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La prima guerra del golfo
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Scritto da Mario Fabiani   

La prima guerra del golfo

 

Un altro avvenimento fondamentale degli anni 90 fu la guerra del Golfo, provocata dall'invasione, da parte del dittatore iracheno Saddam Hussein, del piccolo paese del Kuwait, uno dei maggiori produttori di petrolio mondiali, e tradizionalmente filo-occidentale (1990).

L'ONU condannò subito l'invasione, decretando l'embargo nei confronti dell'Iraq. Contemporaneamente gli USA inviarono un contingente militare nella confinante Arabia Saudita, per proteggere gli stati arabi minacciati e convincere Saddam al ritiro. Parteciparono con propri contingenti anche alcuni paesi europei e arabi moderati. L'URSS di Gorbaciov non si oppose, in omaggio alle nuove tendenze filo-occidentali. Saddam cercò allora di ottenere l'appoggio dei paesi arabi proponendosi come il liberatore delle masse arabe oppresse e l'iniziatore di una nuova guerra santa contro l'occidente, riuscendo però ad avere il sostegno del solo Arafat.

L'ONU approvò nel novembre 1990 una risoluzione che imponeva a Saddam il ritiro dal Kuwait entro il 15 gennaio 1991, autorizzando in caso contrario l'uso della forza.

Subito dopo la scadenza la forza multinazionale procedette ad una campagna di bombardamenti contro obiettivi in Iraq e Kuwait, seguiti da un'offensiva di terra che travolse in breve tempo le forze irachene. Il regime di Saddam però sopravvisse alla guerra in quanto il presidente USA Bush ritenne di non voler sconvolgere l'equilibrio della zona arrivando fino all'occupazione di Bagdad.

La guerra si risolse quindi essenzialmente in un successo di prestigio per gli Stati Uniti, che per la prima volta si presentavano come garanti di un presunto “nuovo ordine mondiale”, e che si proposero subito come protagonisti e promotori di un nuovo processo di pace per il Medio Oriente, che si trascinò però con alterne fortune e scarsi risultati per tutti gli anni 90.
 
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