Capitolo 1

 

Il marketing nell’impresa e nell’economia

 

1.1 I fondamenti ideologici del processo di marketing

 

Si riscontrato tre tipi di accezioni:

 

·         Il marketing è un insieme di mezzi di vendita (la pubblicità, la promozione), questi mezzi di vendita sono particolarmente aggressivi e vengono utilizzati per conquistare i mercati esistenti. In questo caso il marketing trova principalmente applicazione nei mercati dei beni di largo consumo e molto meno nei settori più “nobili”.

 

Dietro a queste concezioni troviamo tre dimensioni caratteristiche del concetto di orientamento del mercato: una dimensione di azione (conquista dei mercati), una dimensione di analisi ( la conoscenza dei mercati) e una dimensione di cultura (la filosofia di gestione).

 

Principio della sovranità del cliente

 

Il sistema di pensiero alla base del processo di marketing si basa su una teoria delle scelte individuali fondata sul principio della sovranità del cliente. Alla base dell’economia di mercato troviamo tre idee centrali:

I meccanismi dell’economia di mercato si basano sul trincio della libertà individuale, e in modo particolare sul Principio della sovranità del cliente dove la caratteristica più importante e che gli individui sono responsabili delle loro azioni e quasi sempre sono in grado di scegliere ciò che è buono o cattivo per loro stessi.   

 

I campi d’azione del processo di marketing

 

Il processo di marketing trova i suoi fondamenti in tre principi che possono essere riuniti in tre grandi categorie:

 

I due aspetti del processo di marketing sono il Marketing strategico e marketing operatico (vedi sotto).

 

1.2 L’attivazione del processo di marketing nell’impresa

 

Il Marketing strategico

 

Il marketing strategico si basa sull’analisi dei bisogni degli individui e delle organizzazioni. Il cliente nell’ottica di orientamento al mercato, cerca non tanto il prodotto, ma cerca la soluzione al problema che il prodotto e in grado di offrire.

Il ruolo del marketing strategico è quello di seguire l’evoluzione del mercato di riferimento e di identificare i differenti prodotti-mercati e segmenti attuali o potenziali, in base ai diversi bisogni da soddisfare.

I prodotti-mercati rappresentano un’opportunità economica di cui bisogna valutare l’attrattività, che, si misura in termini quantitativi, attraverso la nozione di mercato potenziale, in termini qualitativi, attraverso la sua accessibilità o la sua organizzazione, in termini dinamici, in base alla sua durata  economica. Per l’impresa, la capacità di competere guadagnando in un determinato prodotto-mercato dipende dalla sua competitività, cioè dalla sua capacità di soddisfare la domanda dei suoi clienti e concorrenti. Questa competitività esisterà nella misura in cui l’impresa possiederà un vantaggio competitivo.

Che il concetto di prodotto sia spinto dal laboratorio o richiesto dal mercato, esiste comunque un passaggio obbligato attraverso il marketing strategico a cui spetta la valutazione della sua fattibilità economica e commerciale, a questo punto è decisivo il marketing strategico quale interfaccia tra la funzione ricerca e sviluppo (R&S) e la funzione di produzione.

Il ruolo del marketing strategico riguarda: la risposta alle opportunità esistenti, la creazione di opportunità interessanti per l’impresa. Il marketing strategico si colloca nel medio-lungo termine; il suo scopo consiste nel precisare la missione dell’impresa, nel definire degli obiettivi, nell’elaborare una strategia di sviluppo e nel riuscire a mantenere una struttura equilibrata nel portafoglio dei prodotti.     

Riassumendo: I compiti del marketing strategico sono: Analisi dei bisogni, segmentazione del mercato di riferimento, analisi di attrattività, analisi di competitività, scelta di una strategia di sviluppo.

 

Il marketing operativo

 

Il marketing operativo rappresenta la dimensione azione del concetto di orientamento al mercato. Si tratta di un approccio volontarista di conquista dei mercati esistenti e il suo orizzonte di azione si colloca nel breve-medio termine. È il classico approccio commerciale incentrato sulla realizzazione di un obiettivo di volumi di affari e si basa sui mezzi tattici derivanti dalle politiche di prodotto, distribuzione, prezzo e comunicazione. McCarthy li chiamava le  “4 P” o “marketing mix”.

L’attività di marketing operativo consiste nella definizione degli obiettivi in termini di quota di mercato da raggiungere, tattica da adottare attraverso l’elaborazione di un budget di marketing idoneo al raggiungimento di tali obiettivi.

La funzione del marketing  operativo consiste nel creare fatturato, cioè vendere e utilizzare gli strumenti di vendita. L’obbiettivo di fatturato da realizzare si traduce poi in programmi di fabbricazione per la funzione di produzione ei programmi di stoccaggio e di distribuzione fisica per i servizi commerciali.

L’incisività del marketing operativo costituisce un fattore decisivo nella performance dell’impresa. Ogni prodotto, anche se di qualità elevate deve avere un prezzo accettabile, essere disponibile in circuiti di distribuzioni adeguati alle abitudini di acquisto della clientela, essere sostenuto da attività di comunicazione e di vendita con lo scopo di farne conoscere l’esistenza (pubblicità).

Il marketing operativo rappresenta l’aspetto più spettacolare e più visibile del processo di marketing, dove la pubblicità e la promozione in esso occupano uno spazio importante.

Il marketing operativo è dunque il braccio commerciale dell’impresa, senza il quale il migliore piano strategico non potrebbe fornire risultati soddisfacenti.

 

Riassumendo: Confronto tra marketing strategico e marketing operativo.

Marketing  strategico: approccio analitico, nuove opportunità, strumenti: scelta di prodotti-mercati, ambiente dinamico, comportamento pro-attivo, orizzonte a medio-lungo termine, responsabilità interfunzionale.

Marketing operativo: approccio volontaristico, opportunità esistenti, strumenti: prodotto, prezzo, distribuzione, comunicazione, ambiente stabile, comportamento reattivo, orizzonte a breve termine, responsabilità della funzione marketing.

 

Il piano di marketing

 

La funzione del marketing strategico è molto diversa dal marketing operativo, ma i due aspetti sono strettamente complementari, nel senso che l’elaborazione di un piano strategico deve essere compiuta in stretta relazione con il marketing operativo.

Gli strumenti del marketing operativo sono le variabili: prodotto, prezzo, distribuzione, comunicazione, mentre il marketing strategico conduce alla scelta dei prodotti mercati per i quali l’impresa detiene un vantaggio competitivo.

Il marketing operativo proporrà un obiettivo di quota di mercato, tenendo conto dei  budget di marketing necessari alla realizzazione di tale obiettivo.

Il confronto tra l’obiettivo di quota di mercato e la previsione della domanda globale permette di individuare un obiettivo di vendita, prima in termini di volumi e poi in termini di fatturato. Il profitto lordo atteso si ottiene dopo aver sottratto i costi diretti di produzione, la quota degli eventuali costi fissi e le spese di marketing relative alla pubblicità e alla promozione di prodotto.

 

Marketing strategico di risposta e di creazione dell’offerta

 

Le innovazioni, cioè le idee di nuovi prodotti o servizi possono avere due origini distinte:

Un’ altra fonte d’innovazione, frequente nella economie industrializzate e nel settore hi-tech, è il laboratorio o la funzione R&S che, in seguito a una ricerca, scopre un nuovo processo, un nuovo prodotto o una nuova modalità organizzativa che permette di soddisfare meglio un bisogno latente.

Nell’ambito del marketing strategico è possibile distinguere due approcci diversi: il marketing strategico di risposta e il marketing strategico di creazione dell’offerta. Il primo, si propone di individuare i bisogni insoddisfatti o mal soddisfatti e di trovare nuove soluzioni, l’esigenza proviene dal mercato e il marketing operativo consiste nella risposta a una domanda esistente. Il secondo, ha come obiettivo la ricerca di soluzioni di valore a i bisogni non articolati, l’idea proviene dall’impresa e il ruolo del marketing operativo è quello di creare la domanda e il mercato.

L’attuazione del processo di marketing supera largamente il dominio di marketing tradizionale o di ciò che viene definito marketing management. L’espressione market-driven management ci sembra più appropriata per definire il processo di marketing nelle sue tre dimensioni: cultura-analisi-azione.

 

1.3 Il ruolo del processo di marketing nell’economia

 

Il ruolo del processo di marketing di un’economia di mercato è quello di organizzare lo scambio volontario e concorrenziale in modo da assicurare un incontro efficiente tra domanda e offerta di prodotti e servizi. Questo incontro non è spontaneo, ma richiede l’organizzazione di due tipi di attività di collegamento:

Il ruolo del marketing nell’economia è quello di organizzare lo scambio e la comunicazione tra produttori e consumatori.

 

Organizzazione dello scambio

 

L’organizzazione dello scambio di beni e servizi, ha il compito di far passare i beni dallo stato di produzione a quello di consumo. Questo passaggio implica la realizzazione, da parte della distribuzione, di tre tipi di utilità che costituiscono il valore aggiunto della distribuzione.

Sono queste le diverse funzioni che rendono i beni e i servizi disponibili e accessibili ai clienti target, permettendo così l’incontro fra la domanda e l’offerta.

Si chiama valore aggiunto della distribuzione e, si misura in termini di margine di distribuzione, cioè differenza fra prezzo pagato al produttore dal primo acquirente e il prezzo pagato dal cliente finale del prodotto.

 

Organizzazione della comunicazione

 

Le attività di comunicazione si propongono di generare conoscenza nei produttori, nei distributori  e nei clienti. Si possono distinguere, sette differenti flussi di comunicazioni in un mercato.

 

Il marketing strategico come fattore di democrazia economica

                       

Il processo di marketing, e il marketing strategico, riveste un ruolo economico molto importante in un’economia di mercato, non solo perché assicura un collegamento tra domanda e offerta, ma anche perché dà vita a un circolo virtuoso di sviluppo economico. Le tappe di questo processo sono quattro:

 

 

1.4 L’evoluzione del ruolo del marketing nell’impresa

 

Il marketing non è un’attività nuova, poiché svolge funzioni che sono in realtà sempre esistite e che sono sempre state realizzate. Si distinguono 4 fasi dell’evoluzione del ruolo del marketing di impresa: il marketing passivo, il marketing operativo, il marketing strategico e il mark-driven management o governance guidata dal mercato.

 

Il marketing passivo: l’orientamento al prodotto

 

In questa questo tipo di marketing sussiste una scarsità di offerta, perché le capacità di produzione sono insufficienti per i bisogni di mercato. La domanda quindi è, superiore all’offerta. In questo caso la pratica di marketing ha un ruolo limitato. I contatti con il mercato si fermano il più delle volte al primo stadio, ci sono dunque pochi contatti con la domanda finale e le indagini di mercato non sono frequenti. Il marketing strategico si sviluppa spontaneamente, dal momento che i bisogni sono conosciuti, il marketing operativo si riduce perchè le attività promozionali sono superflue. Il marketing operativo serve solo a vendere ciò che è stato il prodotto.    

 

L’orientamento al prodotto

 

Questo tipo di organizzazione favorisce lo sviluppo di un ottica di prodotto, che si basa sull’ipotesi implicita che l’impresa sappia ciò che è buono per il cliente e che quest’ultimo condivida tale convincimento. I dirigenti di queste imprese, sono spesso convinti di fabbricare un prodotto superiore, e danno per scontato che i clienti continuano a volere i loro prodotti.

L’ottica di produzione è in totale contrapposizione con l’ottica del cliente, che vede il prodotto come una soluzione al problema. Questa mentalità è concepibile quando la domanda è superiore all’offerta e quando i clienti sono disposti ad acquistare qualsiasi genere di prodotto che trovano nel mercato.

 

I limiti dell’orientamento di prodotto 

 

Il marketing passivo rappresenta una modalità di organizzazione che non conviene più in un ambiente, come quello che opera oggi nella maggior parte dei paesi industrializzati. L’ottica di prodotto resiste, all’interno di alcune imprese industriali. L’assenza di orientamento al mercato è stata all’origine di numerosi problemi in imprese che non hanno saputo adattarsi alle nuove condizioni dei mercati. Si tratta di una mentalità che è stata molto diffusa tra  le imprese dell’Europa dell’Est, esposte brutalmente alle sfide dell’economia di mercato. 

 

Marketing operativo: l’orientamento alla vendita

 

L’orientamento al mercato è stato progressivamente adottato nelle economie occidentali nel corso degli anni ’50 da parte delle imprese produttrici di beni di consumo, quando la domanda era in forte aumento. L’organizzazione materiale dello scambio in questi mercati, allora in piena crescita, era invece scarsa e poco produttiva. I fattori che hanno contribuito a  questa evoluzione delle gestione di marketing sono:

L’obiettivo primario del marketing in questa fase è la creazione di un’organizzazione commerciale efficace. Il ruolo del marketing operativo diventa meno passivo, in questa fase la maggior parte delle imprese si concentra al mercato con prodotti  rispondenti ai bisogni della maggioranza dei clienti. La segmentazione dei mercati è scarsa e le decisioni strategiche restano sotto la responsabilità della funzione di produzione. Il marketing operativo si propone di organizzare la commercializzazione dei prodotti e di gestire l’insieme dei compiti tipici di tale processo.

 

L’orientamento di vendita  

 

Le ipotesi principali dell’ottica di vendita sono: i consumatori hanno la tendenza di resistere all’acquisto dei prodotto che non sono strettamente necessari; i consumatori possono essere invogliati ad acquistare di più, se si utilizzano strumenti diversi dallo stimolo delle vendite. L’impresa deve creare un reparto di vendite e utilizzare mezzi promozionali importanti per attirare e mantenere la clientela.

 

Il rischio di marketing manipolato

 

L’ottica di vendita si è rilevata efficace in determinate situazioni, a giudicare dagli elevati tassi di crescita del consumo privato. Il rischio dell’ottica di vendita è quello di considerare questo approccio commerciale come valido in ogni circostanza e di confonderlo con l’orientamento al cliente.

Un ricorso troppo entusiastico alla pubblicità e alla vendita può portare a un marketing manipolatorio o selvaggio, il cui obiettivo è piegare la domanda alle esigenze dell’offerta anziché di adattare l’offerta alle attese della domanda. Gli eccessi del marketing selvaggio hanno portato alla nascita di una forza compensatrice, su iniziativa dei consumatori, su iniziativa del potere pubblico; su iniziativa delle imprese stesse.

 

Il marketing strategico: l’orientamento al cliente   

 

La tentazione di ridurre il marketing al solo aspetto operativo è particolarmente forte nei settori in fase di rapida espansione, nei quali il mercato potenziale da conquistare è molto ampio, come è avvenuto molti anni fa nell’Europa Occidentale, Stati Uniti e, fino al ’96, nei Paesi del Sud-Est Asiatico.

La necessità di integrare la dimensione analisi del concetto di orientamento al mercato si impone all’impresa quando la crescita rallenta, il mercato si segmenta in gruppi di clienti con aspettative diverse, la concorrenza si intensifica e l’innovazione accelera.

In situazioni come queste gli obiettivi primari del marketing sono l’identificazione di segmenti o nicchie di mercato in grado di produrre crescita, lo sviluppo di idee relative a prodotti nuovi e adatti a bisogni in evoluzione, e la diversificazione del portafoglio di prodotti.

Questa evoluzione nella direzione di un rafforzamento del ruolo di marketing strategico è stata resa necessaria da tre cambiamenti fondamentali dell’ambiente: la fase di maturità di numerosi mercati e la saturazione dei bisogni del nucleo centrale del mercato; l’accelerazione del progresso tecnologico; la crescente globalizzazione dei mercati in seguito alla progressiva rimozione degli ostacoli al commercio internazionale.

 

La saturazione del nucleo centrale del mercato

 

La rapida espansione dell’economia a partire dagli anni ’50, ha determinato una saturazione della domanda di prodotti destinati a soddisfare i bisogni del mercato: questa evoluzione rappresenta un primo cambiamento che ha contribuito a modificare il ruolo della funzione di marketing. Questo cambiamento si è tradotto nella comparsa di una domanda potenziale di prodotti più adeguati ai bisogni dei clienti. Questa evoluzione, che si è manifestata in momenti differenti, sfocia in una frammentazione dei mercati e in strategie di segmentazione: ad es. un’impresa, vuole commercializzare un nuovo aperitivo, e studia il punto di amaro che soddisfa la clientela, vengono effettuati diversi test ciechi che dimostrano come la maggioranza dei consumatori preferisca un sapore mediamente amaro.

La tendenza naturale sarà quella di seguire la legge della maggioranza e di sviluppare un prodotto medio che corrisponde alle preferenze del nucleo centrale del mercato, in grado di minimizzare l’insoddisfazione, e di rispondere, alle aspettative della maggioranza.

Le scelte di mercato si incentreranno quindi su un prodotto medio, in caso di successo, l’impresa innovatrice sarà rapidamente seguita da altri imitatori che contribuiranno all’espansione del mercato.

La fase si marketing operativo nasce quando si giunge alla saturazione dei bisogni corrispondenti al nucleo centrale del mercato, causata soprattutto  dal numero elevato di concorrenti che presentano offerte simili. A questo punto diventa interessante scoprire le varie diversità nelle preferenze e interessarsi a segmenti minoritari prima trascurati, sviluppando ridotti che soddisfano i bisogni. Questi segmenti, sono più ristretti, ma rappresentano un potenziale non sfruttato, dal momento che questi consumatori non hanno mai trovato sul mercato un prodotto corrispondente alle loro preferenze. L’impresa quindi praticherà una strategia di segmentazione e il mercato verrà suddiviso in segmenti ai quali corrispondono prodotti differenziati.

 

 

Il progresso tecnologico  

 

Una della caratteristiche più significative degli ultimi anni, è la diffusione del progresso tecnologico. Questa diffusione è il risultato di un’accelerazione che comporta un accorciamento della durata della vita tecnologica dei prodotti e quindi del tempo disponibile per far fruttare le attività di ricerca e sviluppo.

La diffusione del progresso tecnologico si sistematizza, nel senso che l’attività di ricerca scientifica, in precedenza svolta da individui più o meno isolati, si istituzionalizza all’interno delle imprese delle università. L’innovazione tecnologica non dipende più dalla casualità delle invenzioni, essa è il risultato di uno sforzo concentrato e pianificato. Questa evoluzione ha un’incidenza diretta sulla politica del prodotto e conduce l’impresa a mettere in discussione la struttura del suo portafoglio di prodotti a un ritmo più rapido rispetto al passato.

 

La progressiva globalizzazione dei mercati

 

Molti sono stati i fattori che hanno contribuito all’allargamento dei mercati ( introduzione dell’euro, la progressiva liberazione degli scambi, l’integrazione dell’Europa dell’Est, la creazione delle zone di libero scambio).

Tutte quella modalità di sviluppo rilevano l’esistenza di concezioni diverse nell’elaborazione di una strategia di sviluppo internazionale.

Keegan distingue quattro diversi orientamenti:

 

L’organizzazione della funzione marketing

 

Questi tre fattori di cambiamento, implicano tutti un rafforzamento del marketing strategico nell’impresa. Sul piano dell’organizzazione di un’impresa orientata al cliente, il mutamento si manifesterà a livello delle decisioni di prodotto che d’ora in poi saranno poste sotto la responsabilità della funzione marketing, in stretto legame con le funzioni ricerca e sviluppo (R&S) e produzione. In pratica il marketing orienta la politica del prodotto e decide sulla fattibilità economica delle idee di nuovi prodotti. L’interfaccia  R&S-marketing strategico-produzione, svolge un ruolo chiave.

Nelle imprese che hanno adottato l’orientamento al cliente esiste quindi una direzione marketing, responsabile dell’insieme dei compiti relativi al marketing operativo e al marketing strategico, compresa la scelta dei prodotti-mercati.

In questa fase, l’impresa elabora la propria strategia partendo dai bisogni del mercato e adotta un orientamento al cliente che come obiettivo ha la soddisfazione dei loro bisogni. Nelle imprese orientate al cliente, il ruolo del venditore non tanto quello di cercare di vendere ma quanto di aiutare ad acquistare. L’attività di vendita si basa inizialmente sui bisogni del cliente. Questo tipo di approccio è valido nelle organizzazioni deve l’orientamento al cliente è dominante.   

 

Organizzazione incentrata sul responsabile di prodotto

 

Questo tipo di struttura organizzativa per responsabilità di prodotto interessa spesso le grandi imprese multi-prodotto, che si riscontra sia nel settore dei beni industriali e dei servizi, sia nel settore dei beni di consumo.

In tale struttura, la posizione dei responsabili di prodotto è posta allo stesso livello gerarchico della funzione vendite. La differenza sta nel fatto che il responsabile di prodotto esercita una funzione di stato maggiore ed è responsabile delle funzioni a medio-lungo termine, mentre le funzioni di vendita sono responsabili a breve termine. 

L’organizzazione per responsabile di prodotto ha sia dei vantaggi che dei problemi.

I vantaggi sono:

I problemi sono:

 

L’organizzazione marketing nella piccole e medi imprese (PMI)    

 

L’organizzazione per responsabile di prodotto o di marca rappresenta una modalità costosa che non è alla portata delle piccole e medie imprese. Un’alternativa è rappresentata dal comitato multifunzionale incaricato del marketing strategico. Si tratta di un comitato interfunzionale composto dai responsabili delle principali funzioni (produzione, finanza, risorse umane), presieduto dal direttore generale che è responsabile della realizzazione dei compiti di marketing strategico. Esistono due formule:

 

I limiti della pratica di marketing tradizionale

 

La soddisfazione dei bisogni del cliente è l’obiettivo primario dell’impresa. Come per l’orientamento al prodotto e ala vendita, anche l’orientamento al cliente presenta dei limiti. E’ possibile formulare 3 domande:

Diciamo che il cliente-consumatore si aspetta da parte dell’impresa un comportamento civile e la ritiene responsabile, non solo di fronte ai suoi azionisti, ma anche di fronte alla comunità dei consumatori. Oggi l’orientamento del marketing tradizionale deve evolversi verso il marketing responsabile e sociale.

Nelle società industrializzate questo secondo interrogativo è il risultato della presa di coscienza della scarsità delle risorse naturali, nonché del costo sociale del consumo e del suo impatto sull’ambiente. L’orientamento al marketing tradizionale deve evolvere nel senso di miglioramento della sua eco-efficacia.

Una strategia di marketing di risposta guidata dai desideri del mercato tenderebbe a favorire innovazioni minori, queste innovazioni, sono molto spesso rischiose e vengono percepite come attraenti dall’impresa. Al contrario, una strategia basata sul progresso tecnologico ha maggiori possibilità di sfociare in un’innovazione di rottura, queste innovazioni di rottura nascono nei laboratori e non nel mercato. È importante mantenere un equilibrio tra queste due strategie di sviluppo: sviluppo condotto dal mercato e sviluppo condotto dalla tecnologia. 

 

 

 

 

 

 

 

1.5 Il market-driven management

 

L’impresa è orientata al mercato e dialoga con tutti gli attori attivi sul mercato.

 
I limiti dell’approccio di marketing tradizionale

 

Numerosi studi realizzati negli Stati Uniti e in Europa hanno evidenziato un’insoddisfazione nelle direzioni generali delle imprese rispetto al marketing tradizionale. Alcune critiche sono: l’assenza della cultura di mercato all’interno dell’azienda; forti spese nel marketing operativo; aver dato la precedenza alla pubblicità piuttosto che all’innovazione del prodotto ect.

 

I costi dovuti all’assenza di un orientamento al mercato

 

L’assenza di una cultura orientata al mercato può avere notevoli conseguenze sulla competitività dell’impresa e sulla capacità di raccogliere le nuove sfide dell’ambiente. Emergono vari problemi: l’interfaccia con l’ambiente; il legame tra R&S e innovazioni; il processo di sviluppo di nuovi prodotti; il vantaggio competitivo e la catena del valore; lo sviluppo della vendita relazionale. 

 

I principali attori del mercato

 

Si distinguono 5 attori chiave: il cliente finale e il cliente diretto, il cliente distributore, la concorrenza, il cliente prescrittore e l’ambiente macro-marketing.

 

Il cliente finale e il cliente diretto

 

La soddisfazione dei bisogni del cliente finale e del cliente diretto è chiaramente il primo obiettivo che si riallaccia con quello del concetto tradizionale di marketing. Il cliente finale può essere molto vicino o molto lontano dal cliente diretto dell’impresa, a seconda che si tratti di un mercato di beni di consumo o di un mercato industriale. In quest’ultimo caso, il cliente finale è molto spesso lontano dall’impresa che, per esempio, potrebbe collocarsi all’inizio di una filiera industriale. L’impresa ha per obiettivo la soddisfazione di questo cliente finale. L’idea più feconda consiste nel definire il prodotto o il servizio offerto come una soluzione al problema del cliente. L’orientamento al cliente (diretto o indiretto) può essere definito in modo operativo, ricorrendo a una serie di indicatori che consentono di misurare empiricamente il grado di orientamento di un’impresa verso il cliente finale.

 

Il cliente distributore 

 

Il rapporto tra produttori e distributori è stato per lungo tempo quello di partner con interessi comuni. In seguito alla crescita del potere della grande distribuzione nel settore dei beni di largo consumo, questi rapporti sono diventati ambigui. I rapporti di conflitto o di collaborazione tra produttori e distributori dipendono dal grado di concentrazione osservato nel settore. Nei casi in cui il tasso di concentrazione dei produttori e dei distributori è basso, si pone il problema dell’elaborazione di una strategia di marketing relazionale. Oggi è il produttore, per quanto sia potente, ad aver bisogno della grande distribuzione e non viceversa. Il trade marketing consiste nell’applicare l’approccio di marketing ai distributori, considerati non come intermediari, bensì come clienti a tutti gli effetti. Il produttore deve preoccuparsi della posizione del suo cliente-distributore e porsi delle domande: come posso  ridurre le sue spese? È possibile ridurre i costi di magazzino, migliorare il suo flusso di cassa, sostenere la sua strategia d’insegna?

 
La concorrenza
 

I concorrenti diretti e i produttori di beni sostitutivi sono attori chiave nei mercati, poiché è in rapporto ad essi che l’impresa andrà a definire il vantaggio competitivo su cui si basa la sua strategia di sviluppo. L’orientamento alla concorrenza implica l’istituzione di un sistema di controllo dei concorrenti più pericolosi. L’autonomia dell’impresa dipende da due ordini di fattori. La struttura competitiva del mercato di riferimento e il valore dei prodotti percepito dai clienti.

 
Il clienti prescrittori

 

I clienti prescrittori sono soggetti che possono esercitare un ruolo importante consigliando, raccomandando oppure prescrivendo marche di società, prodotti o servizi ai clienti e ai distributori. Ad es. nel campo farmaceutico i medici hanno un’influenza determinante sul successo di un farmaco. Essi sono considerati dalle aziende farmaceutiche come gli attori più importanti nel mercato, anche se non sono né acquirenti, né utenti, né paganti. Lo stesso vale nel campo dell’edilizia da parte degli architetti e nel mondo della moda e dell’arredamento da parte dei designer.

 

L’ambiente macro-marketing (altri stakeholders)

 

In tutti i mercati i fattori del contesto sociale, tecnologico, economico, ecologico e politico, assumono un peso rilevante nello sviluppo futuro di questi mercati. Questi fattori esterni rappresentano delle opportunità, delle minacce o dei vincoli per le attività che compongono il portafoglio dell’impresa.

 

 
 
 
 
I gradi di orientamento al mercato

 

I 5 attori del mercato sono agenti attivi, e l’impresa dovrà tenerne conto nell’elaborare la propria strategia di marketing.

 

L’importanza del coordinamento interfunzionale
 

Il coordinamento interfunzionale è considerato un fattore organizzativo che faciliterà il coinvolgimento di tutti i livelli dell’organizzazione nella creazione di una cultura orientata al mercato. Il coordinamento interfunzionale permette la comunicazione e lo scambio tra le varie funzioni, che sono in contatto o in competizione con almeno uno dei 5 attori del mercato.

In assenza di coordinamento interfunzionale, il processo di orientamento al mercato rischia di essere subordinato ai dettami di una sola preoccupazione, il che potrebbe contribuire a ridurre la performance dell’intera organizzazione.

 

L’orientamento al mercato e la performance economica  
 

Un azienda che aumenta il suo orientamento al mercato migliorerà, di conseguenza, il suo risultato economico. Un impresa orientata al mercato ha generalmente un gran numero di clienti soddisfatti e, perciò un tasso di fedeltà elevato, i costi di vendita più contenuti. Un impresa orientata al mercato risponde all’evoluzione dei bisogni sviluppando prodotti nuovi o miglioranti. Un impresa orientata al mercato ha una buona posizione per individuare e scegliere un vantaggio competitivo difendibile. Un impresa orientata al mercato sviluppa prodotti che apportano un valore al cliente superiore rispetto alla media di mercato. Per misurare il grado di orientamento al mercato, sono stati scelti due indicatori (analisi e azione) per ogni attore presente sul mercato, e un terzo indicatore che misura il grado di coordinamento interfunzionale (cultura).

 

1.6 Riorganizzare la funzione marketing 

 

In questo inizio del secondo millennio, osserviamo un numero crescente di imprese che, dovendosi confrontare con il nuovo contesto macro-marketing, sono portate a rivedere, talvolta in modo drastico, l’organizzazione tradizionale.


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