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l New Deal
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Scritto da Mario Fabiani   
l New Deal


Nel 1932, dopo tre anni di crisi, venne eletto presidente degli USA Franklin Delano Roosevelt, esponente dei democratici. Pur non avendo soluzioni organiche da proporre, Roosevelt si affermò soprattutto per le sue doti comunicative.

Nel suo discorso di insediamento Roosevelt annunciò di voler inaugurare una nuova politica, il New Deal che doveva coniugare la ripresa economica con la riforma sociale. Nei primi cento giorni furono varate una ristrutturazione del sistema bancario, l'aumento del sussidio di disoccupazione e la concessione di prestiti ai cittadini più indebitati.

Successivamente si passò a provvedimenti più organici, che comprendevano:

l'Agricultural Adjustment Act, che prevedeva la riduzione della sovrapproduzione agricola tramite la corresponsione di indennità ai contadini

il National Industry Recovery Act, che si proponeva di moderare la concorrenza tra le imprese calmierando produzione e prezzi, e di tutelare i diritti dei lavoratori.

La Tennesse Valley Authority, un ente che doveva sfruttare le risorse idroelettriche del bacino del Tennesse per fornire energia a basso costo, e anche provvedere alla sistemazione e conservazione del territorio.

Soprattutto quest'ultima misura ebbe un certo successo, anche propagandistico, per Roosevelt, mentre le altre non raggiunsero i risultati sperati. Per ridurre la disoccupazione, si diede il via ad una serie di lavori pubblici. Aumentò anche la spesa pubblica, e vennero messe in atto alcune importanti riforme in campo fiscale e sociale (pensioni, diritti sindacali).

Questa politica naturalmente incontrò molti ostacoli, e persino la corte Suprema si oppose all'applicazione delle riforme, ma Roosevelt riuscì comunque a farle passare dopo l'elezione trionfale del 1936.

Roosevelt dimostrò che l'intervento dello stato in economia era possibile e non dannoso, ma non riuscì in ogni caso a stimolare la ripresa dell'iniziativa privata, cosa che si sarebbe avverata solo con il successivo sviluppo della produzione bellica.

Le teorie alla base del New Deal, basate sull'intervento pubblico sull'economia, furono alla base anche di molti provvedimenti presi dai governi europei dopo il 1929, quando si capì che la sola legge del mercato non poteva essere sufficiente a far superare all'impresa privata crisi di grandi dimensioni. L'intervento dello stato si articolò in diverse forme, o con l'aumento della spesa pubblica, o con l'acquisizione diretta di imprese in crisi, o con forme di pianificazione dell'economia.

La sistemazione teorica della nuova economia venne da John Maynard Keynes, che già nei primi anni 20 aveva criticato alcune proposizioni della teoria economica classica: le politiche di riduzione della spesa pubblica che portavano alla compressione dei consumi, il mito del bilancio in pareggio.

Le teorie keynesiane sarebbero state applicate largamente nel secondo dopoguerra.

 
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