,
altro non resta che riscrivere queste entità astratte introducendo in
loro luogo, nella specificazione che sta alla destra, le entità
concrete, quindi le entrate lessicali che il parlante decide di
utilizzare per la produzione di quella frase. Quindi avremo delle
regole di riscrittura come:
Aus = Vol Riscrivere ausiliare come verbo di volontà
Art = il Riscrivere articolo come il
Agg = primo Riscrivere aggettivo come primo
N = Carlo, premio Riscrivere nome come Carlo, premio
V = vincere Riscrivere verbo come vincere
Per cui applicando secondo un ordine gerarchico le regole di riscrittura, avremo la frase italiana
Carlo vuole vincere il primo premio
Come
vedete, in questa frase ritroviamo tutte le entrate lessicali che il
nostro parlante aveva deciso di utilizzare al momento in cui le regole
di riscrittura richiedevano l’entrata in funzione del lessico.
La
struttura della frase si può rappresentare con un indicatore
sintagmatico o grafo ad albero dotato di nodi che "dominano" le scelte
e permettono di visualizzare le relazioni gerarchiche.
È
importante l’introduzione di questa rappresentazione che dobbiamo alla
grammatica generativo trasformazionale perché dà una possibilità di
visualizzare agevolmente le dominanze e relazioni tra i vari livelli
della frase. Possiamo interpretare ciò che abbiamo come sequenza di
regole di riscrittura applicate le une alle altre grazie a questo
indicatore sintagmatico che chiamiamo grafo ad albero.
In
alto si scrive Frase, cioè F che è la nozione principale da cui si
parte, e poi al livello inferiore, livello che viene dominato dal nodo
F, ci scriviamo le specificazioni possibili, quelle che sono state
effettivamente attivate nel caso della produzione della nostra frase.
Nel nostro caso avremo che il nodo F domina i nodi SN, Aus e SV.
Ciò vuol dire che il nostro parlante ha deciso di riscrivere frase come sintagma nominale + ausiliare + sintagma verbale.
Al
livello successivo troveremo le rappresentazioni delle regole ulteriori
che sono state applicate. In questo caso abbiamo le regole:
Riscrivere sintagma nominale come nome
Riscrivere ausiliare come verbo di volontà
Riscrivere sintagma verbale come verbo + sintagma nominale
Qui si introduce un ulteriore livello di
specificazione che riguarda soltanto il nostro SN dell’ultima regola di
riscrittura applicata, mentre non c’è questo livello di ulteriore
specificazione per gli altri nodi, e vedremo che gli altri nodi vanno
direttamente a sviluppare delle realizzazioni lessicali, per questo SN
avremo applicata la regola:
Riscrivere sintagma nominale come articolo + aggettivo + nome.
Alla fine abbiamo la rappresentazione delle regole che introducono le entrate lessicali scelte dal parlante per cui avremo:
Riscrivere nome come Carlo, premio
Riscrivere verbo di volontà come vuole
Riscrivere verbo come vincere
Riscrivere articolo come il
Riscrivere aggettivo come primo
Questo
grafo ad albero rappresenta quindi sinteticamente, gerarchicamente e
analiticamente quella che era la sequenza delle regole di riscrittura
che abbiamo applicato per produrre la frase italiana Carlo vuole
vincere il primo premio.
Lessico
Abbiamo detto che il lessico è un repertorio di entrate lessicali.
Ogni
entrata lessicale è dotata di una matrice fonologica che governa la sua
realizzazione nella frase in quanto rappresentazione a livello
superficiale.
Ogni entrata lessicale è dotata di tratti sintattici che governano la sua utilizzazione nella frase.
I tratti sintattici possono essere, ad esempio: ± animato, ± umano, ± maschile, ± concreto, ± transitivo, etc…
Sul
lessico agiscono delle regole di sottocategorizzazione che sono regole
contestuali, vengono cioè applicate basandosi sul contesto della frase
che stiamo analizzando. Queste regole di sottocategorizzazione
attraverso i tratti sintattici:
governano l’utilizzazione delle entrate lessicali nella frase
limitano le entrate lessicali ammesse di nodo in nodo
governano la compatibilità dei tratti sintattici ai vari nodi dell’indicatore
Le regole di sottocategorizzazione in altre parole impediscono che si formino frasi come:
premio vuole vincere il primo Carlo
A livello lessicale dunque, nella frase:
Carlo vuole vincere il primo premio
l’entrata lessicale ammessa nel nodo N contenuto nel
primo SN deve corrispondere alla sottocategorizzazione + umano.
L’entratsa lessicale nel nodo N contenuto nel secondo SN deve
corrispondere alla sottocategorizzazione – umano.
Dunque:
+ umano = Carlo
- umano = premio.
|
Regole di sottocategorizzazione
|
|
Tratti sintattici ± umano
|
N = Carlo, premio
N contenuto in F = SN + Aus + SV regola sottocategorizzazione + umano (Carlo)
N contenuto in F = SN + Aus + SV (= V + SN) regola sottocategorizzazione - umano (premio)
Queste regole impediscono cioè che risultino frasi inaccettabili anche se grammaticalmente ben strutturate.
L’accettabilità infatti è una proprietà del livello
semantico del contenuto, mentre la grammaticalità è una proprietà del
livello dell’espressione.
Se le nostre frasi non fossero controllate da regole di questo genere, potremmo produrre frasi tipo
Armadio sembra credere la vecchia neonata
che da un punto di vista strurrurale sintattico, ha la stessa identica struttura della frase
Carlo vuole vincere il primo premio
Nella frase
La madre nutre il bambino
Le regole di riscrittura per l’articolo saranno ± maschile, ovvero:
riscrivi articolo come il se seguito da un elemento con tratto + maschile;
riscrivi la se seguito da un elemento con tratto – maschile.
Ecco che madre (- maschile) avrà "la", e bambino (+ maschile) avrà "il".
A questo punto un’altra domanda: perché non andrebbe bene anche
Il bambino nutre la madre?
Si
potrebbe rispondere con altre regole di sottocategorizzazione che sono
appunto contestuali, quindi applicabili secondo il contesto in cui ci
si trova e il senso della frase in sé che potrebbero essere ± relae, ± consequenziale, ± logico…
Se
tra le regole della struttura sintagmatica non sono contenute ulteriori
istruzioni, l’indicatore sintagmatico della struttura profonda coincide
largamente con quello della struttura superficiale.
Abbiamo
poco fa rappresentato quella struttura profonda che generava la frase
Carlo vuole vincere il primo premio, ebbene se non intervengono
ulteriori istruzioni che richiedano l’impiego di regole
trasformazionali quella struttura profonda si può identificare con la
struttura superficiale che sarebbe il risultato dell’applicazione di
regole trasformazionali zero.
Se
invece decidessimo di dire che Carlo non vuole vincere il primo premio
avremo introdotto una regola trasformazionale che avrebbe modificato la
nostra struttura profonda in una struttura superficiale lievemente
diversa, sul piano semantico profondamente diversa.
Altrimenti,
sollecitate dalla struttura sintagmatica entrano in funzione le regole
trasformazionali che sono relativamente poche in ogni lingua.
Ricordiamo solo che queste regole trasformazionali consistono in
spostamenti, sostituzioni, cancellazioni, aggiunte, e "trasformano" la
struttura profonda in struttura superficiale, introducendo la
negazione, la forma interrogativa, la forma passiva e così via.
Secondo
la grammatica generativo-trasformazionale, fondata da Noam Chomsky nel
1957, quelle descritte in questa lezione sono le procedure che impiega
il parlante per codificare (e decodificare) le frasi della propria
lingua.