| Storia della psicologia del Novecento |
| Scritto da Morena | |
Storia della psicologia del NovecentoIl pensiero di Marx ebbe un forte riscontro tanto che a partire dai primi anni '20, si sviluppò una ricerca con l'intento di create una nuova psicologia sulla base dei principi del marxismo e del materialismo storico. Si tratta di una psicologia che ricerca una ricaduta nel sociale: un continuo confrontarsi con i problemi di carattere psicologico di un preciso contesto storico e sociale. Wilhelm WundtWilhelm Wundt è esponente della teoria fenomenologia. Viene indicato come primo psicologo sperimentale. Sostiene la possibilità di psicologia sperimentale, che trae la sua origine dell'auto-osservazione e procede secondo due filoni: 1) l'esperimento per fenomeni psichici più semplici; 2) l'osservazione per l'esame dei prodotti dell'attività psichica. Due canali principali nella ricerca psicologica di Wundt: la psicologia sperimentale e psicologia sociale. Secondo Wundt, la psicologia deve far ricorso all'esperimento, e deve essere scienza dell'esperienza. Correlativo all'oggetto della psicologia, che è l'esperienza immediata è il metodo, di cui ci rendiamo conto per mezzo dell'auto-osservazione. Wundt considerava compito della psicologia stabilire, gli "elementi" dei procedimenti di cui siamo consapevoli (sensazioni, percezioni, memoria) e successivamente le "leggi" delle loro "connessioni". Dal momento che la psicologia è scienza dell'esperienza immediata, e che questa esperienza non si presenta nessuna "sostanza", è assurdo pensare a una "sostanza anima". Nessuna sostanza spirituale sottintende l'attività psichica che è immediatamente data e immediatamente osservabile. L'elemento che Wundh voleva isolare lo chiamo "processo mentale". Se, dunque, l'attività psichica è un processo attivo, essa seguirà una linea di sviluppo. Scoprire le leggi che regolano questo sviluppo è secondo Wundh un passo che la psicologia deve compiere. La legge basilare è quella della casualità tipica, che è una "legge di connessione", che regola lo svolgersi, l'espandersi dell'attività psichica. La "causa" non è che il "prima", "l'effetto" non è che il "poi", e che questo "prima" e questo "poi" sono essi stessi continui "cambiamenti". Uno dei principali modi di combinazione fra gli elementi è "l'associazione" che Wundt distingue in: fusione, assimilazione complicazione. L'associazione è automatica, non richiede l'intervento attivo della coscienza, quando invece questo si verifica si ha "l'appercezione". L'appercezione è un continuo flusso e può essere misurata elaborando le misure dei tempi di reazione. L'accompagnarsi ad essa di sentimento di attività sarebbe la sua manifestazione fenomenica. La connessione fra appercezione e sentimenti, venne sottolineata quando Wundt sviluppò la teoria "tridimensionalità dei sentimenti", secondo la quale i sentimenti variano secondo tre assi distinti: 1) piacere-dispiacere; 2) tensione-rilassamento; 3) eccitazione-calma. Un'altra importante legge stabilita da Wundt è quella delle "relazioni psichiche" secondo la quale, un contenuto psichico acquista il suo significato dagli altri contenuti coi quali è in relazione. Fra le leggi psicologiche di evoluzione, Wundt stabilì quella dell'"eterogenesi dei fini", secondo la quale i processi mentali sono alterati da "effetti secondari", che si aggiungono via via nel corso dello sviluppo dei processi medesimi. La legge dello "sviluppo per contrari" secondo la quale la vita psichica dell'individuo è ancor più la società si sviluppano in un alternarsi di correnti opposte. Franz BrentanoFranz Brentano è esponente della teoria fenomenologia. Nacque nel 1938, fu ordinato prete cattolico e nel 1866 divenne libero docente universitario. Nel 1869 si oppose al dogma dell'infallibilità del papà, al punto che nel 1872 lasciò la veste talare e un anno dopo lasciò anche il suo lavoro di insegnante. I concetti fondamentali del suo pensiero, sono la distruzione della logica della psicologia instuaurando la ricerca fenomenologia caratterizzata dall'analisi approfondita delle leggi secondo cui tutti i fenomeni si producono. Brentano è considerato uno dei fondatori della psicologia come disciplina a sé, in quanto rappresenta la cosiddetta "psicologia empirica" che si differenzia dalla "psicologia sperimentale di Wundt, in quanto si basa su dati empirici affermando che il dato empirico è ottenibile con metodologie diverse, dall'osservazione alla sperimentazione, ma non esclusivamente con quest'ultima come invece sostiene la "psicologia sperimentale". La psicologia di Brentano, si avvicina di più ai concetti filosofici e non ammetteva dunque il puro studio in laboratorio del fenomeno. Le analisi svolte dal fenomenologo sono più personali rispetto a quelle degli psicologi di laboratorio, in quanto, riferendosi al proprio mondo fenomenico, lo psicologo fenomenologico era influenzato dai suoi pensieri. Nel metodo fenomenologico si privilegia la dimensione dell'esperienza psichica individuale. La tesi fondamentale di Brentano è che l'aspetto specifico dei fenomeni psichici è la loro intenzionalità; l'oggetto della psicologia non è il materiale fornito ai nostri sensi, cioè le cose che vediamo, udiamo o ricordiamo, ma l'atto di vedere, udire, ricordare. Proprio per questa attenzione all'aspetto attivo del percipiente e non del percepito, le tesi di Brentano vengono denominate "psicologia dell'atto". La prospettiva fenomenologia e la teoria della formaLa Gestalttheorie (Teoria della forma), è una corrente di ricerca "fenomenologia" (1913) che si amplia attraverso la psicologia dell'atto di Brentano ma cambia l'oggetto stesso dell'analisi psicologica. Secondo Brentano sono rilevanti per una psicologia dal punto di vista empirico, non i contenuti di coscienza che li producono: non le sensazioni, non le percezioni, non le immagini, ma gli atti intenzionali cioè il sentire, il percepire, l'immaginare. Su essa si muovono varie linee: - La Scuola di Graz, rappresentata da Benussi. - La Scuola di Berlino con Stumpf, Kohler, Wertheimer, Koffka (esponenti della teoria della forma) e secondo un orientamento autonomo Lewin. - Husserl, il pioniere della teoria della Fenomenologia. La Scuola di Graz affrontò il problema se la forma fosse la somma delle sensazioni di singoli elementi. La forma non è la somma delle parti ma qualcosa di più, che egli chiamò qualità formale. Il punto su cui si soffermò la scuola di Graz riguardò l'intervento attivo della mente che introduceva la forma nei dati sensoriali. Benussi è un psicologo sperimentale nacque a Trieste nel 1878. Dopo una prima fase di studi dedicati (periodo di Graz) ai temi dell'illusione ottica, della percezione del movimento e del tempo, in una seconda fase (periodo di Padova) cominciò a interessarsi dei fenomeni della suggestione e dell'ipotesi e della psicoanalisi. Da Benussi ebbero origine la scuola psicologica di Padova, la percezione visiva e la psicoanalisi che caratterizzò l'opera del suo primo allievo Musatti. La Scuola di Berlino Sul piano psicologico l'atteggiamento fenomenologico costituirà la base della Gestalttheorie, che si centrerà non sulle essenze ma sui dati fattuali della nostra conoscenza del mondo. Essa si svilupperà attraverso il lavoro Kolher, Koffka e Wertheimer sino alla distruzione dell'istituto dal parte dei nazisti e alla persecuzione dei suoi esponenti che migreranno negli USA. La psicologia italiana fu influenzata dalla Gestalt, attraverso il lavoro di Musatti e di Kanizsa (con le ricerche sulla percezione visiva) Carl Stumpf è un fenomenologo ed esponente della teoria della forma. I suoi interessi principali furono per la psicoacustica e la psicologia della musica. Vi fu una dura replica di Stumpf e Wundt. Diceva Wundt, ciò che è ottenuto in condizioni sperimentali controllate e imparziali deve essere giusto. La replica di Stumpf fu che se il laboratorio produce dei risultati che sono contrari all'esperienza musicale di un esperto, essi devono essere errati. Max Wertheimer è esponente della teoria della forma, fondatore della scuola gestaltista, contribuì alla definizione della prospettiva globalistica attraverso lo studio sperimentale della percezione del movimento e l'enunciazione dei principi strutturali dell'attività percettiva. Estese tali principi anche alla spiegazione dei processi di pensiero e alla soluzione di problemi. Kohler è esponente della teoria della forma. È assistente nell'Istituto di psicologia di Francoforte, dove cominciò con Wertheimer e Koffka. Importante fu l‘elaborazione della teoria di campo che Kohler ricavò dalle scienze fisiche: ogni sistema fisico è concepibile come un campo totale dove interagiscono forze diverse, con la tendenza a mantenere uno stato di equilibrio tra di loro. Se tale equilibrio viene alterato da una nuova forza si assiste a una riorganizzazione del campo e di tutte le forze che in esso interagiscono. Il settore privilegiato da Kolher, nell'ambito della Gestalt, è stato relativo al pensiero e al problem-solving, cioè il comportamento che si basa su tentativi ed errori o sulla semplice ripetizione di risposte già apprese. Kurt Lewin è esponente della scuola di Berlino, ma ha un orientamento di tipo autonomo. L'esperienza bellica (1GM) ebbe una profonda influenza sul suo pensiero. La guerra lo portò a speculare su come la percezione dell'ambiente fisico da parte dell'individuo sia modificata dai suoi bisogni e da questi dipendente. Durante gli anni 20 Lewin elaborò gli elementi essenziali della teoria del campo. Per Lewin il campo psicologico è uno spazio di vita costituito da una persona e dall'ambiente: un oggetto nello spazio di vita può attrarre o respingere l'individuo, lo spazio di vita può comprendere l'atmosfera del gruppo, sogni, fantasie, ed elementi irreali oltre che reali. Ma qualunque cosa sia lo spazio di vita, esso è proprio dell'individuo. Lewin elabora la teoria del campo attorno alla quale e per mezzo della quale costruisce la sua psicologia sociale. Il campo è un sistema dinamico, cioè un sistema di forze. Il campo si definisce la totalità dei fatti coesistenti nella loro interdipendenza. Ovviamente si tratta dei fatti che esistono in una certa situazione data in un certo momento dato. Lewin indica tre tipi di fatti: - Un primo gruppo corrisponde al mondo personale di percezioni, rappresentazioni, conoscenze, emozioni, progetti, costituisce lo spazio di vita, cioè quello spazio in cui si collocano la persona (P) e la rappresentazione psicologica dell'ambiente (A), secondo la formula Lsp (life- space) = f (P, A). Dallo spazio di vita dipende il comportamento che a sua volta influisce sullo spazio di vita. - Un secondo gruppo è costituito da fatti che si collocano tra lo spazio di vita e l'ambiente esterno che sono in interscambio continuo. - Un terzo gruppo è costituito da quei fatti che possono essere presenti ma che non entrano nel campo in quanto non sono in diretto contatto con il mondo psicologico della persona e pertanto non interagiscono con gli altri fatti. La vera caratteristica del campo lewiano è l'interdipendenza dei fatti. Le proprietà di ogni fatto derivano dalla relazione con tutti gli altri fatti presenti e in base a questo sistema di interrelazioni ogni fatto trova la sua spiegazione. Il comportamento dovrebbe essere considerato non solo in funzione della persona e dell'ambiente ma come elemento attivo nella loro costruzione. Il campo psicologico è diviso in regioni separate, le regioni non sono divisioni statiche stabilite una volta per tutte ma variano col variare del campo, e la persona vi appare come regione privilegiata. Il posto che la persona occupa all'interno del campo, in base agli spostamenti che attraverso la locomozione essa può compiere dando significato alle sue azioni, avvicinandosi e allontanandosi da una meta e così via. La locomozione è determinata dai rapporti di tensione che si creano nel campo, in base ai sistemi di forze e di valenze. La valenza è il valore che una regione acquista in un certo momento per la persona e determina la direzione della locomozione verso quella regione ( se la valenza è positiva) o la fuga da quella regione ( se la valenza è negativa). La forza è il risultato del sistema di forze che agiscono in quel momento nella regione del campo da cui si inizia la locomozione e si esprime con un vettore che ne indica la direzione, l'intensità è il punto di applicazione, l'elemento centrale che lega valenza, forza, tensioni regioni, locomozioni è il concetto di bisogno. Un bisogno aumenta la tensione. Libera energie già presenti ma non agenti. Approfondendo l'esame delle forze che influenzano la condotta, Lewin prenderà via via sempre più in considerazione fattori di natura sociale piuttosto che fattori interni all'individuo, quindi darà maggiore importanza a determinanti sociali quali l'appartenenza ad un gruppo, i canali sociali, le ideologie, le norme. Un altro problema dibattuto è quello della contemporaneità, in base alla quale, tutto quanto avviene in un campo è considerato solo ed esclusivamente come funzione della configurazione del campo stesso in un dato momento. Secondo Lewin passato e futuro entrano nel campo, ma non un passato qualsiasi o un futuro qualsiasi, bensì solo quelli che hanno un loro peso nel determinare la situazione in atto. Il campo psicologico che esiste ad un momento dato contiene anche i punti di vista da cui l'individuo guarda al suo futuro e al suo passato. L'individuo vede non soltanto la sua posizione presente ma anche certe aspettative, desideri, timori, sogni per il suo futuro. HusserlLa fenomenologia fondata da Husserl (1913), cioè il porsi di fronte alle cose del mondo in modo ingenuo, mettendo fra parentesi ogni precedente teoria, in modo da fare emergere così come esso si manifesta alla coscienza. Husserl intende la fenomenologia come scienza descrittiva. Le prime ricerche di Husserl sono dedicate ai concetti di molteplicità e di numero. Il concetto di numero sorge dalla capacità di pensare insieme più cose. Nelle "Ricerche logiche", in cui critica lo psicologismo, cioè la pretesa di fondare una logica sulla psicologia. La logica si occupa delle connessioni tra questi ideali, indipendenti dalla soggettività psichica; essa non una scienza naturale, ma una disciplina a priori. Nasce la fenomenologia, che descrive gli atti e i vissuti di coscienza, con cui facciamo esperienza di ogni sorta di oggetti, Husserl cerca di delineare una fenomenologia dell'esperienza. La psicologia topologicaIl merito è stato di Lewin che ha portato alla luce, nel campo della psicologia delle volontà, quell' indirizzo che prende in seria considerazione il gioco delle forze fisiche. La personalità umana viene considerata come il centro di un campo di forze, dove le tensioni si determinano in base alle loro esigenze, secondo mezzi che sono a disposizione per il loro soddisfacimento, e secondo eventuali distanze, barriere, ostacoli. Questa parte della psicologia viene designata con il nome di psicologia topologica. La psicologia topologica si occupa soprattutto dello studio delle relazioni spaziali, del tipo "interno", "esterno". La prospettiva psicodinamica e la psicanalisiLa prima teoria della psicopatologia in un prospettiva psicodinamica fu quella di Pierre Janet. La psicoanalisi detta psicologia del profondo, fondata da Sigmud Freud, è secessa in "Psicologia analitica di Jung, e in psicologia individuale di Adler. Dopo il 1950 integrazioni con i contributi provenienti da altri settori della psicologia e della psichiatria. Teorie psicodinamiche della personalità con il personalismo di Stern. La psicodinamicaLa prospettiva psicodinamica ha proposto il passaggio dal concetto biologico di istinto a quello psicologico di pulsione. La caratteristica fondamentale della "nuova psichiatria dinamica" è la costante attenzione per il paziente nella sua concretezza di essere umano, quindi il rapporto interpersonale tra paziente e psichiatria. Pierre JanetJanet realizzò una teoria basata sulle ricerche sia della psicologia sperimentale che della psicopatologia. Questo tentativo di interagire tra psicologia psicopatologia non fu invece perseguito dalla psicoanalisi freudiana. Janet, nella prima fase della sua indagine "la fase dell'analisi, studiava i vari sintomi che sorgevano a causa di "idee fisse subconsce" a loro volta prodotte da eventi traumatici. Poi nella fase della sintesi, studiava la dinamica e lo sviluppo della malattia. L'ipotesi permetteva sia di individuare le idee fisse, sia di risolverle, cercando di dissociarle dal resto dell'attività mentale per poterle eliminare o trasformare definitivamente. Janet denominò "analisi psicologica" questo insieme di procedure di indagine e di interventi terapeutici e sostenne che da essa Freud aveva derivato la sua "psicoanalisi". Janet utilizza il concetto di condotta che aveva un significato più ampio di quello di comportamento, perchè includeva la coscienza non indagata dalle teorie comportamentistiche. La condotta è data dalla dinamica delle tendenze a compiere determinate azioni secondo una complessità differenziata. Janet distinse tre livelli di tendenze (inferiore, medio e superiore), all'interno delle quali erano individuabili tendenze "riflesse" simili agli atti riflessi, comuni a tutti gli individui e tendenze "progressive", che caratterizzano la condotta specifica di ogni individuo. Per Janet la condotta umana era mediata da azioni di origine sociale; quindi le funzioni psichiche avevano un'origine sociale e una dimensione storica. Le funzioni interpersonali acquisite nel contesto sociale divenivano funzioni intrapersonali. Questa teoria fu ripresa da Vygotskij. Sigmud FreudNasce a nel 1856 in Moravia da genitori ebrei. Segue i corsi di Brentano. Conosce Breuer che gli parla del caso di Anna O., è stupito, interessato, ma non influenzato. Nel 1883 entra in servizio di Meynert (psichiatra). Comincia trattare di malattie nervose con l'elettroterapia. Nel 1885 occupa un posto in una clinica privata dove occasionalmente fa uso dell'ipnotismo. Nel 1887 senza abbandonare l'elettroterapia, comincia ad utilizzare l'ipnotismo. Il 1892 è il primo anno di collaborazione con Breuer. Il 1897 è un anno importante in quanto Freud comincia la sua psicoanalisi, fondata sui propri sogni, qui scopre il "Complesso di Edipo" Conosce nel 1907 Jung, Ferenczi e con loro, nel 1909 si reca in America e qui riceva la laurea honoris. Nel 1910 dopo il congresso di psicoanalisi di Norimberga, avviene la fondazione della Società internazionale, della quale Jung è presidente. Il conflitto tra Jung e Freud cresce fino alla rottura definitiva e alle dimissioni Jung dalla carica di presidente della Società. Nel 1923 viene diagnosticato a Freud un cancro alla bocca, morirà a Londra nel settembre del 1939. Le due scuole più importanti nella prospettiva psicodonamica negli ultimi decenni dell'800 furono la scuola di Nancy e la scuola della Salpetriere a Parigi. Entrambe ebbero una notevole influenza su Freud. Freud visse in prima persona il dibattito tre le due scuole a proposito "dell'ipnotismo". Da un lato la teoria di Bernheim, secondo il quale la suggestione è l'unica fonte per tutti i fenomeni ipnotici (concezione psicodinamica). Dall'altro quella di Charcot il quale sostiene che a base del meccanismo di alcuni fenomeni ipnotici stiano alterazioni fisiologiche (concezione fisiologica). La psicoanalisiAlla fine dell'800 ha origine con Freud la psicoanalisi. Freud è stato accomunato a Marx e a Nietzsche, perché questi "tre maestri del sospetto" avrebbero rovesciato la prospettiva cartesiana, per cui si "sa che le cose sono dubbie, che non sono come appaiono" ma non si dubita che la coscienza non sia così come appare a se stessa, in essa senso e coscienza del senso coincidono; di questo dopo Marx, Nietzsche e Freud, dubitano. Si scopre allora che il senso dell'azione psichica si nasconde in un mondo che l'io cartesiano respinge. Il pensiero freudiano si formo nell'ambiente della "Grande Vienna", centro di contraddizioni sociali. Un miglioramento sociale era la grande speranza della socialdemocrazia. Freud propose una psicologia che rispecchiava una nuova concezione della vita psichica, dove i confini tra il normale e il patologico non erano più definibili. Freud conobbe Breuer, un noto medico viennese, e lo persuade a collaborare con lui alla stesura del libro: "Studi sull'Isteria". Un caso di isteria era stato descritto a Freud da Breuer: il famoso caso di Anna O.. Breuer trasse da questa scoperta in metodo terapeutico, ha usato il metodo catartico, e dopo aver utilizzato l'ipnosi si invitava la paziente a raccontare ciò da cui si sentiva oppressa. Freud abbandonò l'ipnosi e il metodo catartico, mantenne solo la posizione del paziente e adotto il metodo delle associazioni libere. Durante la tecnica delle associazioni libere il paziente non deve essere né censurato né incalzato ma libero di dire tutto quello che gli viene in mente. La tecnica delle libere associazioni era nuova e rivoluzionaria: la chiave dei sintomi nevrotici è nascosta nell'inconscio del paziente, solo il paziente può condurre il terapeuta alla scoperta e alla liberazione. Quando emerge il materiale spiacevole, il paziente farà resistenza e sarà meno collaborativi, allora diviene importante l'esperienza del dottore. L'interpretazione dei sogni e il complesso di EdipoFreud compì una profonda trasformazione attraverso l'autoanalisi basata sull'interpretazione dei propri sogni (1897). In questo processo di autoanalisi fu fondamentale la scoperta del Complesso di Edipo, ovvero l'esistenza di una complessa rete di sentimenti d'odio verso il genitore dello stesso sesso e di amore verso il genitore di sesso opposto: necessaria allo sviluppo psichico infantile e la cui soluzione determina il futuro normale o patologico, della vita psichica. Per Freud la tragedia di Edipo coinvolge ciascuno di noi. Se non nella realtà, almeno nella immaginazione, ogni bambino ha sognato di uccidere il padre e di prenderne il posto accanto alla madre. Il sogno può essere definito come "appagamento di un desiderio", perché consente al desiderio stesso di manifestarsi, seppure in forma mascherata. L'analisi permette di individuare il senso del sogno. L'interpretazione dei sogni di Freud contiene due scoperte rivoluzionarie: i sogni hanno un significato, i sogni forniscono la prova dell'inconscio. Nella teoria elaborata fino al 1920, Freud suddivideva l'apparato psichico in sistemi aventi funzioni diverse: conscio, preconscio inconscio. Si tratta della prima "topica" (Teoria dei Luoghi"): 1) Conscio detto anche Percezione-coscienza, riceve sia le informazioni fornite dal mondo esterno sia quelle provenienti dall'interno; 2) Preconscio contiene tutti i pensieri e i ricordi che possono diventare consci; 3) Inconscio è composto da aspirazioni, impulsi o desideri di natura per lo più sessuale o distruttiva. Dopo il 1920 Freud propose un'altra teoria dell'apparato psichico, la seconda topica, basata sulla differenziazione tra Es. Io e Super-io. L'Es rappresenta la base primitiva e inconscia della psiche e l'origine delle pulsioni; l'Io è la guida della realtà, può adattarsi e cambiare; il Super-io che si sviluppa durante l'infanzia, nel quale si collocano le esperienze dei genitori e delle altre persone del proprio ambiente sociale, il Super-io è l'autorità paterna introiettata. I bisogni dell'organismo si esprimono e sono soddisfatti nella vita psichica sotto forma di pulsioni. La pulsione è la rappresentazione psichica del bisogno. Freud divise le pulsioni in due grandi categorie: le pulsioni di vita e le pulsioni di morte. Le leggi che regolano i processi nell'inconscio o nell'Es rientrano nel "processo primario", mentre quelle che guidano i processi nel preconscio-conscio o nell'Io appartengono al "processo secondario". Questi due processi sono regolati rispettivamente dal principio di piacere (ricerca del piacere e allontanamento dalle situazioni di dolore) e dal principio di realtà (si produce una rappresentazione mentale adeguata a esplodere la realtà per ottenere una reale soddisfazione del bisogno). Nella tecnica psicoanalitica il paziente è impegnato a comunicare liberamente all'analista tutto quanto gli viene in mente, si tratta del fenomeno della traslazione sia positiva che negativa. Carl Gustav JungNacque nel 1875 in Svizzera, fu molto colpito dalla personalità di Freud. Nel 1909 Jung, conobbe Freud. Nel 1912 Jung pubblicò Trasformazioni e simboli della libido, dove sono presenti i primi disaccordi teorici con Freud. Il conflitto tra Jung e Freud crebbe al congresso dell'Associazione psicoanalitica svoltosi a Monaco nell'agosto 1913. Nell'ottobre successivo Jung si dimise e uscì definitivamente dal movimento psicoanalitico. Tra il 1913 e il 1919 Jung si sottopose ad una profonda autoanalisi. Nel 1930 Jung fu nominato presidente onorario della Associazione tedesca di psicoterapia. Jung dopo il periodo di profonda autoanalisi, perviene al concetto di "Complesso" come un insieme di immaginazioni e idee che agiscono in maniera autonoma all'interno della personalità e non può mai essere represso totalmente, ma può essere controllato dalla volontà cosciente. Jung formula un tipo di test, secondo il quale, rappresenta un metodo per esplorare l'inconscio. I risultati raggiunti inducono Jung ad affermare, riprendendo la celebre frase di Freud che: "la via regia all'inconscio non sono i sogni, ma i complessi che sono la causa dei sogni e dei sintomi". Le teorie di Jung partono da quelle di Freud ma se ne distaccano in diversi punti. Jung rimprovera a Freud l'universalità del suo pansessualismo. Al contrario di Freud, Jung è spiritualista è molto portato alla filosofia e alla metafisica. Mentre Freud si interessa alla vita cosciente, lo sforzo principale di Jung mirava alla elaborazione di uno schema strutturato dei processi psichici, coscienti e inconsci. Jung giunge così alla nozione di "Psiche", che definisce essere "la totalità dei processi psichici, coscienti e inconsci". Anche per Jung, come per Freud esiste dunque il conscio e l'inconscio che hanno due caratteristiche differenti e spesso opposte. Si possono distinguere nella psiche varie zone: 1) l'Io il quale si situa al centro della coscienza; 2) il Conscio che aiuta l'individuo ad adattarsi alla realtà; 3) l'Inconscio personale contenente i processi specifici e acquisiti in maniera personale; 4) l'Inconscio collettivo contiene dei processi che non sono personali, essi provengono da una trasmissione ereditaria e costituiscono una vera eredità razziale o etnica di ricordi e di comportamenti psichici. La struttura dell'inconscio Jung, come Freud ricorre all'ipotesi dell'inconscio, egli scopre certe manifestazioni della vita psichica ce portano all'esistenza dell'inconscio. Fra esse abbiamo: i sintomi, i sogni, i complessi, le fantasie, gli archetipi. I sintomi sono uno squilibrio fra la funzione cosciente e quella inconscia; i complessi sono un trauma emotivo al quale il soggetto non ha saputo trovare soluzione, i sogni sono della attività inconsce che consente all'individuo di liberare le sue tendenze inconsce ed evitare l'accumulo di tensioni; le fantasie sono contenuti espliciti e manifesti così come anche nascosti e simbolici; gli archetipi sono rappresentazioni nell'inconscio di una esperienza comune a tutti gli uomini. La struttura del conscio Le attività psichiche si dividono i razionali e irrazionali. Si possono distinguere 4 funzioni fondamentali: il pensiero, il sentimento, la sensazione, l'intuizione. 1) il pensiero è una funzione razionale, si serve di giudizi come mezzi di conoscenza, giudica in termine di vero e di falso; 2) il sentimento è una funzione razionale, si serve di giudizi ma basati nel principio piacere-dispiacere il pensiero e il sentimento sono tra loro antagonisti, non possono esistere su un piano di equilibrio; 3) sensazione è una funzione irrazionale, si limita ad apprendere la realtà in quanto tale, non si fonda su un giudizio; 4) intuizione è una funzione irrazionale, coglie le cose per percezione interna, non si fonda su un giudizio. Concezione della psiche: processo di individuazione La personalità è la totalità della vita psichica e si realizza lungo tutta la sua esistenza tramite individuazione. L'individuo significa non diviso pertanto l'individuazione è il processo per cui la persona diventa se stessa. La persona è l'aspetto ipodermico della personalità per Jung essa è solo una maschera della psiche collettiva. L'ombra è il controllore inconscio dell'immagine esteriore del soggetto. L'anima/animus è immagine femminile/maschile che ogni essere umano ha interiorizzato. Libido è il motore di ogni manifestazione naturale e culturale dell'uomo. Il rapporto fra analista-paziente Il terapeuta occupa una posizione dialogante verso il paziente, il terapeuta non insegna una verità ultima ma indica la via per raggiungerla. Alfred Adler Adler fondò una propria scuola, la psicologia individuale, i suoi interessi psicologici si concentrarono sullo studio della psiche infantile e sulla pedagogia. Adler non dedicò particolare attenzione all'inconscio, è rivolto al campo "della conoscenza pratica dell'uomo". Adler formulò il concetto di compensazione, avendo notato che il paziente menomato tenti di aggirare la propria difficoltà compensandola nello stesso o in altri settori del comportamento. Queste considerazioni portarono alla conclusione che l'inferiorità d'organo può diventare un potente incentivo, una motivazione a superare la propria deficienza. Adler formulò il concetto di complesso di inferiorità, descrivendo l'atteggiamento di colui che esprime la propria impossibilità a risolvere un determinato problema. Il complesso di superiorità costituisce la modalità attraverso cui la persona dichiara a se stessa e agli altri che non possiede la forza necessaria a risolvere un dato problema in un modo che risulti socialmente vantaggioso. Questo stato d'animo conduce a fallimenti. Adler teorizzò anche il concetto di aspirazione alla superiorità, cioè la tendenza umana a superare il proprio handicap. Il metodo terapeutico di Adler. È necessario che il terapeuta operi attraverso l'incoraggiamento di un lavoro comune, basato sulla solidarietà, e sulla comprensione emotiva. Secondo Adler il sentimento sociale rappresenta il senso stesso della vita e la nevrosi consiste proprio nella perdita di tale interesse, riducendo l'individuo a vivere nell'isolamento. Adler introdusse nella sua teoria il concetto di Sé creativo, cioè il sé elabora il maniera soggettiva il significato dello stimolo e provoca una reazione originale. Il sè creativo da senso alla vita; è il principio attivo della vita umana e non differisce dal vecchio concetto di anima. Melanie Klein Melanie Klein è considerata una pioniera nel campo della psicoanalisi infantile. Introdusse la tecnica del gioco che le permise di aggirare l'ostacolo della visualizzazione e delle libere associazioni. Il gioco si costituì come la "via regia" all'inconscio del bambino. L'ipotesi è che il bambino possieda una consapevolezza inconscia innata dell'esistenza della madre. Il neonato non solo si aspetta il cibo da lei ma desidera anche amore e comprensione. La sensazione di sentirsi capito, per il bambino, è alla base della relazione con la madre. Fu soprattutto sull'utilizzazione del gioco che Melanie Klein ebbe i maggiori scontri con Anna Freud: per Anna Freud il gioco era un'attività naturale dell'infanzia e non sempre poteva essere interpretato come un materiale simbolico. La Klein ipotizzava l'origine innata dell'Io, struttura psichica presente sin dalla nascita, così come supponeva già presente nel neonato l'idea inconscia della madre. Si soffermò su due sentimenti fondamentali della vita umana: l'invidia e la gratitudine. William Stern Stern fu uno dei primi studiosi di psicologia della testimonianza, fra l'altro anche in relazione al valore della testimonianza dei bambini. La prima teoria a fondare la psicologia sul concetto di personalità fu il "personalismo" di William Stern. La psicologia per Stern non doveva essere lo studio delle funzioni psichiche di per sé, ma indagine su come queste funzioni si radicano in una "persona" individuale, su come gli aspetti innati e acquisiti convergano in un'unità indivisa. Gordon Allport La teoria di Allport è definita "psicologia dell'individuo", per via dell'importanza attribuita allo studio del singolo nelle sue caratteristiche peculiari. Allport criticava decisamente quegli autori che sembravano aver dimenticato che la personalità umana ha solo senso quando viene considerata nella sua integrità, e che essa diviene altro da sé nel momento in cui si operano suddivisioni artificiose. La prospettiva comportamentista Il comportamentismo, trova le sue origini in un articolo di Watson pubblicato nel 1913. l'obbiettivo del comportamentista è quello di riuscire a controllare le azioni umane allo stesso modo in cui il fisico controlla e manipola gli altri fenomeno naturali. Lo scopo della psicologia comportamentista è quello di prevedere e controllare l'attività umana. Caratteristica importante della prospettiva comportamentista è che per spiegare il comportamento non sono presi in considerazione, né i processi organici (cerebrali) né i processi interni della mente (la coscienza). Il comportamentista sarà in grado di predire quale sarà la risposta che segue a un determinato stimolo o, viceversa, quale è lo stimolo che può aver determinato una risposta. Stimolo e risposta sono il materiale con cui deve lavorare la psicologia comportamentista. Si ha una classificazione generale delle risposte in: esterne o esplicite (ci si riferisce alle azioni più usuali degli esseri umani); interne o esplicite (prodotti dai sistemi ghiandolari e muscolari situati all'interno del nostro corpo; apprese (tutte le nostre abitudini e tutte le nostre risposte condizionate); non apprese ( tutte quelle azioni che compaiono nella prima infanzia). I principali esponenti del comportamentismo furono: Watson, Hull, Skinner, Tolman. Il periodo del "comportamentismo classico" comprende gli anni dal 1913 al 1930. I comportamentisti, trovarono nella teoria gestaltistica la materia per superare le loro concezioni analitiche e meccaniche, e si misero a scrivere i comportamenti in termini di forma e di struttura. Questo comportamento nasce dalla definizione di spazio. Lo spazio in cui viviamo non è un campo omogeneo ma dinamico, per descriverlo occorre parlare in termini di significati e di valori non è definibile a di fuori della soggettività. L'essere vivente reagisce come unità in funzione dei suoi bisogni. Alle fine dell'800 in America vi erano due importanti scuole di psicologia: lo strutturalismo (che si configurava con Titchener) e il funzionalismo ( che si rifaceva alle teorie di James). StrutturalismoCompito della psicologia per Titchener è stabilire cosa siano i fatti psichici, i loro elementi e la loro combinazione o strutturazione. Per far ciò egli estende ai processi mentali i metodi della scienza sperimentale. La psicologia viene a modellarsi sugli schemi della fisica (che studia l'esperienza a prescindere dal riferimento umano) e della psicologia ( che studia i medesimi dati facendo riferimento al soggetto dell'esperienza). Per far ciò Titchener si serve del metodo dell'introspezione (auto-osservazione dei fenomeni consci interni alla psiche) che però per essere utilizzata richiede uno speciale addestramento per eliminare le abitudini che potrebbero ostacolare l'osservazione esatta dei mutevoli contenuti di coscienza. I dati derivanti dall'introspezione vengono poi studiati in tre fasi: 1) analizzare le esperienze; 2) scoprire come gli elementi cambiano; 3) mettere gli elementi in connessione tra di loro. Per Titchener gli elementi irriducibili sono: le sensazioni, le immagini, gli affetti. Tutto ciò che ha luogo nella coscienza e ricucibile a questi elementi e alla lo combinazione. FunzionalismoIl funzionalismo fu sicuramente il più sistematico e il più organizzato fra gli indirizzi che si opposero a quello di Titchner. Il funzionalismo ebbe il suo riferimento principale con James Angell. James considera la psicologia scienza naturale il cui oggetto è l'organismo vivente inteso nei suoi sforzi di adattarsi all'ambiente. La vita psichica per James è un processo continuo, un flusso costante, simile alla corrente di un fiume nella quale non si possono distinguere elementi singoli separati, perché tra i vari stati di coscienza non viene mai soluzione di continuità, perchè la coscienza non è composta di elementi discreti posti l'uno accanto all'altro, ma un complesso continuo e dinamico, una corrente. La coscienza è in continuo cambiamento, è legata all'esperienza del soggetto è selettiva, accoglie o rifiuta stimoli del mondo esterno. Oggetto principale della psicologia di James è l'individuo considerato nella sua singolarità. James accetta la nozione di "se", non come entità metafisica però: ognuno di noi ha un immagine di sé come persona, come comportamento, come spiritualità. Inoltre la concezione che uno ha di sé cambia a seconda dei diversi ambienti in cui si trova, a seconda del successo o insuccesso che si procura. Il pensiero, è un mezzo per agire nella realtà fisica e sulle idee, ha la funzione di adattamento si perfeziona di continuo. Il compito della psicologia è descrivere e classificare quelle che sono le disposizioni fondamentali dell'uomo. Funzionalismo è studiare problemi pratici. WatsonIl comportamentismo di Watson nasce nel 1913, con Watson veniva proposto un rovesciamento, in termini di metodo e di contenuti, nei confronti delle preesistenti prospettive psicologiche. I punti fondamentali furono i seguenti: Definizione e scopo: La psicologia viene definita come un ramo della scienza, lo scopo primario è quello di prevedere e controllare il comportamento. Oggetto: L'oggetto della psicologia in quanto scienza, ha a che fare con fatti osservabili obiettivamente e misurabili. I dati di coscienza non presentano queste caratteristiche, al loro posto si devono porre i dati di comportamento, intendendo con questo termine l'insieme di risposte che vengono prodotti dall'organismo. Il linguaggio: vengono utilizzati termini e concetti che hanno come referente immediato i dati di comportamento, quindi niente più sensazione, percezione, immaginazione, ma stimolo, risposta, abitudine, apprendimento. Istinto: è il risultato di un processo di addestramento, appartiene quindi al comportamento appreso dell'uomo. Le procedure: il comportamentismo di Watson si proponeva di raggiungere l'estensione del metodo scientifico all'analisi dei fenomeni del comportamento, le procedure sono osservazione, riflessi condizionati, resoconto verbale, test. Di queste 4 procedure quella più rilevante è il resoconto verbale. Watson ha riconosciuto che il "resoconto verbale" ha le carte in regola per essere accettato quale corretta procedura di ricerca. I contenuti sono i seguenti: - Stimolo e risposta: in riferimento alla situazione oggettiva di un oggetto. - Sensazione: attraverso questo studio sfida gli strutturalisti e vuole dimostrare la superiorità dei metodi obiettivi su quelli introspettivi. - Apprendimento: fissazione delle risposte corrette quale principio della frequenza. - Linguaggio: il bambino sente un suono e ne emette uno simile, il bambino emette suoni quindi risposta condizionata, gli adulti correggono i suoni e ne insegnano altri così il bambino apprende il linguaggio. - Pensiero: per Watson il pensiero non è altro che il linguaggio subvocativo. - Stati affettivi ed emozioni: per Watson sono riassumibili in matrice sessuale, si risolve in una serie di impulsi affettivi, questi impulsi possono essere osservati e misurati, la consapevolezza del piacere sarebbe un epifenomeno che non rientra nell'ambito della ricerca scientifica. - Emozioni cioè paura, collera, amore - Personalità è il prodotto finale dei nostri sistemi di abitudini. HullIl comportamentismo di Hull si basa nell'interazione tra variabili intervenienti nella regolazione delle risposte comportamentali fornite alla stimolazione ambientale. L'elemento fondamentale delle personalità è costituito dall'abitudine che è definita come un rapporto tra stimolo e risposta. L'elemento dinamico della personalità è la pulsione, che consiste in uno stimolo avente la forza sufficiente a promuovere l'attività dell'individuo in modo da fornire l'energia necessaria al comportamento. Si può distinguere tra pulsioni primarie (di origine interna) e pulsioni secondarie (elaborazione per effetto dell'apprendimento di quelle primarie ad es. paura). Hull si è anche dedicato alla teoria del rafforzamento. Il rafforzamento sviluppa la forza delle abitudini e rende possibile la risposta finale, in sua assenza, l'abitudine tende a sparire. Hull ha anche sviluppato il modello di conflitto. Si chiama conflitto la situazione determinata dall'esistenza in un individuo di due pulsioni in contraddizione tra loro. A seconda che una pulsione provochi un comportamento di attrazione o di repulsione nei riguardi di un oggetto si parla di appetenza o di avversione. Si possono distinguere tre tipi di conflitto: Appetenza-Appetenza (si ha quando non si cosa scegliere), avversione-avversione, appetenza-avversione ( lo stesso oggetto costituisce nelle stesso tempo lo scopo di due pulsioni di senso contrario). Ad es. la fame è una pulsione che determina appetenza verso il cibo, il dolore è una pulsione che determina avversione. SkinnerÈ uno dei più autorevoli esponenti del comportamentismo statunitense. È stato considerato il simbolo della psicologia nord-americana pragmatica e tecnologica. La sua principale opera è Walden Two, nel quale Skinner descrive una comunità utopica retta da norme e principi scientifici e dal controllo sociale attuato con procedure di condizionamento operante. In pratica Skinner afferma che è ipocrisia continuare a parlare di libertà in una società che condiziona fortemente lo sviluppo umano. L'interesse per Skinner era verificare la possibilità di modificare e controllare il comportamento attraverso procedure di condizionamento. Nel condizionamento classico si obbliga un organismo ad emettere una certa risposta, avvalendosi di riflessi innati, e poi si sposta il segnale che suscita questa risposta da uno stimolo naturale a quello artificiale. Nel condizionamento operante l'associazione tra una nostra azione e l'effetto, positivo o negativo, determinano ciò che viene appreso, ovvero determinano l'acquisizioni di abitudini. L'ambiente in tutto questo reagirebbe da rinforzo delle risposte emesse, permettendo l'apprendimento di nuove forme di comportamento, inoltre nell'ambiente sono presenti dei programmi di rinforzo che modellano il comportamento dell'individuo fin dalla sua nascita. Altro tema di grande interesse per Skinner è l'elaborazione delle variabili interposte tra stimolo e risposta. La posizione comportamentistica sul sistema nervoso è esemplificata come una "scatola nera", dentro la quale entrano gli stimoli e dalla quale escono le risposte senza accedere ai meccanismi interni. La prospettiva cognitivisticaIl cognitivismo costituì una delle principali correnti di ricerca degli anni '60 e '70. Il cognitivismo s'interessava dei processi cognitivi quali la percezione, l'attenzione, la memoria, il linguaggio, il pensiero, la creatività. Più che una scuola o una teoria si configura quale approccio metodologico allo studio delle psiche, la capacità degli individui di acquisire, organizzare, ricordare, fare uso delle conoscenze. Per la psicologia cognitiva l'elaborazione dell'informazione umana avviene secondo una sequenza di dati. La scatola nera è una struttura a scatole dove l'informazione diviene sempre più complessa. Possiamo distinguere 3 principi: principi d'elaborazione a cascata, di elaborazione in parallelo, principio della modularità della mente. I precursori del cognitivismo furono Bartlett, Piaget, e Vygotskij. Bartlett con il suo schema e ipotesi costruttivista della memoria; Piaget con lo sviluppo cognitivo del bambino, Vygotskiy con la relazione tra i processi cognitivi, maturazione organica e contesto sociale. Chi segnò un radicale un radicale distacco nei confronti del comportamentismo e dello strutturalismo fu Chomsky grazie al suo studio sul linguaggio. Le teorie cognitive hanno messo in evidenza l'importanza degli aspetti procedurali dell'elaborazione delle informazioni e il ruolo delle strategie che intervengono piuttosto che l'output finale dell'elaborazione. La scuola di WurzburgRispetto alla scuola Wundtiana, la scuola di Wurzburg svolse una serie di indagini sulle proprietà del pensiero specifiche e non riducibili a quelle degli altri processi psichici. La scuola si formò attorno a Kulpe, allievo d Wundt. KulpeNacque in Lettonia nel 1862, morì prematuramente per malattia nel 1915. La ricerca comportamentale di Kulpe consiste nella registrazione delle risposte comportamentali prodotte da un individuo dopo uno stimolo. Sono stati presi in esame i tempi di reazione, il numero delle risposte corrette/errate e il processo mentale (iter soggettivo) percorso dall'individuo stesso e da lui descritto, per risolvere il lavoro. BartlettNacque in Inghilterra nel 1886, morì nel 1969. Per Barttlet la memoria viene concepita come un processo attivo di continua ricostruzione del passato in funzione delle esigenze del presente. Non è una riproduzione del materiale originale, ma una ricostruzione continua intorno ad uno schema di riferimento.PiagetNasce in Svizzera nel 1896, 1980 anno della sua morte. Per Piaget ogni ricerca psicologica e scientifica deve partire dallo sviluppo e quindi la formazione dei meccanismi mentali del bambino può spiegare la loro natura e il loro comportamento anche dell'adulto.L'epistemologia genetica (la teoria della conoscenza), si occupa della formazione e del significato della conoscenza e dei mezzi con i quali la mente umana passa da un livello giudicato inferiore ad uno giudicato superiore. Per Piaget il comportamento si configura come un adattamento, come una ricerca di equilibrio tra le strutture mentali dell'oggetto e i dati del mondo esterno. L'adattamento è il risultato di un processo in cui intervengono due dinamiche complementari: quella di assimilazione e quella di accomodamento. Il periodo che va dalla nascita all'acquisizione del linguaggio è il più straordinario per lo sviluppo mentale del bambino. Dopo i primi 4 mesi di vita si osservano delle condotte che inducono Piaget a parlare di prime manifestazioni dell'intelligenza detta senso-motoria. Verso i 12 mesi inizia a intervenire mediante azioni sulla realtà esterna. Dopo i 18 mesi il bambino sostituisce la percezione con un immagine rappresentativa. Dai 4 ai 7 anni apprendimento graduale del linguaggio. Il pensiero si sviluppa in un processo di adattamento che assimila dati e schemi esistenti e li trasforma in base ai suoi dati. La prospettiva piagetiana è quella biologica di adattamento. I comportamenti cognitivi sono considerati propri di un organismo dotato di strutture alcune delle quali pre-esistono nell'organismo altre si formano dall'inconscio di queste con l'ambiente. La prospettiva storico-culturaleLa cosiddetta scuola storico culturale, si richiamava ai principi del marxismo e del materialismo storico. I due punti caratteristici sono: la prassi che non si limita all'indagine empirica, ma ricerca una ricaduta nel campo delle relazioni sociali, nel lavoro, nella scuola; il principio secondo cui la psiche umana si evolve sotto l'influenza di fattori storici sociali e culturali. VygotskijNacque ad Orsa nel 1896. Vygotskij, elaborò la sua prospettiva storico culturale attraverso 4 confronti: 1) la psicologia degli animali e degli esseri umani; 2) la psicologia dell'uomo "primitivo" e dell'uomo occidentale; 3) la psicologia dei bambini e degli adulti; 4) la psicologia dei sani e malati. Il manifesto della scuola e nel libro scritto da Vygotskij "La Coscienza come problema del comportamento". Nel saggio Vygotskij cita un passo de "Il capitale" in cui Marx confronta il comportamento dell'ape con quello di un lavoratore. Da Marx, Vygotskij prenderà il concetto "dell'esperienza duplicata". Il comportamento umano viene interpretato come attività cosciente, come un processo dipendente da un'idea e avente uno scopo ben preciso. Nella dimensione cosciente della psiche umana vi sono componenti assenti nel mondo psichico animale: l'esperienza storica, esperienza sociale, l'esperienza duplicata (cioè la capacità dell'uomo di plasmare la natura seconda la sua personalità, che all'animale manca). La vita psichica umana è in perenne trasformazione perché influenzata da fattori storici, sociali e culturali, a differenza della vita psichica degli animali che è determinata da processi geneticamente fissati. Vygotskij distingue tra progetti psichici inferiori e superiori: inferiori perché sono uno sequenza stimolo-risposta, superiori perché inserisce nella sequenza un nuovo elemento che egli chiama stimolo-mezzo, che ha origine nelle relazioni tra individui. Il comportamento umano è per la maggior parte guidato da questo stimolo-mezzo. Lo sviluppo storico culturale ha prodotto anche i segni che appresi attraverso l'interazione con i propri simili. Sono segni interni, e vengono utilizzati dall'individuo per se stesso, per organizzare e guidare il proprio comportamento. Vygotskij fa una differenza fra gli strumenti e i segni: gli strumenti sono rivolti alla realtà esterna, i segni sono indirizzati verso l'interno. Definisce processo di interiorizzazione come la legge generale dello sviluppo culturale, per la quale le funzioni psichiche sviluppatesi nelle relazioni sociali (funzioni interpsichiche), divengono successivamente interne all'individuo (funzioni intrapsichiche). L'interiorizzazione è descritta da Vygotskij in 4 fasi: 1) il bambino risponde agli stimoli ambientali in maniera immediata; 2) diventa capace di utilizzare i segni esterni; 3) con l'aiuto dell'adulto diventa consapevole del ruolo del segno; 4) interiorizzazione, cioè il bambino non utilizza segni esterni, perché ha acquisito un modo di rispondere agli stimoli ambientali. L'acquisizione del sistema linguistico del bambino e la sua interiorizzazione riorganizzano le funzioni preesistenti e le trasformano in funzioni psichiche superiori. Il rapporto tra apprendimento e sviluppo è fondamentale per organizzare le funzioni superiori. A differenza di Piaget il quale sosteneva che lo sviluppo psichico si fonda sulla maturazione organica , Vygotskij afferma che lo sviluppo mentale è dato dall'apprendimento attuato con l'esperienza, con la scuola e dall'ambiente. Questa è una tesi condivisa con il funzionalismo e con il comportamentismo. Vygotskij cercò cerco di integrare le due posizioni precedenti e formulò l'idea che l'apprendimento precede lo sviluppo. La zona di sviluppo prossimale consiste nella differenza tra lo sviluppo di un bambino nel risolvere un compito da solo (sviluppo effettivo) e quello determinato attraverso le abilità con l'aiuto di un adulto o di coetanei più capaci. Vygotskij è interessato a ciò che il bambino sarà capace di fare in seguito a esperienze sociali nuove e con l'aiuto di altri più competenti. Quindi apprendimento e sviluppo sono aspetti complementari e in continua interazione. I concetti spontanei sono quelli che il bambino impara nel linguaggio quotidiano, e quelli scientifici, attinenti agli insegnamenti scolastici, si sviluppano da direzioni opposte. I concetti spontanei si sviluppano dal basso verso l'alto, quelli scientifici seguono il percorso inverso. Questi due concetti sono tra loro interdipendenti in quanto i concetti spontanei preparano il terreno per l'acquisizione dei concetti scientifici. Per quanto riguarda il pensiero e il linguaggio, vi sono due teorie, formulate rispettivamente da Piaget e da Vygotskij. Piaget sviluppa la tesi della dipendenza del linguaggio dal pensiero e della conseguente priorità delle capacità cognitive rispetto a quelle linguistiche; Vygotskij sottolinea l'interdipendenza tra linguaggio e pensiero. Quando il bambino apprende a parlare, concretizza la funzione "astratta" del linguaggio attraverso le parole che ha ricevuto e apprese dall'esterno. In questo modo il linguaggio, oltre che essere uno strumento di comunicazione con gli altri, diventa uno strumento di comunicazione con se stesso. Quindi il linguaggio, oltre che esteriore, può diventare interiore, da un lato serve alla comunicazione e all'interazione sociale, dall'altro, in quanto strumento di controllo del proprio agire, diventa uno strumento interno che guida il comportamento e il pensiero. Lo sviluppo del pensiero verbale potrebbe essere visto come il progressivo concretizzarsi di pensieri e parole mediante l'acquisizione di nuoci significati: significato è ciò che viene accettato dalla comunità, il senso è un significato personale. Intorno a tale concetto ruota anche la critica svolta da Vygotskij nei confronti di Piaget. Piaget dice che nella 1° fase dello sviluppo infantile, il pensiero è autistico cioè non adatto al reale e non comunicabile governato dal principio del piacere. Nella 2° fase diventa egocentrico, il bambino si rivolge a se stesso una specie di monologo senza preoccuparsi che gli altri lo comprendano o gli rispondano. Il linguaggio egocentrico secondo Piaget è espressione di un pensiero incompleto destinato ad atrofizzarsi quando il pensiero diventa razionale e si esprime mediante il linguaggio comunicativo. Vygotskij, ribalta completamente la posizione piagetiana, mentre per Piaget l'unità di analisi è il bambino nella sua individualità, Vygotskij considera il fattore principale dello sviluppo cognitivo e la partecipazione del bambino alle interazioni sociali. Il bambino, quindi è fin dall'inizio oggetto e protagonista delle relazioni sociali. Nelle teoria dell'attività (1931-32), viene rimproverato a Vygotskij di aver inquadrato lo sviluppo delle funzioni psichiche superiori in una prospettiva eccessivamente culturale. Per Leont'ev ( uno dei massimi teorici della teoria dell'attività), le funzioni psichiche elementari o superiori si sviluppano nel rapporto concreto che il bambino ha con la realtà esterna e con gli altri individui, cioè in processo di attività pratica. ReichNato in Galizia nel 1897, morì nel 1957. Reich considera la psiche come entità condizionata dall'ambiente. La psiche non può essere analizzata nella sua individualità, ma deve essere considerata all'interno di uno specifico contesto storico culturale inserita in una rete di rapporti e relazioni sociali. Secondo questa ottica lo stesso Super-io freudiano sarebbe il complesso di valori e delle norme che la famiglia trasmette e che a sua volta ha ricevuto. L'attenzione di Reich è incentrata sulla individuazione dei meccanismi di condizionamento che la società esercita sull'individuo. PolitzerNacque in Transilvania nel 1903. Morì nel 1942. Si impegnò nella soluzione del dualismo tra marxismo e psicoanalisi. Politzer dice che bisogna ripristinare l'individualità e il reinserimento nel contesto storico e sociale, morale, attraverso un programma di interventi psicologici nelle scuole, nell'ambiente di lavoro, nei consultori, in opposizione alla repressione esercitata dalla classe dominante che impone ciò cui il popolo deve credere affinché un certo regime sociale possa sussistere. Leont'evNacque nel 1903 e muore nel 1979. Questo esponente sottolinea la distinzione tra attività e azione nell'animale e nell'uomo: nell'animale l'attività è un insieme di azioni finalizzate alla soddisfazione della motivazione (fame); nel caso dell'attività umana, i singoli membri del gruppo sociale svolgono ciascuno una determinata azione la quale non comporta il raggiungimento diretto dell'oggetto e la soddisfazione del bisogno (es. catena di montaggio). Lent'ev distingue tra senso e significato dicendo che essi coincidono sempre di meno con lo sviluppo della società con la divisione del lavoro. La prospettiva biologicaPavlovNacque nel 1849, muore nel 1936 a Leningrado. Pavlov è un fisiologo russo che riuscì a scoprire come fosse possibile influenzare e determinare nell'animale e nell'uomo alcune risposte, chiamate per questo motivo condizionale. Quindi la teoria di Pavlov riguarda lo studio dei riflessi condizionati. Il riflesso condizionato è un concetto fisiologico definito che indica un determinato fenomeno nervoso. È necessario fare una distinzione, tra riflesso assoluto che è il legame permanente di un agente esterno con l'attività dell'organismo da questo determinato e riflesso condizionato che è il legame temporaneo. Secondo Pavlov l'attività riflessa assicura l'adattamento dell'animale all'ambiente e permette nella natura la sopravvivenza della specie, i riflessi assoluti in quanto legami permanenti non bastano ad assicurare un equilibrio e devono essere completati dai riflessi condizionati. Pavlov, fin dalle prime osservazioni della formazione di un riflesso condizionato, poneva l'animale in una situazione relativamente libera in cui era possibile registrare le risposte «come se» l'animale non si trovasse in laboratorio, ma in un ambiente naturale. L'attività nervosa, studiata da Pavlov, era «superiore» in quanto era alla base delle funzioni più complesse del cervello, le funzioni del comportamento. |
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