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4° Capitolo - LA COMUNICAZIONE MEDIATA DAL COMPUTER
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Scritto da emanuela   
4° CAPITOLO -LA COMUNICAZIONE MEDIATA DAL COMPUTER

 

1 -COSA C'E' DI NUOVO NEI NUOVI MEDIA

Negli ultimi anni del 900 accanto ai media tradizionali quali radio, televisione e stampa, si sono aggiunti nuovi strumenti di comunicazione che vengono definiti nuovi media. Si pongono due quesiti, innanzitutto che cosa s'intende con questo termine e poi la loro estensione e cioè quali tra i media che conosciamo si possono definire nuovi media. Nella realtà alcune caratteristiche attribuite ai nuovi media esistono già da tempo per es. la facilità di contatto con tutto il pianeta, caratteristica attribuita alla posta elettronica, era possibile già anche con il telefono.

Le principali caratteristiche dei nuovi media sono:

La digitalizzazione: (digitale e sinonimo di numerico), digitalizzare un'informazione vuol dire rappresentarla attraverso una sequenza di cifre(in informatica si parla di cifre binarie ovvero bit). Dopo essere stata digitalizzata l'informazione può essere elaborata in molti modi basta pensare alla rapidità con cui si può aggiungere o eliminare una frase da un testo scritto su computer rispetto ad un testo dattiloscritto.L'informazione digitale è facilmente trasportabile ( si pensi ai CD-Rom.

La multimedialità:  e cioè l'articolazione del contenuto attraverso diversi canali: suoni, grafici, immagini, testi scritti. Multimediali sono anche la televisione e il cinema, il multimedia di oggi si distingue per una integrazione più spinta tra i diversi codici, l'autore di un testo multimediale è libero di utilizzare qualsiasi modalità espressiva senza i limiti dei media tradizionali x es. in una rivista industriale non è possibile inserire brani musicali).

L'interattività: il concetto sociologico d'interazione definito da Gallino (1993) dice: relazione tra due o più soggetti individuali o collettivi nel corso della quale ciascun soggetto modifica reiteratamente ( in maniera ripetuta) il suo comportamento in vista del comportamento dell'altro. Si tratta questo di un concetto ambiguo se riferito ai media, da questo punto di vista si definisce interattività : la misura della potenziale capacità di un medium di lasciare che l'utente eserciti un'influenza sul contento o la forma della comunicazione mediata.

Si possono distinguere 3 livelli d'interattività:

1-Al primo livello quando l'utente si limita ad esercitare la possibilità di scegliere che informazioni ricevere(es il televideo)

2- Al secondo livello il medium prevede un canale di ritorno per ricevere informazioni da parte dell'utente. E' il caso di WWW

3- Ad un livello più alto è lo stesso utente che produce informazioni che vengono fatte circolare, e il caso delle e-mail.

Un caso  a parte è quando la comunicazione viene elaborata da un macchina(in questo caso semplicemente si fornisce un imput a un algoritmo privo di consapevolezza

L'ipertestulità : Per ipertesto si intende un insieme d'informazioni collegate tra loro in modo non lineare attraverso rimandi logici. L'inventore dell'ipertesto è Ted Nelson che lo definisce nel 1965 come un testo che non può essere stampato su di una pagina convenzionale. Il www è il miglior esempio di ipertesto.

Il concetto di ciberspazio : (rete in quanto luogo) Grazie all'uso delle reti telematiche è possibile conoscere persone nuove. L'uso del termine ciberspazio sottolinea l'evoluzione delle reti in senso sociale cioè non sono solo destinate a funzioni di calcolo ma anche come strumenti di comunicazione.

I nuovi media non sostituiscono quelli tradizionali, ma semplicemente li affiancano.

 

 

 

 

 

 

2 -LA STORIA DI INTERNET

 

La storia di Internet ha radici nel secondo dopoguerra gli Stati Uniti investirono su progetti di ricerca vari, la prima rete telematica fu conosciuta come Arpanet. Una delle principali caratteristiche di Arpanet è la ridondanza: grazie ad una nuova tecnologia dei dati chiamata commutazione pacchetto, due punti qualsiasi della rete potevano comunicare tra di loro attraverso percorsi diversi. Un'altra caratteristica è l'architettura policefala senza cioè un unico nodo centrale incaricato di smistare i dato tra gli altri nodi, e infine la capacità di collegare standard informatici diversi.

Nella prima metà degli anni 60 si ha il termine di Internet definito come l'insieme complesso di computer e reti, diffusi su scala mondiale, collegate tra loro attraverso canali trasmessivi diversi e unite da un gruppo di protocolli chiamato Tcp/Ip. Nel 1971 si sviluppa il primo sistema di posta elettronica facendo così il primo passo per collegare tra loro non solo macchine ma anche le persona. Dopo Arpanet nel 1986 si sviluppa Nsfnet che si diffonde negli ambienti universitari, ma la svolta decisiva si ha nel 1991 con Nsf che toglie ogni restrizione nell'uso commerciale della rete e prendono l'avvio progetti per rendere più trasparenti le comunicazioni tra network diversi. E' infatti garzie all'uniformarsi degli standard di comunicazione che rende decisivo l'affermarsi di Internet che come dice la Legge di Metcalfe cresce esponenzialmente con il quadrato dei suoi nodi, infatti una rete di comunicazione tanto più è utile quanto più alto è il numero dei nodi che riesce a collegare. Sempre nel 1991 nasce a Ginevra il World wide web (ragnatela grande quanto il mondo), il web è stato creato per condividere dati e risultati tra gli scienziati ma la sua semplicità d'uso ne ha fatto uno strumento utilizzabile da chiunque. Nel 1999 la società Fiscali offre la connessione gratuita e così l'uso di Internet entra nelle famiglie, un'altra tappa importante è l'Adsl e la connessione in fibra ottica. Si tratta di modalità di connessione a larga banda che permettono di collegare un computer in ogni momento ad un costo fisso.

In conclusione nella storia di Internet possiamo distinguere 3 successivi passaggi: da rete ristretta a pochi centri di consulenza del dipartimento americano a una struttura pubblica che comprende università e centri di ricerca a uno strumento di comunicazione , informazione e intrattenimento.

 

3 -TEORIE SOCIOPSICOLOGICHE DELLA COMUNICAZIONE MEDIATA DAL COMPUTER  

La comunicazione mediata dal compiuter(cmc) si colloca sia sulla comunicazione interpersonale sia su quella dei mass media, si è molto discusso sul fatto che i mass media indebolissero i rapporti interpersonali ma se si supera questa contrapposizione si può anche affermare che grazie al computer è possibile comunicare con un vecchio amico (one-to-one), si può comunicare in forma centralizzata con un sito web(one-to-many) oppure si può partecipare a forme di comunicazione collettive(many-to-many).

Prima generazione: Cmc socialmente povera

La prima ricerca sulla cmc si è sviluppata in ambito della psicologia sociale all'inizio degli anni 80, l'obbiettivo era quello di definire l'impatto della cmc in ambito organizzativo e le strategie per aumentare le reti di comunicazione all'interno delle aziende.Sono stati posti una serie di interrogativi alle quali la Rsc (Reduced social cues) risponde assumendo due caratteristiche fondamentali: 1- una scarsità di informazioni relative al contesto sociale in cui la comunicazione avviene; 2 - una scarsità di norme comunemente accettate in grado di orientare lo sviluppo della comunicazione. In base a questo approccio la comunicazione è dunque povera, a ciò si aggiungono una serie di effetti sulle direzioni di sviluppo degli scambi comunicativi. A livello organizzativo la comunicazione sembra avere due effetti : da una parte livella le differenze di status, dall'altra parte crea una condizione di de-individuazione che sottrae dai vincoli normativi ma che rende l'ambiente meno efficace in termini di capacità decisionali. Da un filone di ricerca è stata riscontrata una limitazione della larghezza di banda (cioè della quantità d'informazioni veicolate nell'unità di tempo: nella cmc ciò cheviene trasmesso si limita al contenuto del testo digitato e quindi risulta essere efficace quando si tratta di trasmettere informazioniprecise per es. ordini o direttive, ma risulta essere povera se si considerano gli aspetti sociali delle relazioni tra gli interlocutori. Quindi ciò che manca alla cmc è la capacità di trasmettere gli indicatori sociali ( dietro un pc siamo tutti uguali e anche un rimprovero ricevuto via e-mail dal proprio capo emana meno autorevolezza di quello fatto di persona. L'approccio della Reduced social cues è quello di rilavare gli effetti della cmc: per quanto riguarda quelli positivi, la mancata espressione di indici di disparità sociale permette di livellare le relazioni di status e quindi la presenza di soggetti che normalmente in una comunicazione faccia a faccia sarebbero emarginati; dall'altra parte il processo di deindividuazione e l'anonimato degli interlocutori fanno della cmc un ambiente incline al litigio e a comportamenti anti-socilai.

Seconda generazione: Cmc socialmente ricca

L'approccio della Rsc presenta un modello articolato e complesso ricco di contraddizioni ( per es. da una parte dice che la cmc è poco adatta a veicolare contenuti sociali, dall'altra dice che l'utilizzo della posta avviene per comunicazioni non inerenti al lavoro). Il ragionamento della rsc rivela una prospettiva deterministica in base alla quale la cmc introduce un progressivo impoverimento della dimensione sociale rispetto alla comunicazione faccia a faccia. E' stato per questo motivo criticato e sono stati proposti modelli alternativi che hanno messo in luce degli aspetti poco considerati dalla della cmc: 1)-Innanzitutto sono stati criticati gli esperimenti di laboratorio per valutare il livello di socialità in una comunicazione via computer, ai soggetti veniva dato un certo numero di minuti per raggiungere l'obbiettivo. Le dinamiche di iterazione via computer venivano poi comparati con quelle tradizionali faccia a faccia senza prendere in considerazione il fatto che la cmc è cmq più lenta. 2)- coloro che partecipano agli esperimenti sono persone che hanno motivazioni limitate ( tra sconosciuti che sanno di avere a che fare gli uni con gli altri solo per quell'occasione è normale che la motivazione sia più bassa).

Questi nuovi modelli psicologici della comunicazione in rete hanno messo in evidenza l'importanza del contesto sociale in cui la comunicazione si svolge. All'inizio la cmc avveniva nei luoghi di lavoro e quindi risultava essere più fredda e impersonale, ma a partire dagli anni '90 la tecnologia telematica si è diffusa anche nelle case private e internet diventa alla portata di tutti. Così l'interesse degli studi si sposta dagli effetti  e dall'efficacia della cmc comparati a quelle di altri mezzi ci comunicazione, agli ambienti sociali costruiti e rappresentati solo all'interno della rete (comunità virtuali).

Terza generazione: Cmc come dimensione quotidiana

Gli anni 8° si possono considerare come prima generazione e cioè il periodo in cui la cmc viene studiata dai psicologi per rilevare i suoi effetti selle persone; gli anni 90 sono la seconda generazione e cioè gli anni in cui gli antropologi e gli etnografi tantano di capire la cultura sviluppata tra i gruppi ondine; il nuovo secolo è la terza generazione in cui i sociologi si occupa di valutare i cambiamenti sulla società che accompagnano l'introduzione della cmc nella vita quotidiana di ogni cittadino nel mondo occidentale. Alcuni punti generali marcano il passaggio verso la terza generazione :

1-      il superamento della teoria matematica della comunicazione intesa come trasferimento d'informazione

2-      la critica ad una concezione ingenua delle informazioni: queste non sono beni che esistono in natura ma prodotti sociali

3-      una concezione non riduzionistica della dimensione sociale: i sistemi simbolici, i sistemi normativi, i codici interpretativi non si manifestano solo quando le persone sono fisicamente vicine ma ci accompagnano in ogni momento della nostra esistenza

4-      una visione della realtà come costruzione sociale e non come risultato di fattori esterni tecnologici o economici 

 

 

 

4. LA COSTRUZIONE DELL'IDENTITA' ONLINE

L'intenzionalità è una componente fondamentale dei processi comunicativi, una della principali differenze tra cmq e comunicazione faccia a faccia è data dal fatto che la cmc è più facile da tenere sotto controllo x es. gli smileys (faccine), nella cmc non è possibile comunicare le espressioni del volto e uno smiley   può costituire un surrogato di un sorriso. La differenza tra un sorriso reale e uno smiley e che il primo non sempre è voluto.

Su internet non esistono discriminazioni ognuno può presentarsi per quello che è oppure spacciarsi per un'altra persona, la costruzione di una identità nella cmc avviene innanzitutto con la scelta di un nome. La modernità ha oscurato l'importanza del nome riducendolo ad un semplice codice attraverso il quale è possibile identificare una persona, ma nel ciberspazio il nome ha una grande importanza sociale. Oltre al nome anagrafico vi sono un'infinità di pseudomini, questo può essere scelto in base a referenti culturali per es. gruppi musicali, personaggi del fumetto che non hanno niente a che fare con il mondo telematico; oppure può essere scelto per rivelare qualcosa della propria personalità.

Al momento del suo primo ingresso in rete l'utente non è nessuno, il nome costituisce il primo mattone della sua identità ondine perciò gli pseudomini tendono ad avere una certa stabilità, cambiarli significa ricominciare tutto da capo.

Oltre al  nome l'identità ondine viene affermata con altri espedienti comunicativi quale la firma, che oltre al semplice nome può contenere altre informazioni per es. dei richiami alla propria attività professionale.

La presentazione ondine di sé avviene attraverso la costruzione di un sito web personale cioè di una ribalta, di solito i contenuti di un sito riguardano i propri dati anagrafici, il curriculum, gli interessi professionali, del tempo libero il tutto coadiuvato da foto, immagini blog (che assumono la forma di diari aperti).

L'analisi di questi strumenti per la costruzione di un'identità ondine viene citata a sostegno di una visione di sé frammentata e molteplice, un individuo può costruire diverse entità ognuna delle quali sarà usata per altrettante persone in contesti e ambienti virtuali differenti, l'identità è stata definita postmoderna nel momento in cui si scompone in diversi riquadri. Alcuni studi hanno dimostrato che il confine tra comunicazione online e comunicazione offline si fa sempre più permeabile mano a mano che internet entra nella vita quotidiana di ognuno di noi. E' stato proposto di considerare la vita in rete come uno spazio di sperimentazione: si parla del concetto psicanalitico di moratorium che nella sua versione originale indica quelle situazioni circoscritte in un periodo di tempo limitato in cui le persone possono permettersi di sperimentare cose nuove senza dover subire conseguenze troppo pesanti, le reti dunque sono viste come un nuovo moratorium ( chi sperimenta una nuova identità in retepuò interrompere il collegamento quando la situazione diventa troppo pesante o difficile da controllare, nella vita reale invece è più difficile uscire da determinate situazioni. Concepire la rete come moratorium e cioè come spazio di sperimentazione significa mettere in comunicazione la dimensione ondine con quella offline infatti in questo senso "ondine" significa mettere alla prova per poi applicare "offline".

 

5. LE COMUNITA' VIRTUALI

Le comunità ondine sono costituite da mambri geograficamente diversi tra loro, caratterizzate non da una comune collocazione fisica ma da comuni interessi. Sul termine  comunità virtuali  si è verificato un doppio equivoco:

1)      la nozione di comunità viene usata in senso più esteso del suo significato sociologico( è il caso di quando si celebra la nascita di una comunità virtuale ogni qual volte delle persone comunicano tra di loro su internet), in realtà il termine di comunità ha un significato preciso, ciò che rende diversa una comunità da un gruppo sociale è la dimensione soggettiva del senso di appartenenza, ci sono degli elementi caratteristici che sono associati alle comunità in rete: persone stabili, relazioni interpersonali condotte attraverso diversi livelli(conferenze pubbliche, e-mail private, contatti telefonici), condivisione di un linguaggio.

2)      Il secondo equivoco quando si parla di comunità è relativo all'aggettivo "virtuale", questo termine secondo una visione superficiale richiama alla mente un livello di esperienza con minore dignità rispetto al reale, eppure alcuni studi hanno dimostrato che il termine virtuale è sempre esistito nella tradizione filosofica occidentale (il virtuale non corrisponte al reale ma all'attuale)

Lo scetticismo che accompagna questo aggettivo ha sempre fatto diffidare delle comunità virtuali, però le esperienze delle comunità online hanno dimostrato che le comunicazioni  in rete sono reali  a tutti gli effetti, le persone si arrabbiano, si innamorano , imparano. Come dice Anderson tutte le comunità ondine o offline sono virtuali nel senso che sono costruite o immaginate.

Cmq delle differenze esistono: 1- la permeabilità, entare o uscire da una comunità ondine richiede forti investimenti emotivi anche se materialmente basta un clic, per quanto difficile è comunque possibile. Invece le comunità tradizionali ( di quartiere o di villaggio) si impongono sulle scelte del singolo individuo.

Una caratteristica delle comunità ondine è che il discorso costruttivo comporta un certo ethos, si crede e si afferma ciò che è compatibile con i valori condivisi, si finisce per aggirare le difficoltà di comprendere il diverso, si parla in questo caso di rischi di ciber-balcanizzazione

L'integrazione delle reti nella vita quotidiana ha accentuato il contatto tra vita ondine e vita offline, si è osservato che le conoscenze nate ondine vengono coltivate attraverso altri mezzi di comunicazione più tradizionali come il telefono, i membri delle comunità virtuali hanno maggiori amici e viaggiano di più. Più che di comunità i sociologi oggi parlano di reticoli (network) costruiti attorno a scelte individuali. Questi network sociali si differenziano da quelli informaticie rappresentano l'emergere di un nuovo tipo di organizzazione sociale e infatti la società in cui viviamo viene chiamata spesso network society.

 

6. RETI, POLITICA E SFERA PUBBLICA          

Affermandosi nella vita quotidiana le reti telematiche hanno assunto un ruolo importante anche nella vita sociale e politica, cresce la quantità d'informazioni e la possibilità di creare aggregazioni collettive. Si è detto che internet migliori la democrazia, ma la relazione tra reti e politica non è molto lineare. Il punto di partenza è che i cittadini si servono delle reti per ottenere ed elaborare informazioni riuscendo così a influenzare l'operato dei politici per es. attraverso i referendum, Ceri parla di tele-democrazia. Qui le interpretazioni sono varie, secondo alcuni  la diffusione delle reti telematiche potrebbe avere un effetto negativo sul grado di partecipazione aumentando il divario tra cittadini e politica attiva, in effetti lo scetticismo dei cittadini è incoraggiato dalla diffusione di vere e proprie bufale spacciate per verità. Ciò accresce la crisi di legittimità delle organizzazioni politiche contemporanee

Altre riflessioni pongono l'accento sulla questione dell'accesso, del controllo e della configurazione delle reti, la disposizione di nodi all'interno della rete e la collocazione degli attori nella rete sono importanti ( la conoscenza che io possiedo non vale nulla senza la possibilità di esprimerla).Rodotà analizza nel 1997 la crescente compenetrazione tra reti di comunicazione e forme della politica : tecnopololitica. Rodotà dice che con le reti si afferma un universo sempre più dominato dalla logica digitale. La politica è investita di queste novità  e ciò comporta delle conseguenze: si perdono alcuni riferimenti centrali, si eclissano alcune istituzioni tradizionali, muta la logica degli attori. Gli strumenti provenienti dal mondo del commercio, della pubblicità, della produzione vengono inseriti nella dialettica politica facendone un prodotto come tutti gli altri.

La sfera publica è il luogo proprio delle società occidentali dove i cittadini dibattono in modo razionali, liberale e critico, ma le forme di questa arena non sono date una volta per sempre poiché il profilo della sfera pubblica muta con il mutare delle condizioni storiche e sociali. Questo mutamento è dovuto al fatto che oggi sfera pubblica e sfera delle reti digitali tendono a coincidere, le reti civiche costituiscono insieme alle community network, la distinzione tra i due termini e che mentre i community network  hanno come finalità di aumentare la partecipazione collettiva, le reti civiche hanno come obbiettivo di fornire i servizi.

La governance di Internet

Internet ha una sua politica interna;: governance. L'istituzione principale è l'Internet society (Isoc) il cui scopo è quello di coordinare lo sviluppo dell'architettura della rete. Un'altra importante struttura è l'Icann il cui compito è di gestire i nomi di dominio e degli indirizzi IP. Sono organizzazioni no profit e che lavorano per consentire uno sviluppo armonico di internet.

 

7. I NUOVI MOVIMENTI DELLA SOCIETA' IN RETE

Attraverso le reti telematiche le autorità governative raccolgono informazioni e hanno possibilità di controllo dei cittadini ( attraverso i telefoni cellulari la nostra posizione geografica è sempre trasmessa, la fidelity card del supermercato permette di conoscere i tempi e i modi del nostro consumo), l'antidodo a ciò è costituito da una maggiore attenzione nei confronti della privacy con adeguati strumenti che tutelano lo spazio intimo. Uno di questi strumenti è la cittografia una disciplina matematica con cui  un soggetto può cifrar e cioè rendere incomprensibile per occhi non autorizzati, le proprie comunicazioni. Le tecniche crittografiche sono utilizzate sia dalle organizzazioni sia dagli individui in quadro piuttosto complesso: da una parte gli stati lamentano il rischio che le tecniche crittografiche possano essere utilizzate da organizzazioni criminali  e quindi rivendicano il diritto di bloccare lo sviluppo tecnologico; dall'altra parte i cittadini, gli scienziati e le aziende rivendicano il diritto di alimentare l'innovazione nel campo della cittografie per tutelare la loro privacy. Questo conflitto della cittografia ha permesso la riconfigurazione delle alleanze.

Le reti telematiche costituiscono per i movimenti sociali  l'ambiente naturaleall'interno del quale vengono affermate non solo idee conflittuali ma si hanno anche relazioni pratiche con altri soggetti e si può tentare la costruzione di forme sociali diverse. Manuel Castells individua tre ragioni principali per spiegare il legame tra le reti e i movimenti:

1)      La similarità di forma e di organizzazione : i movimenti emergenti si trovano nella necessità di colmare il vuoto lasciato dalle grandi organizzazioni burocratiche e ciò attraverso modelli di comunicazione macchinosi, oggi invecele nuove aggregazioni rispondono rivolgendosi alle logiche di rete ce permettono una comunicazione e un coordinamento istantaneo.

2)      Possibilità attraverso le reti do costruire network collaborativi proporzionati alla dimensione dei  problemi: questa caratteristica riguarda la dimensione spaziale. I movimenti tendono ad essere maggiormente efficaci quando mantengono un legame con il territorio che le ha espesse, da questa continuità ottegono solidarietà e risorse.

3)      Possibilità in rete di proporre in autonomia nuovi modelli di iterazione, valori, visioni della società. Questa caratteristica è il nodo delle logiche e tecniche di costruzione della nuova sfera pubblica, del conflitto sulle tecnologie e dei conflitti sulle diverse visioni della società. Per es. la scelta di etichettare come criminali le pratiche di condivisione dei file op. i tentativi di tenere traccia dei flussi di informazione scambiati tra i cittadini, configgono con la libertà di libertà e condivisione delle reti e corrispondono invece ad una specifica visione imposta da alcuni attori. Il problema  è di quele ordine simbolico affermare. L'idea che sta dietro questa visione della realtà  è che sia necessario appropriarsi dei media come mezzo di produzione e non come semplice mezzo espressivo.

 

8. DAL SOFTWARE LIBERO ALLA LIBERA CONOSCENZA

Il software free è appunto un software libero nell'uso, riuso e miglioramento. Esso è legato al problema della libera conoscenza, in effetti il software non è altro che un modo particolare di codificare le informazioni. Negli anni 60 e 70 si diffonde lo sviluppo del software, gli epicentri di questo fenomeno sono costituiti da alcuni campus della California e dall'università di Boston: innanzitutto perché i campus ospitavano in quegli anni i migliori studenti dell'informatica; in secondo luogo le istituzioni universitarie iniziano una collaborazione con soggetti economici esterni; per ultimo ma non meno importante, nei campus americani emergeva una nuova cultura impregnata di spirito libertario e di fiducia nelle capacità creative degli individui, definita cultura acker. E in questo contesto che iniziano a lavorare programmatori importanti come Stallman, Wozniak e Felsenstein, emerge una nuova comunità i cui membri si dedicano alla ricerca di soluzioni di software più belli attraverso la condivisione delle soluzioni individuali. Il primo risultato di questa attività di sviluppo è GNU un software libero e compatibile con Linux, il suo promotore è Stallman. Subito dopo compare sulla scena informatica Linus Torvalds, uno studente finlandese che nel 1990 presenta alla comunità hacker una versione completa di kernel a codice aperto: Linux. Grazie a Internet dove le versioni di Linux vengono condivise, il nuovo kernel continua ad evolvere. Il software libero consente di guardarci dentro e consente all'utente di diventare autore. Eric Raymond illustra questa caratteristica del processo di creazione del software libero ricorrendo all'immagine del bazar opposta a quella della cattedrale. Quest'ultima è propria dei programmi di tipo proprietario, c'è un pianificatore centrale chepropone un progetto e gli esecutori si limitano a eseguire gli ordini senza avere coscienza del piano complessivo. Invece nel caso del software libero il processo di realizzazione è simile a quello di un bazar, un soggetto propone una soluzione provvisoria per la costruzione delle bancarelle  invitando gli altri costruttori utenti a proporre delle soluzioni alternative  e quindi il bazar non è dato una volta per sempre ma è il risultato di un  processo di cooperazione costante. Sempre come sostiene  Raymond le fasi di individuazione degli errori e di creazione di nuovi versioni di software sono molto costose ma nel caso di software libero a testare, correggere e migliorare i codici sono le stesse persone che ne hanno fatto uso in passato. Questa dinamica di creazione basata sul dono è legata ad un modello di relazioni ben preciso messo in evidenza da Mauss facendo riferimento alle società tribali, i modelli fondati sul dono non sono semplice espressione di generosità, si tratta di uno scambio che vincola i partecipanti attraversotre obbligazioni reciproche: dare, ricevere, restituire.

Il modello di software libero è in forte espansione, un'altra novità è costituita dalla tutela dei prodotti affidata ad uno strumento chiamato Gpl (General public license) detto anche cpyleft. I programmi sotto copyleft possono essere copiati modificati e distribuiti liberamente.

Anche a livello pubblico le amministrazione e le agenzie di molti paesi si stanno indirizzando verso il software libero per una serie di ragioni: prima fra tutte e l'adattabilità, l'aggiornamento di software liberi ha dei costi più contenuti; in secondo luogo le piattaforme basate su Gnu/Linux consentono agli utenti maggiore indipendenza circa le scelte di formato e di programma; infine esiste una preoccupazione legata alla sicurezza, quando il codice sorgente non è disponibile pubblicamente non è possibile per l'utente conoscere nel dettaglio tutte le attività svolte dal calcolatore e per questo le agenzie pubbliche  preferiscono basare i propri sistemi informativi su piattaforme aperte.

 

9. NUOVI APOCALITTICI E NUOVI INTEGRATI

L a polemica tra apocalittici e integrati si ripropone anche a proposito degli effetti di Internet.

I nuovi apocalittici sostengono la tesi che Internet dissolve i legami sociali tradizionali e rafforza la manipolazione ideologica dei suoi utenti. Si tratta di una tesi che si ispira al modello di Shannon che anche in questo caso si rivela inadeguato poichè Internet è lo strumento per eccellenza di sviluppo di reticoli sociali.

I nuovi integralisti invece  vedono internet come uno strumento di livellamento delle differenze di accesso all'informazione e quindi ridurrebbe le disigualianze sociali. Anche questa tesi è debole poiché l'accesso alla rete verrà garantito non da benevoli politiche sociali ma soprattutto grazie a logiche opportunità commerciali e amministrative.

 

CONCLUSIONI.

LA SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE

L'affermazione dei mezzi di comunicazione di massa a partire dall'800 si è accompagnata ad un processo di mutamento della società, i media sono stati a un tempo portatori e prodotti di modernità intesa come superamento della società feudale a favore di una società costruita dagli uomini. In questa società i cittadini sono individui in grado d'informarsi, discutere e decidere del loro destino e hanno contribuito a costruire l'opinione pubblica. Secondo molti osservatori oggi siamo di fronte ad una nuova fase di cambiamento sociale, la società attuale è stata definitacome postmoderma, postcapitalista, postindustriale, tutti questi termini indicano una società nella quale gli elementi tipici dell'industrialismo non hanno più un ruolo centrale nei processi di riproduzione socialema vengono  soppiantati da qualco'altro sulla cui natura si hanno una serie di definizioni: reticolare, società complessa, società dell'informazione.

Il sociologo Antony Giddens usa la nozione di modernità radicale per indicare il fatto che il cambiameno a cui stiamo assistendo è su una linea di continuità e non di rottura rispetto alla società moderna. Questa società è caratterizzata da settori diversi rispetto all'industria, dal terziario, dal settore quaternario( servizi finanziari, assicurativi), dal quinario(ricerca scientifica, servizi ricreativi). Altra caratteristica è la perdita di potere degli stati-nazione a favore di organismi sopranazionali che sono espressione di un insieme di processi che portano i diversi sistemi sociali a essere interdipendenti tra loro (globalizzazione). Il tratto più caratteristico di questa società è la centralità dell'informazione ( acui viene dato il nome di informazionalismo), questa diventa un vero e proprio paradigma interpretativo della realtà a tutti i livelli, accanto all'evoluzione della microelettronica che ha permesso l'elaborazione dell'informazione digitale, importante è stata la scoperta del DNA il portatore dell'informazione genetica.

Accanto alle novità la società dell'informazione presenta anche dei problemiprimo tra tutti è il divario digitale (digital divide), quest'ultimo è relativo alle diverse opportunità di accesso all'informazione, da una parte il mondo occidentale ed il Giappone che hanno investito sulle nuove tecnologie, dall'altra parte le nazioni in cui  gli abitanti sono esclusi dall'informazione. Anche all'interno dei paesi occidentali le nuove opportunità non sono diffuse in  maniera uniforme ma privilegiamo gli individui che appartengono a classi sociali più elevate, gli uomini rispetto alle donne, i giovani rispetto agli anziani. La questione del digital divide nasconde una concezione inadeguata sulla natura dell'informazione, che fa riferimento al modello di Shannon, la questione deve essere rivista alla luce di una nuova concezione dell'informazione. L'informazione come percezione di una differenza non esiste se non attraverso il punto di vista di chi la percepisce.

 

 

 
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