| Alla festa della rivoluzione |
| Scritto da Hermine | |
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Alla festa della rivoluzione
- la storia il 12 settembre 1919 il poeta Gabriele D’Annunzio parte da Ronchi alla testa di un manipolo di arditi e di disertori per occupare Fiume e annetterla al Regno d’Italia. Erano molti a pensare che la vittoria era una vittoria “mutilata” e che Fiume dovesse essere parte d’Italia. La città era quindi contesa dagli italiani e dalla Jugoslavia. La città restò occupata per 16 mesi e ci fu un effetto mediatico. Nel “Natale di sangue” l’esercito governativo sconfigge rapidamente l’esercito di ribelli. D’Annunzio è un grande comunicatore, una figura moderna che ci dice cosa sta cambiando nei poteri della società di massa. Il potere passa per la capacità di comunicare e lui è un comunicatore straordinario e sta molto attento alla scenografia quando fa un discorso e alla politica di piazza. - i protagonisti con D’Annunzio Léon Kochnitzky: appassionato all’Italia, poeta poliglotta, lavorava nell’Ufficio relazioni esteriori a Fiume e ha il merito di aver conferito al fiumanesimo un carattere internazionale nel tentativo di dare voce ai popoli oppressi. È di sinistra e simpatizzante dei Soviet. Henry Furst: poliglotta (tedesco, francese e italiano), lavorava nell’Ufficio relazioni esteriori a Fiume. Ha idee di estrema sinistra. Ludovico Toeplitz: è ministro degli Esteri nell’Ufficio relazioni esteriori a Fiume. Organizza degli incontri a Fiume con malcontenti dei Paesi. Si sposa più volte e lavorerà nel cinema. Gira il mondo alla ricerca di un modo diverso di vivere, arriva anche in India. Ha idee di sinistra. Guido Keller: scultore. Uomo di azione nelle rivolte a Fiume. È sempre a fianco di D’Annunzio nel consigliare e nell’eseguire. Aviatore nella 1° guerra mondiale. Abitudini igenico-naturalistiche. Considera inutili gli abiti borghesi e le divise (si veste a volte con il pigiama o nudo). È l’unico a dare del “tu” a D’Annunzio ed è uno specialista nei colpi di stato essenziali per la città. È uno dei fondatori del Yoga (spiriti liberi). Non vede la follia come qualcosa di male ma l’antidoto alla “falsa” salute mentale. Combatte con il suo solito coraggio anche nel “Natale di sangue”. Dopo l’esperienza di Fiume si getterà in progetti irrealizzabili, folli. In futuro diventa un futurista scontento. Comisso: poeta. Tra gli ufficiali intorno a D’Annunzio si formano quelli tradizionalisti (disciplina e rispetto della gerarchia) e quelli rivoluzionari con i giovani alla quale fa parte anche Comisso. Diventa un grande amico di Keller e quest’ultimo lo influenza. Fa parte del Yoga. Rimane a Fiume fino alla fine. Carli: fa propaganda per Fiume e infine riesce a raggiungerla. A causa del suo estremismo diviene una persona scomoda a Fiume e se ne deve quasi andare. È contro il fascismo e per i bolscevichi. Infine subisce una grande trasformazione e diverrà un monarchico e poi anche un fascista estremista. Da Fiume al mondo la rivolta degli oppressi Fiume è attraversata da tensioni dei moderati e da quella di estremisti. D’Annunzio in un primo momento si lascia prendere dal movimento più moderato (Giovanni Giurati) ma poi da quello estremisto (De Ambris). D’Annunzio ha contatti con la Russia e ciò non piace neanche ai socialisti in Italia. Lui ammira la rivoluzione bolschevica. I socialisti in Italia sono contrari alla rivoluzione a Fiume e alla Russia non interessa la rivoluzione a Fiume. Però sembra anche che Lenin abbia detto che l’unico rivoluzionario in Italia sia D’Annunzio. Punto importante della politica estera fiumana è di promuovere i popoli sottomessi dalle potenze imperialistiche. In più l’idea di riunire in un’organizzazione i paesi lesi dalla conferenza a Versaille. È importante dare la parola ai paesi oppressi (verrà combattuto per ciò negli anni 60). A Fiume vengono invitati tutti quelli che vogliono l’indipendenza – i grandi risultati sono solo relativi alla propaganda. Kochnitzky cerca di mandare avanti questo piano ma non riesce ad andare oltre ai contatti con i diversi gruppi di minoranze e rapporti/analisi sulle diverse realtà nazionali. D’Annunzio punta invece su un accordo con i nazionalismi oppressi dalla Serbia per indebolire la Jugoslavia. Deluso Kochnitzky da le dimissioni. Yoga: unione di spiriti liberi L’associazione Yoga (unione di spiriti liberi tendenti alla perfezione) è ideata da Keller e Comisso e svolge l’attività nel 1920. Agisce nel più completo spontaneismo con azioni di propaganda. Compie azioni dimostrative come il volo di Keller su Montecitorio. È contro gli alti gradi dell’esercito (generali) e borghesia. Vincere l’avversario con ironia ed esporlo al redicolo (tecniche del comico). Keller può essere definito un hippy circa 40 anni prima del tempo e un vero contemporaneo dei dadaisti (Club Dada di Berlino sposa la rivolta). Mettere in redicolo le alte sfere politiche e militari. Il mito del Yoga è basato sul valore della terra contro i valori produzione e denaro. Keller non crede alla supremazia degli occidentali nei confronti della razza orientale. Anche il movimento futurista è molto presente nella Yoga. Il gruppo Yoga è aperto a tutti, a nemici, alle donne, ai bambini e gli animali (aquila di Keller è la mascotte). L’esaltazione del piccolo gruppo dove contano pareri opposti fra di loro che danno vitalità. Il rifiuto al potere! Negli slogan e testi vengono usati frasi in corsivo e/o grassetto, lettere maiuscole (ciò è futurista). Keller e Comisso vogliono fare un giornale ma D’Annunzio vuole avere il controllo sugli articoli che verranno pubblicati, dato che ci sono troppi nemici fuori da Fiume che potrebbero usare articoli per i loro vantaggi (ciò viene detto da D’Annunzio). I due sono delusi di D’Annunzio e lo rinnegano e fanno il giornale da soli. L’associazione si definisce come rivoluzionaria ma non appartiene ad un partito politico. Il giornale critica il comportamento di Mussolini che è a favore con l’accordo di Rapallo. Il movimento propone di liberare gli operai dalla schiavitù, di potenziare l’agricoltura e la navigazione e di decentralizzare il potere e dare più potere alle regioni per dare più rispetto alle differenze. Il ritorno alle origini, a quei valori ritenuti i più autentici della nazione, ad un assetto economico preindustriale artigiano e corporativo, questa sarebbe la condizione ideale. Il rifiuto della città, della macchina, dell’industrialismo fa capire che il gruppo non può essere d’accordo con i futuristi. Mentre il legame con i metafisici si vede nella ricerca di una spiritualità “italica”. Futuristi = ha origine nel 1909. I futuristi sdegnano la realtà comune e i valori classici e tradizionali. Ricercano dappertutto l’originalità e esaltano la tecnologia della società capitalistica. Hanno un esasperato vitalismo e un rifiuto della tradizione classica, dell’illusionismo e romanticismo. Dadaisti = dadaisti avevano uno sdegno verso quella classe che aveva innescato il conflitto della 1° guerra mondiale e che aveva rinnegato il suo umanesimo. Quindi disprezzo verso tutta la cultura dell’ottocento. La differenza tra dadaisti e futuristi è che i primi sono rigorosamente pacifisti. Il primo manifesto fu firmato da Tzara (1918). Marinetti e D’Annunzio A Fiume le strade di Marinetti e D’Annunzio si incrociarono. Si assomigliano i due personaggi perché apprezzavano entrambi i frutti della modernità e sono convinti che l’arte debba agganciare il grosso pubblico. Entrambi curano la loro immagine conoscendo il ruolo dell’immagine nella società di massa. Marinetti si è occupato di D’Annunzio dagli esordi letterari tra ammirazione e ironia. Poi con la nascita del futurismo lo rinnega (capo storico del futurismo Marinetti). Giudizio: Marinetti ha sempre fatto la figura del secondo arrivato vicino a D’Annunzio. E poi a Fiume D’Annunzio ha realizzato quello che Marinetti si è limitato a teorizzare: gli artisti al potere. D’Annunzio ha con il popolo una relazione confidenziale e ciò si vede nei suoi discorsi. Fiume diventa una sorte di laboratorio politico dove vengono sperimentate le tecniche di comunicazione che in più ampio contest verranno utilizzate dal fascismo. Ma a Fiume le manifestazioni avvengono in un clima informale aperto a reazioni spontanee (non come nel fascismo). Marinetti avanza alcuni dubbi sulle capacità politiche di D’Annunzio (è un maniaco del bel gesto). Marinetti si allontana da Fiume e si congiunge con i fascisti. Mussolini difende Fiume. I risultati elettorali dei fascisti non sono buoni e in seguito ci sono degli incidenti tra socialisti e fascisti che porteranno anche a separare futuristi e fascisti. Il futurismo rientra nel recinto estetico e lascia la politica. Assimilitudini tra Fiume e futurismo: - la musica è un collante con le masse e rappresenta lo svago - elevare la massa del lavoro bruto verso una libertà e la realizzazione dell’individuo nel lavoro - nella costituzione (redatta da De Ambris e D’Annunzio) è riconosciuta la sovranità di tutti i cittadini (ciò non dipende dal sesso, dalla religione, dalla proprietà, dai rapporti di lavoro). Marinetti in più ha forti idee anticlericali - lo stato deve intervenire per salvaguardare la giusta distribuzione della proprietà - gli operai devono poter partecipare alla gestione e agli utili delle imprese (alzare il reddito minimo degli operai) - scuola laica per Marinetti e per D’Annunzio scuola dove vengono insegnate tutte le religioni e le lingue presenti nel Paese - elezioni da parte di tutti (uomini e donne) con la regola della rappresentanza proporzionale - richiesta di divorzio (già realtà a Fiume) - libertà di stampa - per il federalismo (più potenza ai comuni) - le donne soldato - l’esercito deve cambiare, non più i grandi che comandano - D’Annunzio vede il soldato come una sintesi d’ardore fisico e mentale che combatte per la causa ed è d’accordo con essa. Marinetti vede il soldato in un esercito volontario. I due personaggi sono però lontani sul piano poetico e dell’estetica. Futuristi Dopo la marcia di Ronchi, a Fiume c’è un vero e proprio turismo rivoluzionario e ci sono anche i futuristi. Carli si trattiene a Fiume dall’ottobre 1919 fino a giugno 1920, dopo di che viene invitato ad andarse a causa del suo estremismo. Succede anche a Kochnitzky. Durante la permanenza a Fiume Carli dirige il giornale “Testa di ferro” – il nome deriva dal capo rasato dei soldati. Carli dice a D’Annunzio che solo grazie al suo essere poeta può esercitare un morbidissimo e accattivante “dominio di velluto”. Carli da un lato è contro i socialisti perché sono contro all’idea della patria ma per i rivoluzionari in Russia perché hanno combattuto per l’integrità culturale e spirituale della loro gente. E quindi vorrebbe gettare un ponte tra Fiume e Mosca. Marinetti però scrive a Carli che nel giornale scarseggia il futurismo ma Carli a Fiume non può osare di più, deve essere prudente. Prima della partenza da Fiume di Carli D’Annunzio controlla per un periodo gli articoli per bloccare il suo estremismo. Marinetti cerca di fare un modo che il giornale si muova senza fare errori (lui si trova in Italia). I futuristi si devono difender da nuovi movimenti come il Dada. Il giornale è una tribuna molta libera, aperta alle discussioni e non uniformata da una visione unica. Carli in rottura con i fascisti lascia Fiume per andare a Milano. Perché c’è la rottura? I fascisti, Mussolini, si sono dichiarati a favore del trattato di Rapallo. I futuristi falliscono la missione di guidare una rivoluzione politica. Mussolini vede la rivoluzione come restaurazione dello stato da parte dei borghesi. È da lì che Carli s’interessa a rapporti con la sinistra anarchica. Carli e Marinetti non sono d’accordo sul fatto che il proletariato si debba ribellare ma pensano che il proletariato non sappia regnare meglio dei borghesi. Ciò che separa gli anarchici e quelli di sinistra dai fiumani e futuristi è il grande attaccamento alla patria. De Ambris concepisce un programma ispirato dalla Carta di Carnaro per stabilire una disciplina nazionale al di sopra dei contrasti tra classe e partito. Nella notte di sangue Mussolini non si impegnerà per Fiume. Secondo Carli i fascisti combattono solo contro i socialisti e basta. Carli scrive un romanzo che chiama “Trillirì” che racconta l’esperienza a Fiume. La tesi della democrazia futurista è il superamento della lotta di classe, l’accordo tra capitale e lavoro mediante la partecipazione degli operai alla gestione e agli utili dell’impresa. Un aspetto importante nella politica fiumana: le lotte fra destra e sinistra e fra estremisti e moderati. Carli vede il fallimento dell’impresa nella causa che molti non hanno mai compreso il vero significato dell’impresa “in intelligenza degli uomini”, nelle lotte e nelle incomprensioni. Altri fattori negativi sono lo spionaggio, la corruzione, il dissidio tra vecchi e giovani e tra militarismo tradizionale e arditismo. La fantasia al potere aveva momenti esaltanti come l’allegria nei cortili e nelle marcie. È una generazione in rivolta. Economia pirata L’economia di Fiume non deriva da tasse e imposte benché da furti, rapine a mano armata, offerte generose da simpatizzanti anonimi e illustri (es. Mussolini). I Uscocchi che si ispirarono ai pirati, erano ufficiali legionari disposti a tutto, a rapine sul mare e a terra (nelle ferrovie). Esisteva l’idea del dono (dono viene fatto senza una garanzia di riceverlo di ritorno). I Uscocchi vengono visti come dei “Robin Hood” perché prendono per dare da mangiare agli affamati. La disoccupazione a Fiume dilaga, spesso mancano alimentari. D’Annunzio riceve aiuto di cibo e soccorso dal governo (es. croce rossa). Ma a causa dei molti furti il governo dispone l’interruzione di alcune spedizioni di viveri e il blocco del territorio fiumano. Keller va in cerca di aiuti (es. alimentari) con l’aereo. Giolitti pur avendo inizialmente compreso le ragioni della rivolta, analizza con preoccupazione il clima illegale che cresce a Fiume. Vengono rubati per esempio dei cavalli e quando i legionari devono riportarli, riportano quelli magri che erano prima a Fiume. La vita-festa L’ambizioso obbiettivo di cambiare la vita non ha potuto realizzarsi, secondo Carli, per colpa dei più moderati e scettici. Carli però parla da deluso, dato che a causa del suo estremismo ha dovuto lasciare la città. Però a Fiume nasce una controsocietà con una contromorale. La festa è importante come sospensione dal lavoro. Viene praticato il ribellismo e la trasgressione. A Fiume ci sono nazionalisti e internazionalisti, monarchici e repubblicani, conservatori e sindacalisti, clericali e anarchici, imperialisti e comunisti. Fanno scandalizzare l’uso della drogo (specialmente la cocaina), la libertà sessuale e l’omosessualità a Fiume. A tutte le ore a Fiume in piazze e per le vie, in bar e in pasticcerie si parla e si discute di politica e ognuno a la sua opinione al riguardo. I discordi del Vate (D’Annunzio) sono tanti e terminano con “Alalà” che viene pronunciato in tutte le circostanze. Dilaga la passione per la danza. Diventa un obbiettivo sequestrare i moderati (ufficiali più anziani o di grado superiore) che frenano l’impeto dei legionari più giovani e rivoluzionari. Keller organizza una guardia a disposizione del Comandante da un gruppo di giovani rivoluzionari che non appartengono ad un gruppo regolare e che non accettano la “vecchia” disciplina. Il Comandante accetta la guardia e ciò fa scandalo presso i moderati. La guardia va a torso nudo cantando per la città e non hanno l’obbligo di rimanere chiusi in caserma. Più tardi il gruppo diventa più moderato. Nel corso del 1920 il comportamento dei legionari diventa sempre più insolente e i rapporti con la popolazione fiumana peggiorano a causa di ciò. Il motto era “Me ne frego” (motto dei legionari). Il teatro è un’attrazione per i legionari che a volte si annoiano dato che non c’è da combattere. Keller è un abituale della cocaina. La cocaina è molto diffusa tra i giovani ufficiali. Il piacere A Fiume si va contro la morale sessuale: godimento senza limiti, divertimento, libero fluire dei desideri, no al moralismo. Il futurismo appoggia la nuova idea del sesso. L’amore deve esser libero senza gelosia, il superamento della famiglia, il divorzio, l’amore tramite più rapporti rapidi con più uomini/donne. No ai miti della fedeltà, alla verginità femminile, alla gelosia, al possesso della donna e ai sentimenti romantici. Marinetti definisce l’omosessualità come gusto rispettabilissimo. Le rivolte degli anni sessanta e settanta chiameranno questo fenomeno “coppia aperta”. Le donne fiumane ottengono il diritto di voto. La concessione ai preti di sposarsi provoca preoccupazione nel mondo clericale: c’è la richiesta di alcuni cappuccini di abolire il celibato. I bordelli sono pieni di prostitute. I legionari vanno con le ragazze fiumane ma anche con le prostitute. La conseguenza è la dilagazione di malattie veneree. Anche se Fiume è accerchiata, i legionari si dedicano alle feste, al vino/alla droga e alle donne. Persino D’Annunzio cerca di frenare un po’ i legionari in un dei suoi tanti discorsi. Keller pratica l’amore di gruppo e la bisessualità, come altri. Comisso scrive il libro “Il porto dell’amore” dove sembra che l’amore è descritto come energia universale che muove il mondo e sembra che l’amore abbia trovato cittadinanza a Fiume. Keller pratica il nudismo, predilige l’alimentazione vegetariana e ricerca un rapporto simbolico con la natura. Ciascuno a Fiume può inventarsi un abito, una propria divisa, una pettinatura e a Fiume la popolazione si veste in modo bizzarro, colorato come ad una mascherata. Le pettinature sono diverse, per esempio capelli rasati e barba lunga (mito di D’Annunzio) o capelli lunghi. Persino le fanciulle che per apparire emancipate vestono da soldato. Keller s’inventa ricette e rifiuta la pesantezza e condisce per esempio l’insalata con il miele. Il mito dell’uomo magro viene dato dai futuristi e dal gruppo Yoga che vedono l’uomo magro e snello come ribelle e l’uomo pesante come lento e conservatore. 6 |
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