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Pittori Campania 
Riassunti: "La TV nell'era digitale" Morena
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Scritto da Morena   
IL METAMERCATO DIGITALE
 
Il metamercato multimediale emergente

 
Il Metamercato multimediale emergente, in Italia e nel mondo è risultato della convergenza tra tre industrie creatisi a distanza di 50 anni l'una dall'altra: L'industria Telefonica (1890), L'industria Televisiva (1930) e l'industria dei computer (1980).

La convergenza è quel fenomeno secondo il quale settori precedentemente separati si trovano ad essere parte di un unico grande metamercato, generando quindi una fusione di quei settori prima distinti (ICT Information Communication Tecnology). 

  

Key driver sottostanti la convergenza

 

La nuova tecnologia (testi, grafica, musica attraverso un unico network) rappresenta il primo rilevante driver, che può essere analizzata secondo due distinte dimensioni: la natura del segnale trasmesso e le Nuove tecnologie di trasmissione e standard per convergenza tra network diversi. 

La Concorrenza è il secondo driver caratterizzata da fusioni, da alleanze tra operatori di diversa estrazione.  

La domanda  è il terzo driver  che porta i clienti a ricercare offerte integrate. 

 

I nuovi mercati emergenti

 

Una prima sistematizzazione del fenomeno della convergenza è riscontrabile e sintetizzabile nel modello proposto da Collins, Bane e Bradley (1997). Tali autori presentano una prima fotografia del nuovo metamecato digitale, sottolineando il passaggio da un ambiente competitivo caratterizzato da tre settori verticali (telefonia, televisione, informatica) a un nuovo settore multimediale. 

Una successiva sistematizzazione del fenomeno è stata elaborata da Wirtz (1999) con il modello circolare di convergenza. I processi di trasformazione sono rappresentati da tre anelli circolari

Anello centrale - multimedia sector: I cui processi di convergenza originano nuove catene del valore che portano alla creazione di nuovi mercati; 

Anello mediano - telecomunicazioni, media, computer, elettronica: Industrie che tendono a convergere nell'anello centrale costituendo un nuovo segmento di mercato multimediale; 

Anello periferico - trasporti, banking, educazione, government, turismo, retail, pharma: Settori sottoposti a trasformazione in seguito al processo di convergenza.

 

L'organizzazione della nuova catena di valore

 

La catena del valore del nuovo metamercato multimediale, generata dal processo di convergenza, può essere suddivisa in alcune fasi, ciascuna caratterizzate da specifici operatori:

 

La nuova catena del valore dell'industria televisiva

 

1.        I ruolo dei produttori di contenuti (case cinematografiche, editori) è quello di creare i programmi televisivi. 

2.        I canali televisivi (Rai, Mediaset, Discovery, Disney): assemblano i contenuti forniti dai produttori di contneuti e creano i palinsesti da trasmettere. 

3.        I Network multicanale: offrono dei pacchetti di canali (BSkyB ad esempio offre Sky One, Sky News e Sky Sport), che verranno trasmessi dai broadcaster satellitari, terresti o operatori via cavo.

4.        I Broadcaster satellitari trasmettono il contenuto dei canali che costituiscono il loro bouquet attraverso la tecnologia satellitare. I brodcaster possono trasmettere il segnale in chiaro o criptato, con trasmissione del segnale analogico o digitale sia direttamente agli utenti che ricevono il segnale attraverso la parabola, sia agli operatori via cavo.

5.        Gli operatori via cavo sono responsabili della gestione della rete cavo.

6.        I broadcaster terrestri trasmettono il tradizionale servizio via etere terrestre.

7.        Gli operatori satellitari gestiscono l'operatività dei satelliti e affittano lo spazio sul trasponder del satellite al broadcaster satellitare (Astra, Eutelsat).

 

Alleanze ai diversi livelli della catena del valore

    

Strategie di integrazione orizzontali

 

Le strategie di integrazione orizzontali si realizzano attraverso alleanze e fusioni, sia nel settore delle telecomunicazioni sia in quello televisivo e dei contenuti multimediali.

Le motivazioni sono: Crescita nel potere di mercato e realizzazione di economie di scala che consentono di incrementare il profitto e la competitività; alti costi delle nuove tecnologie digitali spingono le imprese a realizzare fusioni che consentono una riduzione del costo sostenuto; incertezza nella domanda per i nuovo servizi; internalizzazione; opportunità derivanti dai cambiamenti di regolamentazione.

In pratica si tratta di aggregazione tra imprese che operano nello stesso settore e nello stesso livello della filiera produttiva (imprese concorrenti) ad esempio Stream e Tele+. I vantaggi sono conseguire economie di scala e ridurre le pressioni competitive del settore.

  

Strategie di integrazione verticali

 

Aggregazione tra imprese che operano in stadi contigui nella stessa filiera produttiva. Può essere:

  • a monte (ascendente): si ha quando un'impresa acquisisce controllo di un'altra che fornisce un approvvigionamento, allo scopo di accrescere il proprio grado di controllo e il volume dei profitti;
  • a valle (discendnete): quando un'impresa acquisisce il controllo di imprese grossiste o dettaglianti, che operano a livello più prossimo al consumatore finale.  
Integrazione laterale. Aggregazione tra aziende che operano allo stesso livello della filiera produttiva in due settori diversi (distributore di telecomunicazioni acquisisce distributore cinematografico). 

Integrazione diagonale: Aggregazione tra aziende che operano a un diverso livello della filiera produttiva in due diversi settori (distributore di telecomunicazioni acquisisce produttore cinematografico). 

Filiera: processo che va dall'ideazione al consumo.

 

Evoluzione dell'offerta

 

Due prodotti possono convergere in Sostituti (interscambiabili tra loro); Complementi (apprezzati meglio se insieme).  

La convergenza può iniziare con prodotti complementari che divengono nel tempo sostituti. 

 

TELEVISIONE DIGITALE - DIMENSIONE TECNOLOGICA

 

Oggi esistono diversi mezzi per irradiare un segnale televisivo. Le trasmissioni possono avvenire via etere, cavo, o satellite, ed essere digitali o analogiche. Come digitale terrestre s'intende la trasmissione di segnali digitali via etere, generalmente usati per trasmettere audio e video.

Già dagli anni '70 negli Stati Uniti ed in Inghilterra dal 1998 iniziarono le prime prove con le trasmissioni televisive digitali terrestri con alterne fortune. Oggi il digitale terrestre è stato avviato anche in Italia.

Per l'Italia il momento previsto per il passaggio (il cosiddetto switch-off) e quindi il termine ultimo per aggiornare gli impianti era il 31 dicembre 2006, ma il Consiglio dei Ministri nel dicembre 2005 ha rinviato la cessazione del servizio analogico alla fine del 2008. Il 15 luglio 2006, durante la seconda Conferenza Nazionale sul Digitale Terrestre svoltasi a Napoli, Rai, Mediaset e Telecom Italia Media hanno presentato "Tivù", la piattaforma unica per il digitale terrestre, un progetto con cui i tre competitor più rilevanti del settore si impegnano a fornire nuovi contenuti free su dtt. Il ministro delle comunicazioni Gentiloni ha anche indicato come data realistica per la chiusura della tv analogica il 2012, data ultima imposta dall'Unione Europea per il passaggio definitivo al digitale.

 

Che cos'è la televisione digitale

 

Con TV digitale si intendono tutte le tecnologie di trasmissione audio/video di tipo digitale. Si contrappone alla tecnologia televisiva analogica, attualmente più diffuso.

Nella televisione analogica, suoni, immagini vengono trattati come impulsi magnetici e così trasmessi. La televisione digitale è basata sulla trasmissione di un segnale numerizzato (sequenza numerica binaria di 0 e di 1).

Qualità: il segnale digitale ha la caratteristica di essere molto più "pulito" di quello analogico, grazie alla complessa tecnologia di soppressione del rumore e dei disturbi; questo fa sì che le immagini ricevute in digitale siano del tutto prive di "bande". Con la TV digitale, l'immagine o si vede o non si vede, non ci sono vie di mezzo.

Prestazioni: la migliore qualità dell'immagine non è l'unico vantaggio delle trasmissioni video digitali; un altro grosso vantaggio è la possibilità di trasmettere una maggior quantità di dati all'interno di ogni singola trasmissione. L'utilizzo del digitale permette infatti di ricevere sulla TV di casa, oltre alle immagini, anche sottotitoli, nonché testi informativi riguardanti i programmi, tramite la Guida Elettronica alla Programmazione. A tutto questo si aggiunge, in taluni casi, l'interattività che permette di personalizzare quanto ricevuto sul teleschermo: collegando il ricevitore (detto anche decode munito di modem) alla presa telefonica, è possibile inviare all'emittente segnali di ritorno. Grazie a questo meccanismo, è possibile acquistare eventi come film in prima visione o partite di calcio, oppure collegarsi alla propria banca e visualizzare sulla televisione il proprio conto, o ancora effettuare votazioni e sondaggi in diretta.

Mentre con le trasmissioni analogiche gli impianti funzionano da semplici ricevitori, con le trasmissioni digitali è possibile interagire con l'emittente attraverso un decoder che adotta lo standard compatibile con il digitale terrestre, detto MHP. Si potrà partecipare a programmi televisivi a quiz, rispondere a domande e sondaggi, interrogare il portale su alcuni servizi come quelli del proprio comune, eseguire operazioni bancarie, eccetera.

Si deve considerare che per poter interagire con un canale digitale ci si deve connettere via modem v.90, ISDN, ADSL o usando le reti cellulari GPRS/UMTS, e probabilmente pagare una tariffa d'utilizzo aggiuntiva. 

 

Il sistema di trasmissione digitale si suddivide in alcune fasi:  

  • Fase 1: trasformazione segnale da analogico a digitale
  • Fase 2: compressione file numerici alle esigenze di trasmissibilità e di economia dell'archiviazione. Il segnale viene compresso con un conseguente risparmio di spazio e con un utilizzo più efficace dell'ampiezza di banda)
  • Fase 3: trasmissione del segnale digitale compresso.
 

I vantaggi offerti dalla televisione digitale

 

Si possono distinguere alla stato attuale alcune tipologie di canali televisivi digitali:

Canali digitali che trasmettono programmi delle reti analogiche;

Multiplexing: lo stesso programma si trasmette su diversi canali con modalità differenti

Canali tematici: si specializzano su palinsesti tematici quali sport, cinema informazione;

Pay per view: la trasmissione viene pagata in base all'effettiva visione;

Near video on demand: stesso programma ripetuto a intervalli di tempo ravvicinati; 

 

 

 

I Sistemi di trasmissione

 

Il segnale televisivo digitale può essere trasmesso attraverso diversi mezzi trasmissivi quali i satelliti, le reti via cavo, i canali diffusivi terrestri e gli altri media: MMDS (Microwave multipoint distribution system), ADSL (Asymetric digital subscriber loop). La trasmissione dei bit può avvenire attraverso due principali modalità: 

  • via cavo (wire) tradizionale (coassiale in rame come ADSL) o fibra ottica (Fastweb);
  • non via cavo (wireless) via etere o satellite. 
 

Trasmissione via satellite (DVB - S)

 

Attualmente sono in uso satelliti a diffusione diretta denominati DHT (Direct to home) suddivisi in un certo numero di trasponder (simili ad amplificatori).

E' un particolare tipo di TV digitale, che si distingue per la trasmissione dei dati, che avviene attraverso una connessione via satellite. È stata la prima TV digitale a diffondersi in Italia, anche grazie all'avvento di grandi fornitori di servizi per televisione a pagamento (per esempio Tele+, D+ e Stream, prima, dal 2003 la sola Sky). Oltre alle tv a pagamento (pay-tv) si sono diffuse rapidamente un gran numero di emittenti gratuite.

La diffusione della tecnologia satellitare in Italia è dovuta principalmente all'assenza di alternative così ampiamente diffondibili nel territorio italiano, alternative quali il via cavo, difficile da diffondere per i lavori stradali che richiederebbe e per il costo, il digitale terrestre, che in Italia è arrivata molto tardi rispetto al satellitare, ecc...

La tecnologia satellitare si basa su un sistema composto da un Satellite artificiale sito a circa 36.000 km dalla Terra che riceve il segnale dalle sorgenti e lo rimbalza direttamente alle utenze domestiche, e da un'antenna parabolica attraverso la quale gli utenti si collegano ad esso.

Con questa tecnologia l'emittente invia i dati video ad un satellite posto in orbita geostazionaria, il quale ritrasmette il segnale ad un'area molto vasta, comprendente parecchie Nazioni; per ricevere queste trasmissioni, l'utente finale deve dotarsi di un'apposita antenna parabolica che raccoglie e amplifica il debole segnale proveniente dal satellite posto a 36000 Km di quota, e lo invia al decoder collegato a sua volta al televisore;

 

Trasmissione via cavo coassiale (DVB-C)

 

Il cavo, rispetto al satellite ha una disponibilità di banda inferiore. Il sistema assomiglia a quello via satellite e viene alimentato con una combinazione di segnali che arrivano da diverse sorgenti (satellite, emittenti locali). tecnologia di trasmissione televisiva basata sul cavo coassiale anziché sulle antenne; con questa tecnologia è necessario che l'utente finale sia connesso direttamente tramite un cavo all'emittente, con conseguente aumento dei costi per l'emittente stessa che deve raggiungere singolarmente ogni utente, ma con grandi vantaggi dell'utente finale, che può usufruire dei grandi vantaggi della trasmissione digitale (accesso ad internet a banda larga);

 

Trasmissione terrestre (DVB -T)

 

E' quella che presenta le maggiori difficoltà per la trasmissione dei segnali numerici ad altra velocità. La ricezione avviene attraverso antenna direttiva sul tetto. Le onde elettromagnetiche vengono assorbite, riflesse, rifratte e diffuse dagli ostacoli e arrivano al ricevitore attraverso cammini multipli.

 

Digitale terrestre (anche noto con l'acronimo DTT, dall'inglese Digital Terrestrial Television) è una tecnologia che permette di ricevere sul televisore di casa trasmissioni televisive senza però dover ricorrere all'installazione dell'antenna parabolica, ma utilizzando l'impianto ricevente preesistente, affiancato da un decoder.

questa tecnologia permette però un più facile accesso da parte di tutti gli utenti, in quanto non richiede l'installazione di 

 

Trasmissione ADSL (Asymetric Digital Subscriber Loop)

 

I sistemi ADSL consentono il trasporto simultaneo, su un singolo doppino telefonico di un canale telefonico analogico, di un canale numerico a banda larga unidirezionale verso l'utente (da 2 a 50 Mb/sec) e di un canale numerico bidirezionale di segnalazione e controllo, che consente all'utente di selezionare ed interagire il servizio selezionato.

 

Trasmissione "Wireless cable" MMDS E LMDS (Microwave Multipoint Distribution System - Local Multichannel Distribution System)

 

Sono trasmissioni wireless a microonde, costituiscono un'alternativa al cavo nella costruzione di reti a larga banda e, soprattutto in zone a bassa/media densità di popolazione, rappresentano un modo veloce di portare il servizio ovunque esistono barriere normative per gli scavi necessari all'interramento del cavo.

La termologia adattata è: MMDS: funziona sulle frequenze più basse dello spettro (2-10 Ghz); LMDS: funziona sulle frequenze più alte dello spettro.

Il primo elemento del sistema di ricezione è l'antenna, posta sul tetto dell'edificio in vista del trasmettitore. Una volta captato, il segnale viene convertito ad una frequenza inferiore da un apposito front-end e inviato a un set top box standard. La ricezione è identica a quella del satellite, il set top box (decoder) svolge le funzioni di demultiplazione, decompressione e decriptazione del segnale, che viene infine inviato al televisore. 

 

Web TV - tecnologia non ancora molto diffusa in Italia, che sfrutta la banda larga di internet (ADSL o connessione via cavo) per consentire all'utente finale di ricevere contenuti multimediali direttamente sulla TV di casa (tramite apposito decoder) o sul computer, con una qualità variabile da quella della televisione analogica a quella della televisione digitale, a seconda della capacità della linea di trasmissione usata per connettersi a internet.

 

 

 

 

Sistemi di ricezione

 

La ricezione del segnale digitale da parte dell'utente avviene tramite il decoder che decodifica il segnale digitale per renderlo interpretabile dal vecchio televisore analogico. Il Decoder rappresenta uno strumento strategico grazie ai vari sistemi proprietari chiusi come SECA e IRDETO. Attualmente il sistema italiano è in fase sperimentale e molte zone non sono ancora coperte dal segnale digitale oppure sono soggette a temporanei blackout.

 

Il set top box o decoder ha tre funzioni specifiche:

 

-          Conditional access o CA è impiegato internamente al set top box per controllare l'accesso ai servizi diffusivi qualunque sia il canale di diffusione;

-          Return path o canale di ritorno è il mezzo con il quale l'utente comunica con il Service Provider ed interagire con il Centro Servizi (pay per view, il video on demand);

-          Electronic Programming Guide o guida elettronica è uno strumento che offre all'utente un modo semplice per trovare i titoli e i tempi di inizio degli eventi quali: l'orario, il tipo di programma o servizio, il soggetto; accedere direttamente al programma selezionato; programmare l'accensione del  terminale per la registrazione.

 

A differenza del segnale analogico che ha una degradazione graduale, il segnale digitale è un sistema quasi "on-off". Questo significa che sopra una certa soglia di rapporto segnale/rumore il segnale viene visualizzato perfettamente. Al ridursi del rapporto segnale/rumore il numero di errori di decodifica (detto BER) cresce fino al punto in cui la correzione dell'errore diviene impossibile, con un passaggio repentino a una non fruibilità assoluta del segnale. In questa situazione, appaiono spesso disturbi tipici della codifica MPEG, quali "quadrettoni colorati" in luogo dell'immagine video e fischi e altri rumori anomali in luogo del normale audio.

 

Il digitale terrestre permette di moltiplicare, a parità di frequenze radio disponibili, il numero dei programmi televisivi trasmessi. Su ogni frequenza viene trasmesso, quindi, un flusso di dati che trasporta, nello stesso momento, con la tecnica del Multiplexer (o Mux), molteplici programmi televisivi distinti.

Sul Digitale Terrestre, in Italia, sono questi competitor:

La Rai ha acceso i seguenti canali: Rai1, Rai2, Rai3, RaiUtile (per la digitalizzazione della PA), RaiDoc, RaiFutura, RaiNews, Rai Edu1, RaiSport, Sat 2000.

Mediaset ha acceso i seguenti canali: Canale5, Italia1, Rete 4, Boing (tv per bambini) e Mediashopping (tv di televendite)

Telecom ha acceso i seguenti canali: La7, MTV, La7 Sport, Rete Capri. 

Il Gruppo L'Espresso ha di recente acquisito ReteA che trasmette sia in digitale, sia in analogico. Pertanto anche l'Espresso ha due frequenze nazionali. Di recente sulla tv digitale ospita il canale RepubblicaRadioTv, che in futuro potrebbe prendere il nome di AllNews, sulla falsa riga di AllMusic (ex-ReteA).

Sono anche presenti dei canali a pagamento trasmessi da Mediaset e Telecom Italia: Mediaset Premium 1-2-3-4-5-6 e Premium Attivazione; La7 Carta Più A-B-C-D-E-F e La7 Carta Più Attivazione. Su questi canali vengono trasmessi Eventi sportivi (in particolare il calcio di SerieA e la Champions League), Film, Eventi Teatrali e Concerti, nonché alcuni dei più importanti reality italiani. I prezzi sono competitivi rispetto alla tv pay offerta su satellite, principalmente perché su Dtt si può acquistare il singolo evento senza essere costretti ad acquistare un pacchetto "all inclusive" annuale.

 

Con il sistema analogico riceviamo un segnale trasmesso attraverso l'etere da un trasmettitore che raggiunge l'antenna sul tetto. Quest'onda elettromagnetica rappresenta più o meno fedelmente l'onda elettrica in uscita dalla telecamera che riprende la scena trasmessa, la quale viene riprodotta sullo schermo televisivo secondo la tecnica propria dell'apparecchio (che può essere del tipo a tubo catodico (CRT), a cristalli liquidi (LCD) oppure "al plasma"). Con il sistema digitale, invece, si trasmette sempre un'onda elettromagnetica che però non è copia dell'onda elettrica generata dalla telecamera ma un flusso di bit, un flusso di dati binari, cioè in grado di assumere soltanto due valori.  Il ricevitore occorrente per usufruire del servizio è detto "decoder" (o set top box) ed è composto da una parte sintonizzatrice identica a quella in uso con la televisione analogica ma anche di una sezione che converte il segnale digitale ricevuto dai circuiti di sintonia in segnale analogico da inviare al televisore.

 

Un altro vantaggio del digitale terrestre riguarda la risoluzione del problema del sovraffollamento delle bande di frequenza terrestri, le quali sono limitate in Italia a circa 55 nazionali riservate alle trasmissioni tv.

Il digitale terrestre permette di moltiplicare, a parità di frequenze radio disponibili, il numero dei programmi televisivi trasmessi. Su ogni canale televisivo viene trasmesso un flusso di dati che trasporta nello stesso momento con la tecnica del multiplex un certo numero di programmi televisivi diversi. Non esiste un numero fisso di programmi televisivi che si possono trasmettere perché questo è funzione della larghezza di banda occupata da ciascun programma.

Un altro beneficio collegato al digitale terrestre è legato alla trasmissione del segnale: serve molta meno potenza, circa un decimo di quella necessaria per l'analogico ed è prevista una riduzione del numero di stazioni trasmittenti sul territorio, una per provincia. Va inoltre evidenziata la possibilita' di trasmettere in isofrequenza, tecnica che non era possibile implementare nelle trasmissioni televisive analogiche. Questa evoluzione tecnologica permette di inviare lo stesso segnale sulla medesima frequenza contemporaneamente da piu' siti trasmittenti. 

 

Gli svantaggi del digitale terrestre sono legati soprattutto al passaggio dal sistema analogico. Anche se in futuro il decoder potrà essere integrato nei televisori oggi è necessario comprarne uno a parte per ogni televisore. Inoltre, serve un canale di comunicazione aggiuntivo (via modem o cellulare) per interagire con i servizi trasmessi. Inoltre, gli apparecchi ad alta definizione per cui il digitale è pensato sono ancora costosi.

Inoltre, negli ultimi due anni sono sorti dei servizi a pagamento detti pay per view, attualmente ad opera di Mediaset e Telecom. Qui vengono trasmessi eventi sportivi, film e telefilm in anteprima,spettacoli teatrali e concerti che fino ad oggi mancavano non essendoci i mezzi, sul supporto analogico, di trasmettere a utenti specifici che avessero pagato. 

 

TELEVISIONE DIGITALE - IMPLICAZIONI ECONOMICHE

 

Il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale produce infatti effetti non solo a livello tecnologico ma anche sull'economia e cultura dell'universo del piccolo schermo. 

 

La diffusione televisiva terrestre

 

La diffusione televisiva terrestre ha il vantaggio di assicurare da tempo in Europa una copertura capillare del territorio ed è disponibile quasi nella totalità oltre il 95% delle abitazioni grazie alla semplicità ed economicità dell'antenna.

Le reti terrestri o reti hertziane reti sono considerate nel medio-lungo periodo le infrastrutture ottimali per esigenze commerciali in quanto garantiscono una diffusione ampia ed economica dei canali televisivi. 

I Vantaggi delle reti terrestri sono: 

PORTABILITA': la tv riceve programmi ovunque, dentro e fuori casa grazie all'antenna.

REGIONALITA': la dimensione regionale appare troppo grande per essere coperta da una rete di trasmissione via cavo (costi troppo elevati), mentre il satellite ha una copertura molto ampia non circoscrivibile su scala regionale.

INFERIORE VULNERABILITA' TECNICA delle trasmissioni terrestri è inferiore rispetto a quelle del satellite. Una rete terrestre è costituita da un certo numero di ripetitori distribuiti sul territorio da servire. Nel caso di avaria la sospensione del servizio avviene solo nell'area coperta dal ripetitore, mentre nel caso della trasmissione via satellite il servizio viene sospeso ovunque. 

I Limiti

Scarsità di canali disponibili. L'introduzione del segnale digitale è prevista in due fasi: nella prima  a breve termine, prevede un periodo di coesistenza analogico e digitale e quest'ultimo non verrà sfruttato a pieno a causa delle interferenze provocate sull'analogico dalla potenza di trasmissione. Nella seconda fase, più a lungo termine, i segnali analogici saranno completamente sostituiti da quelli numerici ed ecco allora che le tecniche digitali potranno essere sfruttate al massimo. 

 

La diffusione televisiva via satellite

 

Il sistema satellitare offre una migliore copertura per ampie aree geografiche, consentendo di raggiungere vasti bacini di utenza e superando le difficoltà di trasmissione dei sistemi terrestri. 

 

La diffusione via cavo

 

Ha un numero minore di canali rispetto al satellite, ma maggiore rispetto al terrestre. Fornisce servizi interattivi a due vie, ma richiede ampi investimenti per il cablaggio e lunghi tempi di allestimento.

L'espansione della televisione via cavo è possibile nelle aree a forte densità abitativa, ma non è economicamente sostenibile nelle aree rurali, pertanto i sistemi interattivi appaiono un aprerogativa dei sistemi via cavo.

 

La diffusione televisiva via ADSL

 

La tecnica ADSL rappresenta una soluzione immediatamente disponibile per l'erogazione di servizi multimediali interattivi avanzati perché sfrutta la rete telefonica già esistente. 

 

La diffusione televisiva via microonde MMDS ("wireless cable")

 

La televisione cellulare è un sistema estremamente interessante in quanto, pur operando a microonde, a frequenze altissime, ha la capacità a tutti gli effetti di equivalere alla cablatura (che risulta però troppo costosa). 

 

Gli effetti economici della trasmissione digitale sulle principali categorie di soggetti

 

Il passaggio alla trasmissione televisiva digitale produce significativi effetti economici su alcune categorie di soggetti rappresentati da: Stato, utenti, fornitori.

 

Lo Stato

 

Lo Stato, ha un ruolo rilevante nel decidere il passaggio alle trasmissioni digitali terrestri. Crea in primo luogo, le condizioni per un uso più efficiente dello spettro hertiano creando spazio per nuove attività economiche e affittare o vendere parte dello spettro.

 

Il telespettatore

 

Per il telespettatore gli effetti economici del passaggio alla trasmissione televisiva digitale possono essere evidenziati nei costi che sostiene per la ricezione delle trasmissioni digitali, che variano a seconda della tecnologia di trasmissione: 

  • Nel caso della trasmissione televisiva via cavo, l'utente sostiene un investimento iniziale di allacciamento, canone mensile, eventuale cablaggio per servizi aggiuntivi
  • Quelle via satellite richiedono l'apposito apparato di ricezione ( antenna parabolica, convertitore, ricevitore digitale). Le principali categorie di costo in riferimento al singolo utente sono: acquisto parabola, costo di installazione, acquisto del pacchetto di programmi, canone mensile.
  • Per le trasmissioni digitali terrestri il telespettatore  deve dotarsi di un set top box o decoder.
 

Costi e tempi di penetrazione a confronto

 

I principali costi di questi tre sistemi televisivi digitali (cavo, satellite, terrestre) riguardano la trasmissione, la distribuzione e la ricezione dei segnali: 

  • I costi di distribuzione sono quelli necessari per portare il segnale al trasmettitore (terrestre), al trasponder (satellite) o alla stazione di testa della rete-cavo.
  • I costi di trasmissione sono quelli associati alla diffusione del servizio televisivo dal punto di distribuzione al telespettatore.
  • I costi di ricezione si riferiscono ai costi sostenuti dalla famiglia per ricevere il segnale digitale sul televisore domestico principale.  
  

LA TELEVISIONE DIGITALE - IL MERCATO

 

La Televisione digitale in Europa

 

In Europa l'offerta televisiva digitale sta muovendo i primi passi, attualmente si contano circa 9 milioni di abitazioni che fruiscono nella tv digitale ma si stima per il 2005 oltre 63 milioni di famiglie raggiunte da questo servizio.

Lo sviluppo del digitale e la sua penetrazione variano a seconda della nazione e i principali fattori di differenziazione possono essere raggruppati in due categorie: 

-          Fattori contingenti: difficoltà distributive, elevato costo dell'attrezzatura di ricezione del segnale, assenza di un mercato di decoder a noleggio;

-          Fattori strutturali e duraturi: abbondanza e varietà dell'offerta gratuita, assuefazione al modello generalista, bassa propensione a spendere per l'enterteinment domestico. 

Ancora oggi, infatti si riscontra la presenza di monopoli pubblici nel mercato delle telecomunicazioni. I paesi dove i servizi di televisione digitale registrano attualmente la maggiore crescita sono Francia, Spagna e Germania. Nel complesso la televisione digitale si presenta oggi in Europa in modo nettamente distinto da paese a paese per quanto riguarda tempi e modi di sviluppo.

 

Il mercato della televisione digitale via cavo e satellite in Europa

 

L'introduzione del digitale in Europa è avvenuta nella prima metà del 1996 in Francia con Canal Plus Numérique e in Italia nel settembre del 1996 con Tele+.

Le stime prevedono una crescita dei set top box in Europa dai 2 milioni nel 1997 a 44 milioni nel 2010. la crescita sarà più forte in Inghilterra, Francia, Italia e Spagna dove i principali operatori digitali offrono interessanti pacchetti di contenuti.  

I fattori principali che frenano lo sviluppo del digitale in termini di numero di abbonamenti sono rappresentati da:

  • Costo per l'acquisto e l'installazione di parabola e decoder;
  • Scarsa propensione a pagare un abbonamento in aggiunta al canone, per la fruizione dei programmi televisivi,
  • Consolidate abitudini della maggioranza dei telespettatori alla fruizione del segnale terrestre.
 Per fronteggiare queste barriere economiche, ed incoraggiare i telespettatori al passaggio al digitale, gli operatori satellitari hanno offerto la possibilità di noleggiare il decoder e hanno diffuso la conoscenza e i  vantaggi connessi del digitale come la fornitura di servizi in pay per view e i nuove forme di servizi interattivi.

Il Cavo rappresenta la modalità di fruizione dominante dei canali televisivi pay nell'Europa continentale.

 

La televisione digitale cavo e satellite in Italia

 

Il settore televisivo via cavo e satellite in Italia è caratterizzato dalla presenza di due principali operatori Gli operatori in Italia sono Tele+  e Stream.

Tele+ è la prima principale pay tv italiana ed opera con due canali terrestri pay D+ e +Calcio.

Stream, lanciata nel 1997 come cavo operatore, ha iniziato le trasmissioni satellitari nel 1998.

 

Cavo

 

La penetrazione del cavo in Italia è molto bassa penetrazione, perché Stream dipende da Telecom Italia nella realizzazione del network via cavo, e quest'ultima ha pochi incentivi a installare il cavo, soprattutto in ragione al fatto che una veloce realizzazione del network via cavo diminuisce le barriere all'entrata di concorrenti. Telecom Italia possiede mantiene il network via cavo a fibre ottiche e affitta la propria capacità a Stream. La normativa vigente impone a Telecom Italia di affittate la propria capacità ai concorrenti compresi gli operatori di telecomunicazioni rivali. Attualmente il servizio di Stream è interamente digitale e utilizza il decoder IRDETO e il sistema operativo Open TV.

 

Satellite

 

Tele+ ha lanciato le prime trasmissioni satellitari a pagamento nel 1991. D+ è stato il primo bouquet satellitare digitale lanciato nell'ottobre 1995. Stream ha lanciato invece il suo servizio satellitare nel maggio 1998. La bassa penetrazione del cavo rappresenta un punto di forza per lo sviluppo del digitale.

 

La televisione digitale terrestre DTT

 

Negli ultimi anni, la maggior parte dei paesi europei ha elaborato piani di sviluppo della televisione digitale terrestre. Le singole nazioni tentano di risolvere alcuni aspetti critici.  

Il passaggio ad digitale terrestre, richiede la soluzione di alcuni problemi rilevanti di politica pubblica. 

 

Francia

 

In Francia la DTT deve affrontare la concorrenza digitale via satellite e via cavo. L'avvio della DTT è previsto nel 2000 e lo spegnimento dell'analogico nel 2010.

 

Germania

 

In Germania il DTT deve affrontare la forte concorrenza delle reti via cavo aggiornate da Deutsche Telekom alla tecnologia digitale. Per avere successo la DTT deve garantire qualità, ricezione portatile in casa e fuori casa, deve avere copertura nazionale con almeno 12 canali e regionalizzazione dei contenuti (lander). Tra il 2004 e il 2010, si prevede la digitalizzazione completa di tutti i network tedeschi, con a cessazione delle trasmissioni analogiche.

 

Gran Bretagna

 

Il Regno Unito, oggi è uno dei pochi paesi dove sono operativi su scala commerciale tutti e tre i mezzi di trasmissione: terrestre, cavo, satellite. Questo grazie a: 

  • Quadro normativo ben definito;
  • Definizione di tempi certi a scandire i vari i passaggi operativi,
  • Decisione di lasciare i privati l'iniziativa di sviluppo di nuovi mercati assicurando significative garanzie antitrust. 
Lo spegnimento dell'analogico è previsto per il 2010.

L'offerta a pagamento è prodotta da OnDigital (joint venture tra Carlton e Granada).

 

Spagna

 

La Spagna è un paese all'avanguardia nello sviluppo della DTT. La sperimentazione è iniziata a fine 1997 e a fine 1998 il governo ha approvato il Plan Tecnico che disegna un mercato con 11 multiplex, 100 canali e nuovo operatori su scala nazionale. L'operatore è Onda Digital. Lo spegnimento dell'analogico, è previsto per il 2012. La bassa penetrazione del cavo e la grande disponibilità di multiplex dovrebbero assicurare alla DTT una buona accoglienza di pubblico. La minaccia principale è costituita dalle due piattaforme satellitari esistenti che forniscono un ricco menù di calcio e servizi interattivi di base.

 

Irlanda

 

La pianificazione della DTT in Irlanda è in fase avanzata. L'orientamento delle autorità governative verso la DTT è dovuto a diverse cause: 

·         La trasmissione via cavo appare poco adatta alla copertura delle aree rurali;

  • La trasmissione via satellite richiede investimenti elevati e c'è il timore dell'entrata di interessi stranieri.  
I costi del DTT verranno sostenuti da un consorzio DIGICO che vede come partecipanti la TV pubblica irlandese e operatori privati.

 

I Paesi Scandinavi

 

Svezia

 

La Svezia rappresenta il secondo paese dopo il Regno Unito ad introdurre la DTT. Il rapido lancio della DTT è stato fortemente sostenuto dal Governo per liberare risorse radioelettriche a favore della telefonia cellulare e sostenere la TV pubblica che diffonde programmi educativi e regionali, prima che la competizione del satellitare diventi troppo forte.

 

Finlandia

 

La Finlandia ha completato nel 1998 la pianificazione. Il lancio dei 12 canali è previsto nel 2000. Non è stata fissata una data di spegnimento dell'analogico.

 

Norvegia

 

In Norvegia il processo è in uno stadio arretrato perché ci vogliono parecchi trasmettitori per coprire tutto il territorio (445), e quindi investimenti molto copsicui. Si prevede che il DTT non raggiungerà mai la totalità della popolazione e che una parte della popolazione resterà allo scoperto e sarà servito dal digitale via satellite.

 

Italia

 

La RAI ha avviato la sperimentazione nel 1998 a Torino.L'avvio delle prime trasmissioni coinciderà con l'attivazione del piano delle frequenze che obbligherà i broadcaster in tempi brevi a: costruire nuovi centri di trasmissione digitale; effettuare gli spostamenti degli impianti analogici; installare gli apparecchi per la trasmissione digitale.

 

Gli altri paesi europei

 

In Portogallo la pianificazione è partita nel 1998.

In Olanda la DDT deve misurarsi con la forte penetrazione della televisione via cavo.

In Danimarca la sperimentazione è agli inizi.

In Grecia si sta attivando sul fronte digitale una legge di sistema sulle trasmissioni digitali via cavo, satellite e terrestre.

 

La Televisione digitale negli USA

 

Negli  USA il cavo è il sistema di trasmissione prevalente del segnale video, raggiungendo oltre 60 milioni di abitazioni che rappresentano circa il 64% del totale delle famiglie.

Le infrastrutture via cavo sono piuttosto datate e permettono solo la trasmissione del segnale analogico.

Il satellite appare l'unica alternativa economicamente praticabile, ma raggiunge al momento solo 9 milioni di famiglie.

Un altro sistema alternativo è l'MMDS.

I tre principali operatori (elettronica, informatica e broadcaster) presentano diverse prospettive con riferimento alla tipologia di prodotto e al futuro del consumo televisivo: l'elettronica punta sulla qualità dell'immagine e pensa che il consumo subirà poche modifiche; l'informatica (Microsoft) scommette sulla progressiva integrazione tra TV e PC; i broadcaster preferiscono usare la capacità di trasmissione del digitale per aumentare il numero di canali ritenendo che una maggiore scelta porti il consumatore a pagare per ciò che desidera.

   

TENDENZE EVOLUTIVE - BRAND EQUITY

 

Grazie alla compressione dello spettro elettromagnetico si possono avere più canali digitali che per essere riconosciuti e scelti devono sempre più possedere un forte brand. 

 

La tipologia di canali televisivi

 

I canali televisivi adottano delle strategie per la programmazione offerta e per i telespettatori da raggiungere, ovvero:

 

  • Strategia indifferenziata rispetto all'audience e ai generi di programmi offerti, come i canali generalisti, palinsesto generalista, rivolti a tutte le categorie di pubblico (RAI, Mediaset);
  • Strategia concentrata: il canale decide di focalizzarsi su una particolare target audience o su un particolare genere di programmi trasmesso (Disney Channel);
  • Strategia di nicchia: è adottata dai canali che trasmettono un unico genere di programmi per un unico segmento target (Fox Crime).
 

In base alle suddette strategie si possono dunque distinguere le seguenti tipologie di canali:

 

  • Canali generalisti pubblici e privati caratterizzati da un palinsesto generalista composto da diversi generi di programmazione e destinato a tutte la categorie di audience per soddisfarne gli interessi ed i bisogni. Obbiettivi: massimizzazione dell'audience; 
  • Canali tematici caratterizzati da una programmazione tematica, strutturata attorno ad un specifico genere (news, sport, etc..). Obiettivi: ricercare quei generi in grado di aggregare trasversalmente la maggiore audience possibile;
  • Canali per specifiche audience focalizzano il loro palinsesto su uno specifico segmenti di audience (bambini , pubblici giovani);
  • Canali di nicchia rivolti a specifici segmenti di audience offrono un singolo genere di programmi.
  

TENDENZE EVOLUTIVE - LA TV INTERATTIVA

 

La TV interattiva è il prodotto del processo di convergenza tra la televisione e le nuove tecnologie interattive. La televisione interattiva è sostanzialmente la televisione domestica potenziata da funzioni interattive solitamente fornite attraverso un "back channel" e/o un moderno terminale. 

 

Una definizione di interattività

 

Con il termine interattività si designa la facoltà conferita ai soggetti di una comunicazione di interagire tra loro. Dal punto di vista tecnico l'interattività implica la presenza, nel sistema di comunicazione, di un canale di ritorno dall'utente verso la sorgente dell'informazione.

 

Che cos'è la televisione interattiva

 

La televisione interattiva è definita come la televisione domestica potenziata da funzioni interattive. La televisione interattiva è un sistema tramite cui l'utente può chiedere qualcosa a chi realizza i programmi In tal modo è possibile per l'utente inviare le proprie richieste attraverso il flusso di informazioni a due vie reso possibile dalla numerizzazione del segnale televisivo. La ricezione del segnale digitale da parte dell'utente è possibile attraverso un adattatore digitale da applicare al normale televisore.   

 

I servizi televisivi

 

Sono numerosi i servizi che la televisione interattiva è in grado di offrire ai telespettatori quali i servizi di: Home shopping, EPG, Video on Demand, Near Video on Demand, Servizi informativi, Teletext, Videogiochi, E-mail

 

Il Video On Demand

 

Video On Demand significa ottenere immagini su richiesta (film, documentari, reportage, soap-opera, trailer), vedere un film on demand è come noleggiare una videocassetta. 

 

Teleservizi

 

Il teleservizio è un flusso di informazioni digitali interattive. Tra i teleservizi più promettenti vi è il cosiddetto teleshopping, un'evoluzione televisiva dell'e-commerce via internet, videogiochi, telebanking e teletiketing.

 

Near Video On Demand

 

Il Near Video on Demand consiste nel trasmettere a orari prestabiliti più volte lo stesso film. Lo spettatore sceglie quando sintonizzarsi sulla pellicola che più lo attira selezionando il canale della stazione che eroga il servizio. Con il "Near Video on Demand" le stazioni, diffondendo i vari programmi in modo perpetuo e lungo tutta la giornata. Limitano la scelta, quindi l'utente potrà costruirsi il proprio palinsesto personalizzato. Solo allora la televisione non sarà più un mass bensì un my medium.   

 

Pay per View (PPV)

 

Servizio che consente all'utente di usufruire a pagamento di singoli eventi (per esempio partite di calcio, film, ecc.) trasmessi ad orari prestabiliti. Gli eventi non sono trasmessi "in chiaro" e solo l'utente che ha pagato per i particolari eventi è in condizione di vederli. In Italia questi servizi non necessitano di alcun abbonamento.

 

Peer-to-peer (P2P)

 

Generalmente per peer-to-peer (o P2P) si intende una rete di computer o qualsiasi rete che non possiede client o server fissi, ma un numero di nodi equivalenti (peer, appunto) che fungono sia da client che da server verso altri nodi della rete. I nodi equivalenti possono differire nella configurazione locale, nella velocità di elaborazione, nella ampiezza di banda e nella quantità di dati memorizzati. L'esempio classico di P2P è la rete per la condivisione di file (File sharing).

In Microsoft tendono a definire con il termine peer-to-peer una rete di due o più computer in cui tutti gli elaboratori occupano la stessa posizione gerarchica. Tale modalitá è normalmente conosciuta con il termine Gruppo di Lavoro, in antitesi alle reti in cui è presente un dominio centralizzato.

 

 
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