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Il 1848
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Scritto da Mario Fabiani   

Europa - Il 1848

 

Nel 1848 tutta Europa è attraversata da moti rivoluzionari. Contribuisce la crisi agraria del 1846-47, che fa aumentare il malcontento delle classi povere verso il sistema. Nei paesi occidentali la rivolta è caratterizzata da un'impronta sociale e rivendicativa delle classi operaie. In quelli centro-orientali invece si tratta di moti indipendentisti, nazionalisti e unitari.

In Francia la monarchia di luglio è contrastata sia dai reazionari favorevoli al ritorno di Carlo X sia dai repubblicani. Luigi Filippo cerca appoggi nell'alta borghesia, ma i liberali organizzano banchetti di protesta in cui si chiede il suffragio universale. C'è anche Blanqui che teorizza la conquista del potere tramite un piccolo partito armato e il passaggio successivo ad un regime comunista.

Nel febbraio 1848 il tentativo di impedire un banchetto provoca l'insurrezione del popolo parigino, che decreta la caduta di Luigi Filippo e la nascita della II Repubblica. Nel governo provvisorio ci sono i liberali (alta borghesia), democratici (piccola borghesia) e socialisti (operai), che subito si trovano in disaccordo. Tuttavia il governo riesce ad emanare alcune riforme sociali importanti (riduzione dell'orario di lavoro, creazione delle “fabbriche statali”.

Le forze moderate riprendono il potere dopo le elezioni di aprile e maggio, e un tentativo di nuova insurrezione da parte dei democratici. Viene eletto presidente Luigi Bonaparte, che nel 1851 attua un colpo di stato e nel 1852 con un plebiscito proclama la nascita del Secondo Impero e si fa incoronare imperatore col nome di Napoleone III.

Sull'onda degli avvenimenti francesi, L'impero asburgico viene scosso da una serie di rivolte indipendentistiche messe in atto nelle varie realtà nazionali.  A Marzo i moti scoppiano a Budapest, in Boemia e in Croazia. In seguito la rivolta arriva fino a Vienna, viene chiesto l'allontanamento di Metternich e la concessione di una costituzione. Metternich fugge in GB, ma i contrasti fra le varie forze rivoluzionarie favoriscono la reazione. In Ungheria la Russia interviene per sedare la rivolta insieme all'Austria.

Sempre a marzo la rivolta scoppia anche a Berlino, e Federico Guglielmo IV deve concedere una costituzione, ed è imitato dagli altri stati tedeschi. Rimane aperta però la questione dell'unificazione tedesca. A Francoforte una conferenza propone la creazione di un impero federale senza l'Austria, e   ne propone la corona a F.G. IV, che però rifiuta e la cosa finisce lì.

In Italia, l'elezione a papa di Pio IX nel 1846 suscita reazioni positive e grandi aspettative negli ambienti moderati italiani. Il papa concede alcune riforme sulla libertà di stampa e un'amnistia per i reati politici, ma l'Austria spaventata occupa Ferrara. Scoppiano rivolte a Milano.

In Sicilia scoppia un moto indipendentista, seguito da agitazioni a Napoli. Ferdinando II è costretto a concedere la Costituzione. Subito dopo anche Carlo Alberto (Statuto Albertino), Leopoldo II di Toscana e Pio IX fanno lo stesso.

Sull'onda dei moti in Prussia e nell'impero asburgico, insorgono le città di Venezia e Milano, riuscendo a scacciare gli austriaci e dando vita a governi provvisori (Manin, Casati). Anche a Modena e Parma scoppiano rivolte. C'è una certa partecipazione popolare, anche da parte dei contadini. Vi sono però contrasti tra moderati (che vogliono la confederazione di stati) e democratici (che vogliono un unico stato unitario).

Spinto dalle pressioni liberali, Carlo Alberto alla fine di Marzo dichiara guerra all'Austria, e subito gli altri sovrani d'Italia (Pio IX, Ferdinando II e Leopoldo II) inviano contingenti militari, a cui si aggiungono migliaia di volontari (Prima guerra di indipendenza).

Ci sono alcuni successi, poi gli Austriaci fermano Carlo Alberto a Peschiera. Nascono contrasti tra gli alleati: Pio IX ritira le truppe perchè non può combattere i cattolici austriaci. Anche Ferdinando II si ritira. Grazie ai volontari, Carlo Alberto riesce comunque ad annettersi il lombardo-veneto, ma la riscossa austriaca nel maggio lo ricaccia indietro e ad agosto si firma l'armistizio.

L'iniziativa dopo la sconfitta di Carlo Alberto passa ai democratici mazziniani. In Toscana Leopoldo II viene praticamente cacciato dal governo democratico di Guerrazzi e Montanelli. A Roma scoppiano violenti moti e anche Pio IX fugge a Gaeta. Viene fondata la Repubblica Romana all'inizio del 1849. La rivolta indipendentista siciliana viene invece sedata da Ferdinando II nel sangue.

Carlo Alberto dichiara nuovamente guerra all'Austria, ma viene seccamente sconfitto e abdica a favore di Vittorio Emanuele II, il quale firma un armistizio. La restaurazione avviene poi anche in Toscana e torna Leopoldo II.

La Repubblica  di Roma, assediata da tutti i sovrani cattolici (Austria, Francia e Borboni) resiste grazie anche a Garibaldi ma alla fine deve cedere, così come la repubblica veneziana, nel 1849.

 
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