| Riassunti del libro della Stazio: "La Comunicazione" (di Fulvio Napoli) |
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Compendio de "La Comunicazione" Testo a cura di Marialuisa Stazio adottato per l'esame Teorie e Tecniche dei New Media (pp. 410-718) ma utile anche per "Teorie e Tecniche della Comunicazione di Massa" o "Sociologia" Questo compendio è stato realizzato sulla base dell'interpretazione personale. La sua redazione ha richiesto la semplificazione di alcuni concetti e la rimozione di altri ritenuti arbitrariamente secondari, nello stesso tempo è stato integrato con la definizione di concetti propedeutici dati per scontati o trattati nelle sezioni precedenti la pagina 410, il tutto sulla base di valutazioni soggettive. I contenuti integrativi sono riconoscibili per il font differente se non esplicitamente indicati. In sé il compendio non è indicato per affrontare la preparazione all'esame ma solo, eventualmente, come guida al ripasso degli argomenti. Risente della mancanza di un riordino post-esame, ma si sa: dopo un esame di solito ce n'è un altro. Buono studio Fulvio. Roma Giugno 2007. Fulvio (www.fulvionapoli.it) La comunicazione nel Novecento e gli studi sulle comunicazioni di massa Alla fine del XIX secolo la stampa perde il monopolio della comunicazione. Fotografia, cinema, riproduzione sonora, telefono, telegrafo, si rivolgono ad ogni genere di pubblico, anche non alfabetizzato, e riducono le distanze spazio temporali. Si ridimensiona anche il ruolo della scrittura. A metà XX secolo si affermano due modelli di industria culturale: A) Editoriale (riproduzione di opere uniche, diritti, etc.) B) Di flusso (radio, telefono, etc.) Le comunicazioni di massa, pag. 412; Si fa riferimento agli aspetti organizzativi e normativi e alla loro dimensione di apparato, sistema, organizzazione. L'interazione con economia e politica è il focus di interesse. Hanno un'organizzazione complessa, i loro prodotti sono reperibili facilmente o liberamente, il loro pubblico è vasto ed eterogeneo, specchio della vita collettiva, interessi comuni, forme simili di comportamento, obiettivi comuni, ma non si conoscono né sono uniti da forme organizzative. L'interfaccia è costituita da persone conosciute solo nel loro ruolo pubblico di comunicatori. BOX L'oralità secondaria, pag. 413; I media elettrici ripropongono un ricorso all'oralità, la stessa (oralità primaria) che sembrava condannata dalla diffusione della stampa. L'oralità crea comunione, è imperniata sulla contemporaneità e sul presente, lega la trasmissione di esperienze al piacere, si ricollega alla fantasia, usa una lingua standard. La scrittura punta sulla logica, la successione, la storia, il distacco, la disciplina. L'oralità secondaria è diversa dalla primaria perché ha una base nella scrittura (a causa dei processi produttivi) e si rivolge ad una platea smisurata. Il processo comunicativo di massa, pag. 414; Ad un primo sguardo la comunicazione di massa differisce da quella interpersonale per la non coincidenza di luogo e di tempo tra emittente e destinatario del messaggio. Ma differisce anche nelle sue componenti: Fonte: è sempre un'organizzazione, si occupa della produzione e della trasmissione dei messaggi. Un suo obiettivo è la credibilità, questa costituisce anche una forma di retroeffetto in quanto riconoscimento attribuito dal destinatario. Messaggio: Ideato e prodotto per un target viene poi codificato per la diffusione. Mezzo: caratterizzato da codici espressivi che ne fanno la specificità. Destinatario: il pubblico, a cui si aspira, ha un ruolo fondamentale nel ruolo produttivo ed è spesso fonte di retroazione in ogni fase del processo produttivo. Il feedback nella comunicazione di massa, pag. 416; E' differito nel tempo. La decisione di guardare di una trasmissione (auditel), comprare un giornale (si evince dalla resa), sondaggi d'opinione, lettere ai giornali, etc. Il concetto di massa, pag. 418; Non è riferito al numero ma è un concetto qualitativo nato da un preciso processo storico (v.box). Designa un insieme di uomini, che non si conoscono tra loro, uniti solo dalla condivisione di uno stesso spaccato spazio temporale, privi di interazioni, organizzazione, regole comuni e strutture. Normalmente viene utilizzata con accezione negativa. I conservatori la contrappongono alla società tradizionale fondata su condivisione e solidarietà a cui, invece, è stata sostituita tecnologia e burocrazia. Per i liberali si contrappone ad una società i cui individui hanno consapevolezza dei propri diritti e orgoglio della libertà conquistata. Per Marx, se non seguita dal termine proletaria, massa è sinonimo di alienazione, sfruttamento, mancata presa di coscienza. Simmel, nel 1917,afferma che il carattere della massa è costituito dagli elementi comuni dei caratteri dei suoi componenti, quinti semplice, banale, concreto, risolutivo, inadatto al ragionamento approfondito, conformista. Ortega y Gasset, ancora più duro, identifica la massa con l'indifferenziazione, l'appiattimento, un esercito che dispone l'oppressione delle minoranze creatrici. Per Freud riconoscersi in una massa, e spesso in un capo carismatico, rappresenta la sublimazione delle pulsioni sessuali, o in generale degli istinti, irrisolte. Queste concezioni sono alla base degli studi sulla comunicazione di massa che vedono gli individui isolati e facile preda di strumentalizzazione. BOX La "massa", pag. 418; La rivoluzione francese stravolge la natura tradizionale della società preesistente. E'esaltata l'individualità del singolo che viene a costituire un insieme governato da nuove regole a cui si diede il nome di "massa". La società di massa, pag. 422; Caratteri strutturali: urbanizzazione (la maggior parte della popolazione, gli eventi più importanti, le istituzioni, sono nelle grandi città), produzione industriale di massa (la base economica è l'industria che produce prodotti di massa), crescita del terziario (maggioranza degli addetti), declino della comunità locale e della famiglia (come modelli di comportamento), crescita delle relazioni formali (burocratizzazione) concentrazione del potere politico e dell'informazione. BOX Pubblico di massa, pag. 423 Fruitori del processo comunicativo di massa. E', secondo Blumer, una collettività che si forma a sostegno di un interesse o di un'opinione costituendo, in questo modo, il fondamento delle società democratiche e liberali. Cultura di massa, pag. 424; Negli anni 20 o 30, con la diffusione del cinema, della radio, dei rotocalchi, il termine si trovava in contrapposizione con la cultura alta o come strumento di manipolazione. Oggi possiamo definirla come l'unico strumento (modello culturale) di integrazione e di condivisione all'interno della società di massa. Più che considerarla come insieme di prodotti (libri, musiche,film) è utile trovare una sua definizione nell'utilizzo che fa dei generi, dei modelli, nella testualità (in senso ampio), nel ricorrere alla competenza maturata da esperienze catalogabili e già vissute (attraverso il confronto intertestuale). La cultura di massa non ha memoria se non a breve termine, quella a lungo termine ha le forme della nostalgia, deve accontentare tutti, media contenuti e forme diverse. E' un prodotto industriale, è buono se ha venduto abbastanza. E' per definizione la cultura del tempo libero per la sua componente preminente legata al piacere(v. oralità secondaria). LEMMA Cultura testualizzata, cultura grammaticalizzata, pag. 426; La cultura testualizzata riconosce sé stessa come insieme di testi e pone le regole di produzione in secondo piano, queste sono evidenziabili solo con un processo di estrazione. Il criterio di validità del testo utilizza la contrapposizione corretto-errato come paragone tra testi. Nella società grammaticalizzata esiste anche un insieme di testi, ma l'importanza è data alle regole di produzione di quei testi. La contrapposizione è "conforme alla regola" o meno. LEMMA La cultura, pag. 428; E' costituita dalle basi comuni dell'azione sociale. Tradizioni, storia, fede, clima, arte, , economia, politica. Nel linguaggio comune però è l'insieme delle conoscenze di cui un individuo si è impadronito. La cultura classica utilizza un ideale aristocratico, perché essa rende liberi. Secondo gli illuministi, invece, la cultura deriva dalla razionalità, può quindi divenire patrimonio universale. In senso antropologo si ha la contrapposizione cultura-natura, come patrimonio acquisito, non istintuale. O anche, sempre sul piano antropologico, come agire dotato di senso, culturale=semantico. In ogni caso la cultura ci consente di interpretare la realtà (o di costruirla) ed è necessaria in ogni ambito di vita, per questo l'uomo ne sovrappone diverse, a volte in conflitto tra loro o con culture di altri individui o gruppi. Apocalittici e integrati, pag. 430; Si riferisce alle diverse interpretazioni degli studiosi sei mezzi di comunicazione di massa. I primi normalmente appartengono al modo del pensiero (sociologia, filosofia, etc.) e scrivono i testi SULLA comunicazione di massa che influenzano maggiormente il senso comune. I secondi sono tecnici e scienziati e scrivono i testi DELLA comunicazione di massa, e ne portano avanti lo sviluppo. Normalmente la visione apocalittica è causata dal giudicare il nuovo utilizzando unicamente le categorie del vecchio, cosa che non permette di valutarne le ambivalenze. Accadde anche a Platone, spaventato dall'invenzione della scrittura, o nel rinascimento con la diffusione dei libri (si temeva la dissociazione dalla realtà). Gli studi sulle comunicazioni di massa, pag. 432; Anni 30/40. Si studiano gli effetti della comunicazione di massa nella popolazione sulla spinta di tre motivazioni: paura per l'influenza manipolatrice sulle masse (propaganda radiofonica di Hitler, guerra dei mondi di Horson Welles), necessità di studi sulla composizione della popolazione per le agenzie pubblicitarie, necessità di collocare questi studi all'interno di una disciplina dal momento che nessuno ancora se ne occupava. La Chicago School fu soppiantata dal funzionalismo di Merton e Lazarsfeld (Columbia University) e Talcott Parsons (Harward). Per sua natura lo studio della comunicazione di massa ha subito l'influenza del contesto economico, politico, sociale, etc. NOTA ESTERNA (internet: www.tesionline.it) Con il termine funzionalismo si identifica un insieme di elaborazioni teoriche sviluppatesi a cavallo del ‘900, le quali hanno assunto per diversi anni una posizione dominante tra le teorie sociologiche e antropologiche del XX secolo. Nel funzionalismo la società è concepita come una struttura caratterizzata da un insieme di parti interconnesse tra di loro. Nessuna di esse può essere compresa se isolata dalle altre, ma solamente all'interno della struttura sociale e nella loro interdipendenza. Le relazioni che intercorrono tra le parti della società sono di tipo funzionale, ovvero ogni elemento svolge un particolare compito che, unito a tutti gli altri, concorre a creare e mantenere funzionante ed in equilibrio l'apparato sociale stesso. La società è dunque considerata come un corpo formato da diversi organi interconnessi fra loro e tutti funzionali al mantenimento della società stessa. Punto cardine, per il funzionalismo, è l'esistenza di uno stato di equilibrio nella società (omeostasi), che si ha quando ogni parte svolge correttamente il proprio compito. Quando interviene un cambiamento all'interno di una delle sue parti, si genera nella struttura sociale un disequilibrio che è compensato da un processo di adattamento delle altri parti, finanche una loro riorganizzazione. Il concetto di processo è un secondo elemento centrale nelle teorie funzionaliste. Il funzionalismo considera, infatti, l'equilibrio come un fattore dinamico derivante da un processo delle parti che permette e concentra il mutamento sociale. Come è evidente, la teoria funzionalista fu influenzata dagli studi delle scienze biologiche sui modelli organici che a fine XIX secolo andavano sviluppandosi. I principali autori di riferimento furono A. Comte, V. Pareto, E. Durkheim, B. Malinowski e R. K. Merton. Ipotesi centrale del funzionalismo è che il significato delle rappresentazioni non dipende dalla loro realizzazione fisica (digilander.libero.it/losoaedintorni ) Secondo gli strutturalisti: La struttura è una costante di qualsiasi campo fenomenico. Ne consegue che la forma ha il primato rispetto ai contenuti,la struttura rispetto agli elementi,la costante rispetto alle variabili. In base a questi presupposti teorici,lo strutturalismo si oppone: 1) alla distinzione tra scienze umane e scienze esatte in quanto non prevede alcuna differenza di metodo; 2) allo storicismo che privilegia la categoria del tempo come ambito in cui gli eventi storici acquistano il loro signicato; (lo studio della struttura implica una priorità data agli aspetti sincronici rispetto ai diacronici che sono, invece, determinati dalla componente costante del sistema) 3) all'esistenzialismo che considera l'uomo irriducibile ai metodi di lettura delle scienze esatte. (digilander.libero.it/moses) Piaget, dal canto suo, propose la seguente definizione: "In prima approssimazione, una struttura è un sistema di trasformazioni, che comporta delle leggi in quanto sistema (in opposizione alle proprietà degli elementi) e che si conserva o si arricchisce grazie al gioco stesso delle sue trasformazioni, senza che queste conducano fuori dalle sue frontiere o facciano appello a elementi esterni. In breve, una struttura corrisponde così a questi caratteri: totalità, trasformazioni, e autoregolazione. In seconda approssimazione (...) questa struttura deve poter dar luogo ad una formalizzazione." (da Lo strutturalismo) La geografia degli studi, pag. 435. Ricerca amministrativa (Stati Uniti) e ricerca critica (Europa). La prima si basa su ricerche empiriche, è rivolta all'ottenimento di risultati concreti, utilizzabili, è fondata sull'idea che i media sono una componente di un sistema democratico e pluralista, privilegia l'integrazione. La seconda studia i media su un piano macroscopico che tiene conto degli aspetti politico-economici, affronta le potenzialità funzionali alla produzione di consenso, privilegia il conflitto. E', comunque, uno schema approssimativo. Lazarsfel, in Europa, ha criticato apertamente l'approccio sociologico-marxista. Dal '70 in poi, negli Stati Uniti c'è un declino del funzionalismo e un riallacciarsi con la scuola di Chicago (sociologia urbana, influenza della politica), la tradizione Canadese ed Europea e l'interazionismo (prospettiva che intende studiare la società partendo dal punto di vista dell'individuo. Essa si occupa principalmente dell'interazione sociale che ha luogo nella vita quotidiana della gente. È una teoria microsociologica.Profondamente influenzata da Max Weber, essa ha punti in comune con la psicologia sociale e gli studi della Scuola di Chicago e di George Herbert Mead). Communication Research
BOX Analisi di contenuto, pag. 442; E' un processo che consente di analizzare il contenuto manifesto di una serie di testi, mostrandone le ricorrenze, i simbolismi, le proprietà linguistiche. E' un metodo che consente a studiosi differenti di giungere alle stesse conclusioni proprio perché si limita ai contenuti manifesti e non latenti. Lo scopo è quello di giungere a scoprire i meccanismi messi in atto per produrre inferenze nei destinatari dei messaggi. La teoria funzionalista dei media, pag. 443; Applica al mondo dei media la teoria funzionalista, i media sono visti come sottosistema all'interno del sistema sociale, l'approccio per la sua ampiezza di vedute dirige lo sguardo agli effetti a lungo termine. In particolare il sottosistema dei media rispondeva al bisogno di sostenere lo schema dei valori per mantenere attivi i modelli culturali (n.b. la funzione si definisce in base alle sue conseguenze oggettive). NOTA ESTERNA
i 4 imperativi funzionali (Adattamento: acquisire le risorse dall'ambiente circostante e distribuirle all'intero sistema; funzione svolta dal sottosistema economico. RaGgiungimento dei fini: decidere quali obiettivi deve perseguire la collettività, stabilire delle priorità e mobilitare le risorse per raggiungerli; funzione svolta dal sottosistema politico. Integrazione: coordinare e regolare le relazioni tra gli individui e i gruppi o, più in generale, tra le varie unità del sistema, in modo che tutte contribuiscano al mantenimento dell'equilibrio sociale; funzione svolta dal sottosistema normativo. Mantenimento della struttura Latente: conservare nella lunga durata le soluzioni adottate, fare in modo che i componenti siano motivati ad accettarle e garantire la gestione delle tensioni; funzione svolta dal sottosistema culturale, e cioè dalla famiglia, dall'istruzione e dalla religione attraverso il processo di socializzazione.)
funzioni non comprese né cercate da chi le esplica. Per Lazarsfeld e Merton (i più importanti esponenti del funzionalismo, COLUMBIA UNIVERSITY)i media hanno la doppia natura di imporre le norme sociali, dare il corretto status alle questioni pubbliche, persone, movimenti, etc. ma per altro verso spingono gli individui a trasformare la loro partecipazione attiva in conoscenza passiva, uniformandosi gli uni agli altri. L'asse degli studi più importanti è quello COLUMBIA UNIVERSITY - HARVARD dove Talcott Parsone condivide con i due studiosi citati la concezione della scienza sociale neutra inserita in un apparato scientifico che si suppone democratico, ma se ne distanzia per la scelta di allargare il raggio dei suoi studi ed inserire lo studio delle scienze sociali in una totalità che tenga conto dell'intera struttura delle relazioni reciproche che intrattengono i fenomeni oggetto di studio. Questo porta Parsone ad allontanarsi dalla nozione classica di "ricerca americana" focalizzata verso obiettivi delimitati e rapidi. BOX Paul Felix Lazarsfeld, pag. 447;
Considerato uno dei 4 padri fondatori della Communication research (con Lasswell, Lewin e Hovland). Utilizza per primo la tecnica del panel. Prende le distanze dal pragmatismo della ricerca americana e cerca di mediare la tradizione "amministrativa" con la tradizione europea invitando Adorno a collaborale con lui. Ma la collaborazione dura poco, Adorno conferisce alla teoria un ruolo di supporto maggiore di quanto gliene attribuisca Lazarsfeld. Studi sul pubblico, pag. 449; Il new deal (1932) di Rooswelt richiede l'avvio di attività di indagine e studio della popolazione finalizzata a promuovere la sua fattiva collaborazione alla ripresa economica. Questo tipo di ricerca viene definita "strutturale" perché finalizzata a definire una struttura della popolazione ottenuta dettagliando la sua composizione. La tradizione comportamentale, pag. 450; Intorno alla metà degli anni 30 nasce una corrente di studio socio-psicologico che intende entrare nel merito degli atteggiamenti, e della loro misurazione, di chi fruisce dei media, in questo si distingue dagli studi strutturali con i quali invece condivide l'approccio sperimentale "amministrativo". Ne viene fuori uno spettatore "attivo" che decide cosa fare proprio, che elabora i contenuti in base alla propria esperienza e ne ricava un significato. BOX I persuasori occulti, pag. 451; Un allievo di Lazarsfeld, Dichter, contesta al professore di non approfondire gli aspetti psicoanalitici dei meccanismi di scelta nei consumatori. Sviluppa quindi autonomamente uno studio che chiamerà "ricerca motivazionale". Proseguendo nella traccia, Vance Packard, professore universitario, scrive nel 1957 "I persuasori occulti" un testo dove denuncia lo studio, da parte di chi crea campagne di marketing, dei meccanismi che portano gli individui a cercare nel consumo la soddisfazione dei propri bisogni. Uses and gratifications, pag. 452; La teoria, elaborata nell'Istituto di Lazarsfeld - Bureau of Applied Social research - ha una derivazione chiaramente funzionalista, si fonda su una grande quantità di interviste che indagano sul rapporto tra media e fruitori. Si tratta di un'evoluzione del funzionalismo: è necessario distinguere la funzione dal "bisogno" perché questo è strettamente legato all'individuo, alla sua esperienza, al suo contesto socio-psicologico. Questo non contraddice la teoria funzionalista perchè le funzioni (per definizione conseguenze oggettive) non corrispondono necessariamente con le intenzioni del comunicatore, e possono frazionarsi, diversificandosi, e soddisfare bisogni diversi. E' impensabile che uno stesso messaggio produca gli stessi effetti su chiunque. Quindi chi riceve il messaggio lo usa e diventa soggetto comunicatore a pieno titolo. In pratica questa teoria connette consumi/soddisfacimento dei bisogni (cognitivi,affettivo-estetici,integrativi della personalità,integrativi del sociale,di evasione) agli imperativi funzionali della società. Dalla teoria derivano sette filoni di studio 1 - le origini sociali e psicologiche dei 2 - bisogni che generano 3 - aspettative dai 4 - mass media o da altre fonti che portano a 5 - modelli differenziati di esposizione ai media che risultano in 6 - bisogni di gratificazioni e 7 - altre conseguenze, forse principalmente intenzionali Negli anni 80 questa teoria sarà la base di altri studi sulla "lettura negoziata" (indagini sulla serie televisiva Dallas) Ricerche e teorie sugli effetti, pag. 455; La tradizione degli studi sugli effetti dei media si distingue in studi sugli effetti a breve (effetti su comportamenti o convinzioni) e a lungo termine (influenza sulla costruzione della realtà). Gli effetti a breve termine, di cui ora parleremo, dopo un lungo periodo di ricerche empiriche approdano ad una serie di conclusioni teoriche. BOX Diagramma di flusso, pag. 456; Il modello comunicativo alle spalle delle prime ricerche è un modello basilare, privo di implicazioni complesse. Emittente Messaggio Ricevente Teoria ipodermica, pag. 456; Non è mai stata formulata ufficialmente, è piuttosto riscontrabile in un clima diffuso nei media e nella società. Una serie di testi, a partire da una pubblicazione del russo Tchakhotine dedicata a Pavlov, teorizzano, tra le due guerre mondiali, il potere manipolatorio dei media nei confronti delle masse. Il fondamento teorico è nella psicologia delle folle di Le Bon, nelle teorie sul condizionamento di Pavlov, nel comportamentismo. Il ricevente "selettivo", pag. 458; A partire dagli anni 40 il principio delle masse indistinte viene gradualmente superato a partire dagli studi di Hovland che rimette in gioco le "variabili intervenienti" dando loro un ruolo primario in ogni processo comunicativo. Ogni individuo, selezionando e memorizzando ciò che gli è più congeniale, fornisce risposte personalizzate ad uno stesso stimolo in base a differenze nella struttura cognitiva. Anche il messaggio può agire in direzioni non previste dagli emittenti, in seguito verranno classificate modalità di decodifica contraria alle loro intenzioni sulla base di un principio di adattamento del ricevente che vuole far rientrare, in qualche modo, il messaggio nel complesso delle sue idee anche quando incompatibile. BOX S→IV→R, pag. 459; I progressi degli anni 40 non modificano un sostanziale approccio comportamentista, pur integrando lo schema con le variabili intervenienti cui si addebitano le motivazioni delle risposte differenziate. Lo schema diviene solo leggermente più articolato: Stimolo -> Variabili intevenienti -> Risposta La comunicazione a più "livelli", pag. 460; Le ricerche empiriche vengono estese al contesto sociale in cui avviene la ricezione del messaggio. Si verifica che questo ha una grande influenza negli effetti della comunicazione e li diversifica notevolmente. Il gruppo di lavoro di lazarsfeld studia gli effetti della campagna presidenziale del 1940. Si evincerà che la metà degli esaminati ha solo rafforzato le proprie propensioni precedenti e solo una minima parte, 5%, ha modificato radicalmente le proprie convinzioni precedenti. Questo è anche dovuto alla ridotta esposizione, degli individui, a messaggi di direzione opposta a quella delle proprie convinzioni. Nel 55 LAzarfeld e Katz pubblicano i loro studi sulla comunicazione a due stati. Per la prima volta si parla di un "gruppo primario", costituito da persone maggiormente a contatto con i media definite "opinion leader", che tendono ad influenzare le idee ed i comportamenti degli altri. Gli opinion leader sono elementi più attivi ed autorevoli, maggiormente istruiti, in realtà la teoria verrà perfezionata specificando una struttura a più stadi, dove gli opinion leader rientrano in una struttura gerarchica in funzione della propria influenza. In ogni caso si teorizza l'influsso limitato dei media nei processi formativi e decisionali, entra in gioco la rete delle relazioni personali e sociali che hanno un'influenza anche più determinante. LEMMA Panel, pag. 461; Questo tipo di indagine (v. campagna presidenziale 1940) presuppone l'utilizzo di panel, campioni di popolazione intervistati a distanza di tempo senza variarne la composizione. LEMMA Opinion leader, pag. 462; Tra i tipi di influenza che esercitano possiamo riconoscere quelli basati su: Influenza(in base all'autorità accreditata), Controllo(sull'opinione pubblica e di conseguenza su decision maker) Trasmissione (flusso delle informazioni, agiscono da gatekeeper) BOX Two step flow, pag. 463; Graficamente il passaggio dalla teoria ipodermica a quella a due stadi si può rappresentare così: Ritorno al concetto dei "media potenti", pag. 463;
Agenda setting, pag. 465; Introdotta nel 1972 da Shaw e McCombs, riguarda la relazione tra la stampa giornalistica e i suoi lettori. La prima compone ed organizza un'agenda, una selezione di fatti da prendere in esame, e definisce una gerarchia tra le notizie. Questa contribuisce a creare nel lettore la percezione della realtà e dei suoi accadimenti, gli argomenti su cui discutere, su cui formarsi opinioni. L'impatto dei media, quindi, non si manifesta tanto nell'opinione sui fatti ma sulla rilevanza accordata ai fatti stessi dalle persone. Uno degli strumenti più influenti è quello della tematizzazione delle notizie, che apporta loro significato indirizzando il processo interpretativo del fruitore. Si parla in questo caso di micro-agenda. Negli anni '90 si è definita una macro-agenda dalle conseguenze maggiori, quella di ridisegnare la realtà, deformandola, dandole una connotazione più conforme ed utile alla struttura dei media. Gli effetti sono "deboli" per la televisione, dove si limita alla consapevolezza dell'esistenza di un argomento, e "forti" per la stampa quotidiana che contribuisce all'articolazione ed al dettaglio. Il processo dipende anche dalla costituzione del pubblico, se più specializzato e informato è meno influenzabile. Teoria della dipendenza, pag. 468; Introdotta nel 1976 da Sandra Ball-Rokeach e Melvin De Fleur. Il sistema dei media è indispensabile allo sviluppo della società moderna perché instaura relazioni tra sé e le istituzioni, le persone, i gruppi, etc. Questa relazioni costituiscono una dipendenza, in particolare l'individuo ha bisogno di accedere alle informazioni fornite dai media per: comprensione di sé, comprensione sociale, orientamento all'azione, orientamento all'interazione, svago solitario e sociale. Questo determina una dipendenza: cognitiva, nell'orientamento e nelle attività di svago. La dipendenza è negoziabile, perché dipende dal contesto e dalle scelte di fruizione specifica (media mix) o della non fruizione. Spirale del silenzio, pag. 472; Ciascuno di noi contribuisce a costituire l'opinione pubblica, ma nello stesso tempo si conforma ad essa per paura dell'isolamento o per lealtà sociale. Ogni individuo costruisce, attraverso un continuo monitoraggio, la propria idea su ciò che pensano gli altri, tende a conformarvisi ed evita di esprimere posizioni non condivise o affrontare argomenti non trattati, in un processo a catena che tende all'uniformità delle posizioni. In questo contesto i media forniscono un'indicazione sulla "pressione ambientale" che orienta l'opinione pubblica. In particolare cumulatività e consonanza conferiscono ai media un potere smisurato per la necessaria limitatezza dell'esperienza personale del singolo che ad essi deve ricorrere per conoscere la realtà. Per la stessa ragione, però, i media possono portare in evidenza un argomento rimasto a lungo sotto silenzio, stimolando le persone ad affrontarlo e discuterne. Teoria della coltivazione, pag. 474; Anni '70, George Gerbner. Basata sull'influenza della televisione sui comportamenti. La televisione fornisce contenuti frammentari che la sfera cognitiva ricostruisce poi con la classificazione in generi imitando un processo esperienzale. Queste rappresentazioni differiscono dalla realtà dell'esperienza vissuta, e ad essa tendono a sostituirsi nelle persone che fruiscono della televisione in maniera massiccia, almeno 4 ore al giorno. Questo crea omogeneità e visioni distorte. Un'esempio è costituito dal fatto che contenuti fortemente violenti, rinnovati con frequenza elevata all'interno di trasmissioni o fiction, contribuiscono a creare una visione del proprio ambiente quotidiano più violenta di quanto lo sia realmente. Questa teoria, erede dell'ipodermismo, non tiene conto dell'esposizione selettiva, del contesto sociale, delle componenti individuali. Studi sull'emittenza, pag. 476; Due sono i filoni che caratterizzano gli studi sull'emittenza: quello legato alla sociologia delle professioni (studia l'influenza degli addetti alla comunicazione) e quello che studia l'organizzazione del lavoro. Un esempio di studio interno al primo filone riguarda i produttori TV di Hollywood. I risultati hanno individuato 3 categorie: i film makers interessati ad imparare il mestiere e divenire famosi, gli sceneggiatori interessati al contenuto qualitativo dei prodotti, i produttori interessati al guadagno anche a scapito della qualità. Il secondo filone ha affrontato principalmente lo studio dell'apparato che produce notizie, news-making, attraverso i suoi processi di gatekeeping. La filosofia di questi studi si basava sull'influenza che l'addetto riceve dall'ambiente di lavoro, dai colleghi, dai capi, dall'organizzazione. Questo spiega bene l'uniformità rintracciabile nella carta stampata. Indagini, effettuate con il metodo dell'osservazione partecipante sono state avviate per valutare il processo che assegna valore alle notizie (news value) dando per assodata la scarsa rilevanza dell'arbitrarietà del singolo. BOX Gatekeeper, pag. 478; E' la funzione che seleziona le notizie, le classifica per importanza, notiziabilità, presa sul pubblico, autorevolezza delle fonti, etc. I primi studi ritenevano arbitrari i criteri di selezione, ma l'uniformità del prodotto finale ha stimolato approfondimenti. LEMMA Osservazione partecipante, pag. 479; Consiste nello studio di un fenomeno dall'interno. L'osservatore entra nel gruppo senza rivelare la propria natura di studioso, si uniforma ai componenti e annota i loro comportamenti. E' utile per l'accuratezza dell'osservazione, ha i suoi limiti nella possibilità che l'osservatore finisca per influenzare l'oggetto del suo studio. Newsmaking, pag. 480; La realizzazione di un giornale è un processo di scrittura influenzato sensibilmente dalla struttura e dall'organizzazione del processo produttivo. La notizia è il rapporto su un avvenimento rivolto ad un pubblico potenzialmente interessato, non è necessariamente oggettivo ma basato su un punto di vista condiviso, quello del giornale e del suo processo produttivo. La notiziabilità di un avvenimento è la sua attitudine a divenire notizia sulla base di una serie di valori che deve possedere. Questa potenzialità è trasformata in realtà da un apparato che deve poi elaborarla narrativamente, facilitarne la classificazione e l'inquadramento sulla base di un apporto professionale degli addetti che si fonde con criteri giudicati naturali in quanto necessari al funzionamento del ciclo produttivo. Questo deve realizzare un prodotto uniforme nel tempo, attraverso processi routinari e pianificati, sulla base di una materia prima estremamente variabile ed imprevedibile. Valori/notizia, pag. 481; Rappresenta una valutazione che tiene conto di prodotto, pubblico e concorrenza. Per quanto riguarda l'importanza, si tiene normalmente conto di cinque elementi: 1 - Grado e livello gerarchico dei soggetti coinvolti nell'avvenimento 2 - impatto sugli interessi nazionali 3 - prossimità (geografica,culturale,etc.) 4 - quantità di persone coinvolte (dipende dalla prossimità) 5 - rilevanza rispetto a sviluppi futuri L'interesse, invece, tiene conto della capacità di intrattenimento e si basa su: 1 - rovesciamento dei ruoli 2 - interesse umano 3 - eccezionalità o eroicità dell'impresa 4 - coinvolgimento del personaggio in situazioni insolite Si tiene conto anche di disponibilità del materiale (possibilità di gestirlo), caratteri del prodotto (novità,bilanciamento delle notizie,completezza delle informazioni,orario in cui giunge,spazio a disposizione) e del pubblico (possibilità di identificazione, pubblica utilità,non opprimono il lettore,non arrecano traumi o colpiscono sensibilità,gusto,valori,etc.) Inoltre, l'agire in un contesto allargato, fa sì che l'editore abbia interessa a coprire le notizie affrontate dagli altri giornali evitando "buchi" nell'informazione, e nello stesso tempo di affrontare per primi argomenti importanti ed inediti (scoop). I valori notizia, infine, devono essere ben chiari all'interno di un contesto in cui i tempi di lavorazione sono fissati, le scelte devono essere rapide e giustificabili, gli spazi sono predefiniti. BOX Giornali, giornalisti e pubblico, pag. 483; Il pubblico dei giornali tende a fidelizzarsi, per questo assume importanza l'immagine che ne hanno i giornalisti e l'influenza nella realizzazione dei prodotti editoriali. Gli apparati tendono ad aderire al loro pubblico con criteri scientifici ed impersonali. I singoli addetti affidano questa ricerca a doti personali di intuito ed esperienza più difficili da tenere sotto controllo. Le fasi del lavoro giornalistico, pag. 484; Raccolta e selezione. Avviene anzitutto attraverso fonti stabili: agenzie, uffici stampa, etc. Il caporedattore, poi, seleziona le notizie arrivate attraverso i propri reporter, corrispondenti e cronisti. La lista è sempre superiore allo spazio disponibile, in coda appaiono sempre le notizie non apparse per motivi di spazio il giorno prima e le notizie senza tempo, utili quando è necessario riempire vuoti. La selezione riguarda, in particolare, la scelta delle notizie da collocare in prima pagina o comunque in evidenza. Organizzazione delle pagine. La prima fase è la tematizzazione, sempre a cura del caporedattore. I temi corrispondono a pagine ben precise. In questo contesto si attribuisce maggiore o maggiore rilevanza definendo la collocazione nelle pagine, l'accostamento, la rilevanza grafica da parte del caposervizio. Editing. La scrittura, o la rifinitura, degli articoli avviene dopo l'assegnazione di uno spazio e l'attribuzione di un particolare taglio da dare alla notizia. Il giornalista deve rispettare un preciso numero di righe ed enfatizzare, o ridimensionare, alcuni aspetti in base alle precise indicazioni che hanno determinato la sua selezione e collocazione. BOX Lo scadenzario, pag. 486. E' la pianificazione degli eventi prevedibili sui quali è necessario dare copertura. Spesso, gli scadenzari, sono forniti dalle agenzie stampa che a loro volta raccolgono i comunicati di uffici stampa e di pubbliche relazioni. Sono utili per garantire una sufficiente quantità di notizie per realizzare ogni numero. L'altra America Carey, nel 1963, definisce Cultural Studies (da distinguere dai British Cultural Studies) quel lavoro caratterizzato da una posizione intellettuale e politica che intendeva riportare in auge la prospettiva storica,economica e critica della Chicago School, l'interazionismo simbolico, l'etnometodologia post-schutz, gli studi di Mills, ricollegandosi alla scuola di Francoforte. In sostanza intendeva sottolineare il vincolo indissolubile tra interazione simbolica, processi comunicativi e cultura. La realtà non esiste in sé ma è modellata da repertori simbolici. L'obiettivo finale è molto ampio, di stampo sociologico, capire la società e come essa riesca a prodursi e tramandarsi. Carey definisce, coerentemente, la comunicazione come quel processo mediante cui la realtà viene prodotta, modificata, mantenuta, trasmessa. Questo implca il rifiuto del determinismo tecnologico ed un certo ottimismo nella concezione dei media quali strumenti di partecipazione e democrazia. Dagli omonimi britannici li distingue la tradizione marxista seguita da questi, e le profonde differenze contestuali. BOX Charles Wright Mills, pag. 490;
Si studia la sociologia delle vita quotidiana mediando tra fenomenologia (nella fenomenologia l'esistenza umana viene considerata irriducibile a semplice oggetto della ragione scientifica e si accentuano di più i valori oggettivi di tale esistenza, mentre nell'esistenzialismo quelli soggettivi), esistenzialismo, interazionismo simbolico (prospettiva che intende studiare la società partendo dal punto di vista dell'individuo. Essa si occupa principalmente dell'interazione sociale che ha luogo nella vita quotidiana della gente. È una teoria microsociologica.Profondamente influenzata da Max Weber, essa ha punti in comune con la psicologia sociale e gli studi della Scuola di Chicago e di George Herbert Mead)., ed etnometodologia (studio del modo in cui i membri della società attribuiscono un senso a quelle che gli etnometodologi chiamano espressioni indicali ovvero quelle espressioni il cui significato non è universale ma dipende dal contesto in cui vengono usate). All'interno del gruppo David Altheide ha prodotto i maggiori contributi per lo studio dei media. Egli ha teorizzato che ogni attività simbolica condivisa ha una forma mediale (dominante) alla quale devono adeguarsi i professionisti della comunicazione. Questo porta a strutturare i contenuti trasmessi in radio o in televisione secondo una forma non coincidente con quella reale. Il pubblico utilizza lo stessa chiave di lettura per classificare rapidamente i contenuti e questo, in concomitanza con il proliferare dei media elettronici, porta gli individui a registrare gli avvenimenti più che a ricordarli, processarli più che capirli. Il processo organizzativo utilizzato nella produzione massiva di contenuti per i media porta gli addetti ad aggiungere un valore "creativo" ai dati dovuto alla riflessività, cioè all'impossibilità di sottrarsi al circolo ermeneutica nell'interpretazione dei fatti. La posizione di Altheide richiede che il ricercatore espliciti i criteri interpretativi e si mantenga fedele ai dati forniti dall'esperienza vissuta. Tutto ciò è basato su 3 assunti: la vita sociale consiste in un processo di comunicazione ed interpretazione che riguarda la definizione della situazione, il processo comunicativo spezza la distinzione tra soggetto e oggetto e li unisce in una situazione che noi sperimentiamo e diamo per scontata, ogni cosa deve essere considerata "in costruzione". Dallas Smythe e l'"economia politica della comunicazione", pag. 495;
Ha dedicato i suoi studi alle connessioni tra ricerca, scienza e politica. E' convinto che il primo dovere di chi ricerca è mirare alle applicazioni per migliorare la condizione umana, con particolare riguardo a chi non è rappresentato. Polemizza con la corrente critica europea che si concentra sui contenuti e la loro interpretazione sottovalutando gli aspetti economici dei media e come utilizzino la nuova merce costituita dall'audience, per quanto, egli stesso, denunci i media per la loro vocazione a distrarre il pubblico dai temi fondamentali. BOX PR: la privatizzazione dello spazio pubblico, pag. 498; Stuart Ewen, che insegna alla City Università di New York negli anni 60, denuncia come nella società americana del 900 abbiano assunto sempre più importanza gli uffici di pubbliche relazioni delle industrie private e delle loro associazioni di categoria. Nati per sostenere l'immagine pubblica dell'impresa, in particolare a seguito di danni causati o problematiche diverse, nel tempo hanno assunto anche un ruolo politico attraverso l'influenza che hanno avuto sui governi. Con il tempo questo tipo di ingerenza si è radicata nel senso comune trovando quasi una sua legittimazione in una concezione sempre più commerciale della democrazia. Scuola di Toronto, pag. 499;
Ciò che li unisce è la propensione all'interdisciplinarità, l'idea che l'innovazione tecnologica comporta conseguenze nella sfera psico-percettiva, la tendenza metodologica ad unire fenomeni in apparenza lontani. Li accomuna anche la concezione per un' "ecologia dei media" che studia gli stessi alla stregua di un ambiente umano. Importante il contributo di Mumford che studia città e tecnologia sottolineando i caratteri comuni che possono, sotto certi aspetti, a identificare l'una con l'altra fino ad affermare che i media e la comunicazione portano alla realizzazione di una "città invisibile". BOX Edmund Carpenter, pag. 500;
Marshall McLuhan, pag. 502;
1 - The mechanical bride, dove indaga sull'opinione pubblica e la manipolazione del pensiero 2 - Galassia Gutenberg - implicazioni sull'uomo dell'invenzione ella stampa e dell'alfabeto fonetico 3 - Understanding media - the extension of man - dove indaga, in chiave psico-perccttiva, sugli effetti dei media in senso ampio (denaro, automobili, elettricità, etc.) 4 - Laws of media. The new science - Trasposizione di alcune intuizioni in tracce per una teoria complessa. McLuhan ha definito una storia dell'uomo attraverso i media, dall'era tribale, caratterizzata dal medium dell'oralità, a quella meccanica caratterizzata dall'introduzione della stampa, fino a quella elettrica in cui compaiono i media elettrici. Da una cultura orale, quindi, ad una visiva per approdare ad un ambiente che richiede l'utilizzo di tutti i sensi e che vede modificarsi i principi fondanti dello spazio e del tempo (trasformando il pianeta in un "villaggio globale"). I media incidono sul vissuto al punto da costituire essi stesso un messaggio più che veicolarlo ("il messaggio è il medium"). L'introduzione di un nuovo media è visto, inoltre, come un processo che dal vecchio porta ad inglobare il nuovo, come la scrittura ingloba la stampa. Il limite di una realtà così totalizzante è che si può comprendere solo quando la si supera, siamo sempre un passo indietro nella nostra visione del mondo, con il vantaggio aggiuntivo di poterla trasporre in forma d'arte. L'influsso dei media sul contesto sociale è grande al punto da modificare l'ambiente in cui l'uomo vive, per questo è necessario capire i media dall'interno e governarne il cambiamento, perché non è possibile arrestarne l'evoluzionea diffusione. Non bisogna temere i media ma comprenderli (awareness) evitando di restarne storditi (numbness). Ogni media costituisce un'estensione dell'uomo, come un nuovo arto, ed occorre comprenderne le opportunità per evitare di essere, al contrario, strumenti in mano ai media. Per contro, ogni media ha almeno due effetti: estende una funzione ma ne blocca altre. I media caldi impegano un solo senso e lo inondano di informazioni (alta definizione), lasciando poco spazio alla strutturazione personale dei contenuti (stampa,fotografia,radio). I media freddi, essendo a bassa definizione, impegnano tutti i sensi e richiedono una partecipazione più attiva (telefono,televisione). A sostegno delle sue leggi, infine, McLuhan cita il principio di falsificazione di Popper dichiarando la necessarietà di fornire assieme alle leggi gli strumenti per smentirle. BOX Joshua Meyrowitz, pag. 509;
Incidono anche sul senso dello spazio quando consentono a milioni di persone di assistere in diretta ad un evento. Questa delocalizzazione non è solo geografica ma anche sociale. Utilizzando i metodi dell'interazionismo simbolico, Meyrowitz ridefinisce anche il concetto di aggregazione interno alle masse che non avviene più per ceto, cultura, etnia,religione, bensì per preferenze musicali, sport, tipo di automobile, etc. I media elettronici rompono la linea di confine che assimilava posizione sociale e fisica, ribalta e retroscena, ridefinendo il senso del luogo e dell'identità, dell'infanzia e della maturità, persino dell'autorità con la caduta di quel muro di riservatezza che celava i comportamenti privati dei potenti.
Il versante europeo Se escludiamo la scuola francofortese (stimolata, del resto, da quella statunitense), la ricerca sulla comunicazione in Europa parte nel secondo dopoguerra, con molto ritardo rispetto a quella americana. E' caratterizzata da multidiscipinarità e per la sua propensione a focalizzarsi sugli aspetti culturali più che sociologici, sia per il ruolo differente che in Europa ricopre l'intellettualità, sia per il contesto economico differente che spinge la ricerca a cercare nessi principalmente con sfera la politica: il consumo di massa dovrà attendere gli anni 60 per esplodere e i mezzi di comunicazione di massa radiotelevisivi sono per lo più a gestione pubblica. La teoria critica, pag. 516; (foto Max Horkheimer)
Adorno, Erich Fromm. L'impronta, già nel nome, indica un carattere diretto alla ricerca sociale più che alla sociologia, sottolineando la pratica multidisciplinare e la messa in discussione dei propri stessi presupposti, requisito necessario ad affrontare una teoria che si definisce "critica". Le basi teoriche sono riferite ad Hegel e Marx, ma la concezione antagonista marxiana viene integrata con aspetti presi dalla filosofia della cultura ed alla psicologia del profondo. La scuola, infatti, intende dimostrare come le società tardo borghesi esplichino il loro potere attraverso tutti gli aspetti del sociale, modificando la cultura e la psiche degli individui che in questo modo entrano inconsapevolmente nel processo di conservazione e riproduzione del potere. Il nazismo costringe l'istituto, finanziato e composto in buona parte da persone di origine ebraica, a spostare più volte la propria sede. LaA Columbia University si rivelerà la più stabile. E' lì che la presenza di Adorno, invitato a collaborare con Lazarsfeld al Princeton Radio Project, mette in luce le profonde differenze metodologiche ed epistemologiche tra le due scuole. A creare contrasto è anzitutto il ruolo della teoria: per i francofortesi la teoria è importante quanto la ricerca, le sole sperimentazioni non possono condurre ad un risultato se non supportate da solide teorie. Il metodo scientifico, inoltre, non è adatto allo studio delle discipline sociali, sempre secondo Adorno, perché i fenomeni, basandosi sull'arbitrarietà umana, non sono mai riproducibili. Infine anche l'importanza del lavoro di staff, primaria per gli americani come strumento che minimizza la casualità introdotta dal singolo, è vista dagli europei con diffidenza data la maggiore rilevanza che essi attribuiscono all'impronta personale di chi conduce e coordina gli studi. Anche perché è necessario evitare di astrarsi dal contesto storico e politico. Il ricercatore, entrando a pieno titolo nell'oggetto della ricerca, la indirizza con la sua stessa presenza in direzione di una maggior aderenza alla realtà storica. Ciò, peraltro, non deve impedire una conoscenza dei fatti avulsa da opinioni ed ideologie: la Scuola di Francoforte persegue, secondo il modello hegeliano, la conoscenza della cosa in sé. Essi, pur ammettendo che la verità assume forme diverse nel corso dei differenti periodi storici, affermano la necessità di valutare i fatti tenendo conto della storia come tramite unico per comprendere il presente e creare criteri di verifica degli strumenti teorici. Questo paradosso è solo parzialmente risolto dalla definizione della "verità oggettiva" che formulano così: vero è tutto ciò che produce un cambiamento sociale in direzione di una società razionale. Ovviamente la razionalità continua a rimanere legata a parametri soggettivi, è uno dei limiti della teoria critica. Tra i suoi studiosi, Adorno e Benjamin si occupano maggiormente di estetica e industria culturale. Adorno non accorderà mai alla riproducibilità tecnica un ruolo liberatorio e progressista, egli fa proprio il concetto di feticismo della merce e regressione. Quando si privilegia l'aspetto commerciale si riconosce alla merce un puro valore di scambio in luogo del valore d'uso che gli si può conferire solo attraverso l'apporto umano, perdendo in questo modo un reale contenuto culturale. In questo consiste il feticismo, appunto, nel reificare il valore di scambio. Da musicista Adorno spiega la regressione come quel fenomeno che porta l'individuo a privilegiare il frazionamento e la ripetizione, lo schema della canzone è breve e ripetitivo, al contrario, per esempio, di una sinfonia lunga e complessa, che si sviluppa nel tempo diversificandosi. La diffusione della musica jazz, secondo Adorno, è un chiaro esempio esplicativo del fenomeno pur celandosi sotto le mentite spoglie di un ritorno al tribale ed alla natura. La tendenza alla ripetizione, al contrario, è segno per la società di un ritorno alla ripetizione mitica, che dà luogo ad un'esperienza puramente estetica, non inscrivibile in un percorso storico evolutivo, che quindi non privilegia la dimensione interiore, critica e intellettuale. Dopo la guerra Horkheimer ed Adorno tornano in Europa. Rimarra negli stati uniti Marcuse che avrà grande seguito nel corso dei movimenti del 68. Nel seguito, scomparsi i grandi maestri, a rappresentare il pensiero di Francoforte resterà solo Jurgen Habermas (agire comunicativo) che dovrà fare i conti, però, con una realtà storica di fronte alla quale lo slancio critico e ideologico perderà buona parte della sua forza. L'industria culturale, pag. 520; Industria culturale è un termine che Adorno e Horkheimer preferiscono a cultura di massa per impedirne un'interpretazione vicina a forme di cultura popolare o folklorica. La scuola di Francoforte ha sempre attribuito enorme importanza all'intrattenimento come forma di controllo sociale e riproduzione del potere, lo stesso fascismo è visto come costituito da forme simboliche e stili che aderiscono all'inconscio delle masse. Dopo averla delineata in Europa, negli stati uniti i due studiosi incontrano la realizzazione del sistema basato sull'industria culturale, qui essa costituisce l'impianto per creare e mantenere stili di vita che rispondano all'etica del consumo. Nello stesso tempo, criticando Marx, sottolineano come strutture economiche e sovrastrutture tendono a confondersi ed identificarsi data la mole delle loro interazioni. Cultura e società sono imprescindibilmente legate, e la cultura non esprime determinati interessi di classe ma è lo specchio dell'intera società e delle sue contraddizioni. Riguardo la concezione dell'arte, i francofortesi fanno riferimento della lettera di Engels a Bloch, in cui si teorizzava come l'autore, trasformando il soggettivo in oggettivo, non potesse fare a meno di esprimere anche nozioni filtrate dalla società, rendendo in questo modo l'opera rappresentativa di sé e della società in cui è nata. Ma questo non impediva all'opera di esprimere, nel miracolo di una fusione tra forma e contenuto, funzione ed espressione, soggettività e oggettività, un elemento di protesta, una pretesa vera di trascendere la società. A questa concezione fa riferimento la critica verso l'industria culturale in quanto affermativa, mai critica. La sua stessa forma, frazionata, priva di riferimenti, inibisce il ricorso all'esperienza, la pianificazione progettuale, riduce la vita quotidiana ad una sequenza di azioni di consumo. E' inevitabile che un prodotto industriale aspiri a questo in quanto non può che perseguire il massimo profitto. Per questo motivo si afferma uno dei principi base della critica francofortese: i modi di produzione culturale determinano il valore culturale, perché qualunque sia la loro forma, il loro contenuto è sempre indirizzato all'obiettivo del consumo, ovvero la manipolazione del desiderio per il perseguimento del profitto. Il consumo dell'opera, di conseguenza, assume forme e tempi della sua stessa produzione. La pubblicità è fondamentale in quanto promessa di un godimento mai completamente raggiunto, per ovvia incapacità, dal prodotto, quindi finisce per coincidere essa stessa con il prodotto da vendere Walter Benjamin, pag. 525;
Herbert Marcuse, pag. 527;
La sua opera più nota "L'uomo ad una dimensione" denuncia una società che ha portato all'identificazione tra le cose e le loro funzioni, tra le forme e i contenuti; questa società unidimensionale non può che passare dallo sfruttamento dei beni a quello degli uomini. In un mondo in cui l'offerta determina la domanda, si realizza l'appiattimento e il controllo sociale. Cultural Studies, pag. 529; 1964, Centro Studi di Cultura Contemporanea, Università di Birmingham, primo direttore Richard Hoggart. Problematzzare il ruolo della cultura come cardine tra meccanismi di dominazione e resistenza partendo dai processi sociali attraverso i quali si sviluppano pratiche condivise, arre di significato e senso della realtà. Dai primi risultati sperimentali si arriva alla conclusione che i fruitori della comunicazione selezionano i contenuti, e così la memorizzano, in maniera dipendente dalla propria appartenenza sociale. Per questo società complesse sviluppano subculture (teoria della differenziazione sociale). Hoggart racconta la resistenza delle comunità operaie alla cultura della commercializzazione che continuano a tramandare aspetti di forme di vita tradizionale. Williams teorizza la cultura come quel processo attraverso cui i significati sono storicamente e socialmente elaborati, passa attraverso le pratiche sociali e contiene la somma di tutte le loro interrelazioni. E' opportuno, inoltre, parlare di Culture perché si declina differentemente soprattutto in base alla classe. In sostanza i Cultural Studies fondano le loro basi su 4 concetti: 1 - L'autonomia relativa della cultura e dell'ideologia (sovrastruttura) dalla base economica (struttura), in particolare non sono da essa determinate ed assumono un ruolo attivo nella riproduzione sociale. 2 - L'ideologia e le opinioni sono frutto dell'appartenenza di classe, ma non sono determinate unicamente da essa in quanto contribuisce anche la concezione che l'individuo ha di questa appartenenza (teoria dell'ideologia di Louis Althusser). 3 - Egemonia non coincidente con classe dominante. La prima guida le dimensioni intellettuali e morali come conseguenza di un consenso ed include la cultura popolare, la seconda quelle economiche. Quindi nell'analisi del potere è necessario introdurre i principi di negoziazione e mediazione (visione di Antonio Gramsci). 4 - La cultura popolare non viene necessariamente dal basso, non è automaticamente oppositiva o autonoma, è anch'essa frutto di mediazioni (Gramsci). E' necessario, in sostanza, studiare come il sistema dei media agisca nei confronti delle regole sociali, come le riproduca, e in particolare affermare che tutto ciò è frutto anche di mediazioni, di interventi che vengono dalla società. Perchè è vero che i media sono funzionali all'integrazione, al controllo delle devianze, alla subordinazione delle minoranze, ma tutto ciò è frutto di un incontro/scontro a cui partecipano tutte le componenti sociali. Gli studi si focalizzano quindi su A) studi sulla produzione dei media come artefici di cultura e immagini della realtà sociale (ne sottolineano l'uniformità ed il fine omologante, ma anche la vulnerabilità rispetto alle influenze della società) B) studi sulla fruizione dei media come luogo di negoziazione tra pratiche comunicative differenziate (hanno evidenziato letture contrastanti, decodifiche aberranti) Nel 68 Stewart Hall succede a Hoggart. Tra i suoi contributi emerge un articolo "Encoding and decoding in Television Discourse" in cui postula la doppia natura dello spettatore che è destinatario e fonte del messaggio in quanto il testo di cui fruisce è frutto di chi lo scrive ma anche dell'idea che ha del pubblico stesso. Inoltre, legando l'interpretazione di un testo alle condizioni materiali e sociali dei lettori, ricorda le riflessioni di Umberto Eco sulla lettura negoziata, decodifica aberrante (lettura differente dalle intenzioni dello scrivente e dalle sue previsioni di interpretazione a causa delle diverse correlazioni tra codici e sottocodici) e guerriglia semiologia (lettura difforme per rifiuto ideologico delle tesi). L'incontro con la semiologia porta alla conclusione che interpretazione e appartenenza sociale sono correlate, ma non è necessariamente l'appartenenza a guidare l'interpretazione perché questa è influenzata anche dall'applicazione delle diverse pratiche interpretative non individuabili a priori. BOX Encoding/decoding model, pag. 533; La natura intrinseca del testo e la difformità del destinatario fa sì che l'interpretazione non sia prevedibile. Hall identifica tre possibili modalità di decodifica: 1) lettura preferita: la decodifica avviene in maniera conforme alla codifica, frutto dell'esistenza di un codice egemonico 2) lettura negoziata: l'utente accetta il codice ma fornisce interpretazioni parzialmente autonome, o per parziale accettazione del codice o per la sua parziale comprensione. 3) Lettura oppositiva: il destinatario comprende il codice ma applica ugualmente una decodifica distorta per appartenenza ideologica o rifiuto del messaggio Audience Studies, pag. 534; Si tratta delle ricerche sul consumo televisivo realizzate nell'ambito dei Cultural Studies, David Morley è l'esponente più noto tra i ricercatori coinvolti. La prima ricerca, Everydy Television, studia la costruzione del senso comune operata dalla televisione ed è rivolta ai generi più popolari e a fasce molto eterogenee di pubblico. Assume importanza fondamentale il "genere", inteso come regole testuali interne ai prodotti audiovisivi ed anche alle modalità organizzative dei palinsesti, ed in particolare i meccanismi che portano determinate categorie ad affezionarsi a particolari generi. La seconda ondata di studi, nell'era del Tatcherismo, riguarda la fruizione dei programmi, la segmentazione del pubblico e le loro differenti chiavi di lettura. Vengono confermate le teorie sulla fruizione legata alla classe sociale e sulle differenti modalità interpretative di Hall. Alcuni studi dettagliano la fruizione da parte di gruppi, come la famiglia, indagano le interrelazioni tra i componenti. Emergono fenomeni inediti, come l'indicazione che il controllo della televisione è appannaggio del capofamiglia, che spesso la donna vive la fruizione televisiva come momento di colpa, considerando casa come luogo di lavoro, ed il marito come momento di relax, essendo rientrato a casa dal lavoro. Ma allo stesso tempo alcuni generi consentono alle casalinghe, oberate da mille impegni, di ritagliare momenti per sé. Il filo conduttore è sempre il rapporto che lega il testo al lettore ed il contesto in cui avviene la fruizione. LEMMA Genere, pag. 535; Già in letteratura esisteva un legame che legava certi temi, a loro volta vicini a dinamiche socio-culturali, alle scelte formali in cui erano sviluppati. Il genere, come insieme di regole testuali, costituisce una guida sia nella produzione sia, producendo delle attese, nella fruizione delle opere. Realizza un contratto tra le parti, invita ad operare una ipercodifica (aggiunta di senso a quello letterale), è per sua natura conservatore, in quanto perpetua una costante tematico-linguistica. E' funzionale all'industria perché consente in parte di prevedere l'impatto o il successo di un'opera. BOX Il piacere della soap, pag. 538; Numerosi studi sulle soap hanno rivelato il motivo del successo di questo genere tra il pubblico femminile. In realtà si tratta di una forma narrativa costruita per le donne, perché la narrazione pone in evidenza aspetti del carattere femminile ritenuti positivi come la capacità di guidare le scelte delle persone vicine, nel caso di ambientazioni familiari, o la risolutezza e il senso pratico quando si svolgono in ambiti professionali, medico, giuridico, etc. Subculture, pag. 538; I cultural studies, negli anni 50, approdano, attraverso gli studi di Phil Cohen, all'individuazione di specifiche subculture che si sviluppano soprattutto tra il proletariato giovanile. Queste aggregazioni culturali nascono per questioni legate alla diversa urbanizzazione, ai nuovi mestieri, ad una nuova solidarietà, e spostano al di fuori della famiglia questioni che in quel contesto erano rimaste insolute. Ad unirli, esteriormente, è l'aspetto nel vestire, la musica ascoltata, i luoghi di incontro o i consumi; più in profondità è l'aspettativa verso il futuro e l'interpretazione del presente. Lo stile è recuperato dalle immagini o dai prodotti offerti dalla cultura disponibile e non deve essere interpretato semplicemente come opposizione ad un'egemonia, quanto come un ritagliarsi autonomia nella decisione di assegnarsi ad una classe secondo criteri consueti di età, lavoro, posizione etc. Successivamente emergerà, ad opera di Hebdige, quanto sia difficile tracciare un confine tra lo spontaneismo ed i fenomeni nati da vere e proprie operazioni di marketing. Centre d'études des communications de masse, pag. 540; Nell'ambito del CNRS nasce in francia nel 1960 un istituto che si dedica allo studio della comunicazione con approccio interdisciplinare che muta il suo baricentro dottrinale più volte insieme alla sua denominazione. E' un'iniziativa del sociologo Gorge Friedman tesa a recuperare il ritardo francese nello studio della materia, al suo interno agiranno numerosi ricercatori tra i quali si faranno notare A.Moles, R.Barthes e E.Morin. Non nasce in opposizione agli studi americani, anzi ne raccoglie i risultati e sviluppa il suo lavoro lungo tre direttrici 1) Sotto la direzione di Freedman si indaga sulla civilizzazione tecnica, sulla produzione e sul consumo, sul tempo libero. In questo ambito Christian Metz studierà il linguaggio del cinema come linguaggiocostituito da più linguaggi che mantengono ciascuno la propria autonomia. 2) Barthes si rifà a De Saussure per indagare la società secondo un modello linguistico, è infatti anch'essa un sistema di segni che si combinano, associano, si sottraggono. Prende in esame, in particolare, lo statuto simbolico dei fenomeni culturali e intende rinnovare i metodi della critica letteraria. 3) Morin apporta una lettura socioantropologica della cultura di massa. BOX Abraham A. Moles, pag. 541; Ingegnere e matenatico, si interessa dell'applicazione di leggi fisiche e matematiche a fenomeni sociali. Traccia una "carta delle macchine" su assi cartesiani dove raffronta complessità strutturale e funzionale delle innovazioni tecnologiche, dimostrando che nel tempo esse tendono a trovare un equilibrio su percentuali eguali di ciascuna. Nota anche, nei suo studi sull'"ecologia della comunicazione" come i nuovi strumenti, modificando il concetto di tempo e spazio, consentono di creare una compresenza anche per gli elementi che comunicano a grandi distanza; gli stessi strumenti, inoltre, anche per questioni legate al fuso orario, necessitano di una reperibilità continua anche se delegata. Tutto ciò modifica una delle leggi naturali dell'uomo che considera più importante ciò che è più vicino. Lo studio dell'ecologia della comunicazione ha portato anche alla luce nuovi principi legati all'articolazione del pensiero, la conservazione della memoria nei luoghi preposti, archivi, biblioteche, la frammentazione della cultura. A questo proposito Moles rappresenta l'urgenza di indagare l'esistenza di leggi infra-logiche che legano idee e modelli. Afferma anche la natura ridondante dell'informazione, ciò che è nuovo è una combinazione differente di elementi non nuovi.
Il merito di Barthes è aver aperto le porte della semiologia allo studio delle comunicazioni di massa. Si inaugura una corrente di approfondimenti legati alle strutture narrative, alle serie televisive o cinematografiche, e anche nella cronaca e nella sua descrizione ad opera dei cronisti. BOX Il piacere del testo, pag. 547; Barthes sposta il baricentro dell'opera nel lettore. La vecchia definizione dell'intertesto, la rete di relazioni che lega un testo alla produzione precedente di un autore o della letteratura prodotta fino a quel momento, viene sovvertita dall'arbitrarietà del lettore che può compiere percorsi nuovi, correlando scritti con opere successive, con forme di espressione differenti, affrancandosi in questo modo dalla codifica dell'autore e apportando una vera e propria componente creativa propria. BOX Mitosociologie, pag. 549;
Nel 1967 pubblica uno studio sul potere delle voci diffuse, senza fondamento, ma che provocano anche effetti gravi (intolleranza,razzismo,violenza,etc.) focalizzando lo studio non tanto sulla creazione o sulla ricezione, ma sulla circolazione di queste. Sul piano epistemologico mette in discussione la pratica delle opposizioni, su cui si fonda la dialettica, perché insufficiente. Alcune dicotomie si comprendono solo attraverso gli strumenti della complementarità, che non esclude la coabitazione con concorrenza e antagonismo (es. antinomia cinema-arte). I suoi studi saranno, di seguito, sempre più ispirati dall'olismo epistemologico con la teorizzazione del ruolo del ricercatore, del suo rapporto con ciò che studio e della relazione circolare con esso: chi studia la cultura contribuisce alla sua conoscenza e quindi suo sviluppo. BOX Guy Debord e la società dello spettacolo, pag. 555;
Gli studi sulle industrie culturali, pag. 556;
Negil anni 80 Miège si dedica all'analisi dello spazio pubblico nella sua evoluzione storica e ne identifica 4 fasi: 1) Stampa politica 1700-800, prodotta da movimenti politico intellettuali, l'audience è ristretta e coincidente con la classe degli autori. 2) Stampa moderna, periodici razionalizzati, editi su base commerciale, contenuti eterogenei decentrati, proprietà di un editore non coincidente con gli aytori dei contenuti che tuttavia conservano indipendenza. 3)Modello degli audiovisivi, baricentro sbilanciato verso l'intrattenimento. 4) Relazioni pubbliche generalizzate, ogni ambito della sfera sociale tende a fabbricare adesione e a rivolgersi ad individui piuttosto che a gruppi. Questa evoluzione implica la gestione di tecniche elaborate di gestione del sociale, ricorre a dispositivi tecnici sempre più complessi, comporta il rimodellamento dei media esistenti. Sia gli studi sull'industria culturale sia quelli sullo spazio pubblico sono attualmente oggetto di ricerca a Grenoble ancora sotto la guida di Miège. BOX Il mercato, la cultura, l'economia politica della comunicazione, pag. 559; Nel Regno Unito, intorno alla fine degli anni 70, si affrontano studi sulle industrie culturali in polemica con i Cultural Studies. Nicholas Garnham, dalle pagine della rivista che dirige "Media,Culture and Society", condanna i sovvenzionamenti pubblici che favoriscono culture elitarie trascurando le fasce popolari. Introduce, e approfondisce, l'incidenza del mercato nel processo di creazione e distribuzione di contenuti culturali. L'industria culturale è soggetta alle leggi dell'economia come ogni altra industria, vigono anche in questo campo le leggi del profitto ed, in particolare, del rientro marginale. Questo porta, sulla base del principio che il pubblico vuole sempre prodotti nuovi, ad orientarsi a contenuti che massimizzino la riproduzione dell'opera e che in questo modo comportino spese progressivamente decrescenti, questo porta ad indirizzare la ricerca a prodotti popolari più che di qualità. Un'altra caratteristiche del prodotto e la sua natura fruibile ma non consumabile materialmente, un libro resta tale dopo la lettura, questo porta alla ricerca di nuove forme di scarsità da introdurre per alimentare il mercato. Si punta quindi alle strumentazioni per la fruizione di audiovisivi, alla creazione di prodotti che richiedano aggiornamenti continui, come le notizie, oppure a spostare il focus sugli individui in quanto consumatori di prodotti pubblicizzati nel corso della fruizione dei prodotti culturali. Attenzione viene anche dedicata alla distribuzione come processo fondante il mercato culturale. Questi studi non demonizzano il mercato, anzi ne evidenziano il potere di liberazione che ha avuto in passato sul miglioramento del tenore di vita delle classi subalterne. Né si può dire che abbia azzerato la cultura "alta" o la "vera" cultura popolare. La giusta chiave di lettura è quella di una dialettica complessa tra movimenti di liberazione e di controllo, che richiede, quindi, lo studio dei pubblici e della "scarsità", in termini di dinamica economica, delle risorse culturali. Altre ricerche sono condotte da Patrice Flichy che ha indagato gli aspetti economici del mercato audiovisivo, i nessi tra commercio, innovazione tecnologica, culturale e sociale. Attraverso essi mette in discussione l'obsolescenza degli schemi interpretativi classici (determinismo tecnologico o sociologico) inadatti a cogliere la complessità delle interazioni tra le diverse componenti. BOX Debray e la mediologia, pag. 563;
Questo è accompagnato, o prodotto, dalla progressiva dematerializzazione della realtà, dalla simulazione e dall'iperrealtà dei codici, che ci ha condotto a perdere un riferimento naturale. L'immagine non è più una rappresentazione della realtà ma un puro simulacro sganciato dai referenti, annullando la differenza tra mondo vero e immagine mediata, l'oggetto e la sua immagine tendono a coincidere, o meglio l'oggetto lascia il posto alla sua immagine. In questo processo di sradicamento dal reale, l'unica uscita è assecondare il moto ed esasperarlo per porre prima possibile in crisi l'apparato.
Lo sguardo semiotico italiano, pag. 566; Lo studio dei segni ha seguito fondamentalmente due strade: la "semiologia" ha sviluppato l'impostazione di De Saussure [ha posto le fondamenta della linguistica strutturalista introducendo alcuni concetti base come quello di sincronia e diacronia, langue e parole, segno, struttura, significato e significante (concetto portante di tutti gli studi successivi sulla linguistica che arrivano fino alle scienze della comunicazione), arbitrarietà e relatività dei segni.] mentre la "semiotica" quella di Peirce (fondatore della semiotica, ad essa egli riconduce sia l'ontologia, sia la logica comune. Ogni cosa è un segno in quanto il suo essere coincide con gli effetti che essa produce. Tutte le cose sono dunque connesse in una catena di rimandi e vivono solo in quanto stimolano reazioni e interpretazioni.). Gli studi italiani inizialmente prendono ispirazione dalla prima per poi focalizzarsi sulla seconda ponendosi, però, l'obiettivo di includere entrambi in una teoria che le veda complementari. BOX Istituto Gemelli Musatti, pag. 567;
Musatti, uno dei maggiori psicanalisti e Gemelli, psicologo fondatore dell'Università Cattolica di Milano, hanno impostazioni differenti (rispettivamente strutturalista e personalistica). La difficoltà di applicare una logica strutturalista (Saussuriana) al cinema orienta gli studi verso Peirce. Si comincia a modificare la dizione di studi sul cinema utilizzando il temine "audiovisivi", spostando quindi il centro di interesse della ricerca dalle caratteristiche intrinseche dell'opera ai sensi che essa impegna. Lo studio delle caratteristiche testuali degli audiovisivi, ed in particolare della televisione, porta ad allargare il campo di interesse includendo anche musica, stampa ed altro, ed affrontare lo studio, in particolare della fruizione, da un punto di vista pragmatico. La semiotica per le comunicazioni di massa, pag. 568; Paolo Fabbri, sostenuto da Eco, sottolinea la questione dell'impossibilità di prevedere l'interpretazione di un messaggio destinato alla comunicazione di massa a causa della lettura differente dei codici nel tempo e nello spazio e dei sistemi di significazione differenti in ciascun individuo. Questo si pone in antitesi con la ricerca basata su paradigmi scientifici fondati sull'oggettività dei metodi e porterà alla definizione, da parte di Eco e Fabbri, di un modello comunicativo semiotico-informazionale sulla base di quello di Shannon integrato, però, dal fattore semantico. Nel modello di Shannon il codice è un mero strumento di trasmissione del messaggio, quando però questo è costituito da una lingua porta con sé i problemi dell'interpretazione soggettiva e quindi il messaggio subisce trasformazioni. E' necessario quindi introdurre la nozione di sottocodice, che opera nell'interpretazione soggettiva di un messaggio in un contesto (spazio-temporale, sociale, psicologico, etc.) specifico. La comunicazione diviene dunque negoziazione. Tutto ciò è presentato all'interno della Prima Proposta per un modello interdisciplinare sul rapporto televisione/pubblico (Istituto di Etnologia e Antropologia Culturale, Perugia) Intorno agli anni 70 si avverte la limitatezza del concetto di messaggio rispetto ai contenuti prodotti dai media, si introduce quindi una nuova nozione: il testo. Il testo è prodotto attraverso una molteplicità di codici, fino ad inglobare presupposizioni ed argomentazioni implicite. Esso ha un suo riferimento anche ai testi che lo hanno preceduto da cui riceve un'aggiunta di significato. Gli studi di Eco e Fabbri si concentrano, quindi, sulle attività negoziatrici che si compiono nell'affontare testi attraverso pratiche testuali "depositate". I codici di lettura dei testi mutano nel tempo, nello spazio ed anche nel corso della negoziazione. E' più corretto, quindi, parlare di complessi testuali di gruppo, o competenze testuali nate da fruizioni precedenti di testi, anziché semplici codici di gruppo, in quanto: - i destinatari non ricevono messaggi ma insiemi testuali - non utilizzano (direttamente) codici ma pratiche testuali depositate - gli insiemi testuali sono multipli, sia sincronicamente che diacronicamente Questa complessità crescente rischia quasi di incrinare la nozione di cultura di massa, in realtà occorre mettere in gioco fattori prima non considerati, ricostruire il sistema di riferimento della lettura all'interno di un contesto spazio-temporale e sociale, aggiungere la variabile degli orizzonti di attesa che ciascuno ha costruito attraverso socializzazione e formazione. BOX La questione del lettore, pag. 568; Diversi approcci di studio convergono alla tesi che sia il lettore a creare il testo (semiotica, ermeneutica, ricerca letteraria, sociologia dell'arte, etc.) Per Gadamer è impossibile eliminare l'io dall'atto interpretativo, e sottolinea come l'io sia anche un'entità dinamica in quanto, soggetta al circolo ermeneuticoa, si modifica a contatto con i nuovi testi che accoglie. Per Wolfgang Iser l'opera, realizzata dall'autore, ha una natura virtuale, polisemantica, che si concretizza solo nell'atto della lettura, mai nello stesso modo. Jauss introduce il fattore storico che contribuisce anch'esso ("l'orizzonte dell'attesa") alla dinamicità della lettura, diversa in ogni tempo. Nel 1958, al Congresso Internazionale di Filosofia, Umberto Eco lega la suscettibilità dei contenuti a subire integrazione dall'esterno, dai lettori, dai critici, alla questione della creazione artistica. L'autore, infatti, pur consapevole di questo fattore, conduce ugualmente un ruolo guida, convogliando le ambiguità che introduce. Questo vale anche per le opere "astratte" dell'avanguardia che utilizzano proprio l'ambiguità come valore. BOX Decodifica aberrante e guerriglia semiologica, pag. 571; La decodifica aberrante (Eco,Fabbri) avviene in 4 casi: 1 - incomprensione o rifiuto del messaggio per assenza del codice, il destinatario non può decodificare, ciò che arriva è rumore. 2 - incomprensione del messaggio per disparità di codici, può avvenire per questioni di differenza culturale, o per l'influenza di bisogni cognitivi, affettivi, etc. 3 - incomprensione per inferenze circostanziali, si dà un significato differente a causa di processi come l'abduzione 4 - rifiuto per delegittimazione dell'emittente, pur essendo il codice comprensibile, il destinatario realizza una comprensione differente per antagonismo nei confronti dell'emittente. Eco la definisce "guerriglia semiologica". BOX La conversazione audiovisiva, pag. 574; Viene meno il principio della comunicazione di massa monodirezionale sulla base della ricostruzione che opera il destinatario di messaggi complessi e molteplici. Bettetini propone l'immagine di una conversazione in cui ad un emittente che propone un testo all'interno del quale proietta l'immagine che ha del destinatario corrisponde un destinatario che proietta all'interno del testo le immagini propria e dell'emittente. L'immagine ha la forza di sottolineare l'imprevedibilità del rapporto che ne nasce. Verifica Qualitativa Programmi Trasmessi, pag. 575. In Italia, contestualmente all'avvio della programmazione televisiva pubblica nazionale, si inaugura il Servizio Opinioni della Rai che indaga su gusti e scelte del pubblico radio-televisivo raccogliendo dati sul gradimento e,successivamente, sulla comprensione dei contenuti trasmessi. Dopo la riforma del sistema radiotelevisivo, nel 75, Si aggiunge una nuova iniziativa, la VPT (Verifica Programmi Trasmessi) mirata alla verifica dell'imparzialità e del pluralismo dei programmi. Nel 78 il servizio evolve in VQPT (Q=Qualitativa) per fornire dati alla commissione di vigilanza parlamentare, ma poi diviene anche committente di ricerche esterne spesso di carattere accademico. La trasformazione sostanziale che è avvenuta, rispetto al Servizio Opinioni, è che ora l'oggetto di studio è il programma in sé, non il gradimento che riceve. Le ricerche si rivolgono in 3 direzioni: informazione, intrattenimento e cultura. L'approccio è principalmente sociologico, in seconda istanza semiologico. La tecnica utilizzata è prevalentemente quella della Content Analisys e l'approccio comprende sia componenti amministrative che critiche private, però, delle interpretazioni cospirative. Il ruolo fondamentale del VQPT nel finanziamento delle ricerche indirizza, quindi, la ricerca italiana verso la sua vocazione a studiare principalmente i programmi ponendo in secondo piano le altre componenti del complesso comunicativo. Dal computer al cyberspace Il computer è essenzialmente uno strumento in grado di compiere molto rapidamente operazioni logiche e matematiche su informazioni digitali che sono il frutto della trascodifica di testi, immagini, suoni, etc. Ha meccanismi di entrata e di uscita (periferiche) che sono i suoi contatti con l'utente. Le componenti materiali del computer ne costituiscono l'hardware, quelle immateriali (programmi) il software. BOX Codifica analogica e codifica digitale, pag. 581; La codifica analogica di un fenomeno è la sua traduzione in una grandezza differente che assume valori proporzionali alla prima, in linea teorica ne rappresenta ogni minima sfumatura con continuità, senza salti discreti. Ne è un esempio il termometro a mercurio in cui il volume del metallo aumenta proporzionalmente, ed in modo continuo, con la temperatura. La codifica digitale è la rappresentazione di una grandezza mediante un numero costituito da cifre, digit, che possono assumere due soli valori: zero e uno. Per quante cifre si possano utilizzare il passaggio da un valore al successivo sarà sempre discreto. Un esempio è il termometro digitale. BOX Il nuovo attrezzo, pag. 583; Nato per applicazioni industriali, il primo computer occupava molti metri quadri e richiedeva competenze molto approfondite per il suo utilizzo. Nei primi anni ottanta il computer diventa "personal", entra nelle case ed ha modalità di fruizione semplificate. Negli anni novanta si riduce al punto da divenire portatile o addirittura tascabile, si specializza nella produzione e riproduzione di contenuti multimediali e tende ad adottare modalità sempre più "vicine" al comportamento umano, sono allo studio computer da indossare e governare attraverso il pensiero. Dal computer stand alone al network computer, pag. 584; A partire dagli anni 60 il computer inizia ad interagire anche con altre macchine lontane, oltre che con l'uomo che lo manovra. Esaminiamo il processo storico che ha generato questa evoluzione. In pieno clima di guerra fredda, negli Stati Uniti nasce l'ARPA (Advancer Research Project Agency), internamente al Ministero della Difesa, con intenti di ricerca rivolti a porre il paese al vertice della ricerca tecnologica e scientifica superando la potenza concorrente URSS. Uno dei primi risultati prodotti è la connessione di quattro computer (dislocati nelle università di Los Angeles, Santa Barbara e Utah, e nell'istituto di ricerca di Stanford) cui si dà il nome di arpanet. Alla UCLA di Los Angeles il progetto è seguito da Vint Cerf e Jon Postel, che la storia consacrerà come i padri di Internet. Arpanet fonda la sua rilevanza su 4 punti: - è una rete che funziona anche se uno dei suoi punti dovesse andar distrutto - le informazioni, in caso di guasti, scelgono strade differenti per salvaguardarsi - consente di dialogare tra loro macchine diverse grazie ad un protocollo di comunicazione comune. - non ha un centro Il protocollo standard è il TCP/IP Trasmissio Control Protocol / Internet Protocol, non è soggetto a copyright ed è tuttora adottato da internet. Nel 1973 nasce la scheda Ethernet, collega fisicamente più computer consentendo una notevole velocità dei dati. Nel nasce 74 la prima mailing list e nel 75 telnet, applicazione e architettura per il controllo di macchine remote prevalentemente ad uso aziendale. Negli anni 70 si consolidano le funzioni di connessione, negli 80 la rete comincia a diffondersi e nel 1983 (nascita di INTERNET) separa la sua strada da quella militare che continua, preservando un maggior grado di sicurezza, con MILnet. Aumentano il numero di università collegate, condividono i propri risultati, si diffonde l'email ed un numero sempre maggiore di aziende si connette ad internet grazie all'elasticità costituita dall'unica responsabilità che ciascun ente, in assenza di un centro, ha sulle proprie strutture. Sempre nell'83 si perfezione il TCPIP consentendo anche a semplici personal computer la connessione, per quanto ancora il suo uso richieda competenze specifiche. Nel 90, presso il CERN, Tim Barnes-Lee e Robert Caillou realizzano il World Wide Web che costituisce l'insieme di regole con cui costruire documenti ipertestuali, rendendo la navigazione agevole per qualsiasi tipo di utente. I documenti viaggiano sempre utilizzando il protocollo http, ma il loro indirizzo (e quello dei decumenti che richiamano attraverso appositi link) è gestito dal protocollo www che li preleva dal server rendendoli direttamente disponibili ai client (nella forma e nei modi previsti dall'ipertesto) in formato html (Hypert Text Markup Language) un linguaggio di programmazione particolarmente adatto alla creazione ed alla visualizzazione degli ipertesti. BOX Il software per il dialogo tra i computer: il modello client-server, pag. 587; Questa innovazione porta all'introduzione delle architetture client-server, programmi che distribuiscono calcolo elaborativo e prestazioni tra un computer remoto ed i computer locali degli utenti che vi si collegano, oppure che chiedono servizi all'elaboratore remoto. Quest'ultimo utilizzo può avvenire anche attraverso software che differiscono da postazione a postazione, è il caso dei diversi browser che si collegano al provider per accedere ad Internet. In questo caso la connessione non è continua ma costituita da semplici richieste di dati autoconsistenti che durano frazioni di secondo (connectionless) e lasciano la connessione, e la potenza elaborativa, disponibile ad altre utenze: tutto ciò avviene grazie al protocollo HTTP (Hyper Text Transfer Protocol). E' uno standard che semplifica molto il dialogo pur non consentendo prestazioni interattive particolarmente sofisticate. Internet, pag. 589; Fino al 92 internet, pur rappresentando una grande innovazione, è ad utilizzo prevalentemente universitario. Nel 1993 nasce Mosaic, il primo browser che consente ai personal computer, di qualsiasi genere, di collegarsi ad internet e di accedere ai contenuti multimediali, alla posta elettronica ed all'ftp (file transfer protocol) necessario allo scambio di file, anche di grosse dimensioni, con i server che costituiscono la rete. Nel 95 la Sun Microsystems lancia Java, un linguaggio universale studiato per funzionare su qualsiasi elaboratore anche se dotato di piccole risorse elaborative, questo amplia le potenzialità di internet e pone le basi delle funzionalità più sofisticate. Tra le nuove prospettive c'è il network computing: dati e potenza elaborativa condivisa tra server e una grande quantità di personal computer, anche di prestazioni limitate, costantemente on line. BOX Dalla Sintesi alla Realtà Virtuale: Quéau e l'immagine-linguaggio, pag. 591;
Suoni sintetici, pag. 592; La prima musica suonata da un computer è Daisy, nel 1957. Da allora gli studi sono diretti alla creazione del suono che l'elaboratore produce, su istruzioni dell'operatore, mediante complessi programmi. I sequencer possono, per alcune applicazioni e generi, sostituire gli strumento classici. Il linguaggio midi (Musical Instrument Digital Interface) contiene le istruzioni per riprodurre ciascuna nota con il timbro dello strumento richiesto e consente al musicista di creare ogni linea melodica della sua composizione autonomamente. Alcune Sigle : DVD Digital Versatile Disc (formato MPEG2) JPEG - JPG (Joint Photographic Experts Group) - Formato di compressione delle immagini che consente di perdere da ogni immagine le informazioni meno significative pur mantenendo la completezza delle immagini stesse. MP3 - Abbreviazione di MPEG Audio Layer 3, uno standard di compressione di file audio di ottima qualità. L'MPEG (Moving Picture Experts Group) è una famiglia di formati dedicati alla compressione di dati multimediali. Immagini sintetiche, pag. 593; L'immagine sintetica permette di vedere ciò che non esiste nella realtà. La sua evoluzione è stata frenata dagli alti costi delle apparecchiature inizialmente poco adatte alla riproduzione realistica, ma sintetica, della realtà. Per questo motivo il lungo processo di evoluzione ha visto imporsi modelli con graduale impatto realistico: il wire frame era una struttura tridimensionale (3D) che rappresentava la forma degli oggetti attraverso linee (poligoni), con le nuove tecniche questi oggetti nascondevano le parti che la realtà avrebbe reso non visibili (il retro), poi gli spazi tra le linee sarebbero stati riempiti prima attraverso il rendering (colori uniformi ma modificati con sfumature per rappresentare profondità, illuminazione, etc.) poi usando il texture mapping per rivestire le superfici con immagini 2D. Tutto ciò non richiede solo conoscenze tecniche o pittoriche ma anche ottiche, percettive, fisiche, e questo rende la grafica 3D un campo tra i più complessi. LEMMA Frattali, pag. 594;
Computer animation, pag. 595; L'animazione al computer nasce anch'essa in ambito militare: è qui che si sono realizzate le prime simulazioni per addestrare persone all'utilizzo di mezzi di trasporto di terra o di aria. La tecnica adottata inizialmente è quella frame by frame, che applica lo stesso processo della cinematografia alle forme sintetizzate in 2D o 3D. BOX Visualizzazione delle informazioni, pag. 596; Esistono molte alternative per presentare le informazioni all'utente di un elaboratore. Così come gli antichi greci e romani ricorrevano alla metafora delle stanze della memoria per memorizzare le informazioni con più facilità, attualmente il computer ricorre alla metafora della scrivania per trovare ciò che serve ed intuire come intraprendere un'azione anche senz'averlo mai fatto. La visualizzazione spaziale, inoltre, è fondamentale per i dati scientifici e può servire a condurre ricerche, rappresentare tendenze, evidenziare ricorrenze. Mondi artificiali, pag. 597; L' A-Life (Artificial life) studia i programmi informatici che simulano processi biologici. Si parte dal principio base dell'"automa cellulare" di Von Neumann, uno strumento automatico elettromeccanico, posto all'interno di un reticolo di "cellule" che sulla base di principi elementari può generare comportamenti anche complessi simulando logiche naturali (per esempio reagendo, cambiando stato, in base agli stati delle cellule adiacenti). John Holland applica principi analoghi alla programmazione informatica studiando software in grado di raggiungere un obiettivo ed analizzandone la struttura alla pari di un codice genetico. I programmi che raggiungono meglio gli obiettivi si incrociano e, sulla base delle teorie evoluzioniste, se ne esamina il progresso. E' la strada seguita per la realizzazione delle reti neurali. L'intuizione di Von Neuman, di memorizzare istruzioni alla stregua di dati, apre anche la via a software che basano il loro comportamento sulla base dal comportamento di altri programmi in esecuzione, rendendo dinamiche le loro reazioni. E' il principi o di funzionamento dei software di simulazione del traffico automobilistico o pedonale, della simulazioni cinematografiche, di giochi come The Sims attraverso cui diventa possibile governare la simulazione un ecosistema complesso, dalle dinamiche familiari, all'economia del territorio, agli eventi meteorologici o geologici. Interessante anche il modello "boid" utilizzato per simulare il movimento complessivo di grande masse di "oggetti" come uno stormo di uccelli artificiali. Ciascun boid agisce solo in base al movimento dei boid circostanti o ad ostacoli incontrati sul percorso. Questo rende il loro movimento naturale, cioè caotico ed ordinato allo stesso tempo, perché il movimento è prevedibile nel breve periodo (in quanto regolato dal semplice algoritmo del singolo boid) ed imprevedibile nel lungo (data la complessità delle infinite interazioni). BOX Il gioco della vita, pag. 598; Nel 1970 il matematico John Horton Conway, ispirato da Von Neuman, inventa Life, un software-toy bastato su un principio semplice: esiste un reticolo di celle, ciascuna circondata da altre e soggetta alla loro influenza. Ciascuna di esse può cambiare stato, da piena a vuota, se le celle che ha intorno sono tutte piene subisce soffocamento, se sono tutte vuote deperisce per solitudine. In questo modo l'intera griglia riflette un brulicare simile ad una colonia di microrganismi. Realtà Virtuale, pag. 601; E' un'espressione coniata da Jaron Lanier, scienziato autodidatta, nel 1983 in occasione del lancio di un videogioco Atari in cui il giocatore si trovava ad interagire con un ambiente sintetizzato. Le origini della realtà virtuale, come già esposto, sono militari. L'addestramento dei piloti avveniva in apposite cabine con uno schermo che, accompagnato dal movimento fisico delle cabine, dava la sensazione di volare rispondendo alle azioni dell'aspirante pilota. Successivamente il cinema ha prodotto dei prototipi di opere che coinvolgevano quattro dei cinque sensi dello spettatore: vista,udito,tatto e olfatto. In seguito i principali progressi verso la realtà virtuale saranno condotti nell'ambito degli studi sull'intelligenza artificiale attraverso sensori applicati al corpo umano come caschi per la visione tridimensionale e per tracciare gli spostamenti della persona e guanti "tattili" per interagire con l'ambiente. Una delle evoluzioni è la "realtà aumentata" in cui il soggetto vede un ambiente ibrido costituito dalla somma di quello reale e di oggetti artificiali aggiunti. BOX Virtuale, pag. 606; Virtuale non si oppone a reale ma ad attuale. Occorre far riferimento all'opposizione aristotelica tra ciò che è in atto e ciò che è in potenza. In un labirinto tutti i percorsi sono potenzialmente percorribili, un testo ha infinte possibilità interpretative. Nell'accezione in cui stiamo usando il termine, esso prefigura un'attualizzazione che non assumerà forme effettive. In definitiva sono due diversi modi di essere. Secondo Queau, invece, occorre conferire significato al termine "virtuale" utilizzando la radice latina "vir", forza, volontà, introducendo quindi una componente progettuale, una volontarietà dichiarata. Il cyberspazio,pag. 608, Il termine fu coniato, all'interno di un romanzo, ad indicare un luogo virtuale costituito dalla rete di tutti i computer, un luogo edificato solo con informazioni e flussi di dati, da abitare attuando modalità sensoriali avanzate. Di seguito il nome si è utilizzato con un'accezione più realistica indicando l'insieme delle risorse, di informazioni, di comunicazioni, accessibili attraverso la rete globale, un luogo in cui le caratteristiche spazio-temporali si discostano sensibilmente da quelle della realtà fattuale, un luogo che ha determinato una forma diversa di comunicazione e di cultura. BOX Simulazione e mondi possibili, pag. 609; La finzione riprodotta attraverso audiovisivi tradizionali ha un suo ancoraggio con la realtà, è accaduta realmente, anche se sceneggiata. L'immagine sintetizzata (e animata) è qualcosa di diverso perché si realizza nel momento in cui se ne fruisce, può avere forti componenti di imprevedibilità e si può considerare, in buona misura, una realtà anch'essa. Mit MediaLab, pag. 610;
BOX Nicholas Negroponte: essere digitali, pag. 612. Figura emblematica del MIT, ha una visione ottimistica delle nuove tecnologie. Ha teorizzato la sostituzione degli atomi ad opera dei bit nella comunicazione e quindi in una parte sostanziale della realtà. Occupano ogni settore trasportando qualsiasi genere di informazione, al punto che oggi possiamo dire che il mezzo non è più il messaggio. Cambiano il senso del tempo e dello spazio e le modalità divengono asincrone, difficile prevedere le implicazioni future. La tracciabilità di gusti, preferenze, abitudini, comporta il passaggio da un'economia di scala ad una molto personalizzata, on demand (era della post-informazione), ponendo le basi per una presenza totalizzante della tecnologia nella vita privata di tutti noi. Lo scarto generazionale aumenta perché le nuove generazioni posseggono la conoscenza, si inverte quindi il flusso educativo. La proprietà terriera è subordinata a quella del cyberpazio, è qui che hanno senso i confini. La nazione dovrà modificare la sua connotazione, la sovranità ha già perso parte delle sue implicazioni, così pure il tempo che tende a divenire "proprio", a misura per ciascuno di noi. L'impatto della rarefazione dei confini è la globalizzazione già in atto, questo favorisce lo sviluppo di entità economiche, sociali, culturali, molto grandi, sul fronte opposto la personalizzazione favorisce la localizzazione. A farne le spese è la dimensione media e, di conseguenza, la "nazione", troppo piccola per essere globale e troppo grande per essere locale. Digitale e old media La digitalizzazione dei vecchi media introduce: - maggiore capacità dai canali di trasmissione - migliore qualità dal segnale - nuove potenzialità applicative Il segnale digitalizzato si può trasmettere, via cavo, etere o satellite. L'ampiezza di banda può consentire l'introduzione dell'interattività. Ma per i vecchi media si può affermare che, al momento, la digitalizzazione ha apportato solo miglioramenti qualitativi del segnale. BOX Interattività, pag. 616; E' l'imitazione dell'interazione comunicativa operata con un sistema meccanico o elettronico. L'interattività presuppone lo scambio dei ruoli, l'imprevedibilità, la possibilità di interrompere la controparte etc. Questo avviene solo nella comunicazione interpersonale attraverso le reti, come nelle chat. Però l'introduzione dei media digitali consente una forma di interazione sicuramente più attiva delle vecchie trasmissioni unicamente di tipo broadcast. In quel caso si parlava di interattività intransitiva, cioè basata sulla libertà di interpretazione dell'utente. L'interattività transitiva si verifica quando l'utente può agire creando una retroazione verso l'emittente, si distingue tra funzionale, quando si limita ad azioni mirate all'utilizzo dello strumento, e intenzionale, quando entra nel merito del contenuto informazionale. La tipologia funzionale dipende dal mezzo, quella intenzionale dalla progettazione dell'interazione potenziale operata dall'emittente. Print on Demand (POD), pag. 617; E' la nuova frontiera dell'editoria cartacea. Il libro viene creato fino alla fase di impaginazione (informatica), poi inviato attraverso files PostScript in remoto dove vengono stampati e rilegati solo se occorre. In questo modo si evitano rimanenze, stampe inutili, e materiale non aggiornato, infatti il libro stampato è sempre nella sua edizione attuale. L'abbattimento dei costi rende anche possibile la produzione di testi poco richiestidal mercato. BOX Libri on-line pag. 620; L'editoria elettronica (vendita di testi su supporto magnetico o privi di supporto) rappresenta un grosso vantaggio per le imprese che riducono sensibilmente i loro costi, ma rappresenta anche un rischio per la possibilità che ogni autore ha di svincolarsi dalla casa produttrice e distribuire in prima persona il suo testo. Inoltre i testi privi di copiryght possono essere diffusi da organizzazioni senza scopo di lucro che riducono in questo modo il numero di opere commerciabili. Un aspetto fortemente evolutivo è costituito dalla possibilità di trasformare i testi in ipertesti arricchendo i contenuti di spiegazioni, rimandi, note, materiale multimediale, etc. Il telefono, pag. 620; La telefonia fissa trasporta la voce attraverso una rete internazionale ancora prevalentemente analogica. Dove agiscono centraline digitali si trasportano con la voce anche informazioni aggiuntive come il numero di telefono del chiamate. Attualmente alla rete analogica ve ne è una digitale, l'ISDN composta da due canali per lo scambio dei contenuti ed uno per segnali di servizio. Consente la trasmissione di dati ad alta velocità in contemporanea con chiamate vocali. La tecnologia ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line) permette l'accesso ad Internet ad alta velocità . E' asimettrica in quanto ai segnali in arrivo verso l'utente, di norma più consistenti, è riservata più ampiezza di banda. Peculiarità della tecnologia ADSL è la possibilità di usufruirne senza dover cambiare i cavi telefonici esistenti e senza dover usare linee separate per i dati e per le comunicazioni-voce normali: sul doppino telefonico in rame, è infatti possibile far viaggiare contemporaneamente sia i dati digitali che il segnale telefonico analogico, grazie alla banda differente usata per i due segnali: la voce usa infatti le frequenze comprese tra 300 e 3400 Hertz (Hz), mentre ADSL sfrutta quelle sopra i 4 KHz. Ciò è dovuto al fatto che il doppino di rame consente frequenze fino a vari megahertz (MHz). Già nei primi anni settanta lo stesso principio era stato utilizzato per la filodiffusione. Integrated Services Digital Network (ISDN) è una linea telefonica con due canali. Permette quindi di effettuare due telefonate contemporaneamente, oppure utilizzare uno dei due canali per la trasmissione di dati a 64 Kbit/s, oppure ancora impegnare entrambi i canali per la trasmissione di dati a 128 Kbit/s. Essendo una linea fisica, inoltre, richiede l'installazione da parte di un tecnico. L'ADSL invece e una tecnologia che permette di utilizzare la linea telefonica esistente fornendole prestazioni superiori (un accesso veloce dedicato alla trasmissione di dati). La telefonia cellulare, pag. 621; Il passaggio al digitale ha migliorato sensibilmente il servizio aggiungendo nuove potenzialità. L'introduzione del GSM (Global System for Mobile communication) ha consentito di introdurre le SIM (Subscriber Identità Module), inviare dati (sms,fax, email,etc.), inaugurare le prime navigazioni web da cellulare a 9,6 Kbit/sec. L'UMTS (Universal Mobile Communications System) trasforma il telefonino in un terminale multimediale, adotta la trasmissione dei dati con commutazione di pacchetto (compatibile con protocollo IP) a 2Mbit/sec. La Ericcson ha già annunciato una tecnologia 50 volte più veloce, consentendo anche l'adozione di grafica 3D, che potrebbe entrare in commercio nel 2011. BOX Negroponte switch, pag. 623; Nel 1995 Negroponte ha proposto un cambio di rotta per la trasmissione delle informazioni. Ritiene necessario riservare l'etere, che ha scarsa ampiezza di banda, alla comunicazione con i destinatari in movimento ed utilizzare, invece, il cavo per tutto ciò che è fisso, inamovibile, presente all'interno di edifici come televisori, telefoni fissi, etc. La fotografia digitale, pag. 623; L'evoluzione della fotografia sta portando alla graduale sostituzione della pellicola. Il materiale sensibile è ora costituito da un CCD (Charge Coupled Device) che raccoglie le informazioni su luce e colore di ogni singolo punto (il numero dei punti dipende dalla risoluzione del CCD) e le trasforma in impulsi elettrici e quindi in informazioni in formato digitale. L'immagine è immediatamente disponibile e stampabile in proprio, senza ricorrere a studi fotografici e processi complessi. E' facilitato, inoltre, il processo di elaborazione e correzione delle immagini, il fotoritocco, la creazione di prodotti multimediali, la stampa su supporti inusuali (magliette, cd, etc.). BOX Metamorfosi della visione, pag. 625; La fotografia digitale mette in discussione definitivamente la caratteristica documentale della fotografia classica. La facilità con cui si può modificare, utilizzando il fotoritocco, la allontana dalla sua funzione di "specchio" della realtà. Il cinema digitale, pag. 626; Nel 1975 George Lucas fonda la IL&M per produrre gli effetti speciali di Guerre Stellari non solo in fase di ripresa ma soprattutto con l'uso della postproduzione digitale, inizia così la storia del cinema digitale. Ben presto le tecniche vengono acquisite anche dai produttori di cinema di animazione, in primo luogo la Walt Disney, che vedono ridursi sensibilmente le faticose operazioni di creazione del film fotogramma per fotogramma. Realtà Virtuale e attori sintetici, pag. 626; La manipolazione digitale delle immagini ha reso possibile girare film con protagonisti sintetizzati al computer, come i dinosauri di Jurassic Park o le migliaia di comparse dei nuovi colossal realizzate per replicazione di poche unità di individui. Sono noti i casi di attori periti durante la lavorazione di un film e sostituiti dalla loro immagine sintetizzata che ha consentito alla produzione di terminare l'opera. Attualmente il MIT sta studiando all'ipotesi di un cinema interattivo, in cui i protagonisti reagiscono a stimoli provenienti dallo spettatore, gli studi si basano su ricerche effettuate nei campi della robotica, del comportamento animale, della percezione, etc. Cinema e computer-animation, pag. 628; Il primo film in 3D completamente sintetizzato al computer è Toy Story, una fiaba per bambini, seguito dopo pochi anni da Z La formica, indirizzato ad un pubblico più adulto. La tecnica CGI (Computer Animated Imagery) consente diverse modalità di lavoro, il risultato è in ogni caso un'azione tridimensionale che il regista può decidere di "riprendere" da un punto di vista anziché un altro, come nella realtà, in cui le ombre e le luci sono coerenti con i movimenti e le azioni, il tutto governato da software specifico in assenza del quale difficilmente questo genere di sequenze sarebbe realizzabile. Una strana conseguenza è data dalla necessità, per gli attori in carne ed ossa, di saper recitare da soli in scene di gruppo, immaginando le movenze di personaggi che saranno successivamente aggiunti in post-produzione. La radio digitale, pag. 630; La digitalizzazione del segnale radiofonico, come detto, comporterà un sensibile ampliamento della banda di trasmissione aprendo la strada a nuove iniziative imprenditoriali. Il segnale, inoltre, potrà essere diffuso attraverso tutte le modalità di trasmissione digitale: cavo, web, satellite, etc. con vantaggi in termini di qualità e diffusione del segnale ed economia di gestione. Sul piano dei contenuti, la digitalizzazione dei processi editoriali ha il vantaggio di rendere obsoleti i supporti magnetici a nastro (analogici) che non garantivano durata e facile reperimento del contenuto. Tutte le trasmissioni saranno conservate e catalogate in formato digitale in enormi archivi informatici all'interno dei quali potranno essere ricercate e messe in onda in poche frazioni di secondo. La gran quantità di materiale renderà possibile un servizio di trasmissione personalizzata "on demand". Il naturale processo di convergenza dei media si realizza nella radio con la possibilità di trasmettere contenuti multimediali (grazie alla tecnologia DAB - Digital Audio Broadcasting) per gli apparecchi dotati di video: cartine stradali, informazioni sul traffico, percorsi alternativi, il tutto integrato con la tecnologia GPS per interagire con gli itinerari di viaggio specifici dell'utente. E' ipotizzabile l'integrazione, di un apparecchio radiofonico così sofisticato, con il telefono cellulare. La televisione digitale, pag. 633; La televisione ha da sempre assunto il ruolo di media "omnibus" perché comprende in sé giornalismo, musica, cinema, etc. La scarsità delle frequenze nella banda di trasmissione analogica limitava il numero di emittenti favorendo la loro evoluzione in una direzione generalista. Ma grazie agli studi del mit è stato possibile convertire il segnale televisivo da analogico a digitale, cosa che, come di consueto, ha migliorato la qualità del segnale, ampliato la larghezza della banda via etere e via cavo ed ha aggiunto ad essi il canale satellitare. Date le difficoltà insita nella cablatura, l'Europa attualmente propende per la diffusione capillare dei ricevitori satellitari. Con l'allargamento della banda, la tv digitale (nonostante richieda spesso l'utilizzo di un decoder) ha determinato il proliferare dei canali e la loro conseguente specializzazione con criteri tematici (genere di trasmissione) o di segmentazione (tipo di pubblico, "nicchia") normalmente associati al concetto di pay-tv. Un'evoluzione successiva è il pay per view: un'emittente trasmette lo stesso contenuto a distanza di un intervallo di tempo prefissato, molte volte al giorno, l'utente prenota una visione attraverso il collegamento telefonico del decoder e ne fruisce vedendosi addebitata la cifra sul proprio conto mensile (o su carta prepagata). La modalità NVOD (Near Video On Demand), avendo a disposizione più canali, trasmette il programma ad intervalli ravvicinatissimi, dando l'impressione che il programma inizi appena richiesto, ma si tratta sempre di trasmissioni broadcast (da punto a massa). Il vero VOD (Video On Demand) è una trasmissione da punto a punto di contenuti molto specifici scelti dall'utente su un catalogo e trasmessi unicamente per lui, questo è possibile solo attraverso una comunicazione bi-direzionale con rete di trasmissione necessariamente a larga banda. Quando ciò avverrà la fruizione avrà le caratteristiche tipiche del dvd, cambio lingua, sottotitoli, etc. Altre evoluzioni saranno il palinsesto personalizzato, la web-tv (navigazione semplificata in internet attraverso la televisione) e il webcasting (trasmissioni tv su internet in ottica push. BOX Trasmissioni satellitari, pag. 633; Dal 1965 sono in orbita satelliti per trasmissioni analogiche, attualmente sono stati quasi completamente convertiti al digitale. Intelsat è un consorzio di circa 140 paesi, il più antico, per la messa in orbita e la gestione dei satelliti. In Italia, nella piana del Fucino, c'è uno dei maggiori impianti per la trasmissione del segnale ai satelliti, è gestito da Telespazio. BOX Broadcast e narrowcast, pag. 636; Il broadcast è la trasmissione di contenuti massiva, unidirezionale, priva di interazione. Si tratta delle comuni trasmissioni televisive o radiofoniche. Il narrowcast è la trasmissione di contenuti ad un ristretto gruppo di persone o ad un singolo utente. Web-tv, pag. 637. Attraverso il decoder (o Set-Top Box) la televisione analogica può ricevere trasmissioni digitali. Se consente di collegarsi ad internet prende il nome di Net-Top Box ed amplia le potenzialità della televisione, consentendogli di leggere ipertesti e materiale multimediale on line, portandolo a convergere con il Personal Computer. Le industrie culturali in rete BOX La tendenza delle aziende di comunicazione è ridursi in numero ed ampliarsi in grandezza. Un'altra caratteristica è la loro collocazione geografica che si concentra tra Europa e soprattutto Stati Uniti, a quest'ultima nazione appartengono le due maggiori agenzie di stampa: Associated Press e United Press International. Tutto ciò avviene per la necessità che hanno le imprese di unirsi e stipulare alleanze allo scopo di sviluppare produzioni di scala e mantenere al proprio interno l'intera filiera del ciclo produttivo. Stessa sorte per il web: portali, server, motori di ricerca, divengono di proprietà delle Major limitando l'iniziale illusione di democrazia della rete. Quest'ultima subirà anche una parziale ibridazione con l'introduzione di contenuti a modalità "push", opere non espressamente "cercate" in rete ma proposte e inviate per intero all'utente collegato, alla stregua di un programma televisivo. L'importanza delle library, pag. 640; Come già sottolineato, la digitalizzazione dei media e la loro convergenza preparano il campo ad un era in cui l'utente potrà fruire di un enorme quantità di contenuti,attraverso reti generaliste, specializzate, on demand, sul web, etc. Si porrà quindi il problema di disporre di materiale da trasmettere limitando l'impatto del copyright sui costi di produzione. Le imprese di comunicazioni stanno quindi provvedendo a costruire grandi library di opere audiovisive, letterarie, musicali, fotografiche e ogni genere di contenuto potenzialmente fruibile dai loro clienti. Giornali on-line, pag. 641, I primi giornali on line risalgono ormai agli anni 80, questo tempo è servito a calibrare gradualmente un prodotto che oggi deve avere questi requisiti: - gratuità (proventi ricavati da pubblicità) - stessa autorevolezza della testata cartacea - aggiornamento in tempo reale - articoli brevi e privi di approfondimento in evidenza - materiale multimediale - integrazione con comunità, forum, chat, etc. BOX E-book, e-paper, pag. 644; L'e-book, lanciato sul mercato americano alla fine degli anni 90, è un apparecchio dall'aspetto simile ad un libro che al posto delle pagine ha un unico schermo su cui scorrono le pagine da leggere. Può contenere intere biblioteche ed essere aggiornato con nuovi titoli in tempo reale, tramite una connessione internet. I vantaggi sono pratici per l'utente ed economici per le aziende che annullerebbero i costi di stampa e distribuzione. In questo modo è anche possibile distribuire testi che in condizioni diverse sarebbero antieconomici perché poco letti. Attualmente la loro lettura è meno comoda rispetto ad una stampa tradizionale ma, in presenza di una retroilluminazione, è praticabile anche al buio. Un'altra frontiera è costituita dall'e-paper, fogli di materiale simile alla carta che riproducono testi sempre nuovi a seguito della loro riprogrammazione. I materiali sono, normalmente, sensibili a campi elettrici e quindi modificano, a livello atomico, il loro colore a piacimento. Il vantaggio è quello di poter realizzare giornali sempre aggiornati, lo svantaggio è, ancora una volta, la scarsa leggibilità dei supporti che si è in grado di produrre attualmente. Pubblicità nella rete, pag. 646; Il primo banner pubblicitario fu sperimentato nel 1994 da HotWired, versione elettronica del magazine Wired. Nel 1996 la grande industria utilizzava la pubblicità su internet con regolarità. Questa ssume tre forme: - preminentemente testuali su strumenti alternativi al web (mailing list, forum, etc.) - presenza, più o meno interattiva, su pagine web non proprie tramite sponsorizzazioni, eventi, giochi, etc. - siti aziendali e banner per convogliarvi visite La terza ipotesi costituisce la Web Advertising vera e propria e annovera anche modalità alternative come finestre pop-up, mini siti legati ad un prodotto o ad una promozione, pubblicità interstiziale (pubblicità a scomparsa in modalità a pieno schermo). Inizialmente le tariffe si basavano sull'esposizione del banner, successivamente sull'evento di utilizzo effettivo del banner da parte dell'utente (click) che veniva quindi dirottato sulla home page istituzionale. In particolare esistono tariffe che quantificano i click, la compilazione effettiva di dati personali, l'acquisto on line del prodotto o l'eventuale download del software. Le prime indagini (a cavallo del 2000) rivelano la maggior propensione della pubblicità via internet a creare brand awareness, cioè diffondere e promozionale l'immagine più che vendere prodotti online, ed anche il maggior impatto di pubblicità interattive e dinamiche. In Italia i settori più promossi su internet sono quelli finanziari o legati alle comunicazioni, ai new media, al software ed all'hardware. BOX Inserzioni on-line, pag. 650; La peculiarità del banner, come forma di web advertising, è la possibilità di pianificarne la diffusione e la frequenza di esposizione in base ad ora, giorno, caratteristiche della postazione di lavoro dell'utente, nazione, interessi del navigatore, etc. consentendo, in questo modo, una selezione accurata dell'audience. Webcasting, pag. 650; Televisione ed internet presentano un alto grado di convergenza. La televisione tende a divenire il terminale di uno sterminato archivio audiovisivo dal quale accedere "on demand", internet si presta sempre più, attraverso il webcasting (trasmissione televisiva fruita via web), ad accedere ad audiovisivi utilizzando la modalità streaming (invio del flusso di dati e visione contestuale). Entrambe queste prospettive sono limitate dall'ampiezza di banda disponibile al momento e dalle alte risorse informatiche richieste, ma la tendenza sarà questa dal momento che le reti attuali sono ampiamente sottoutilizzate. Si attende, in particolare, l'avvio di Internet 2 che per la sua maggiore velocità si presta maggiormente alla diffusione di audiovisivi. BOX Musica liquida, pag. 654; L'evoluzione dei prodotti musicali anziché produrre nuovi supporti sta dando luogo alla sparizione del supporto stesso. La musica, nell'era del web, si acquista in rete e la si ottiene istantaneamente all'interno dei propri computer. La caduta dei costi produttivi realizza un guadagno aggiuntivo, da parte delle imprese, ormai solo marginalmente eroso dal fenomeno della pirateria. Web-music, pag. 654; La prima forma di compressione, sufficiente a trasferire via web un brano musicale, si realizza con l'MP2 nel 1993. L'evento apre la strada alla commercializzazione della musica ondine. Liquid audio è una delle iniziative che ha contribuito al consolidamento di questa forma di mercato fornendo gli strumenti tecnici per garantire i diritti d'autore ed ostacolare la copia illegale dei brani. LEMMA Mp3, pag. 655; L'ingegnere torinese Leonardo Chiariglione, a capo dei Laboratori Cselt, la ricerca di Telecom Italia, ha dato l'avvio alla tecnologia MPEG (Motion Picture Export Group) che ha prodotto poi l'MP3 (MPEG 1 Layer 3) e la maggior parte delle altre forme di compressione utilizzate nel web. L'MP3 consente di memorizzare un cd utilizzando circa 50 Mbytes e mantenendo una qualità del suono superiore al 90%, con una differenza difficilmente avvertibile dall'orecchio umano. Ha aperto la strada, quindi, alla piena evoluzione multimediale della rete ed allo sviluppo del mercato audiovisivo on line. Chiariglione ha anche prestato la sua opera, attraverso il Secure Digital Music Iniziative, per la "blindatura" degli audiovisivi a difesa dal traffico illegale degli stessi. L'MP3, infine, ha realizzato il sogno di tutti i musicisti che intendono divulgare con semplicità, e assenza di investimenti, la propria musica al pubblico potenziale. BOX Il caso Napster, pag. 656; Napster è un software nato nel 1999 per la condivisione di files audiovisivi tra tutti i computer connessi ad internet che lo installano, senza la necessità di un archivio centrale che costituirebbe un'aperta violazione dei diritti di copyright. Ha un successo enorme e viene imitato da programmi analoghi ed ancora meno vulnerabili, come gnutella che non richiede neanche un'applicazione centrale su un server (oltre a non richiedere archivi, come napster). Il danno economico per l'industria discografica è talmente ingente che, nonostante le cautele prese, i guai giudiziari non tardano a giungere. Napster, sfruttando la sua enorme diffusione, evita la condanna accordandosi con le 5 maggiori industrie discografiche (che controllano l'80% del mercato) e fornendo un servizio a canone per scaricare legalmente musica ad un prezzo ancora molto conveniente (meno di 10 $) benché in un formato proprietario (.nap) che ne limita molto la duplicazione locale. Web-radio, pag. 657; Nel 1999 la trasmissione in diretta del concerto NetAid, inaugura la stagione delle trasmissioni radiofoniche accessibili attraverso la rete. La web radio utilizza la tecnologia streaming per raggiungere i propri ascoltatori ed apporta una sostanziale rivoluzione alla tradizionale trasmissione via etere: la web radio non ha confini geografici, costa poco, non è limitata dai vincoli creati dalla ristrettezza della banda delle frequenze radio, consente l'interattività, la fruizione asincrona dei programmi (non richiede la contemporaneità dell'ascolto al suo pubblico) ed un più immediato contatto (via email, chat, forum) con gli speaker, gli autori dei programmi e gli altri scoltatori. BOX Media on demand, pag. 659; La tecnologia, o strategia commerciale, on demand è una conseguenza diretta sia dei progressi tecnologici sia dei cambiamenti avvenuti nei fruitori della comunicazione che richiedono contenuti sempre più specifici e personalizzati, opere in cui riflettono la propria identità ed espressione. Il servizio si svoge grazie a tre componenti: - data server dell'emittente - rete di trasmissione - client degli utenti Il data servere è un apparato per la memorizzazione dei contenuti, normalmente digitali, su cui risiede una grande library multimediale, costantemente aggiornata secondo le esigenze del target a cui ci si rivolge. La trasmissione può avvenire via etere o via cavo e diretta verso client "intelligenti": cellulari, computer o televisioni opportunamente equipaggiate. Trasformazioni digitali, pag. 660. La traduzione in bit di qualsivoglia contenuto è alla base della convergenza dei media. In leggero ritardo il cinema data la persistenza della pellicola che in certe applicazioni garantisce ancora prestazioni superiori. La televisione, dato il ruolo di media più fruito, crea le attese maggiori con le sue trasformazioni guidate dalla transizione broadcast -> narrowcast, ma i media nel loro complesso vedranno l'introduzione di processi interattivi, di personalizzazione dei contenuti e non saranno più indirizzati prevalentemente ad un'utenza stanziale. Sul piano organizzativo le imprese coinvolte tenderanno ad attuare politiche di fusioni ed incorporazioni (verticali, orizzontali, oblique) per massimizzare la produttività incidendo sui costi. La produzione integrerà ai beni i servizi. Le case editrici, quindi, tenderanno a distribuire contenuti via rete come prodotti a sé o integrativi di beni fisici. Anche le imprese impegnate nel modello editoriale di flusso integreranno l'offerta con servizi specializzati o ad hoc. Questo enfatizzerà ulteriormente la tendenza a smaterializzare i processi (attraverso la produzione e la distribuzione) ed i beni offerti, fenomeno già imperante nell'industria culturale. Cambia quindi il binomio venditore/bene sostituito da quello fornitore/servizio, la proprietà è sostituita dell'uso, spesso temporaneo e a volte gratuito perché legato ad introiti pubblicitari. L'immissione nel mercato di prodotti specializzati, comportando maggiore possibilità di scelta ed un maggior impegno per il pubblico, svilupperà la sua componente creativa. Il nuovo medium e le nuove industrie culturali La conversione al digitale non comporta necessariamente nuove modalità o un aspetto diverso del prodotto. E' il caso di radio e televisione che, al momento, è ancora fruita prevalentemente con modalità tradizionali avendo perseguito, attraverso la digitalizzazione, un grosso passo avanti soprattutto sulla qualità del segnale. Altrettanto si può dire per le edizioni cartacee dei giornali che hanno rivoluzionato i processi produttivi con un impatto limitato solo al piano estetico del prodotto. Trasformazioni rilevanti, invece, hanno interessato la telefonia per la sua naturale vocazione alla "connettività". Quindi il nuovo media per eccellenza sembra essere proprio quel computer verso cui tutti i contenuti, traducendosi in bit, sembrano convergere. La distinzione, alla luce di questo, potrebbe definire i nuovi media come quelli in grado di produrre, e non solo di riprodurre, contenuti. Infatti è necessario, ma non sufficiente, essere media digitali per garantire quelle caratteristiche di ipertestualità ed interattività dei contenuti. Alla natura digitale, allora, sarà necessario aggiungere la capacità di immagazzinare quantità enormi di informazioni in poco spazio e renderle accessibili, con processi agevoli ed intuitivi, per poter accedere, a tutti gli effetti, al rango di nuovo media. Le nuove industrie culturali, pag. 667; In questo contesto si affermano prepotentemente due industrie dell'immaginario: quella dei videogiochi e quella dell'editoria nella sua nuova veste elettronica. Ad esse si affiancano quella della gestione delle informazioni che, aumentando a dismisura di entità, stimolano la necessità di processi di consultazione e catalogazione. Su internet la funzione è espletata dai motori di ricerca che si stanno sempre più evolvendo verso attività di selezione ed incasellamento razionale dei dati, introducendo una forte dote di manualità e discrezionalità a supporto dei processi automatici. Quando un motore di ricerca offre contenuti aggiuntivi, servizi di informazione, comunicazione tra utenti, comunità, etc. si trasforma in un portal o, se specializzato in un settore, in un vortal. I portali acquisisco un'importanza sempre maggiore in quanto guide alla navigazione della rete, filtrano alcuni contenuti, ne pongono in primo piano altri. L'importanza dei portali ha costituito un ulteriore elemento per l'avvio di processi di fusione tra imprese. Uno di questi, tra AOL, Compuserve, Mirabilis, Netscape, Time Warner ed EMI music, ha dato luogo al più grande gruppo editoriale al mondo e fornisce, tra l'altro, connettività e servizi a centinaia di milioni di abbonati fidelizzati con software di messaggistica e videoconferenza. BOX Cookie, pag. 668; Nell'ambito della navigazione in internet, il coockie è un file allocato sul computer client da uno dei siti web visitati. Questo intende memorizzare informazioni personali sull'utente o per comodità dell'utente stesso - che non dovrà ridigitare più volte le stesse informazioni accedendo allo stesso servizio - o del impresa che gestisce il sito che intende monitorare i comportamenti dei propri visitatori e classificarne la tipologia. I videogiochi, pag. 669; Il videogioco, secondo Brenda Laurel, guru del settore all'interno del MIT, realizza un utilizzo completo delle potenzialità del computer perché fornisce "un buon bilanciamento tra il pensare ed il fare" e perché è adatto a rappresentare cose ed ambienti con cui interagire. I videogiochi sono nati quando i computer hanno ridotto le loro dimensioni ed hanno visto l'introduzione di interfacce utente più agevoli delle schede perforate degli esordi. I primi esempi sono i noti Life, Pong, Space Invaders, Asteroids, Scacchi, etc. Segue un'evoluzione di grafica e contenuti con le prime consolle casalinghe con grafica avanzata. AM la svolta avviene negli anno 80 con la raggiunta evoluzione di processori, memorie e schede grafiche: i sistemi Sega e Nintendo, seguiti nel 1996 dalla Play Station Sony, introducono sul mercato giochi con immagini tridimensionali realistiche e fortemente interattive. Si punta anche a contenuti che richiedono doti umane e intellettive di pianificazione, controllo del territorio, responsabilità e comunicazione, come "The Sims". Attualmente la partita si gioca tra Sony (Playstation), Nintendo (Game Cube) e Microsoft (XBox) e si svolge nel campo della rete ad alta velocità che prospetta scenari avveniristici ed interessanti. Le industrie dei videogiochi superano ormai per fatturato anche quella musicale e cinematografica, e da quest'ultima ne mutua le logiche, i personaggi, i grossi budget ed il pubblico a cui è diretto. Tra i due mondi si apre anche una notevole contaminazione reciproca. LEMMA Console, pag. 670; Apparecchi per la fruizione dei videogiochi di ultima generazione, hanno processori dedicati, ram, interfacce utente particolarmente efficaci (joystick), lettori cd e dvd. Ultimamente accedono alla rete e consentono l'interazione tra i giocatori a distanza. BOX Sherry Turkle: la vita sullo schermo, pag. 673; Sociologa della scienza al MIT. In "The Second Self" esamina il rapporto uomo computer alla luce del cambiamento intervenuto tra i primi sistemi, con interfaccia fortemente tecnica, a quelli più nuovi in cui l'interazione tende sempre più ad assomigliare ad un dialogo, ad umanizzarsi. Dieci anni dopo, in "The life of the screen", prende atto della trasformazione del mezzo che è divenuto interfaccia tra milioni di persone che interagiscono attraverso realtà sintetizzate e a volte antropomorfe. Lo strumento diviene sempre più un'estensione della persona, si instaura con esso un rapporto che ha componenti affettive come può accadere con simboli, bambole o animaletti robotici. L'editoria elettronica, pag. 674; Si parla di editoria elettronica nei casi in cui, ad un'evoluzione dei processi produttivi, si accompagna la materializzazione del supporto su cui poggiano i contenuti. A partire dagli anni 80 il processo si limitava alla digitalizzazione: numerosi testi venivano venduti su CD ROM soprattutto quando questo formato ne migliorava la fruizione attraverso la ricerca automatica, per esempio nel caso di raccolte legislative, enciclopedie, etc. Successivamente l'evoluzione ha visto l'utilizzo di ipertestualità, interattività e contenuti multimediali. Sul piano dei contenuti, la loro produzione ha assunto una configurazione "di staff", sul modello del set cinematografico, anche detto "team oriented", soprattutto quando il materiale si consulta off line. Quando è ondine prevale il processo produttivo "subject oriented", guidato dalla materia in esame più che dalle professionalità del team. Si possono classificare i prodotti dell'editoria elettronica in base ai contenuti: entertainement, educational ed edutainement, ibridazione dei primi due formati. La struttura ipertestuale, pag. 676; E' un testo concepito per una fruizione non sequenziale, la scelta è lasciata all'utente che intraprende uno dei percorsi logici tra quelli proposti dall'autore, teoricamente infiniti. E' costituito da nuclei di contenuto, i nodi, collegati tra loro attraverso collegamenti indicati esplicitamente, i link. Il loro supporto è statico (supporto magnetico) o dinamico (il web). Il termine fu inventato da Theodor Holm Nelson, il prefisso iper lo introdusse in analogia all'utilizzo che se ne fa in geometria per indicare l'estensione tridimensionale di una figura piana. Nelson intendeva applicare la struttura ipertestuale al suo progetto: Xanadu. Si trattava di una banca dati testuale omnicomprensiva, tutti i documenti mai prodotti avrebbero avuto un indirizzo unico all'interno di questa base dati. Potevano referenziarsi l'un l'atro attraverso collegamenti (link) ed incorporare in essi tracce di altre opere senza una effettiva copia ma con una "immagine" che continuava a risidere all'indirizzo originario (transclusione). In questo modo poneva anche una soluzione al problema dei diritti d'autore (la cosiddetta transcopyright). Se ne realizza un prototipo nel 1987 ma viene successivamente abbandonato per difficoltà di ordine pratico. BOX Memex, pag. 677; Lo scienziato del MIT Vannevar Bush, rifetteva su come l'informazione perdesse d'importanza quando veniva meno la sua reperibilità. Grandi quantità di dati richiedono, per la loro consultazione, uno strumento che funzioni per associazioni, come la mente umana e non come le biblioteche che indicizzano per titolo,autore,categoria generale. Per questo motivo ideò una macchina che, dopo aver memorizzato testi su supporti fotografici microfilmati, ne consentisse la rapida consultazione da una postazione di lavoro appositamente progettata che con leve e manopole passasse da un testo ad un altro memorizzando, meccanicamente, tutti i percorsi compiuta dallo studioso. Con un supporto più stabile della memoria, rimaneva traccia dei percorsi di studio che potevano così essere tramandati. La macchina non fu mai costruita realmente per difficoltà pratiche ed anche per i limiti intrinseci nel processo fisico, ma Vannevar Bush intravide immediatamente nella nascita del digitale la possibilità di realizzare il suo progetto. Caratteristiche dell'ipertesto, pag. 679; L'ipertestualità è la strutturazione organizzata d'informazioni testuali disposta in segmenti autosufficienti, ciascuno con autonomia semantica e coerenza interna, ciascuno ricollocabile nella struttura infinite volte secondo un ventaglio di possibilità offerte dall'autore ed attualizzate dal lettore, la continuità è tematica, non fisicamente sequenziale. I segmenti possono essere digitalizzati a partire da materiali analogici o realizzati in digitale, testuali o multimediali, richiamati attraverso collegamenti evidenziati graficamente. Il progetto di un buon ipertesto deve costruire percorsi dotati comunque di senso, indipendentemente dalle scelte del fruitore. In definitiva occorre progettare avendo sempre presenti la struttura ipertestuale, l'organizzazione dell'informazione, il grado di interattività intenzionale e la navigabilità. Esaminiamoli uno per volta: • La struttura: può essere lineare, soprattutto nei casi di multimedialità spinta in cui le immagini e le parole seguono un percorso stabilito; a struttura reticolare, è l'ipertesto classico, molteplici possibilità di fruizione su cui incide la scelta dell'utente; a struttura virtuale, nel caso in cui c'è un'immersione in un ambiente di sintesi multisensoriale che simula processi di interazione umana e sociale. • L'organizzazione dell'informazione: deve garantire una stratificazione con gradi di approfondimento successivi, facilitando la navigazione in questo senso. • L'interattività intenzionale: è il grado di interattività progettato dall'autore. • Navigabilità: consiste nella facilità di movimento all'interno di un sistema documentale anche molto complesso. E' molto legato alla chiarezza nell'esposizione dei percorsi,della struttura e dei movimenti. Questo si ottiene predisponendo: la possibilità di tornare indietro di un segmento, all'inizio del segmento stesso, alla pagina principale, ad uno qualsiasi dei punti del percorso realizzato (attraverso l'history), ed infine ad un punto arbitrario attraverso una mappa completa dell'ipertesto. L'organizzazione dei contenuti: i portali, pag. 681; L'aspirazione di un portale è quella di costituire il punto di accesso alla rete per il maggior numero di utenti. Spesso ha il suo nucleo intorno ad un motore di ricerca ma ad esso associa servizi email, forum, canali tematici, mailing list, quotazioni di borsa, previsioni del tempo, ultime notizie e servizi ad hoc per chi è disposto a registrarsi fornendo il proprio profilo personale. La vastità dei temi trattati fa sì che il pubblico sia generico e incostante, potendo trovare contenuti analoghi altrove. Si è aperta, allora, la strada ai vortal, portali con una marcata specializzazione settoriale che hanno un minor numero di visitatori ma molto più fidelizzati, i loro profili sono materiale preziosissimo per le imprese legate al settore specifico, la pubblicità ha prezzi maggiori. La convergenza tra le due tipologie, aggregando i diversi vortal in un portal che li inquadra in un contenitore comune, porta al conseguimento dei due obiettivi. Le molte anime della rete, pag. 683; Il processo in atto è la transizione da una società della telecomunicazione, capace di fruire e produrre ogni tipo di informazione, ad una società telematica, in cui produttori e fruitori d'informazione dialogano e si scambiano i ruoli. Questa società fonda le sue radici nella rete, ed ha un ambiente già densamente popolato costituito dal cyberspace, dove è possibile condurre ogni genere di transazione sociale che non richieda un contatto fisico. In questo contesto cambiano le categorie: in rete non conta la provenienza geografica, non è più evidente l'appartenenza sociale, si può assumere una identità non vera, dichiarare fisionomie difformi dal reale, si crea, insomma, un "doppio" di sé. La comunicazione sociale avviene all'interno di comunità virtuali create in base ad interessi comuni o affinità che finiscono per costituire le nuove categorie sociali. Ma la rete ha anche un'anima che ci identifica ed a cui è difficile sfuggire, quando si accede a servizi di e-commerce o net-economy è necessario identificarsi in modo certificato. Lo stesso accade anche per fruire di servizi gratuiti o promozioni. I nostri comportamenti possono essere in questo modo tracciati e memorizzati, si entra a far parte di liste di marketing, panel statistici, campioni di utenti, e la pubblicità a cui siamo esposti è sempre più mirata. Ancora un'anima doppia si rivela nell'antinomia push/pull. L'anima tradizionale di internet è push, si cerca ciò che interessa, si seleziona tra le proposte, si visualizza, si passa oltre, insomma si naviga. Ma aumenta la quantità di contenuti spinta (pull) verso l'utente che ne fruisce con modalità massiva, sequenziale, dall'inizio alla fine, come un programma. Spesso assume la forma di un servizio a cui ci si abbona e ci propone contenuti che riteniamo affini ai nostri interessi. BOX Comunità e società, pag. 684; Secondo Tonnies (1855-1936) la comunità si realizza quando le relazioni si basano sul modello affettivo familiare o dell'amicizia, quando prevale la volontà razionale si parla invece di società. Si tratta di due tipi ideali, in concreto le due realtà si sovrappongono con la prevalenza dell'una o dell'altra. BOX Howard Rheingold, pag. 686; The Well è un contenitore di oltre 270 liste di discussioni e, quindi, di altrettante comunità virtuali. Conta un numero enorme di associati, oltre 80.000, ed affronta al suo interno ogni genere di argomento. Howard Rheingold, studiandola dall'interno, ha teorizzato una funzione determinante della cyber-democrazia sulle sviluppi futuri del governo reale delle nazioni, fino a profetizzare uno stato transnazionale basato sulla libertà di espressione in rete e sul potere delle comunità virtuali di muovere le opinioni. Continua, in questo modo, la tradizione della Scuola di Chicago, fautrice delle libertà civili e della resistenza agli interventi governativi nella sfera sociale. BOX Michel Maffesoli: il tempo delle tribù, pag. 687; C'è una tendenza per cui alla crisi delle istituzioni, della burocrazia, della politica, si affianca sempre una tendenza ad intessere relazioni sociali e comunicative organizzate tra le persone. E ciò che afferma Michael Maffesoli, studioso di trasformazioni sociali. Rinasce periodicamente una tendenza all'ideale comunitario, alla condivisione delle emozioni, al costituirsi tribù. Nell'era dei media il ruolo viene interpretato dalla rete, le relazioni sono più facili per quanto più effimere, ma non si può evitare di ipotizzare un suo ruolo di mediazione ed incontro, come nelle antiche agorà, dove la capacità di saper ascoltare e parlare costruisce il rispetto dell'idea altrui. BOX Rivoluzione o evoluzione?, pag. 690. Una voce scettica è quella di Bernard Miegè. Ci invita a moderare gli entusiasmi per il nuovo corso sottolineando come l'era dell'informazione e dei nuovi media si appoggia ad una struttura tradizionale e ben nota di produzione industriale, che nello specifico assume le forme delle industrie della comunicazione, dell'audiovisivo e dell'informatica. L'apparente gratuità di internet è legata a processi di conoscenza e diffusione del mezzo, a sperimentazione di pratiche commerciali, al momento di transizione che stiamo attraversando. Dal canto loro i poteri pubblici favoriscono gli agglomerati di imprese, poche e forti, che si appoggiano a loro volta su una quantità di piccole e medie imprese che gareggiano nei mercati più a rischio, configurazione tipica nell'industria culturale. Paragrafi ancora non riassunti La società dell'informazione BOX Il rapporto Nora-Minc, pag. 697; BOX Echeverrìa: da Megalopolis a Telepolis, pag. 699; Dalla noosfera all'intelligenza connettiva, pag. 704; BOX Giddens: modernità e comunicazione, pag. 705; Dislivelli sociali e nuove tecnologie, pag. 709; BOX Scarti di conoscenza, pag. 710; I divari mondiali, pag. 712; BOX Herbert Schiller: Information Inequality, pag. 714; Divisioni e dividendi digitali, pag. 715; BOX Cyberumanesimo, pag. 717 |
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