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La seconda guerra mondiale
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Scritto da Mario Fabiani   

La seconda guerra mondiale


Dopo un periodo pre-bellico in cui le potenze occidentali democratiche (Francia e Gran Bretagna) tengono un atteggiamento “morbido” nei confronti delle pretese naziste, permettendo l'annessione dell'Austria e la sostanziale invasione della cecoslovacchia con la scusa dei sudeti, la Germania innesca lo scoppio di un secondo conflitto mondiale concentrando le sue mire sulla Polonia.

Hitler infatti vuole la città di Danzica e una striscia di territorio che possa collegare la Prussia orientale e quella occidentale. La Polonia, appoggiata da Francia e GB, rifiuta, ma nello stesso tempo viene firmato il patto di non aggressione Germania-URSS(Molotov-Von Ribbentrop). La Germania quindi invade la Polonia il 1° settembre 1939, provocando la dichiarazione di guerra di Francia e GB. L'italia si dichiara neutrale.

Inizialmente però la guerra si concentra sul fronte orientale: la Germania occupa la Polonia in un mese, grazie all'azione congiunta di carri armati e aviazione, poi si espande verso la Danimarca e la Norvegia Nel frattempo l'URSS si annette una parte della Polonia, la Finlandia e le Repubbliche baltiche. I paesi occidentali non intervengono.

Nel maggio 1940 Hitler attacca la Francia e in pochissimi tempo ha successo, a causa di errori strategici dei francesi, che si attestano sulla linea Maginot. Ancora una volta la Germania viola la neutralità del Belgio e passando dalla foresta delle Ardenne (ritenuta invalicabile) sorprende i francesi e li sconfigge a Sedan. A giugno i tedeschi entrano a Parigi. Mentre un contingente inglese riesce fortunosamente a reimbarcarsi a Dunkerque.

Viene firmato un armistizio dal primo ministro francese Petain, che stabilisce la nuova capitale a Vichy e lascia la parte nord del paese in mano ai tedeschi. Petain ne approfitta per promulgare una nuova costituzione di carattere reazionario e filo-fascista. Invano il generale De Gaulle incita i francesi a resistere.

La GB rimane l'unico paese a combattere i tedeschi, anche grazie all'intransigenza del primo ministro Winston Churchill, che non vuole saperne di accordi con la Germania. Hitler scatena l'operazione “Leone marino” per l'invazione della GB, ma la battaglia viene vinta dagli inglesi grazie soprattutto all'uso del radar. E' la prima battuta d'arresto di Hitler.

 

Nel giugno 1940 Mussolini, credendo in una rapida conclusione della guerra, entra nel conflitto a fianco della Germania. Tutte le campagne però si risolvono in un sostanziale fallimento, coperto dall'intervento tedesco: in Francia, in Libia (gli italiani attaccano l'Egitto ma vengono ricacciati indietro dagli inglesi ), in Grecia (anche qui l'Italia viene fermata e ricacciata in Albania), in Etiopia.

 

Nel settembre 1940 Italia, Germania e Giappone firmano il Patto Tripartito, con il quale si definiscono le sfere di influenza di ciascun paese in Europa e in Asia, e si stabilisce il reciproco aiuto in caso di intervento in guerra degli USA.

La Germania rivolge poi tutte le sue energie nella campagna di Russia, per trovare il suo spazio vitale a Est. Anche l'Italia partecipa con l'Armir. Nonostante i successi iniziali, i tedeschi non riescono ad arrivare a Mosca entro l'inverno, e la guerra si trasforma in guerra di logoramento, che pone non pochi problemi all'esercito tedesco.

Nel novembre 1942, con l'assedio di Stalingrado, in cui i tedeschi vengono accerchiati e devono arrendersi, si conclude di fatto la campagna di Russia.

Gli USA inizialmente si dichiarano neutrali, ma con la rielezione di Roosevelt si schierano dalla parte della GB e dell'URSS contro il nazismo, inviando aiuti militari ed economici. Il patto fu suggellato con la firma della Carta Atlantica nell'agosto 1941 (tra Churchill e Roosevelt), in cui si definivano i termini entro i quali difendere la democrazia nel mondo, l'autodeterminazione dei popoli, la cooperazione internazionale e la rinuncia all'uso della forza.

Il vero e proprio intervento degli USA si data a partire dall'attacco giapponese alla base aeronavale di Pearl Harbour, nel dicembre 1941.

 

Nel corso del 1942, i giapponesi guadagnano posizioni nel pacifico, conquistando la Malesia, la Birmania e l'Indonesia, ma successivamente gli americano contrattaccano ottenendo due vittorie nel Mar dei Coralli e alle Midway, cosicchè il Giappone nel 1943 si ritrova a difendere le posizioni dell'inizio della guerra.

In nordafrica i tedeschi di Rommel vengono sconfitti in Egitto (El Alamein) grazie ad uno sbarco alleato in Marocco.

I capi di USA, URSS e GB, insieme ai paesi del Commonwealth e ai rappresentanti dei paesi occupati, si riuniscono nel gennaio del 1942 e firmano il Patto delle Nazioni Unite, naturale continuazione della Carta Atlantica. Nonostante i contrasti tra Stalin e gli occidentali, si decide una strategia comune e una continuazione dell'offensiva attraverso un attacco all'Italia.

Nel giugno del 1943 gli alleati sbarcano in Sicilia, e la conquistano quasi subito, appoggiati dalle popolazioni locali che cominciano a mostrare insofferenza verso il fascismo.

La situazione precipita velocemente: Mussolini viene messo sotto accusa dal Gran Consiglio del Fascismo, il re lo fa arrestare e lo sostituisce con il maresciallo Badoglio. L'8 settembre viene firmato l'armistizio con gli alleati. Il re e Badoglio fuggono a Brindisi sotto la protezione degli alleati, lasciando il nord Italia in mano ai tedeschi, che fanno centinaia di migliaia di prigionieri tra l'esercito italiano, e si attestano sulla linea Gustav (abbazia di Montecassino). Mussolini, liberato dai tedeschi, fonda la Repubblica di Salò, la cui funzione è essenzialmente di supportare le operazioni repressive dei tedeschi nei confronti della resistenza.

Quest'ultima inizialmente è formata da gruppi spontanei che si oppongono all'occupazione nazista, poi con la fondazione del Consiglio di Liberazione Nazionale, che riunisce tutti i partiti antifascisti, si divide in Brigate a seconda dell'orientamento politico.

Si crea un contrasto su chi debba governare il paese, tra il CLN e il governo Badoglio, che, nell'ottobre 1943, dichiara guerra alla Germania. L'intervento di Togliatti, che propone la formazione di un governo di unità nazionale, risolve la situazione. Vittorio Emanuele III lascia la luogotenenza del regno al figlio Umberto, Badoglio si dimette e si forma un nuovo governo Bonomi con all'interno gli esponenti del CLN.

 

Il 25 aprile 1945 il CLN proclama l'insurrezione nazionale, e finalmente l'Italia può dirsi liberata. Mussolini viene catturato a Dongo e impiccato assieme a Claretta Petacci.

Mentre gli angloamericani sono impegnati in Italia, l'Armata Rossa comincia un lungo contrattacc, che costerà duri sacrifici, e la porterà fino a Berlino. La posizione di forza di Stalin fa sì che l'URSS riesca a ottenere l'impegno degli alleati per uno sbarco in Francia. Il 6 giugno 1944 le truppe angloamericane sbarcano in Normandia, sotto il comando di Eisenhower, e dopo una sanguinosa offensiva giungono a Parigi nell'agosto del 1945, quando la città è già stata liberata dai partigiani.

Alla fine del 1944 la Germania è praticamente sconfitta, abbandonata dagli alleati, bombardata senza sosta, con un esercito stanco e in rotta. Hitler decide la resistenza ad oltranza sperando in un'arma segreta o nella rottura degli accordi tra gli occidentali e l'URSS. In realtà gli accordi tengono, grazie anche alle conferenze di Mosca e Jalta.

A Mosca, nel 1944, viene stipulato un patto tra Churchill e Stalin che prevede la suddivisione in zone di influenza di tutta l'Europa Orientale, alla faccia dell'autodeterminazione dei popoli. Nel febbraio 1945, poi, a Jalta, Stalin, Churchill e Roosevelt si accordarono per la divisione della Germania in quattro zone di influenza, i confini polacchi, libere elezioni negli altri paese, costituzione dell'ONU e dichiarazione di guerra al Giappone da parte dell'URSS in tre mesi.

Il 28 aprile 1945 i sovietici conquistano Berlino, Hitler si suicida e il governo tedesco firma la resa.

La guerra continua nel Pacifico, dove i giapponesi, nonostante la sconfitta di Okinawa, non si arrendono e ricorrono ai kamikaze. Il presidente USA Truman ordina allora il ricorso all'arma atomica: il 6 e 9 agosto vengono distrutte Hiroshima e Nagasaki. La successiva dichiarazione di guerra dell'URSS al Giappone convinve l'imperatore Hirohito ad arrrendersi, segnando la fine della seconda guerra mondiale (2 settembre 1945).
 
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