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Medio Oriente, la nascita di Israele e la questione palestinese
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Scritto da Mario Fabiani   
l Medio Oriente, la nascita di Israele e la questione palestinese


In Medio Oriente già dagli inizi del secolo si era sviluppato un movimento nazionalista arabo, che lottò prima contro l'impero ottomano, poi contro le potenze coloniali. Il movimento aveva due componenti, una tradizionalista, che spingeva per l'applicazione della legge islamica a tutti gli aspetti della società, la seconda laica e nazionalista, portata avanti soprattutto dalle borghesie locali e dai militari. Quest'ultima tendenza si rivelò momentaneamente vincente.

Dopo la seconda guerra mondiale, le potenze ex-coloniali dovettero riconoscere l'indipendenza della transgiordania, della Siria e del Libano. Nel 1945 questi paesi, insieme all'Iraq, all'Egitto, all'Arabia Saudita e allo Yemenformarono la Lega degli Stati Arabi, con scopi di cooperazione economica e politica.

Rimase il problema della Palestina, che la GB avrebbe dovuto rendere indipendente nel 1939, ma era contesa tra arabi ed ebrei, L'immigrazione ebrea in Palestina aveva ripreso vigore negli anni della guerra, a causa delle persecuzioni naziste. Il movimento sionista riprese a fare pressioni per la creazione di uno stato, trovando l'appoggio dell'opinione pubblica occidentale e degli USA.

Gli inglesi però non volevano inimicarsi gli alleati arabi, e si opposero. I sionisti passarono quindi alla lotta armata e al terrorismo contro gli arabi e gli inglesi. Questi ultimi, resisi conto che la situazione era oramai incontrollabile, decisero di ritirarsi nel maggio 48 e lasciarono la questione nelle mani dell'ONU. L'ONU decretò la creazione di due stati, uno israeliano e l'altro palestinese, ma la soluzione non venne approvata dagli arabi.

Una volta ritirati gli inglesi, gli israeliani decretarono la nascita dello Stato d'Israele, che venne immediatamente attaccato da tutti gli stati della Lega Araba. La guerra si risolse in una vittoria israeliana, che riuscì anche ad ampliare i confini del territorio statale rispetto a quelli previsti dall'ONU.

Apparse subito evidente che lo stato d'Israele, grazie agli aiuti occidentali ma anche alla capacità dei propri dirigenti (Ben Gurion), era in grado di costruire una struttura statale moderna, efficiente e avanzata, caratterizzata da un misto di capitalismo industriale e agricoltura collettivizzata (kibbutz).

Dopo la prima guerra arabo-israeliana aveva portato anche all'occupazione da parte della Giordania dei territori che avrebbero dovuto far parte dello stato palestinese. I profughi arabi abbandonarono i territori occupati da Israele verso gli stati vicini, e ciò diede inizio alla questione palestinese.

Dopo la crisi di Suez del 1956, i rapporti tra Israele e gli stati arabi erano sempre molto tesi, anche perchè anche in medio oriente si fronteggiavano i due blocchi: gli USA appoggiavano Israele, mentre l'URSS proteggeva l'Egitto.

Nel 1967 Nasser intraprese alcune azioni ostili verso Israele, e quest'ultimo reagì scatenando un attacco preventivo contro gli stati arabi (Egitto, Giordania e Siria). La guerra dei sei giorni si risolse in un trionfo israeliano, con la conquista di tutto il Sinai e di vasti territori ai danni della Giordania e della Siria.

I risultati della guerra portarono alla crisi della politica oltranzista nasseriana, e il movimento palestinese si distacco dalla protezione dei governi arabi.  Venne fondata l'OLP di Yasser Arafat nel 1969, che pose le sue basi in Giordania. Il re Hussein però , temendo le rappresaglie israeliane, mosse guerra ai palestinesi e li cacciò in Libano. Da allora in poi l'OLP rivolse la sua strategia alle azioni terroristiche, di cui la più clamorosa fu l'attentato alle olimpiadi di Monaco del 72.

 
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